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ultime dalla Rai

aggiornamento 29 gennaio: con riguardo alla bestemmia di Capodanno, al festivo sacramentare, Agcom si è espressa quest’oggi, dicendo di non ravvisare gli estremi della violazione del Testo unico sulla televisione. Invita però la Rai a voler adottare in futuro ogni idoneo accorgimento per impedire il reiterarsi di simili episodi. (⇐Prima on line)

Lo scorso 31 dicembre della Rai è passato alla storia per una bestemmia e per un espediente, quello di “anticipare” il conto alla rovescia nello stesso stile del veglione di Fantozzi. Antonio Azzalini, dirigente responsabile del fantozziano accorgimento, che aveva addirittura argomentato che tale procedura era nella prassi, è stato rimosso e Monica Maggioni, presidente della Concessionaria di Stato ha commentato:

“Dopo un’attenta riflessione la Rai ha deciso di interrompere il rapporto di lavoro con il dirigente che ha deciso di anticipare il countdown di Capodanno. Abbiamo un’altra idea di servizio pubblico. Non si può dire che ‘si è sempre fatto così’, perché dall’istruttoria emerge che non si faceva sempre così.”

Cosí nell’audizione tenutasi il 27 di gennaio*.
Monica Maggioni ha affrontato anche altri temi, nel corso dell’audizione; con riguardo all’acquisto dei diritti di dieci Gran Premi di Formula 1 in diretta e undici in differita, ha dichiarato che si tratta di “un segno di quanto lo sport sia un pezzo centrale dell’azione della Rai”. Con riguardo ad altri eventi, agli Europei di calcio e alle Olimpiadi, ha invece affermato “anche lo sci alpino avrà il suo spazio” e che si sta “lavorando molto per la prossima estate”. Per quanto riguarda l’organigramma Rai nel suo complesso,
è stato dato il via libera al nuovo statuto aziendale che recepisce la legge sulla governance approvata al Parlamento. Tre soli voti sono stati contrari, quelli di Giancarlo Mazzuca, Arturo Diaconale e Carlo Freccero. Il nuovo statuto riprende le norme contenute nella legge, dando al direttore generale i poteri che la norma assegna all’amministratore delegato, che sarà nominato direttamente a partire dal 2018. I dirigenti esterni non potranno essere più del 5% su 252. Nelle intenzioni, il consiglio d’amministrazione che si è tenuto in Rai ha voluto dare l’avvio della trasformazione della Concessionaria in media company, le linee guida del nuovo Piano industriale, definito dalla Maggioni indispensabile, l’avvio del coordinamento editoriale, il primo accordo con Netflix per una televisione pubblica europea, le nuove linee sulla politica commerciale della concessionaria di pubblicità, il piano per la trasparenza. Nel consiglio d’amministrazione di RaiWay Nicola Claudio subentra a Salvatore Lo Giudice, responsabile dimissionario dell’ufficio legale; in quello di RaiCinema, Costanza Esclapon, che ha lasciato a sua volta la Rai, sarà sostituita da Cinzia Squadrone; Gian Paolo Tagliavia, neo direttore della direzione Rai Digital, diventa presidente di Raicom ed entra nel cda di Auditel al posto di Lo Giudice; Massimo Cappelli, dopo le dimissioni di Rossotto, è stato nominato dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili.
In un prossimo Consiglio dei Ministri sarà anche presentata una riforma organica dell’audiovisivo, che tenterà di tradurre in disegno di legge il prodotto degli incontri tra Ministero dello Sviluppo, MiBact, tv e produttori.
Qualche malumore è stato espresso da Urbano Cairo, editore de La7/La7d, che si è lamentato di una Rai

«che riceverà 250-300 milioni in più dal canone, mentre gli altri editori vedono calare gli introiti, continuando a raccogliere pubblicità al contrario di quanto avviene per molti servizi pubblici europei, dove gli spot o non ci sono (Gran Bretagna e Spagna) o sono contingentati in determinati orari (Francia e Germania). E in Italia il costo della pubblicità tv è più basso del 40% rispetto alla Francia».

Vittorio Di Trapani, segretario dell’Usigrai, risponde:

«Sono d’accordo con quanto propone Cairo sulla riduzione della pubblicità Rai. A patto che la Rai abbia un canone pari a quello dei quattro Paesi citati»

Per concludere, lo sciopero di RaiNews24, il prossimo 5 febbraio. La decisione, presa all’unanimità dall’assemblea di redazione di Rainews 24, Rainews.it e Televideo ed è spiegata da un comunicato con la “mancata nomina del direttore che si attende ormai da sei mesi” e le testate, guidate ad interim

“si trovano nella impossibilità di vedere applicato l’articolo 6 del Contratto Nazionale di Lavoro (prerogative del direttore) e l’articolo 34 (ruolo del Cdr). Non esiste più un piano editoriale poiché quello precedente è nei fatti cancellato; l’organico di Rainews.it, il portale di informazione della Rai, è stato fortemente ridimensionato; Televideo vive una sofferenza continua dovuta al dimezzamento di organico e alle innovazioni promesse e mai realizzate; Rainews24 non ha più una missione a causa dell’assenza di una direzione con pieni poteri”. Per questi motivi l’assemblea delle tre testate – tenutasi ieri alla presenza del segretario dell’Usigrai, Vittorio di Trapani, e del presidente della Fnsi, Giuseppe Giulitti – chiede ai vertici aziendali “il rispetto del contratto nazionale di lavoro e di procedere alla nomina di una direzione stabile ed autorevole, di alto profilo, capace di confermare il ruolo innovativo di Rainews24 all’interno del servizio pubblico. Occorre individuare una professionalità capace di raccontare il quadro internazionale ma anche le periferie del mondo e quelle italiane. Un profilo che, siamo convinti, è presente all’interno del servizio pubblico. (…) È urgente rideterminare la missione del canale all-news della Rai e individuare le prospettive per il progetto di multipiattaforma”.

Fonti: Prima on line, Ansa, Sole 24ore

* Antonio Azzalini, secondo quanto riportato dall’Ansa, ha annunciato che impugnerà in sede giudiziaria il licenziamento comunicatogli dalla Rai, dando “mandato agli avvocati Domenico D’Amati e Giorgio Assumma di predisporre ogni opportuna iniziativa per la tutela dei suoi diritti, con riferimento ai vizi formali e sostanziali ed alle finalità del provvedimento. Al magistrato sarà chiesto tra l’altro di acquisire i documenti aziendali che sono stati negati alla difesa in occasione del procedimento disciplinare”.

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