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mi sono innamorato di Tenco (2)

Giovedí 6 aprile mi sono recato a una conferenza dedicata a Luigi Tenco, esplorato negli aspetti meno conosciuti. Non è questa la sede per scendere nelle pieghe della storia ma il mio settimo senso nutre perplessità sulla ricostruzione ufficiale della sua scomparsa. Molti ritengono poco plausibile che si sia ucciso, altri dicono che può averlo fatto a causa di particolari contingenze. I primi parlano della sabbia tra i capelli, di segni di pestaggio, del passaggio del cadavere dall’obitorio prima di essere riportato in albergo, dell’improbabile biglietto scritto per giustificare il suicidio, della parola “seleziona” scritta con due elle, dei piedi finiti sotto il comò, della pistola finita sotto al cavallo dei pantaloni ecc. Gli altri avallano le perizie e le conclusioni ufficiali delle forze dell’ordine e spiegano le anomalie con un set ricostruito frettolosamente per fare le fotografie.
Gino Paoli era a Sanremo e ha raccontato a Repubblica che Luigi quella sera non era lui, che poteva aver assunto il sonnifero Pronox e del whisky, combinazione che potrebbe avere avuto effetti psicotropi; qualcun altro parla di una forte quantità di grappa. Qualcuno argomenta che il sonnifero, quantunque accompagnato da alcolici, whisky o grappa che fosse, non può aver portato a tanto. Orietta Berti dichiarò che un biglietto come quello ritrovato non poteva averlo scritto Tenco. A qualcuno risulta che il cantautore avesse confessato d’essere stato quasi speronato in macchina.
Lucio Dalla, ad ogni buon conto, cantò ‘Bisogna saper perdere’.
La citata conferenza, mi ha consentito di soffermarmi sui seguenti punti:
1. Luigi Tenco era stato anche attore (‘La Cuccagna’, di Luciano Salce);
2. la tesi perorata dall’Associazione Luigi Tenco 60’s la Verde Isola è che qualcuno lo considerasse scomodo;
3. il testo della canzone interpretata a Sanremo ’67 con il titolo ‘Ciao, amore, ciao’ doveva essere molto diverso; la versione iniziale s’intitolava ‘Li vidi tornare’ e sembrava ispirata, con la stessa melodia eseguita all’Ariston, alla poesia ‘La spigolatrice di Sapri’, studiata con i dovuti entusiasmi in sede scolastica.
Si vuol concludere cosí, proponendo il testo originale di ‘Li vidi tornare’ immaginato sulle note di ‘Ciao amore’ per come tutti la conosciamo:

Li vidi passare
vicino al mio campo
ero un ragazzino
stavo lì a giocare…

Erano trecento
erano giovani e forti
andavano al fronte
col sole negli occhi.

E cantavano cantavano
tutti in coro
ciao amore ciao amore
ciao amore ciao

Ciao amore ciao amore
ciao amore ciao
ciao amore ciao amore
ciao amore ciao

Avrei dato la vita
per essere con loro
dicevano domani
domani torneremo

Aspettai domani
per giorni e per giorni
col sole nei campi
e poi con la neve

Chiedevo alla gente
quando torneranno
la gente piangeva
senza dirmi niente

E da solo io cantavo
in mezzo ai prati
ciao amore ciao amore
ciao amore ciao

Ma una sera ad un tratto
chiusi gli occhi e capii
e quella notte in sogno
io li vidi tornare

Ciao amore ciao amore
ciao amore ciao
ciao amore ciao amore
ciao amore ciao
ciao amore ciao amore
ciao amore ciao

Fonti: http://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2017/01/07/news/luigi_tenco_gino_paoli-155531859/;
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/12/luigi-tenco-forse-non-mori-nella-sua-camera-chi-premette-il-grilletto-che-lo-uccise/1867217/;
http://www.ilpost.it/2017/02/07/luigi-tenco-suicidio/;
http://www.youreporter.it/foto_Caso_Tenco_l_errore_ortografico_sulla_lettera_d_addio_1?refresh_ce-cp;
http://paolofranceschetti.blogspot.it/2010/12/lomicidio-di-luigi-tenco.html
http://www.cronaca-nera.it/3894/sanremo-dicono-tenco-ammazzato:

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