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le “frontiere” dello spirito (4)

Il terremoto in Italia centrale è ancora d’attualità e vogliamo ricordare il numero 45500 per il piccolo obolo che ognuno di noi può liberamente offrire. Ci sono anche i bonifici.
Ha destato scalpore, quale giorno fa, l’infelice uscita di padre Giovanni Cavalcoli su Radio Maria, che ha definito il terremoto “un castigo di Dio” per l’approvazione delle unioni civili. L’emittente cattolica ha poi comunicato che “ritiene inaccettabile la posizione di Padre Giovanni Cavalcoli riguardante il terremoto e lo sospende con effetto immediato dalla sua trasmissione mensile”.
Qualcuno* si è anche (ri)chiesto che cosa sia, esattamente, Radio Maria.
Si tratta di una realtà aziendale con un giro d’affari annuo di diciotto milioni di euro, trentuno dipendenti e mille volontari. Vanta un milione e
300mila ‘Mi piace’ su Facebook ed è la radio piú diffusa, forte di 850 ripetitori, seconda solo alla Rai. È seguita quotidianamente da circa un milione e 580 mila ascoltatori in Italia e da altre decine di milioni nel mondo tramite le emittenti collegate in settanta Paesi, che trasmettono nella loro lingua. Il fondatore, Emanuele Ferrario, è un ex imprenditore caseario varesino che, passando dalle mozzarelle alle omelie, ha trasformato un’emittente parrocchiale che trasmetteva soltanto ad Arcellasco d’Erba, in Brianza, in un network nazionale.

Con le offerte degli ascoltatori.
L’ultimo bilancio pubblico, quello del 2015, riporta entrate pari a diciotto milioni e 816mila euro, di cui 800 di contributi pubblici in quanto emittente nazionale comunitaria. Trentuno i dipendenti, 1006 i volontari, laici e religiosi.
La mission dichiarata è quella di

aiutare la Chiesa nell’opera di “rievangelizzazione”.

 

*Paolo Rodari su Repubblica, 7 novembre 2016,

attraverso Prima on line

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