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i numeri della Bibbia

Sembra che, in luogo di

Dio il Signore, con la costola che aveva tolta all’uomo, formò una donna e la condusse all’uomo“,

sarebbe piú corretto tradurre:

Dio il Signore, con la metà che aveva tolta all’uomo, formò una donna e la condusse all’uomo“.

Si tratta solo di una delle tante curiosità che possono scaturire dal confronto tra il testo originale della Bibbia e le traduzioni nelle altre lingue, antiche e moderne.

Curiosità che non si limitano, però, all’aspetto lessicale e filologico.

Nel corso della storia, infatti, si è anche  tentato, piú volte, un approccio numerologico (oltre che esoterico) al testo delle Sacre Scritture.

Si è cercato, cioè, di ricavare dalla lettera del testo originale un qualche codice trasversale, che percorresse l’intera opera in modo sotteso o celasse significati reconditi. Questo sforzo era aiutato dalla particolare fisionomia delle lingue ebraica, aramaica e greca e dalla gematria, scienza che assimila i numeri alle lettere dell’alfabeto, attribuendo valore simbolico. La questione si è spesso risolta affermando che è possibile ricavare quello che si vuole, giocando con il variare delle combinazioni.

Nel 1964 il pastore Ethelbert W. Bullinger pubblicò  uno studio sulla numerologia della Bibbia, ovvero sull’importanza che alcuni numeri hanno nell’architettura delle Sacre Scritture, anche in considerazione della ricorrenza loro e dei loro multipli.

L’approccio è quello di dimostrare come la Bibbia riproduca nel suo testo una perfezione matematica che riprende la perfezione del creato ed è sforzo che, nel corso della storia, ha accomunato molte indagini, speculazioni, correnti.

Partendo dallo studio di Bullinger, con qualche integrazione proveniente da altre fonti, il significato di ogni numero sarebbe il seguente:

1: unità e inizio. La prima volta che una parola o frase compare, denota il suo senso essenziale nell’interpretazione. Quelle parole che nel testo originale compaiono solo una volta sono enfatiche ed importanti, come il Primo giorno, la Luce.

2:  differenza. Se due diverse persone concordano nella testimonianza, essa è conclusiva. In caso contrario, rappresenta l’opposizione, l’inimicizia, la divisione, come nell’opera del Secondo giorno.

3: perfezione e completezza Divina. Il Terzo giorno completa l’opera fondamentale della creazione. Il Quarto, Quinto e Sesto giorno sono controparte e ripetizione dei primi tre, e corrispondono ad essi. Il numero tre include anche la resurrezione, perché il Terzo giorno la terra risorse dalle acque e del frutto sorse dalla terra (che dire, poi, del ‘tertia die resurrexit’?).

4: le opere creative (3+1), sempre con riferimento alla creazione materiale.

5: la grazia Divina. È 4+1, cioè Dio che aggiunge i Suoi doni e benedizioni all’opera delle Sue mani. Il 5 è fattore principale in tutte le misure del Tabernacolo. Sara diventa Sarai e Abram Abraham in virtù dell’aggiunta della lettera he, che nella gematria ha valore numerico 5.

6: l’uomo, che venne creato il sesto giorno, lavora sei giorni e le ore del suo giorno sono multipli di sei.

7: perfezione spirituale. È il numero che segna l’opera dello Spirito Santo, autore della Parola di Dio e donatore della vita; ed il 7 è il numero che regola ogniperiodo di incubazione e gestazione negli insetti, gli uccelli, animali e l’uomo.

8: resurrezione, rigenerazione; un nuovo inizio o principio. L’ottavo è un nuovo primo, quindi l’ottava musicale, nei colori, nei giorni della settimana e così via. Per gematria, Iesous (Gesù in greco) fa per somma 888. Il numero 8 o i suoi multipli è scolpito su tutti i nomi del Signore, sul Suo popolo e sulle Sue opere.

9: finalità del giudizio. È 3×3, il prodotto della Divina completezza. Il 9, i suoi fattori o multipli si trovano in tutti i casi dove si tratta di giudizio.

10: perfezione ordinale.

11: il disordine, la disorganizzazione, dato che è uno meno di 12 (vedi il numero dei discepoli di Gesù prima e dopo il tradimento di Giuda).

12: perfezione nel governo e nel cosmo. È il numero o fattore di ogni cifra collegata col governo,  nei cieli e sulla terra (vedi le costellazioni dello Zodiaco e le tribù di Israele).

13:  ribellione e l’apostasia, disintegrazione, rivoluzione ecc.

17: una combinazione di ordine e spirito (10+7), quindi perfezione di ordine spirituale, con esempi quali il Salmo 119 (17×7) e la pesca miracolosa (153 pesci, 17x3x3).

22: il numero dei libri dellAntico Testamento ai tempi di Gesù, delle lettere dell’alfabeto ebraico, degli amminoacidi e dei cromosomi di ognuno dei genitori, le carte degli arcani maggiori dei Tarocchi, gli anni dell’iniziazione di Pitagora presso i sacerdoti egiziani, il numero dei  canali che collegano le dieci Sefirot tra loro nell’Albero sefirotico della Cabala, il numero dei poligoni regolari inscrivibili in un cerchio euclideo (22 diviso 7 dà inoltre il pi greco, il rapporto della circonferenza di un cerchio rispetto al suo diametro), i quarti di tono dell’ottava musicale, il numero delle ossa nella testa dell’uomo (8 craniche e 14 facciali).

Il numero 22 è impiegato 13 volte nella Bibbia.

Il numero 400 è impiegato 22 volte nella Bibbia. La parola universo è impiegata 22 volte nell’Antico Testamento e le parole bilancia, matrimonio, giornata e creazione,22 volte in tutta  la Bibbia.

24: 12×2, testimonianza del governo.

25 = 5×5,  grazia intensificata;

27 = 3x3x3, la divinità manifestata;

28 = 7×4, la perfezione spirituale connessa alla terra;

30 = 3×10, la perfezione spirituale applicata all’ordine,

40 = 4×10, l’ordine divino applicato alla terra, quindi la prova (giorni del Diluvio, anni dell’esilio degli Ebrei nel deserto, giorni del digiuno di Gesù).

I quattro numeri perfetti 3, 7, 10 e 12 hanno come loro prodotto il numero 2520,  il numero della perfezione cronologica (7×360), i giorni dell’anno ebraico.

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