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santa Maria Maddalena

La figura di Maria Maddalena è oggetto delle mie attenzioni da qualche anno.

Il vangelo apocrifo di Filippo, trovato in circostanze fortuite in mezzo alla sabbia del deserto, riporterebbe alcuni stralci da cui si evince che Gesù e Maria di Magdala erano compagni, che lui la baciava spesso sulla bocca e che gli altri discepoli erano gelosi di lei. Alcuni affermano che il vangelo di Filippo non merita la minima attendibilità ma io ho trovato negli Atti degli Apostoli, quelli scritti da san Luca, che ognuno di noi ha in casa, il seguente passaggio:

                                                      “Ripartiti, il giorno seguente giungemmo a Cesarea, ed entrati nella casa dell’evangelista Filippo, che era uno dei Sette, sostammo presso di lui”

(At, 21,8)

Si deve ipotizzare che il vangelo di Filippo ritrovato a Ben Hammadi sia conforme alla preesistente edizione greca, andata perduta. Io ho letto alcuni stralci del famigerato vangelo. È vero, sono oscuri, spesso di senso incompiuto o di difficile interpretazione. Frasi come “non cercate il regno dei cieli in cielo, o gli uccelli vi arriveranno prima di voi” si alternano ad altre in cui si afferma “dove due sarà uno…” et similia.

Alcuni affermano che il fatto stesso che Gesù venisse chiamato Rabbì significa che era sposato, essendo tale titolo conferito dalla cultura ebraica solo agli uomini che avevano contratto matrimonio. Altri rispondono che forse Gesù poteva essere esonerato da tale impedimento perché apparteneva alla setta degli Esseni.

Ma la tradizione ed il culto di Maria Maddalena hanno radici antichissime e hanno in effetti prodotto molti frutti nella cultura occidentale. A parte le madeleines di Proust, o lo pseudonimo usato da Jean Valjean nei Miserabili di Victo Hugo, anche chi scrive, nel suo piccolo ha verificato che nella produzione Disney affiorano simbologie di un certo tipo (oltre alla Sirenetta che contempla il quadro, c’è una rosa a cinque petali sul pettine di Mulan, nel secondo film interpretato dall’eroina dagli occhi a mandorla). E faccio fatica a fermarmi qui.

Mi limito a citare la prof di religione del ginnasio: “Il Gesù della religione non è il Gesù della storia”.

Inoltre, dal vangelo di Filippo apostolo: frammento n° 32: “Erano tre (Maria), che andavano sempre con il Signore: sua madre Maria, sua sorella, e la Maddalena, che è detta sua consorte. Infatti era “Maria”: sua sorella, sua madre e la sua consorte”; frammento 55: “La Sofia, che è chiamata sterile, è la madre degli angeli. La compagna di [Cristo è Maria] Maddalena. Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli e la baciava spesso sulla [bocca]. Gli altri discepoli allora gli dissero: “perché ami lei più di tutti noi?” Il Salvatore rispose e disse loro: “perché non amo voi tutti come lei?”.

Un sito interessante, con il testo integrale del vangelo in questione, può essere questo;

per informazioni di più ampio respiro potete cliccare qui.

9 Responses

  1. Carlo Curatola

    Caro fratello, forse sarà il caso, quando avrai tempo, di sistemare la materia in modo organico e maggiormente articolato, perchè dimostri di sapere parecchie cose che non dici o che ritieni scontate. Magari pubblica su Internet, no?

    22/07/2007 at 16:53

  2. Il mondo dei simboli è affascinante, inesauribile. Io però mi accontento dei Vangeli canonici. Li trovo pieni di vita e di verità, anche senza elucubrare troppo su legami e parentele nascoste.

    22/07/2007 at 18:55

  3. Roberts

    E perchè ti sei fermato?
    Io lo trovo interessante… ti prego, continua!!!

    22/07/2007 at 17:03

  4. Pasquale Curatola

    @ carlo & roberts: i vostri complimenti mi lusingano, ve ne sono grato…
    al momento non posso sbilanciarmi ma vi consiglio di non abbandonare mai il Pasquale Curatola’s World!

    22/07/2007 at 18:04

  5. Pasquale Curatola

    @ vincenzillo: l’importante è cercare sempre la Luce!

    22/07/2007 at 19:01

  6. Carlo Curatola

    Mi sembra – dal primo frammento – di poter dedurre una volontà da parte di Filippo (e della cultura a cui attinse) di creare una trinità femminile speculare a quella maschile preponderante. Il secondo frammento è invece rivelativo su ciò che la Chiesa ufficiale ha sempre ritenuto comodo trascurare. Sono un genio, vero?

    22/07/2007 at 19:08

  7. Roberts

    Onestamente non saprei che dire…
    Queste cose sui vangeli apocrifi mi spiazzano un po’…

    Non saprei…

    Comunque grazie per aver esaudito un mio desiderio!

    Buon lunedì!

    22/07/2007 at 19:59

  8. Paskeffe

    ma anche tu sei di reggio?

    22/07/2007 at 20:07

  9. Pasquale Curatola

    @ paskeffe: sì, sono nato in provincia di Reggio;
    @ carlo & roberts: grazie per i vostri commenti! in realtà a me l’argomento affascina, è come se mi avesse conquistato il cuore, ma non sono ancora riuscito a colmare il dislivello con la ragione…
    Non credo nell’ipotesi trinità femminile VS trinità maschile, anche perché lo Spirito santo, che in ebraico viene identificato con la parola femminile “ruah”, giuoca un po’ il ruolo femminile, quello che nella triade egizia Osiride, Iside, Horus, viene svolto da Iside.
    Cmq le tre figure femminili mi fanno venire in mente Dante, “Tre donne intorno al cor mi son venute”..

    22/07/2007 at 23:01

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