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Non è(xtra) la Rai

Il 9 settembre 1991 andava in onda la prima puntata di ‘Non è la Rai’, il primo programma d’intrattenimento in diretta nella storia di Canale 5*; domani, 12 giugno 2016, dalle 10.30 alle 20, a quasi venticinque anni di distanza, Mediaset Extra manda in onda ‘Non è la Rai Day’, maratona che ripropone alcune delle puntate dello storico programma;  alle 23.40, dopo la maratona, andrà in onda ‘Non era la Rai’, retrospettiva interamente dedicata al programma, con interviste alle protagoniste; a seguire, anche lo speciale ‘Maurizio Costanzo Show – Uno contro tutti’ dedicato ad Ambra, del 1997.
Erano altri tempi. Era la televisione dei primi anni Novanta, di una Mediaset creativa e frizzante, fresca di acquisizione della diretta e arricchita da quel grande fuciniere e talent scout di Gianni Boncompagni. ‘Non è la Rai’ fu un cult. Guadagnava duecentomila telespettatori in piú ogni giorno e divenne il tutt’altro che oscuro oggetto del desiderio di tutti gli adolescenti d’Italia, anche in virtú delle vezzose fanciulle in fiore che lo animavano leggiadramente volteggiando tra piscina e cruciverboni, in molti casi cominciando una bella carriera nello spettacolo. Né era meno gradevole Enrica Bonaccorti, d’altra parte, conduttrice della prima stagione, cui seguí Paolo Bonolis l’anno successivo,  Ambra Angiolini gli altri due.
Era l’anno in cui il Centro Palatino ospitava il TG5 allo studio 3, poi mutato in archivio, ‘Cari genitori’, da quell’anno con la Milo, al 2, ‘Non è la Rai’, i suoi speciali serali e ‘Primadonna’, anch’esso di Boncompagni, allo Studio 1. Tempio storico dei varietà romani del Biscione, era stato addobbato, lo studio 1, con una scenografia pazzesca, forse la piú bella che la televisione italiana abbia mai avuto per un day time, concepita da Boncompagni in persona, dedicata alle quattro stagioni e disegnata da quel Riccardo Bocchini che oggi firma i festival di Sanremo e i varietà di Carlo Conti. Per inciso, nello spazio di ‘Primadonna’, venne realizzato ‘Forum’, poi ‘Casa Castagna’. Gianfranco Funari, da quell’anno in Mediaset, conduceva ‘Mezzogiorno italiano’ su Italia 1, lo studio era il 14 di Cologno.
Era scritto, ‘Non è la Rai’, da Gianni Boncompagni e Irene Ghergo; le musiche erano affidate al maestro Paolo Ormi, ubicato negli “anfratti” del Palatino (©Enrica Bonaccorti); i tormentoni erano le frasi lasciate dai telespettatori che partecipavano ai giochi: ‘Complimenti per la trasmissione’, ‘Un po’ piú in alto, per favore’, ‘Mumma’, ‘Diciannove’… Bellissima anche la sigla, a opera di Cristiano (Popi) Minellono e il solito Boncompagni. Quanto alle fanciulle che all’epoca erano in fiore e sarebbero sbocciate nelle successive stagioni cine-televisive, oltre ad Ambra, vanno senz’altro citate Claudia Gerini, Sabrina Impacciatore, Laura Freddi, Lucia Ocone, Romina Mondello, Nicole Grimaudo, Antonella Mosetti, Alessia Mancini, Alessia Merz,   Miriana Trevisan, Veronika Logan e Maria Monsè; avevano già fatto qualcosa Yvonne Sciò (‘Mi pensi, ma quanto mi pensi?‘ in uno spot della Telecom, nonché piccola parte in ‘Stasera a casa di Alice’) e Antonella Elia (già valletta alla ‘Corrida’ di Corrado). ‘Come le lancia Boncompagni non le lancia nessuno‘ disse, in una puntata, la Bonaccorti.
Quanto al vostro blogger preferito… beh, che dire… giusto l’ammissione d’essere stato tra quanti non perdevano mezza puntata che fosse mezza, almeno per quanto riguarda la prima stagione. Ed il sospetto d’avere ispirato, almeno indirettamente, lo speciale andato in onda a Capodanno…

*Per la verità c’era stato, durante l’estate, un programma sperimentale condotto da Iva Zanicchi; quanto a ‘Non è la Rai’, Mediaset Extra ha trasmesso alcune repliche negli anni passati, durante la notte.

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