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noi (& i) robot (2)

Giovedí scorso, la commissione giuridica del Parlamento europeo ha approvato una relazione «recante raccomandazioni alla Commissione concernenti norme di diritto civile sulla robotica»; si ritiene necessario, dunque, che, nel momento stesso in cui una tecnologia come quella robotica viene progettata, alte siano le garanzie sulla sicurezza e sull’incolumità degli uomini. La paura che la tecnologia, soprattutto quella informatica, possa prendere il sopravvento e soggiogare gli stessi esseri umani che l’hanno concepita ha attraversato la mente di molte persone, letterati e comuni mortali. Usu docendi, i docenti d’informatica dicono che, quando le macchine avranno imparato a leggere l’ambiente e ad autoprogrammarsi, gli esseri umani potranno cominciare a spaventarsi. All’immagine del robot – automa, semplice pupazzo meccanico che sa fare solo ciò per cui è programmato, si è spesso sostituita, e viepiú si sostituisce, quella di un robot che possa fare “di testa sua” o, addirittura, sottomettere il genere umano.
Il dio Efesto aveva degli automi, si dice, che lo aiutavano in bottega, ma mai si sarebbero sognati di ribellarsi;
forme d’automi sono state rinvenute tra le vestigia di civiltà antichissime, elleniche e cinesi;
nei fumetti della Disney, capita non di rado che Paperino, Paperone, lo stesso Archimede Pitagorico incontrino dei problemi, quando devono interagire con i robot guardiani o maggiordomi*;
con riguardo alla stessa Disney, il simpaticissimo ‘Big Hero 6’ dimostra enorme potenza sia quando è programmato a salvare vite umane, sia quando è programmato per combattere;
nel film ‘Io e Caterina’, di e con Alberto Sordi, un robot – casalinga finisce con il diventare un pericolo per la serenità della casa;
in ‘2001 – Odissea nello spazio’, nostro film preferito, è un robot a ribellarsi e a dover essere disinstallato.
Poi Asimov, il recente robot coreano del quale ci siamo occupati, i robot protagonisti dei cartoni animati… Due volti che la tecnologia continua a prospettare e che costituiscono una delicata conflittualità.
Non dovrà per alcun motivo, il robot, danneggiare un solo essere umano (e animale? vegetale?).
Non dovrà per alcun motivo, il robot, danneggiare l’ambiente che lo circonda.
Non dovrà per alcun motivo, il robot, “disobbedire” o commettere atti d’insubordinazione, a meno che non ci sia rischio evidente proprio per la salvezza degli esseri umani.
Con il limite, certo, tipico delle macchine, che potrà fare solo ciò per cui è stato progettato.
Con la possibilità, inoltre, del famigerato pulsante per l’autodistruzione, previsto dalla UE come ‘soft kill’…

* il piccolo Edi, ovviamente, non fa testo…

One Response

  1. Fonti: il virgolettato è stato riportato da Corriere.it;
    il fatto che Efesto avesse degli automi è riportato in U. Dettore, ‘Miti e leggende. Mitologie degli antichi popoli e leggende d’ogni epoca e d’ogni Paese’;
    i fumetti ed i film risalgono, ovviamente, alle letture personali.

    19/01/2017 at 11:08

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