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Serendippo

Cari,

negli Stati Uniti e, un po’, anche in Italia, si fa un gran parlare della cd serendippidity.

A detta del prof con cui sostenni l’esame di psicologia cognitiva quand’ero giovane (Maria Antonietta era già stata ghigliottinata), tale serendippidity sarebbe, tra l’altro, il miglior modo possibile per tener lontano l’Alzheimer (il secondo miglior modo è mangiare molte arance).

Serendippo veniva considerato l’uomo più saggio della Terra. Sentendosi in punto di morte, disse ai tre figli che avrebbe lasciato la sua eredità a chi dei tre fosse riuscito a trovare la cosa più stupefacente del mondo.

I tre partirono da casa ma, dopo un anno, si rincontrarono nel deserto. Proseguirono insieme.

Li raggiunse una carovana. Il capo della detta carovana chiese loro se avessero notizie di qualcuno passato di recente nei paraggi.

“Sì – disse il primo dei figli – ed era a bordo di un cammello!”

“Sì – aggiunse il secondo – ed era una donna incinta!”

“E il cammello aveva denti cariati!”, concluse il terzo.

“Arrestateli!”, tuonò il capocarovana.

Condotti di fronte al re, i tre seppero dimostrare che non avevano nemmeno visto la donna, né tantomeno rapita o uccisa.

“Io non ho visto la donna, ma qui vicino c’è un’oasi, con delle orme di cammello!”, spiegò il primo.

“Accanto alle orme del cammello ci sono quelle di un essere che può esser sceso dal cammello solo come una donna in gravidanza può fare!”, chiarì il secondo.

“E nell’oasi ci sono foglie brucate in modo discontinuo, come se a brucarle fosse stato un animale con denti cariati!”, concluse il terzo.

Il re scoppiò a ridere: “Signori, questi non sono tre briganti, ma tre geni!”

 QUESTA STORIELLA NON VA IMPARATA A MEMORIA,

ma ogni volta che la si racconta vanno rivissuti i passaggi logici.

Credetemi, diventerete dei veri… Serendippo of the future!

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