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questione di poli

La depressione bipolare colpisce in Italia un numero di persone che sembra aggirarsi tra sei e le settecentomila. Si tratta di una patologia mentale particolarissima, che spesso viene confusa con la schizofrenia o altre malattie e non viene per questo diagnosticata in tempo e curata. In verità è possibile che conviva con manifestazioni di altre disfunzioni, tant’è che a Palmiro Togliatti venne diagnosticata unitamente a sintomi di schizofrenia e autismo.
Chi ne è affetto attraversa fasi di euforia e depressione. Durante le prime, la personalità del malato si percepisce al di sopra di tutti i comuni mortali, con atteggiamenti d’illogica superbia, innaturale sfrontatezza e incomprensibile protervia. Il bipolare in stato euforico si comporta come se gli altri esseri umani con cui viene in relazione fossero tutti insufficienti mentali, capaci di dire solo sciocchezze o comunque al di sotto, terribilmente al di sotto della ragionevole soglia in cui è posizionata l’intelligenza.
Alle fasi euforiche ne seguono altre di depressione, durante le quali, al contrario rispetto a prima, il malato ha l’umore sotto terra, si sente cronicamente infelice e vive nel terrore di non meritare l’altrui considerazione.
Vivere con un bipolare è un inferno sulla terra perché si ha che fare con una persona che manifesta una personalità sempre e comunque sbilanciata verso un eccesso, positivo o negativo che sia, che si comporta senza una logica comprensibile agli altri esseri umani.
Chi vive con bipolare, pertanto, deve convincerlo a curarsi, nel rispetto della serenità del prossimo e  perché la sua malattia può degenerare in patologie piú complesse.

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