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la realtà dei reality

Mercoledì, mentre i protagonisti de L’isola dei famosi scherzavano su un animale tipicamente honduregno (la “topa pelosa”, mi pare) e giravano ruote fatalmente legate alle nomination, svolgevo alcune riflessioni catodiche.

In generale, nei confronti del reality come categoria, ho una posizione equilibrata.

Se li si interpreta come esperimenti mediatici che (con le dovute sfumature) monitorano il comportamento di esseri umani in situazioni particolari, li fanno conoscere, ne fanno affiorare l’anima, magari ne valorizzano i talenti, non hanno nulla di deprecabile.

Forse discutibili, invece, certe scelte di casting o alcuni parametri estetico – contenutistici.

3 Responses

  1. JackLindermaier

    credo che il tuo intervento sia fin troppo ottimistico.
    più che esperimenti mediatici di antropologia culturale (o sociale o etnoantropologia come preferisci), credo che siano operazioni commerciali su beni (programmi televisivi) che reggono fino a quando c’è un ritorno commerciale. Ogni elemento (chiamiamolo scelta di casting o contenuto estetico contenutistico) quindi è finalizzato alla sua realizzazione economica e la topo pelosa regge molto di più del concetto di amore in kierkegaard.

    … d’altra parte …

    io non ho una posizione equilibrata nei confronti dei reality.

    24/09/2007 at 11:17

  2. Pasquale Curatola

    @ Jack Lindermaier: io mi riferivo all’intuizione originaria da cui nascono i reality, non a talune declinazioni successive, e prendevo inoltre in esame la totalità dei programmi di questo tipo, anche quelli che vanno in onda su Fox, per esempio. Quanto alle starlette, talvolta effimere, o alle categorie sociali e linguistiche che si affermano grazie ai reality, seguono ovviamente le regole del sistema

    24/09/2007 at 12:00

  3. Suzuran

    E’ vero che come concetto il reality ha una valenza antropologica, soprattutto il GF è stata una rivoluzione in quanto era come mettere degli animali in gabbia (anche se bella e confortevole) e starli ad osservare…fornendo stimoli esterni… forse per pilotarli, come pilotati sono quelli di altri reality, tipo l’isola dei famosi in cui cmq sono in compagnia di una troup televisiva che li riprende.
    Ricordo The Truman Show, un film geniale che ancora prima dell’esplosione del grande fratello aveva ben sintetizzato la spettacolarizzazione del comportamento di tutti i giorni.
    Il dubbio rimane sull’isola, quanto sono persone e quanto personaggi?io una opinione me la sono fatta.

    24/09/2007 at 19:18

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