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attualità del greco

 Un grecista di mia conoscenza mi ricordava che la lingua di Platone viene considerata tra le piú stabili al mondo (altri dicono essere l’inglese  quella col maggior numero di parole ma se ne tratterà, forse, in altra sede).

In effetti, a prescindere dalle cattive notizie che ci giungono, chi ha fatto il classico si lascia spesso attraversare da un sottile brivido quando, ad esempio, vanno in onda le immagini degli scontri tra folla e polizia ad Atene e si riesce a tradurre il greco moderno con la stessa facilità con cui si sarebbe tradotto quello antico. Non è necessario sforzo particolarmente ardito, infatti, per capire che ASTYNOMIA (POLIZIA) deriva da ASTY (città, rocca) e NOMOS (legge), con l’evidente  significato di ente designato a difendere le istituzioni con gli strumenti che ritiene opportuni (ci sfugge, però, l’ente al quale sono affidate le άγραφοι νόμοι, le leggi non scritte).

Il greco di oggi ha due varianti, la demotikè e la katharéousa, in sostanza lingua popolare e lingua colta.

Quest’ultima vanta un lessico che annovera termini usati già in greco classico, parole che hanno tremila anni di vita e li portano decisamente bene:

Ελλάς, Eλλάδος (Grecia, anche nella demotikè); Αθήναι (Atene)
ομιλώ (parlare) οίνος (vino)
πους (piede) οικία (casa)
οφθαλμός (occhio) εις (uno)
ίππος (cavallo) εις (in)
ναυς (nave) ύδωρ (acqua)
λαμβάνω (prendere) ιχθύς (pesce)
βασιλεύς (re) πυρ (fuoco)
πας, πάσα, παν (tutto) έλαιο (olio, con semplice perdita di una ν)
χειρ (mano) άνθος (fiore)
ου(κ) (non) ους (orecchio)
 κύων (cane)

Giusto qualche spirito in meno… Va detto che i Greci di oggi sono convinti che la pronuncia erasmiana, usata nei nostri licei, sia sbagliata ma è questione che in questa sede non è possibile approfondire (rileggi, però con maggiore riguardo al latinoche ve farete del mio latinorum?).

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