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Ciao, Sanremo!

L’edizione 2012 del festival di Sanremo sarà ricordata come una delle piú “salutanti”. Il rito, forse scaramantico, della mano con le cinque dita ben spiegate o lasciate morbidamente flettere, è stato osservato da tutti, cantanti, conduttori e ospiti, e la spiegazione di Papaleo, che diceva rivolgersi a Celentano, ha convinto in modo relativo.

Anche le canzoni meritano un cenno, però.

La canzone di Emma (‘Non è l’Inferno’) ha avuto il merito di trattare la cruda attualità e toccare il sentire della gente.

Quella di Samuele Bersani, dedicata ad un pallone, in uno stile che sembra strizzare l’occhio a ‘Storia di un pallone’, di Gianni Rodari, o alle poesie sportive di Umberto Saba.

Quella di Irene Fornaciari, poi, originalissima. Le monete di Sole le ha messe in tasca, le palle di ghiaccio colpite di testa. Sotto al rasoio dei giorni, però, il becco del merlo non ha funzionato.

Quella di Pier Davide Carone e Lucio Dalla ha avuto il coraggio di cantare l’amore per una prostituta.

Però, una capatina dal dentista…

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