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somebody flies, somebody steals…

Once finished the vision of ‘Planes 2‘ it can be said without fear of contradiction that Dusty is in perfect shape, even after the hardships and dangers of this episode. He went above and beyond what his speedometer obliged it, putting at risk the transmission, passing water, fire and even running the risk of succumbing. Sincere thanks to the entire staff who made the film, to the director Roberts Gallaway and to all the others.

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It arrived in Japanese theaters the long-awaited film in live action ‘Lupin III’ (ル パ ン 三世 ‘Rupan Sansei’) derived from the same Monkey Punch’s manga from which they were born, at the time, the daring exploits of the thief most famous in the world, its friends and inspector Zenigata, who always was in hot pursuit of him, achieving poor results.

The role of Arsene Lupin III, a descendant of that Lupin invented for literature by Maurice Leblanc, was portrayed by Shun Oguri, Jigen by Tetsuji Tamayana, while Goemon, Fujiko and Zenigata are relived, respectively, in the interpretations of Gō Ayano, Meisa Kuroki and Tadanobu Asano.

Distributed by Toho, the film sees the characters struggling with the “crimson heart of Cleopatra”, a jewel of inestimable value; the film took four years working and was shooted in Japan, the Philippines, Hong Kong, Singapore, Thailand.

 

Al termine della visione di ‘Planes 2‘ si può affermare senza tema di smentita che Dusty è in perfetta forma, anche dopo le peripezie e i pericoli di questo episodio. È andato al di là di quanto il suo tachimetro gli imponesse, mettendo a rischio la trasmissione, superando acqua, fuoco e correndo finanche il rischio di soccombere. Sinceri ringraziamenti all’intero staff che ha realizzato il film, dal regista Roberts Gallaway a tutti gli altri.

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È arrivato nelle sale giapponesi il tanto atteso film in live action di ‘Lupin III’ (ルパン三世 ‘Rupan Sansei’), ricavato dallo stesso manga di Monkey Punch dal quale nacquero, ai tempi, le mirabolanti imprese del ladro piú famoso del mondo, dei suoi amici e dell’ispettore Zenigata che sempre gli era alle calcagna, con scarsi riscontri.

Il ruolo di Arsenio Lupin III, discendente di quell’Arsenio Lupin inventato per la letteratura da Maurice Leblanc, è stato interpretato da Shun Oguri, quello di Jigen da Tetsuji Tamayana, mentre Goemon, Fujiko e Zenigata sono rivissuti, rispettivamente, nelle interpretazioni di Gō Ayano, Meisa Kuroki e Tadanobu Asano.

Distribuito dalla Toho, il film vede i protagonisti alle prese con il “Cuore cremisi di Cleopatra”, gioiello dall’inestimabile valore; ha richiesto quattro anni di lavorazione ed è stato girato in Giappone, nelle Filippine, a Hong Kong, a Singapore, in Tailandia.

 

 

problemi di lingue (e di pensiero)

A mio avviso le lauree in Lingue, anche nelle piú recenti denominazioni, sono un po’ antiquate. Si presuppone lo studio di due idiomi (al massimo è consentita un’annualità di un terzo, e non in tutti gli atenei), unitamente alla letteratura di quelle due lingue e a alle relative filologie.

Perché non considerare la possibilità di scindere i diversi aspetti? Non si può, ad esempio, essere interessati ad una lingua solo a fini professionali o voler recuperare la sola letteratura di un idioma del quale già si conoscono (provandolo) sintassi, vocabolario e grammatica? Perché lasciare una differenziazione forte tra Lingue, Mediazione e Interpretariato? Davvero è necessario che esista una classe a sé in Lingue per la comunicazione e la cooperazione tra i popoli? Se sí, perché non creare anche Lingue per il turismo, Lingue per l’insegnamento, eccetera, aumentando all’inverosimile la babele già esistente? Non basterebbe consentire agli studenti di personalizzare i piani di studio in modo piú flessibile?

Perché, in alternativa, non considerare le lingue come un sapere che deve essere trasversale a tutte le specializzazioni e, fatta salva la presenza di dipartimenti specializzati, consentire a tutti gli studenti di studiare quali e quante lingue desiderano?

A prescindere da questo, si dovrebbero rendere omogenee le modalità d’esame; in alcune facoltà si richiede una prova strutturata sulla falsariga dei parametri internazionali per la certificazione delle lingue, con o senza vocabolario monolingue, in altre si ragiona diversamente e non è bene.

INTEGRAZIONE: visto che si è nel discorso, perché non rimodulare il 3+2 di Scienze filosofiche (e di altri corsi, anche la stessa Lingue) in lauree magistrali a ciclo unico? Dopo la riforma, alcuni corsi di laurea hanno conosciuto diverse peripezie e rielaborazioni; Giurisprudenza, per esempio, è passata attraverso varie modalità di 3 + 2, per poi tornare ad una formula quinquennale a ciclo unico, quasi in ossequio a quella locuzione un po’ ovvia secondo cui “si stava meglio quando si stava peggio”. Una laurea in Filosofia una volta si prendeva in quattro anni e proprio non si vede per quale motivo si debba continuare a vendere un titolo triennale che serve a poco e dev’essere comunque integrato.

cinema calabrese alla riscossa (2): #animenere

È stato proiettato oggi al festival di Venezia ‘Anime nere‘, primo film italiano in concorso, girato quasi completamente in Calabria, ad Africo, in quella Locride già citata nel post precedente con riguardo al giovane membro della giuria del Leoncino d’oro e ai bimbi che fanno cartoon. Standing ovation e dieci minuti di applausi.

Francesco Munzi, romano, classe 1969, regista e apprezzato documentarista, alla sua terza fatica cinematografica, seconda a Venezia, sembra aver esplorato le intime fibre dell’Aspromonte, dove alcune categorie mentali faticano a scomparire ma sempre vive la speranza nel riscatto.

Galeotta è stata la lettura del romanzo di Gioacchino Criaco (pron. Criàco), pubblicato da Rubettino nel 2008, alla quale Munzi si è dedicato con passione e dalla quale ha ricavato la curiosità di entrare in un mondo che lo ha intrigato in misura sempre maggiore, fino ad averlo “felicemente sorpreso“; la sceneggiatura, appoggiata fin dall’inizio dallo scrittore aspromontano, è sta scritta da Munzi stesso, in collaborazione con Maurizio Braucci e Fabrizio Ruggirello, purtroppo scomparso nel dicembre del 2013.

Particolarmente alto il livello della recitazione, in gran parte in dialetto; merito di Marco Leonardi, nato peraltro a Locri, di Peppino Mazzotta e Fabrizio Ferracane, che hanno impersonato in modo eccellente i tre fratelli, Luigi, Rocco e Luciano, primo e secondo a gestire traffici illegali di stupefacenti e denaro sporco, il terzo, il maggiore, a fare il pastore sulle montagne dell’Aspromonte, pur accarezzando l’onirica chimera di una Calabria preindustriale, in un virtuale dialogo coi morti. Poi c’è Leo, suo figlio, impersonato da Giuseppe Fumo, scintilla che fa riaccendere ancestrali alchimie.

Molto alto anche il livello di collaborazione degli autoctoni; il regista racconta che, mentre si girava, la cittadinanza manifestava interesse e totale fiducia, solidale all’obiettivo di raccontare il male nella speranza di sradicarlo.

Girato, come dicevamo, in massima parte in Calabria, ma anche a Milano e in Olanda, ol film è stato prodotto da Cinemaundici e Babe Films con Rai Cinema e arriverà nelle sale il 18 settembre, distribuito con Good Films.

cinema calabrese alla riscossa: #nonsolovenezia

La Mostra internazionale del cinema di Venezia apre i battenti in queste ore ma il mondo della celluloide, da qualche tempo interamente digitale, non ruota solo attorno alla laguna.

Nel suo piccolo anche la Calabria, per esempio, miete numerose, cinematografiche soddisfazioni. Fabio Mollo (‘Il Sud è niente‘) ha ricevuto numerosissimi riconoscimenti (premio “Giacomo d’Onofrio” come giovane autore emergente alla XXXIX edizione del Laceno d’oro, Miglior Regia e la Miglior Attrice al Gallio Film festival del Cinema italiano opere Prime, Rosa d’Oro come miglior film al festival Roseto Opera Prima, premi Nuove Impronte alla Miglior Opera Prima e alla Miglior Attrice al Festival Maremetraggio di Trieste, Premio della Giuria al P&LFilmFest in Svezia, tre candidature ai GLOBI D’ORO 2014 della Stampa Estera, Premio Camera D’Oro Taodue per il Miglior produttore emergente ecc. ecc. ecc.)

Alessandro Grande (‘Margherita‘) ha vinto l’ambitissimo premio Federico Fellini al quattordicesimo Festival Corto Film, tenutosi a Chianciano Terme, con la seguente motivazione:

“Una piuma di luce che cala dolcemente nella coscienza dello spettatore. Luoghi comuni che vengono sconfitti con l’intelligenza e la dolcezza tipica di Alessandro Grande. In tutto questo si respira l’aria felliniana, un sapore che la Giuria ha intensamente apprezzato e goduto senza indugi”.

Co-produzione Pi.Sa.Film e Imago, premiato come miglior film anche allo Shredder International Film Festival del Vermont e, a oggi, cortometraggio piú premiato d’Italia con 67 premi in un anno, a ‘Margherita’ viene riconosciuto il profumo di una magia prettamente felliniana e Grande, nel ritirare il premio, ha dichiarato:

“È un premio che mi onora e che mi carica di responsabilità. Questo lavoro mi sta riempiendo di soddisfazioni e non posso che prendere tutti questi riconoscimenti come ulteriore motivazione per fare sempre meglio in futuro”

(< – Strill.it)

È bello concludere con un riconoscimento andato a un giovane di Locri, Giuseppe Parasporo. Il ragazzo, primo premio al concorso ‘David Giovani’, è stato scelto per partecipare, da giurato, al Premio “Leoncino d’Oro”, che si svolge contestualmente al festival di Venezia ed è ormai giunto alla ventiseiesima edizione. L’amministrazione comunale dell’antica colonia magnogreca di Locri Epizephiri ha espremmo soddisfazione e orgoglio e si vuol ricordare, proprio in questa sede, che quel territorio non è nuovo ad esperienze cinematografiche perché, già in passato, i bimbi della Locride facevano cartoon.

(< – Strill.it)

Sasso, Carta, Forbici

Sasso, carta, forbici era un intrattenimento alquanto diffuso una volta tra i bambini ed è in auge ancora oggi, anche nella variante rete, sasso, forbici. Merita la massima considerazione ed è bello che Garret O’Neal, Gang Maria Yi e Bryan Locantore siano riusciti addirittura a ricavarne un film, pure bello.

Basandosi su un meccanismo di gioco che non è certo il caso di ricordare (il sasso batte le forbici, le forbici tagliano la carta, la carta avvolge il sasso, tutti e tre simboleggiati dalla posizione delle dita delle mani), i tre citati si sono incontrati al Ringling College of Art and Design e hanno realizzato il video ‘Broken, Rock, Paper, Scissors‘, dove le tre posizioni diventano personaggi veri e propri, per un prodotto che, chissà, potrebbe divenire il pilot di piú ambiziosi sviluppi. Capita spesso, d’altra parte, che le idee di maggior successo nascano dalla semplicità…

< - linkiesta.it

#il piú grande Sanremo dopo Pippo Baudo (2)

Carlo Conti ha rilasciato in questi giorni interviste e dichiarazioni sul suo futuro televisivo, almeno per quanto riguarda Sanremo e gli altri impegni della stagione 2014 -2015; sta lavorando al regolamento del festival, che sarà pronto a metà settembre e si differenzierà dalle ultime edizioni perché ogni artista proporrà una canzone soltanto. Sedici artisti e otto giovani.

Ci sarà poi da pensare al cast e alla persona che lo affiancherà alla conduzione, una co-conduttrice (co-conduttore no, eh?), da scegliere entro Natale, periodo durante il quale, per tradizione, si deve essere particolarmente generosi. In piú, un comico diverso a serata, che alcuni rintracciano nel teatro toscano, nei Pieraccioni, Panariello e Ceccherini che provengono dalla terra di Dante.

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il web a #Venezia (2): Italy in a day

 È ancor vivo nei miei ventiquattro lettori l’invito che divi e professionisti hanno rivolto a tutti il 26 ottobre scorso, chiedendoci d’impugnare la videocamera e riprendere il mondo, il vissuto, le nobili cure o il banale transeunte?

Italy in a day’, per intenderci, il primo film collettivo della storia, o social movie, per dirla all’inglese… per ventiquattr’ore ventiquattro gli italiani hanno ripreso il mondo e la vita che li circondava e inviato il tutto (oltre 44 mila filmati); Gabriele Salvatores ha poi avuto un bel daffare nel guardarli, valutarli e montarli, insieme allo staff di Rai Cinema e Indiana Production.

La settantunesima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia ospiterà ‘Italy in a day’ il prossimo 2 settembre, fuori concorso; nella trepidante attesa, è possibile visionare il messaggio di ringraziamento di Salvatores e magari rivedere lo spot dello scorso autunno:

http://www.italyinaday.rai.it

 

del Gattopardo e altri demoni (3)

Il Gattopardo di Luchino Visconti fu girato a Ciminna, in provincia di Palermo e, proprio a Ciminna, avrà luogo la mostra di materiale fotografico in gran parte inedito, sulla celebre pellicola ispirata al romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa‘Il set del Gattopardo in 300 immagini’.

Trecento foto trecento, un anno di lavoro, la rassegna piú grande di sempre, con la costruzione scenica del palazzo nobiliare dei Salina, Visconti che parla con Burt Lancaster, il trucco che rese realistici e immaginifici i personaggi usciti per l’occasione dalle pagine dello scrittore siciliano. La piccola comunità siciliana venne travolta, coinvolta, forse anche meravigliosamente sconvolta da una troupe che, capeggiata da Visconti, lavorò novanta giorni per ricreare Donnafugata nel luogo che, meglio di qualunque altro, avrebbe potuto ospitarla.

L’inaugurazione avverrà sabato prossimo, 23 agosto, alla presenza del Presidente del Senato Accademico dell’Accademia internazionale Amici della Sapienza Paolo Calabrese e di Alfonso Lo Cascio, presidente di SiciliAntica (Associazione culturale di volontariato per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali).

L’iniziativa, nel contesto delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del film, consterà anche di altri momenti, secondo una scaletta che riproduciamo di seguito (sito MiBac):

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il rischiaFazio

Fabio Fazio ha rilasciato a Tv Sorrisi e Canzoni un’intervista nella quale ha precisato i suoi intendimenti per la stagione televisiva 2014 – 2015; per un ‘Che tempo che fa‘ sostanzialmente invariato, con maggiore spazio a Gramellini e la conferma di Luciana Littizzetto che, pur figurando tra i conduttori di Italia’s got talent su Sky, rimarrà colonna portante del programma, d’assoluto interesse sembra un altro progetto, che strizza l’occhio alla stretta amicizia che legava il presentatore di Savona a Mike Bongiorno.

Dichiara, il Fazio, di voler rifare il mitico ‘Rischiatutto‘; per la precisione, dice di averlo già proposto alla Rai,  di avere inizialmente pensato ad una serata – evento in autunno per celebrare Mike, che a suo avviso funzionerebbe anche come quiz a puntate.

È idea tra le piú interessanti. Che lo faccia Fazio o altri, la mancanza di un quiz show di prima serata, strutturato magari alla stessa stregua di quel TeleMike che, negli anni Ottanta e Novanta, fu un connubio perfetto d’informazione e spettacolo, si sente proprio; lo stava per fare Sky, d’altra parte, con RiSkytutto, poi non partito a causa della scomparsa del presentatore. Oggi la sfida, nell’era di internet e della velocità parossistica dell’informazione, sarebbero i tempi, il ritmo ma anche la connessione ad un sistema fluido e complesso.

La mia elefantesca memoria ricorda anche un altro progetto frullato nelle liguri meningi di Fabio, riguardo agli anni Ottanta e al fatto che non si sia ancora realizzato un programma di revival, piú o meno nostalgico, per ricordarli e riviverli, tipo Anima mia.

Fazio ha comunque in mente anche altri progetti per il il futuro, lo ha dichiarato; tra gli altri, una grande prima serata, in tre o quattro puntate.

Solo, gli serve un complice…

il web a #Venezia

Anche quest’anno la Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia ospiterà una Sala web, per la proiezione in streaming di undici lungometraggi in prima mondiale, otto della sezione Orizzonti e tre di Biennale College, il laboratorio d’alta formazione per i film a micro budget.

Il biglietto è acquistabile a 4 euro, con registrazione sul sito boxoffice.festivalscope.com, per le proiezioni in inglese o in lingua originale con sottotitoli in inglese; a 6, 9,90 o 35 euro attivando un profilo unlimited sul sito mymovies.it/live per i film in italiano o sottotitolati in italiano. La proiezione di ogni singolo film sarà possibile per cinque giorni a partire dalle ore 21 del giorno di proiezione in laguna e non sarà ripetibile.

La presenza del web al festival non si esaurisce qui, tuttavia; per discutere e fare social networking sui film in concorso è prevista una conversazione su Twitter, seguendo @redcarpetsocial, con hashtag #socialredcarpet seguito dall’hashtag del singolo film:

3 coeurs #3coeurs

99 Homes #99homes

Belye nochi pochtalona Alekseya Tryapitsyna #beleyenochi

Birdman or (the Unexpected Virtue of Ignorance) #birdman

En duva satt på en gren och funderade på tillvaron #enduvasatt

Ghesseha #ghessea

Hungry Hearts #hungryhearts

Il giovane favoloso #ilgiovanefavoloso

La rançon de la gloire #larancondelagloire

Le dernier coup de marteau #lederniercoup

Manglehorn #manglehorn

Pasolini #pasolini

Sivas #sivas

The look of silence #theloookofsilence

Per sapere quali membri della Community saranno presenti alla proiezione, i tag da usare saranno #socialredcarpetinsala e #hastagfilm.

Ecco, infine, l’elenco delle proiezioni relative alla Sala web: Read the rest of this page »

l’Hercules che non ti aspetti

Forse a sua insaputa, il regista Brett Ratner, con il suo ‘Hercules – il guerriero‘ (originale Hercules), si inserisce in un filone che gli antichi già conoscevano. Evemero da Messina riteneva che gli dèi fossero, in origine, uomini molto potenti e che erano stati gli esseri umani a venerarli per le loro opere, parlando e tessendone le lodi; sembra, peraltro che la parola greca φήμη (fēmē, Fama) derivi dal verbo φημί (fēmí, “parlare”). La “fonte” di Harlin sembra essere stata, per la verità, la graphic novel ‘Hercules – La Guerra dei Traci’ che Admira Wijaya e Steve Moore hanno realizzato per Radical Comics, basandosi sul mito greco e rielaborandolo alquanto. 

 ‘Hercules – il guerriero‘, costato, si dice, cento milioni di dollari, vede il forzuto Dwayne “The Rock” Johnson interpretare un Eracle / Ercole piú vicino ai fumetti che al mito tradizionale, non solo in quanto ispirato dalla graphic novel; nel film, piú  che la grandezza dell’eroe, si respira piuttosto una Fama in grado di precederlo e intimorire i nemici (Iolao, prigioniero, arriva a raccontare che è solo un uomo, quantunque dalla forza straordinaria, che le leggende sul suo conto sono state gonfiate, hanno subito quello che i tecnici della materia chiamerebbero elefantiasi).

Nato, come nel mito, da Zeus e Alcmena, ha portato a termine le famose dodici fatiche, con la gloria che ne è conseguita, indossa la pelle di leone (di Nemea), è armato di clava e viene invitato dal re di Tracia per combattere un suo nemico invasore, alla guida di un esercito in cui figurano anche alcuni dei suoi amici fidati, come il già citato Iolao, Anfiarao e Atalanta (quella che, nel mito tradizionale, si era fatta conquistare dalle mele di Ippomene e aveva partecipato alla caccia del cinghiale Calidonio).

Tra le dissacrazioni che il film si concede, c’è la riduzione di Cerbero ai minimi termini (tre lupi in società), il fatto che i centauri non fossero uomini-cavallo ma uomini “a cavallo”, che l’Idra di Lerna non fosse altro che una banda di nove briganti mascherati da serpente e cosí via, a smontare la costruzione mitica per dare un’interpretazione reale e plausibile, magari finalizzata ad altro.

Gli dèi, se pure esistono, non appaiono mai; Ercole stesso è messo in discussione, divorato dagli incubi e perseguitato dal ricordo di una famiglia che è scomparsa, in un modo che non rammenta (forse è pure meglio, giacché era stato lui a sterminarla in un momento di follia).

In cauda venenum, il film è programmato a pochi mesi di distanza da ‘Hercules – La leggenda ha inizio’ (The Legend of Hercules), diretto e prodotto da Renny Harlin, con Kellan Lutz.

ferragosto al museo

A Ferragosto il nostro Paese offre innumerevoli possibilità di vacanza intelligente e culturale; ecco, dal sito ufficiale del Ministero, l’elenco dei luoghi d’interesse culturale che saranno aperti domani:

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on the Red Sea (2)

Christian Bale will play as Moses in the next Ridley Scott’s kolossal,  ‘Exodus: Gods and Kings’(The title seems to reveal a quiet disenchanted approach to the Holy Bible, seen as the Hebraic mythology). 

As in the previous films based on the Exodus (and Deuteronomy), 40 years old Christian will have to make Israelite slaves get out free from Egypt and move toward the Promised Land.

Of course, it is to tell the particular relationship between Moses and Rhamses, (Joel Edgerton of Warrior and The Great Gatsby), born almost as brothers, became ennemies because of the facts and, someone says, of the different opinions on slavery.

They arrive to duel, and Rhamses screams:

Let’see who’s more effective at killing, you or me?’.

By the way, Moses takes Rhamses informed on what runs the risk to happen:

I came here to tell you that something is coming that is out of my control‘.

According to the trailer, another star in this film, which is said to have a budget of over $150m, seems to be the Nature; we see tornadoes, dantesque landscapes, lightning storms, rivers of blood (perhaps because of the 10 Plagues, I suppose).

In the cast, Bale and Edgerton a part, there are also Sigourney Weaver, Aaron Paul, Ben Kingsley, Emun Elliott and John Turturro.

The film, written by the Oscar awarded Steven Zaillian (‘Schindler’s List’), realised at the Pinewood Studios of London, will be released in America on December 12, 2014; in Italy, on January 2015.

Christian Bale interpreterà Mosè nel prossimo kolossal di Ridley Scott, ‘Exodus: Dèi e Re’ (il titolo sembra rivelare un approccio abbastanza disincantato verso la Sacra Bibbia, vista come mitologia ebraica).

Come nei precedenti film basati sull’Esodo (e sul Deuteronomio), il quarantenne Christian dovrà far uscire liberi dall’Egitto gli schiavi israeliti e muovere verso la Terra Promessa.

Naturalmente, c’è da raccontare il particolare rapporto tra Mosè e Ramses, (Joel Edgerton di Warrior e Il grande Gatsby), nati praticamente fratelli, diventati nemici a causa dei fatti e, dice qualcuno, delle diverse opinioni sulla schiavitú.

Arrivano a duellare e Ramses urla:

‘Vediamo chi è piú bravo a uccidere, io o tu’.

Comunque, Mosè informa Ramses su cosa corre il rischio di accadere:

‘Sono venuto qui per dirti che sta arrivando qualcosa che è fuori dal mio controllo’.

Stando al trailer, un’altra protagonista di questo film, che si dice abbia un budget di oltre 150 milioni di dollari, sembra essere la natura; si vedono tornado, paesaggi danteschi, temporali, fiumi di sangue (forse a causa delle Dieci Piaghe, suppongo).

Nel cast, a parte Bale e Edgerton, ci sono anche Sigourney Weaver, Aaron Paul, Ben Kingsley, Emun Elliott e John Turturro.

Il film, scritto dal premio Oscar Steven Zaillian (‘Schindler List’), realizzato presso i Pinewood Studios di Londra, uscirà in America il 12 dicembre 2014, in Italia a gennaio 2015.

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