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N(er)uda Veritas

“Non sono solo ira e dolore… forza io sono di pietra pensosa, allegria di mani insieme allacciate. Infine, sono libero entro gli esseri. E tra gli esseri, come l’aria vivo, e dalla solitudine assediata esco verso il folto delle battaglie a conquistare gioie indomabili.”

Pablo Neruda

Una delle pellicole piú interessanti presentate alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes 2016 è quella dedicata dal regista Pablo Larraín al poeta Pablo Neruda, intitolata, per l’appunto, ‘Neruda’.
Non è questa la sede per ricordare l’importanza che il cileno Ricardo Neftalí Reyes Basoalto, in arte Neruda in onore di un poeta cecoslovacco, ricoprí nel secolo scorso, nell’ambito della letteratura, della storia e dell’immaginario delle anime che si sentivano accomunate dallo stesso sentire.
Quello che ci limiteremo ad affermare è
che il nostro, impersonato dalla star cilena Luis Gnecco, si presenta allo spettatore proprio nella misura in cui la sua dimensione poetica diventa attivismo politico e, da senatore comunista, difende il popolo cileno dalla dittatura di Videla. Era un monumento vivente, Neruda e intere frotte di giovani si nutrivano delle sue parole per nutrire, a loro volta, le utopie ugualitarie nei Paesi del Sud America.

La storia di un uomo ma la storia di un’intera situazione storica. Un biopic che diventa affresco.
Alcuni minatori stavano scioperando per affermare i loro diritti e Neruda accusò pubblicamente il governo del Cile.
Non si piegò al potere né al conformismo di conodo, né si costituí; braccato dal capo della polizia, tale Oscar Peluchonneau (Gael Garcia Bernal), dovette ingaggiare una strenua strategia per sfuggire alla repressione.
La bravura di Larraín si è espressa proprio in questo: non raccontare la figura esclusivamente poetica già gradevolmente cantata in quel ‘Postino’ che Radford e Troisi ricavarono dal romanzo di Skármeta ma creare una sorta di romanzo poliziesco dal ritmo incalzante, in cui le anime dei protagonisti (Peluchonneau, Neruda e la compagna Delia del Carril, interpretata da Mercedes Morán), pur partendo da ben diverse posizioni, si muovono con indipendenza, in un giuoco che, altrimenti, sarebbe sembrato destinato a un vicolo cieco.
Non per niente, l’ispettore arriva a citare Batman:

Sarò il vostro incubo peggiore!“…

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