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bufale, in arrivo un pulsante su Facebook

Esistono vari tipi di bufale e la cretin(eri)a va allontanata circoscritta*; nel mondo del giornalismo, il controllo delle notizie e l’affidabilità delle fonti sono concetti della massima importanza e nessun professionista serio riporterebbe un singolo dato senza averlo verificato. Quanto a Facebook, che, come altri social media, corre il rischio d’essere invaso dalle bufale, è recente la notizia della prossima introduzione di un bottone, analogo a quelli già esistenti per il ‘Mi piace’ e altro, cliccando il quale gli utenti potranno segnalare una notizia non veritiera, la “bufala”. A dirla tutta, pare che il social di Mark Zuckerberg abbia conosciuto il problema bufale in modo particolarmente evidente negli ultimi mesi, contestualmente alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti: nel Paese governato da Donald Trump molte persone s’informano attraverso Facebook come se fosse una testata giornalistica e qualcuno è arrivato ad attribuire alla popolare piattaforma la stessa elezione del Presidente.
Alan Mosseri, vicepresidente di Facebook e responsabile del News Feed, nell’annunciare il bottone per le bufale, ha dichiarato:

«Crediamo che sia fondamentale dare voce alle persone e che non possiamo essere noi gli arbitri della verità. Ci occuperemo di questo problema con attenzione».

L’azienda sta già cercando le figure professionali opportune; gli articoli segnalati saranno trasmessi alle organizzazioni di fact-checking che, secondo metodi e criteri definiti dall’International Fact-Checking Network fact-checkers’ code of principles di Poynter, potranno segnalarli come “dubbi”, dando una spiegazione. Questo potrebbe riposizionare la potenziale bufala piú in basso rispetto alle altre notizie.
Il passaggio epocale, però, è che Zuckerberg, dopo aver sempre dichiarato che la sua creatura non è una media company, pone in essere un approccio “editoriale” ai contenuti postati dagli utenti, il che potrebbe indicare l’ufficiale intento di trasformare Facebook in uno strumento d’informazione.
Rimane da scoprire, infine, quale sarà l’estetica di questo bottone: l’icona di un bovide?

Fonte: il Fatto Quotidiano

* intelligenti pauca

One Response

  1. Aggiornamento 19 dicembre: in Germania è stata formulata l’ipotesi di sanzionare Facebook e altri social con multe da 500 mila euro per la diffusione delle bufale. Secondo il sito Deutsche Welle, tale ipotesi sarebbe allo studio da parte della coalizione di governo tedesca che include l’Unione Democratica Cristiana, il partito di Angela Merkel, e potrebbe tramutarsi in una nuova legge.
    La mossa sarebbe dettata dalla preoccupazione per gli effetti sulle prossime elezioni in Germania, nel 2017, della proliferazione di notizie false e di intrusioni dall’esterno. Di cyberattacchi e ‘false informazioni’ provenienti dalla Russia, ad esempio, aveva parlato l’8 novembre la stessa cancelliera Merkel affermando che questa attività potrebbe giocare un “ruolo” in campagna elettorale. Thomas Oppermann, capogruppo del partito socialdemocratico (Spd), in un’intervista a Der Spiegel ha suggerito multe di 500 mila euro nel caso in cui siti come Facebook non provvedano rapidamente a rimuovere materiale dannoso. Sempre il settimanale Der Spiegel a novembre aveva riportato la notizia che Mark Zuckerberg era indagato nel Paese per mancata rimozione di contenuti che incitavano all’odio e che negano la Shoa. (Prima on line)

    19/12/2016 at 21:29

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