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Dica 33: il cinema italiano tra convegni, premiazioni e parchi

Ha avuto luogo ieri, 23 marzo, a Roma, presso la sede dell’Agis, il dibattito ‘Dica 33. Consulto sul cinema italiano’, promosso da Sncci (Sindacato Nazionale Critici Cinematografici italiani), moderato dal giornalista Franco Montini, animato da relatori quali Riccardo Tozzi, fondatore di Cattleya ed ex Presidente dell’Anica, oggi presieduta da Francesco Rutelli, Domenico Dinoia, esercente cinematografico lucano ma milanese d’adozione, Presidente della Fice, il noto critico cinematografico Fabio Ferzetti, il regista e sceneggiatore Daniele Vicari. Il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini ha sempre menato vanto dell’ultima legge sul cinema, che ha incrementato del 60% i finanziamenti pubblici destinati al settore, con la stabilizzazione di risorse certe nell’ordine di almeno 400 milioni di euro l’anno, ed aveva annunciato, lo scorso dicembre, un ulteriore potenziamento del “tax credit” a 200 milioni di euro. Gli invidiamo lo slogan dell’Italia come “superpotenza culturale”.
Quanto emerso dal convegno, tuttavia, non ha rivelato uno scenario particolarmente luminoso. Pare che gli italiani vedano poco cinema made in Italy; film di Zalone a parte, nei primi tre mesi di quest’anno il dato è del 20%, a fronte di un 29% del 2016.
Molti registi e produttori preferiscono le serie televisive, anche facendole nascere da successi cinematografici; Riccardo Tozzi ha ricordato che uno dei vantaggi delle serie televisive è quello di non doversi confrontare con il riscontro immediato del botteghino perché, con buona pace del verdetto Auditel per la tv generalista, dal punto di vista del produttore il successo di una serie televisiva si misura nel medio-lungo periodo, tra repliche nel palinsesto e fruizioni “on demand”. Daniele Vicari ha auspicato maggiore sinergia e solidarietà tra le diverse componenti autoriali, artistiche, tecniche; tali componenti, peraltro, non sarebbero state convocate al tavolo di lavoro che ha partorito la proposta di legge governativa, al quale tavolo sedevano soltanto Sky, Rai, Mediaset, Anica, Apt.
Nelle stesse ore del convegno, sette associazioni del cinema italiano hanno diramato un comunicato stampa segnalando di aver inviato una lettera a Stefano Rulli, Presidente del Consiglio Superiore del Cinema e Audiovisivo (Csca), per richiedere un primo incontro con l’organo consultivo del Ministero, appena insediato. I firmatari, Anac (Associazione Nazionale Autori Cinematografici), Wgi (Writers Guild Italia), Agpci (Associazione Giovani Produttori Cinematografici Indipendenti), Sncci (Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani), Afic (Associazione Festival Italiani di Cinema), Pmi / Cna (Piccole Medie Imprese Cinema e Audiovisivo), si propongono di formulare e presentare una “proposta unitaria” per una legge sul cinema nuova, che ascolti e condivida le istanze di produttori, tecnici, autori, critici.
Consoliamoci. Si sono celebrati in questi giorni i settant’anni dei “Nastri d’Argento”, in un anno in cui sono stati ricordati i professionisti e gli artisti italiani che, oltre al Nastro, hanno ricevuto anche l’Oscar.
Lunedí prossimo avrà luogo la consegna dei premi David di Donatello 2017, trasmessa in diretta su Sky Cinema Uno HD, Sky Cinema David di Donatello HD (canale 304), Sky Uno HD, Sky Arte HD, SKY TG24 HD, in chiaro su TV8. Da domani, 25 marzo, inoltre, prende il via, presso il parco tematico di Cinecittà World, la mostra ‘Pezzi da Oscar’, da noi già trattata. Il parco presenta una stagione rinnovata e un ricco palinsesto di eventi, tra cui la giornata dedicata alla Ferrari – Passione Rossa, il 23 aprile, un omaggio a Totò, l’Oscar dei Comuni e il Cinecittà World Run, una simpatica corsa tra i set e le scenografie del parco, per trascorrere il 1° maggio in scarpe da ginnastica.
Dulcis in fundo, i film italiani che vedo io sono sempre bellissimi.

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