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Asinelli dietro la lavagna. Multimediale.

La scuola, secondo molti, deve fare uso massiccio, forse anche esclusivo delle tecnologie digitali. Bando a quaderni, astucci e libri cartacei, benvenuto a tablet, lavagne interattive e cloud.

È in corso una disputa tra operatori della scuola proprio su questo punto e non pochi sono i docenti che già si rivolgono spocchiosamente ai propri allievi dicendo che non vogliono vedere carta in classe ma solo tecnologie digitali. Lezione da imparare? Sul tablet! Assenze da registrare? Sulla lavagna multimediale!

A me sembrano piú i rischi. Pur non essendo un operatore della scuola, mi è sempre appartenuta una discreta sensibilità verso il mondo dell’insegnamento perché ad esso attiene una responsabilità immensa, quella di formare le nuove generazioni. Proprio in virtú di tale sensibilità, forse anche a dispetto delle specializzazioni professionali, a me sembra rischioso allontanare i ragazzi dall’approccio al cartaceo fondamentalmente per due ordini di ragioni:

  1. l’approccio al testo scritto e allo scrivere mette in funzione ed educa una serie di funzioni che la tecnologia digitale non prevede;

  2. prima i poi i ragazzi un testo scritto complesso dovranno leggerlo comunque e, in assenza di un’adeguata educazione al suo approccio, potrebbero incontrare gravi difficoltà.

La scuola deve aprirsi alla realtà e le tecnologie ne costituiscono parte integrante (per non parlare del risparmio economico, dei libri che devono diventare gratuiti e del vantaggio ecologico).

L’italiano e la matematica, però,  si possono imparare solo in un modo. Secondo me.

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