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libri e nuvole

Nessun vascello è veloce come un libro
E. Dickinson
Diffida dall’uomo d’un solo libro
san Tommaso (adatt.)
In Finlandia, anche nella casa piú modesta, c’è una piccola biblioteca
il libro di geografia delle medie
Libri e nuvole‘, di Pier Paolo Giarolo, non è un documentario che lascia lo spettatore uguale a prima ed è imperdonabile che non me ne sia occupato appena l’ho visto, lo scorso autunno. La ricchezza di un essere umano deriva dalla sua ricchezza interiore e questa non può prescindere dalle letture; lo sanno bene, oltre a Gianarolo, i cittadini del piccolissimo villaggio del Perú dove il corto è stato realizzato.
Afferma, anzi, il Gianarolo, che

 “Quando facciamo nostro un libro, lo “incorporiamo” come un seme, come una fonte; grazie a un libro ci sono persone che hanno imparato a cucinare, a tessere e combinare colori, a curarsi, a difendere i propri diritti. Ho voluto mostrare questa connessione forte fra lettura e pratica, non leggere tanto per leggere ma leggere come fosse un esercizio agricolo.” 

Poche anime vivono in case modeste che, tuttavia, esplodono di colore, come i loro vestiti e i loro sorrisi; condividono l’esperienza delle biblioteche rurali, dove poche decine di libri vengono letti e scambiati con gli altri componenti della comunità. Le bibliotecarie li trasportano a piedi, avvolgendoli nei ponchos;le bambine li mettono nelle cartelle e li portano a casa, dove vengono trattati con un rispetto e quasi una venerazione che forse sembra strana agli occhi smaliziati di chi è abituato alla televisione, al computer, alle altre tecnologie (pericolo che, in effetti, incombe anche sui peruviani, come si vede nell’ultima parte del film, quando nei piú piccoli affiora il desiderio di possedere l’elettrodomestico).
Libri e nuvole‘ è un film documentario nato da una coproduzione italo-francese (Miramonte Film, Idéale Audience); il citato Gianarolo ne ha curato regia, sceneggiatura e fotografia; il montaggio è stato realizzato da Milena Holzknecht e Liza Ignazi, del suono si è occupato François Waledisch, della musica Hildur Gudnadottir. È stato presentato in prima mondiale in Svizzera, a Visions du réel, nel 2013, e ha vinto, tra gli altri, il Premio De Seta come miglior documentario al Reggio Calabria Film Fest, tra la commozione dei presenti.

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