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il canone di Renzi (2)

Un emendamento alla legge di stabilità presentato alla commissione Bilancio prevede che il 67% dell’eventuale extra- gettito che deriverà dal nuovo canone introdotto nella bolletta elettrica vada alla Rai; il restante 33 sarà utilizzato per l’esenzione del canone per gli ultrasettantacinquenni con reddito inferiore a ottomila euro, fino a 50 milioni saranno destinati al fondo per il pluralismo dell’informazione radiotelevisivo e al fondo per la riduzione della pressione fiscale. 

Domani, il consiglio d’amministrazione della Rai si occuperà dei palinsesti per la primavera e del budget 2016; la legge di stabilità, che prevede il canone nella bolletta elettrica, è ancora in seconda lettura alla Camera e, stando all’attuale stesura, le famiglie cominceranno a versare in bolletta una quota del canone non a gennaio ma a luglio; le compagnie di energia elettrica, peraltro, sono tenute a girare le somme destinate alla Rai solo a dicembre 2016. La scorsa settimana, i consiglieri Rai avrebbero saputo che il Tesoro si è impegnato a fornire un anticipo di cassa pari al gettito da canone dello scorso anno (circa 1,6 mld) cui far seguire eventuali conguagli. Lecito, quindi, immaginare che il budget 2016 sarà approvato contando sulla cifra incassata dal canone nel 2015, che potrà essere riallineata in seguito. Da ricordare che l’anno prossimo ci saranno gli Europei di calcio a giugno e le Olimpiadi ad agosto.

Roberto Fico, presidente della Commissione di vigilanza Rai, ha dichiarato su Facebook:

“Con il canone Rai non si finanzierà la Rai. Sembra un nonsense ma è quello che il governo ha scritto nero su bianco nella legge di Stabilità. Emendamento numero 10.99. Solo una parte delle risorse raccolte con il canone andranno al servizio pubblico (ampliamento delle fasce di esenzione compreso). Il resto sarà spezzettato tra emittenti locali e fondo per la riduzione della pressione fiscale. In parole povere con i 100 euro nella bolletta elettrica, credi di finanziare la tv pubblica, ma in realtà fai tutt’altro: da una parte dai i tuoi soldi al settore privato, e non a un servizio pubblico, e dall’altra autofinanzi la riduzione delle tue stesse tasse! Questo si chiama raggiro. Siamo stati i primi a denunciarlo e ora è acclarato con questa assurda distribuzione. Tra l’altro, se davvero l’obiettivo del premier fosse stato quello di ridurre il canone e incidere sull’evasione, avrebbe dovuto ulteriormente abbassarlo a 80 euro considerato che, come previsto dalla Stabilità, alla Rai non andrà mai oltre 1 miliardo e 700 milioni”.

Fonti: Adnkronos, Prima on line

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