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tutti gli uomini (per) Presidente

“Lei ha detto Presidente ma… Presidente di cosa?”

il regista e presidente di Cinecittà Studios Pupi Avati, a un tizio,

durante una serata milanese

L’Italia, a differenza di Francia e Stati Uniti, non è una repubblica presidenziale ma parlamentare; la nomina del Capo dello Stato compete, pertanto, al Parlamento, inteso come istituzione nominata dai cittadini in propria rappresentanza, a seguito di democratiche e regolari consultazioni.

È affermazione potente, si badi, che dà per scontata la maturità che il singolo cittadino esprime nel voto e l’altrettanta maturità delle competenti istituzioni nel prenderne atto.

Si è spesso osservato che alcuni meccanismi istituzionali nel nostro Paese sembrano aver perso trasparenza se non addirittura efficacia, tanto da far ritenere ormai inesistenti o di relativa importanza alcune categorie di base della democrazia e della democrazia parlamentare in particolare.

Riguardo alla nomina del futuro Presidente degli italiani, alcune forze politiche sembrano avere le idee chiare, sia sul nome sia sulle tempistiche dell’elezione.

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la settimana della memoria

Martedí prossimo, 27 gennaio, ricorre il settantesimo anniversario della liberazione dei prigionieri dal campo di concentramento di Auschwitz; quest’anno, dunque,  il tradizionale e doveroso ricordo della Shoah si arricchisce, se possibile, di un significato ancor piú evidente.

L’arte ci regala una mostra, ‘I mondi di Primo Levi – Una strenua chiarezza‘, nella Corte Medievale di Palazzo Madama, a Torino, fino al 6 aprile. 

Il cinema ci regala i suoi film, come ‘Corri ragazzo corri‘, nelle sale soltanto il 26, 27 e 28 (dal romanzo di Uri Olev, scrittore ebreo vissuto nel ghetto polacco, fuga di un bimbo che riesce a sopravvivere senza arrendersi, affrontando fame, freddo, violenza e ambiguità dell’animo umano in attesa che la guerra finisca)

nonché ‘La scelta di Barbara‘, passato al Festival di Roma nel concorso Gala, storia del ritorno alla vita di una sopravvissuta (Nina Hoss) ai campi di concentramento, in uscita in Italia con Bim entro i primi tre mesi del 2015.

La televisione ci aiuta a ricordare e a riflettere con i suoi palinsesti:

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imparare per insegnare

We all can learn new things.
We all must teach what we know.

Tutti possiamo imparare cose nuove.
Tutti dobbiamo insegnare quello che sappiamo.

 

 

 

Rileggi Cultura e nozionismo

the best friend of a (military) man

That a dog is a man’s best friend reminds a widespread way of saying as well, by the way, as in the never enough quoted ‘The Man who laughs’, by Victor Hugo.

Huffington Post informs us today of a commercial spot, commissioned by the Royal Dutch Guide Dog Foundation (KNGF), the Dutch institution that deals with the training of dogs that provide psychological comfort to those who have seen the horrors of war and sometimes are the victims of nightmares caused by the traumas that have suffered during the conflict.

The spot, for the creative direction of Niels Westra, winner of the Dutch “Gouden Loeki” as the best commercial spot, shows a Dutch soldier on the ground, on the battlefield. He sees, not far away, a dead child, along with various other eyesores; the man is reached by a fellow soldier, who tries to ease his pain, approaching his face and licking it.

In the next scene, the faithful friend is revealed to be a dog, just one of those dogs which were mentioned above, trained to alleviate the post-traumatic nightmares of Veterans:

Che il cane sia il migliore amico dell’uomo ce lo ricorda un diffuso modo di dire nonché, tra l’altro, il mai abbastanza citato ‘L’Uomo che ride‘, di Victor Hugo.

Huffington Post ci segnala oggi uno spot commerciale, commissionato dalla Royal Dutch Guide Dog Foundation (KNGF), istituzione olandese che si occupa dell’addestramento dei cani che forniscono conforto psicologico a chi ha visto gli orrori della guerra ed è talvolta vittima di incubi a causa dei traumi che ha dovuto subire durante il conflitto.

Lo spot, per la direzione creativa di Niels Westra, vincitore del  premio olandese “Gouden Loeki” come miglior spot commerciale, mostra un soldato olandese a terra, sul campo di battaglia, che vede, poco distante, una bambina morta, insieme a varie altre brutture; l’uomo è raggiunto da un commilitone, che tenta di alleviargli il dolore avvicinandosi al suo volto e leccandolo.

Nella scena successiva, l’amico fedele si rivela essere un cane, appunto uno di quei cani di cui si parlava sopra, addestrati ad alleviare gli incubi post traumatici dei veterani:

Dante, i fumetti e la Russia

Nel 2015 ricorre, come si ricordava in un precedente post, anche  il 750° anniversario della nascita di Dante Alighieri. Anche a prescindere da questo, mi è particolarmente gradito segnalare una lodevole iniziativa, un concorso per ricordare Dante, la sua importanza nella cultura italiana e in quella mondiale, con particolare riguardo a quella russa. Il tutto, però, con il linguaggio dei fumetti.

Ecco il testo del comunicato, da Orizzonte Scuola: Read the rest of this page »

Turing and the Imitation Game

Once out of the theater, everyone should hope that ‘The Imitation Game‘ get the nominations for two Oscars at least: Best Editing and Best Actor in a leading role. (To be honest, I hope the same for Eddie Redmayne and ‘The Theory of Everything’…).
Benedict Cumberbatch has been wonderful in replicating the complex and fragile personality  of Alan Turing, the mathematical genius who made  the United Kingdom win the Second World War interpreting the secret German messages.
(And his story was beautifully told in the film, as regards film categories).

A very special one, unlucky in feelings and social relationships, hated for his intelligence and for being Jew, Turing grew as a solitary genius, interested in mathematics, logics and cryptography. He dealt with his passions with his best friend, Christopher, who was going to become the most important love of his life, if an illness would have not killed him too early.
The name ‘Christopher‘ was important as weel in the live of Turing, since it was the name he gave the machine that interpreted Enigma, the German system that encrypted mysterious German messages.

Some people say they have read the book the original story of Turing was drawn from, and criticize some inaccuracies in the film, e.g. the name of the machine, which was ‘Bombe‘ and not ‘Christopher‘, and that Turing, a little different than presented in the film, also took advantage of the discoveries of someone else, despite its undeniable mastermind.
Nemo prophaeta in patria sua, someone said. Perhaps because of his intelligence, perhaps because of his enemies and, above all, because of prejudices and laws based on prejudices against gay people, Turing had to live his last season in an absurd way, and closed it by committing suicide.
(According to the official version, he bit a poisoned apple, as in ‘Snow White and the Seven Dwarfs‘, his favorite tale).
Only in 2009, following an Internet campaign, British Prime Minister Gordon Brown made the official public apology on behalf of the British government for “the appalling way in which he was treated.”
Queen Elizabeth II in 2013 granted a posthumous pardon.
Una volta uscito dalla sala, chiunque dovrebbe sperare che ‘The Imitation Game‘ ottenga almeno due candidature agli Oscar: Miglior Montaggio e Miglior attore protagonista (ad essere sincero, spero lo stesso per Eddie Redmayne e ‘la Teoria del Tutto’…). Benedict Cumberbatch è stato meraviglioso nel riprodurre la personalità complessa e fragile di Turing, il genio della matematica che fece vincere la Seconda guerra mondiale al Regno Unito interpretando i messaggi tedeschi segreti (e la sua storia è stata meravigliosamente raccontato nel film, per quanto riguarda le categorie cinematografiche).
Tipetto tutto particolare, sfortunato nei sentimenti e nelle relazioni sociali, odiato per la sua intelligenza e per il fatto di essere Ebreo, Turing crebbe come un genio solitario, interessato alla matematica, alla logica e alla crittografia. Si occupò delle sue passioni con il suo migliore amico, Christopher, che sarebbe stato il piú importante amore della sua vita se una malattia non lo avesse ucciso troppo presto. Il nome ‘Christopher‘ fu importante comunque nella vita di Turing, poiché fu il nome che egli diede alla macchina in grado di interpretare Enigma, il sistema che codificava i misteriosi messaggi tedeschi.
Alcune persone dicono di aver letto il libro dal quale la storia originale di Turing è stata tratta e criticano alcune imprecisioni nel film, ad esempio il nome della macchina, che era ‘Bombe‘ e non ‘Christopher‘, e che Turing, un po’ diverso da come presentato nel film, si avvalse anche delle scoperte di qualcun altro, nonostante il suo innegabile genio.
Nemo prophaeta in patria sua, ha detto qualcuno. Forse a causa della sua intelligenza, forse a causa dei suoi nemici e, soprattutto, a causa dei pregiudizi e delle leggi basate sui pregiudizi contro le persone omosessuali, Turing dovette vivere la sua ultima stagione in un modo assurdo e la chiuse suicidandosi. Secondo la versione ufficiale, morse una mela avvelenata, come in ‘Biancaneve e i Sette nani‘, la sua fiaba preferita.
Solo nel 2009, a seguito di una campagna su Internet, il primo ministro britannico Gordon Brown ha formulato le scuse pubbliche ufficiali per conto del governo britannico per “il modo spaventoso in cui fu trattato“.
La regina Elisabetta II ha concesso nel 2013 la grazia postuma.

les Simpsons sont Charlie

simpson's tribute to charlie hebdo

Simpson’s tribute to Charlie Hebdo

The episode of The Simpsons ‘Bart’s Best Friend‘, broadcast last night on the US network Fox, contained a tribute to the victims of the terrorist attack on the satirical French magazine Charlie Hebdo. The episode was originally written by the Hollywood director Judd Apatow 25 years ago but, after the tragic events of last week, the programme-makers decided to end Apatow’s episode with an image of baby Maggie against a red white and blue background, waving a flag which read “Je Suis Charlie“, the message adopted all around the world, as a way of showing solidarity with the victims of the Charlie Hebdo massacre.

(← www.telegraph.co.uk).

The little Maggie poses as the Freedom in the famous painting ‘La Liberté guidant le peuple’ (Liberty Leading the People), realized by Eugène Delacroix in 1830 to remember the fight of Paris people against the politics of Charles X:

Eugène Delacroix, La liberté guidant le peuple

Eugène Delacroix, La liberté guidant le peuple (1830)

(As for my personal opinion, terrorism must be condemned but Charlie Hebdo is too heavy in making satira on the religions and anyone is to be aware of the issues in dialoging with the other cultures).

rai 3, wozz’up?

Aggiornamento del 16 gennaio: La puntata di “Presa Diretta” oggetto del post torna su Rai3 sabato pomeriggio alle 16.30,

“fascia oraria fruibile anche dai più piccoli. Problematiche, risorse, qualità e bellezze della nostra regione sotto la lente d’ingrandimento. Iacona nel denunciare “le bruttezze di una terra spesso generate dall’uomo avido di cemento e non solo”, riscopre anche l’arte, il cibo, l’agricoltura, il paesaggio di una regione che se solo valorizzasse questi beni, arricchirebbe l’intero Paese. “Quello che abbiamo scoperto in Calabria vale per tutta l’Italia che è un tesoro da accarezzare”, ha spiegato Iacona, “se solo si valorizzassero tutte queste risorse e non si abbandonasse il territorio la Calabria sarebbe una regione ricca”. “La Calabria non è solo ‘ndrangheta malaffare e malapolitica. C’è tanta gente che sta già costruendo la Calabria del futuro” che la dice lunga su uno stile di fare giornalismo che, a differenza di quanto qualcuno rimprovera, non è preconcetto ma, al contrario, racconta le storie con stile semplice e diretto. Iacona con la sua inchiesta dimostra che forse non tutto è perduto per la Calabria, basterebbe solo una presa….di coscienza vera per voltare pagina e riprogrammare il futuro.” ← Strill.it

Ieri sera l’appuntamento con ‘Presa diretta‘, su Rai 3 a partire dalle 22, trattava argomento tra i piú interessanti: il tesoro nascosto della Calabria. A un certo punto, l’appassionante trasmissione si è interrotta ed è andato in onda, senza esaustiva delucidazione diversa da banali problemi d’audio, un pezzo del pur garbato ‘Geo&Geo’ su Mont Saint Michel, annessi e connessi.

Qualcuno ha temuto un at-ten-ta-to di braidesca memoria, un sabotaggio ad opera di non meglio identificati figuri che non volevano che qualcuno rivelasse le bellezze, le ricchezze e le potenzialità della Calabria, unitamente alla trascuratezza nel gestire il territorio e l’equilibrio idrogeologico, approfondito anche nell’ultima parte della puntata con riguardo a Genova e alla Liguria.

Quale che sia la spiegazione, la puntata è ripresa normalmente già ieri sera ed è recuperabile, altrettanto normalmente, sul sito ufficiale della Rai, all’indirizzo 

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-26740f13-b577-4361-bfe9-db33ebb40947.html.

Con l’occasione, si ricorda che questa sera è in onda, sempre su Rai 3, una puntata speciale di Ulisse dedicata al Quirinale, il palazzo storico che ospitò i papi del Cinquecento, i Savoia nell’Ottocento e i presidenti della Repubblica di oggi. il programma ha finalmente ottenuto un cambio di palinsesto, al lunedí e Alberto Angela la vive come sfida di particolare importanza:

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i miracoli del marketing (2)

COSENZA Le ossa di San Francesco di Paola sarebbero state messe all’asta su internet. Si tratta di un centimetro di materia ossea attribuita a San Francesco e contenuta in un piccolo reliquario. Che sarebbe stata messa in vendita a partire da circa 300 euro. Non è possibile scorgere l’attestazione della provenienza, ma sulla parte posteriore dell’oggetto si vede un sigillo vescovile in ceralacca. La seconda reliquia è un altro frammento osseo conservato in un reliquario con stemma in ceralacca, anche questo probabilmente di natura vescovile. Questo secondo oggetto viene messo all’asta addirittura a circa 130 euro. Scorgendo le pagine di uno dei più noti siti di vendita on line, emerge come sono numerose le inserzioni di oggetti che riguardano il Santo di Paola. Si trova di tutto: da piccoli frammenti ossei a pezzi di tessuto o medaglie. Si parte da prezzi molto bassi fino a vendite maggiori. Per alcuni le inserzioni sono gestite dai titolari che trattano la vendita in privato.

Corriere della Calabria

la leggenda (velocizzata) del santuario

Saint Seiya – the Legend of Sanctuary’ va guardato di sicuro ma chi ha apprezzato la serie televisiva degli anni ’90 non può fare a meno di costatare la mancanza di almeno uno dei valori che la caratterizzavano:

l’importanza della lentezza e dell’attesa.

Parrebbe un’osservazione oziosa, visto che si è dovuto sincopare in un unico film il racconto di un’intera serie ma, usciti dalla sala, si ha come l’impressione di una ricchezza svuotata. Mancano le dodici fiaccole accese, l’angosciosa e trepidante attesa dell’esito, il tempo necessario alla riuscita… Soprattutto, gli insegnamenti che scaturiscono dai dialoghi tra i duellanti, laddove ad essere a confronto sono visioni del mondo piú che qualità d’addestramento.

E sia, qualcosa è sembrato anche piú logico, ad esempio il fatto che i Cavalieri d’oro già ”illuminati” si attivino fin da subito per aiutare quelli di bronzo, diversamente da come avveniva nella serie, con un Mur fermo tutto il tempo e Ioria che si limitava a seppellire Cassios. Si vuol tacere riguardo al ruolo di Virgo, spostato su opposto binario, e di Aquarius.

Tutto questo, si badi, al netto dell’apprezzabile estetica baroccheggiante delle Case dello Zodiaco, del Grande Tempio sospeso tra le nubi (perché non nello spazio, a questo punto?) e delle armature portate a rinnovellato e avveniristico splendore.

Al netto, anche, di un Mylock e di una Isabel di Thule disegnati in modo perfettibile, a prescindere dall’assenza di Shingo Araki.

Un caro saluto ai doppiatori.

cosa ci riserva il 2015 (3)

Aggiornamento del 10 gennaio: purtroppo è venuto a mancare il regista Francesco Rosi ed è d’obbligo ricordarlo, in un post sul nostro cinema. R.I.P.

Aggiornamento dell’11 gennaio: ha deciso di lasciarci anche Anita Ekberg; svedese, ha ricoperto un ruolo di spicco nel nostro cinema come la Anitona de ‘La dolce vita‘.

È d’uopo gettare uno sguardo d’insieme sull’offerta che il cinema italiano riserva ai propri adepti in questo 2015, almeno per le pellicole che sono già calendarizzate:

  • il 15 gennaio è prevista l’uscita di ‘Hungry Hearts’, di Saverio Costanzo  (il regista e la protagonista Alba Rohrwacher hanno ricevuto oggi a Roma, proprio al termine della presentazione del film, il terzo premio Pasinetti, assegnato dai giornalisti del SNGCI a Venezia 2014, per la migliore interpretazione femminile e la miglior regia; la Rohrwacher e Adam Driver avevano già ricevuto la Coppa Volpi a Venezia);

  • e di ‘Italo’, di Alessio Scarso;

  • il 22 gennaio ‘Sei mai stata sulla luna?’, di Paolo Genovese (giornalista in carriera, frequentatrice del jet set, s’innamora di un contadino e del suo mondo; con Raoul Bova, Liz Solari, Sabrina Impacciatore, Neri Marcorè, Giulia Michelini, Sergio Rubini, Emilio Solfrizzi, Pietro Sermonti, Nino Frassica e Paolo Sassanelli. Distribuito da 01, tanto d’inedito del cantautore Francesco De Gregori nella colonna sonora);

  • nonché ‘Il nome del figlio’, di Francesca Archibugi;

  • il 26, 27 e 28 gennaio, in occasione del Giorno della memoria, arriva nelle sale ‘Corri ragazzo corri’, di Pepe Danquart,  ispirato all’omonimo romanzo di Uri Orlev (bimbo di otto anni fugge dal ghetto di Varsavia e cerca di sopravvivere fingendo d’essere un orfano polacco e lavorando come bracciante);

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l’importanza (strategica) del 27 (2)

(Segue da ‘l’importanza (strategica) del 27) Mi sovviene che in passato si parlava di una discesa (anche) sul digitale terrestre di SkyTg24 e, a quanto se ne sa, il canale che abbiamo provvisoriamente chiamato “Cielo 2″ sarà basato sulle news. Sembra giusto ipotizzare che proprio il canale 27 ospiterà SkyTG24 che, a quel punto, sarà rivale diretto di RaiNews24 e Tgcom24.

Aggiornamento del 23 gennaio: Andrea Zappia ha comunicato che Sky Tg24 passa anche in chiaro sul digitale terrestre sul canale 27, dal 27 gennaio. La SkyTG24 tradizionale resta sul satellite nella versione Hd e con i contenuti interattivi e andrà anche su free con un palinsesto diverso, composto per il 70% da notizie e per il resto da approfondimenti, docu e film.

“Nasce un nuovo canale in Italia ma non si tratta esattamente di Sky Tg24, è un canale diverso, con un palinsesto specifico. Sky oggi non è più semplicemente una pay tv satellitare, ma è da molto una media company. Il nostro core business rimarrà sempre la pay, sulla quale vogliamo continuare ad investire in termini di contenuti e di innovazione tecnologica perché crediamo ancora in una possibilità di crescita della pay. Vogliamo però portare sulla free buona parte delle notizie di Sky Tg24 non solo per far vedere il canale, ma anche per far conoscere l’offerta della pay tv. Questo canale, che mandiamo in onda grazie all’accordo con Class, ci serve anche come vetrina”.

Sarah Varetto precisa che il canale 27 ospiterà anche contenuti di spettacolo, rubriche di sport, film e serie tv, tutto su un filo rosso basato sulla cronaca; Andrea Scrosati ribadisce l’importanza di affidarsi ad un linguaggio nuovo, meno scontato. (Ansa)

A viale Mazzini, però, pare non l’abbiano presa benissimo anche perché SkyTG24, posizionata sul canale 27, danneggerebbe non poco Rai News 24; Repubblica ci informa che la Rai ha incaricato il suo Ufficio Legale di verificare se l’acquisizione del canale 27 sia legittima, magari con riguardo alla determinazione ministeriale del 22 novembre 2010, che prevedeva, per la posizione 27, un canale dal palinsesto “semigeneralista”. La Rai, partendo dunque da piano regolatore delle frequenze, spera di vincerla cosí; se cosí non fosse, è comunque pronto il piano B, spostare Rai News 24 al canale 24, al posto di Rai Movie. I dipendenti del canale di Saxa Rubra, inoltre, hanno indetto tre giorni di sciopero e, riguardo sia a quest’ultima questione sia al generale riordino delle news, si sono espressi in tal guisa:

“La redazione di Rainews24 è in stato di agitazione, per denunciare l’assenza di un progetto chiaro sul ruolo e i mezzi messi a disposizione del canale. Nel giorno in cui la concorrenza annuncia il posizionamento dell’informazione all news anche sul digitale terrestre il Consiglio di Amministrazione della Rai evita di approvare la procedura d’urgenza che avrebbe consentito di rinnovare il sistema digitale utilizzato da Rainews24 per produrre e mandare in onda servizi e notiziari. Il sistema attuale, ormai obsoleto e inadeguato, si blocca quotidianamente e la regolare programmazione del canale è garantita solo dallo sforzo e dal sacrificio dei lavoratori di Rainews24, nonostante gli organici giornalistici e tecnici insufficienti, l’assenza di salette di montaggio e di strumenti adeguati alla produzione di news 24 ore su 24. Non possiamo più attendere, come ci chiede l’azienda, il completamento di un percorso di riforma dell’informazione Rai, ancora oggi in alto mare. Sembrerà paradossale, ma la nostra prima forma di protesta sarà l’applicazione del contratto di lavoro giornalistico che a Rainews24 viene continuamente violato, per garantire al canale all news del servizio pubblico una copertura pressoché totale dei principali avvenimenti sul territorio nazionale e internazionale. L’assemblea di redazione di Rainews24 ha affidato inoltre al comitato di redazione un pacchetto di tre giorni di sciopero, il primo dei quali sarà proclamato per il mese di febbraio.”

Sempre a Cologno Monzese ma a qualche numero civico di distanza (ed in altra azienda) sta per nascere ‘Novela’, il canale Mediaset dedicato a soap opera e telenovele.

Nascerà, piú come blanded block che come canale, il prossimo 2 febbraio, pare, alla posizione 34, a rafforzare la già esistente Mediaset Extra, inserendosi nello spazio compreso tra le 6.40 e le 12.45.  Ecco il comunicato stampa del Biscione:

Lunedì 2 febbraio 2015 debutta la prima proposta televisiva italiana interamente dedicata al genere telenovela e soap opera. Tutte le mattine dalle 6.40 alle 12.45, si accenderà sul canale 34 “Novela”, un ‘branded block’ che rafforzerà la rete “Mediaset Extra” con contenuti molto apprezzati dal pubblico femminile.  Ogni mattina, da lunedì a venerdì, andranno in onda sei titoli, di cui due prime tv:  “Gabriela” (ore 10.10) e “Dolce Valentina” (ore 12.00).  Il resto della programmazione prevede “La donna del mistero” (ore 6.40 e 11.10), “Dancin’days” (ore 7.40), “Tempesta d’amore” (ore 8.40), “Centovetrine” (ore 9.40),

Bau(do) nei fumetti, Topolino nei film e Conte disneyano del calcio

Pippo Baudo ha detto che tornerà in video ma, prima che il 2014 esalasse gli ultimi respiri, lo ha già fatto sulle pagine di Topolino. La mia elefantesca memoria ricorda, in vero, almeno un altro omologo disneyano del siculo mattatore, tale Pippo Miaudo, in un’avventura degli anni Ottanta ma quello in questione è Pippo Bau, che incontra un Pippo e un Topolino ormai usi alla tv crossmediale e on demand che ha conquistato il nostro mondo e, inevitabilmente, anche Topolinia. Lo speciale, intitolato ‘W la tv… a fumetti’, è stato disegnato da Alessandro Perina per la sceneggiatura di Francesco Artibani ed è stato l’ultimo, definitivo suggello al sessantennale della TV di Stato oggetto di ampie celebrazioni.

Pippo, l’amico di sempre di Topolino, scopre una lontana parentela con il detto Pippo Bau (anch’egli un cane, secondo il dettato disneyano in base al quale i personaggi che appaiono nei fumetti devono essere trasformati in animali) e decide di andare a cercarlo negli studi televisivi, dove troneggia la statua del Cavallo che ride. Lo troverà, alla fine, tra inaudite peripezie e rocambolesche avventure, nelle pieghe della tv e della sua storia.

Pippo Baudo, informato dell’iniziativa, ha commentato:

«Sono felice di apparire tra queste pagine. Significa ottenere il massimo della popolarità, creare una memoria per il futuro in un giornale che passa tra le mani dei bambini!»

Le sorprese Disney, però, non sono finite. In Italia lo si è scoperto solo di recente (Corriere della Sera, Repubblica, Yahoo Cinema) ma già un articolo del 2003 era ben chiaro su come Topolino sia stato una mascotte fondamentale in tutta la storia della Disney, tanto da essere riprodotto, in maniera piú o meno esplicita, in numerosissimi film, come un marchio di fabbrica:

La Carica dei 101; Biancaneve e i Sette Nani; Pinocchio; Fantasia; Dumbo; Bambi; Cenerentola; Peter Pan; La Bella addormentata; Robin Hood; La Sirenetta; La Bella e la Bestia; Aladdin; Bianca e Bernie; Oliver & Company; il Re Leone; Pocahontas; il Gobbo di Notre Dame; Hercules; Ralph Spaccatutto; Mulan; Lilo & Stich; Rapunzel, In viaggio con Pippo, Red e Tob Nemiciamici, Tron.
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