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la pioggia (d’Agnese) nel pineto (2)

La cara Agnese, Pasqual friend da alcuni anni nonché motivata  insegnante d’italiano e latino, ha messo nuovamente mano all’immortale ‘Pioggia nel pineto’ di Gabriele D’Annunzio e ne ha ricavato un’attuale, quanto insolita rivisitazione:

ascolta…piove…

su questo quadro,

sul triste mezzadro e sul governo ladro…

piove…

su questi compiti sparsi, sui nostri occhi stanchi e riarsi…

piove sui nostri registri, sui rumori sinistri del soffitto

di crepe trafitto che gronda di lacrime amare…

men rare più rare…

e piove…

nel bagno della scuola nell’aula sola, sulla nostra parola…

piove nel bagno e me ne lagno…

piove nel corridoio e me ne annoio…

NON piove dell’aula magna che MAI si bagna…

e dunque non piove sul collegio docenti…

perciò stringiamo i denti e andiamo…

PASTORI! E’ TEMPO DI MIGRARE!

© Agnese M., 2012

rileggi La pioggia (d’Agnese) nel pineto


la pioggia (d'Agnese) nel pineto

La cara Agnese, Pasqual friend da alcuni anni nonché motivata  insegnante d’italiano e latino, ha messo mano all’immortale ‘Pioggia nel pineto’ del Vate D’Annunzio e ne ha ricavato un’attuale, quanto insolita rivisitazione:

Piove…sulle relazioni finali,

sui programmi stanchi,

sui nostri fianchi piegati a far medie…

e che medie…

e piove sulle sedie…

consunte dalle ossa stanche a corregger prove temi versioni...

che…coj…oti che ululano da lontano…

sembra inverno…

sembra eterno questo inverno…

e piove…

sulle penne rosse,

sui voti (silvani?)

sulle nostre mani callose …

piove su tutte le cose…

© Agnese M., 2011


il pranzo per farci incontrare

Grazie Agnese,

grazie Geggione!

È stato bello pranzare insieme,

dopo tanto tempo!


thanks!

Un mega grazie ai Pasqual friends Giandiego, Agnese, Fulvio, Saretta & (new entry) la prof di Aikido di Giandiego (le chiedo venia, ma al momento non me ne sovviene il nome…) per la splendida cena di ieri e per la loro compagnia.
Grazie mille anche a te, utente anonimo, chiunque tu sia!
La luce dirada le tenebre. Ci siamo capiti.
La settimana scorsa, nell’ambito di una rassegna cinematografica, mi è stato possibile chiedere ad Alessandro D’Alatri se farebbe mai un sequel de “I giardini dell’Eden”.
Mi ha risposto che in teoria lo farebbe, pur tenendo nel dovuto conto alcune problematiche, non ultima lo studio necessario.
Qualora tale prospettiva onirica divenisse realtà, si sappia, mi candido al ruolo di san Giovanni evangelista.
Previo opportuno provino…

les choristes

Una cara amica di Roma, della quale non posso dire di più per evitarle il linciaggio da parte dei parrocchiani, mi confidava alcune problematiche nell’ambito della preparazione dei canti per la messa di Natale.

A quanto ho capito il loro coro, nonostante la direzione di un’inclita maestra di conservatorio, è formato da persone di estrazione ed età estremamente disomogenea, si va dai 28 agli oltre 50.
Provare Adeste Fideles in tali condizioni è difficoltoso.
Qualcuno arriva addirittura a pronunciare involatum nel punto in cui si dovrebbe dire in pannis involutum!
Quasi che la Santa Vergine avesse cosparso il bimbo di una crema protettiva e che, proprio in virtù della viscosità di tale unguento, il bimbo fosse sgusciato fuori dalle fasce!
Miserere nobis, Domine!

Oltretutto, quand’anche si volesse avvalorare tale accezione, si dovrebbe casomai cantare ” e pannis involatum“…

Quando facevamo le prove del coro in Calabria, si incontrava talvolta qualche difficoltà a cantare in lingue diverse dall’italiano, per esempio nel trovare gli accenti o armonizzare le pronunce di tutti, ma gli esiti erano sempre decorosi.
A tale proposito, vogliate gradire tre canti della tradizione natalizia, forse meno ascoltati di altri ma estremamente suggestivi:

QUEM PASTORES LAUDAVERE

HARK! THE HERALD ANGELS SING!                                                                            

OH HOLY NIGHT!


Haydn

Ieri sera,

 sempre grazie ai buoni uffici di Agnese e delle sue colleghe,

 sono stato ad un concerto ospitato dalla basilica dei santi Giovanni & Paolo,
(in Roma of course).

Ho particolarmente gradito la Missa in tempore belli, composta contestualmente all’avanzata napoleonica nel 1796.

Il compositore si servì delle percussioni per riprodurre i suoni e i rumori tipici delle truppe militari.



ma che freddo fa…

Ieri sul blog di Agnese, uno dei Pasqual friends piú  fidati, ho letto un post dedicato all’autunno.

In tale post la detta Agnese, amica delle Muse e d’ Euterpe alunna, parlava delle foglie che cadono dagli

alberi con struggente malinconia, descrivendo il loro peregrinante declivio, dall’albero al suolo, passando dalle  paline degli autobus o dagli altri mediocri simboli di  presunta civilizzazione.

Avrei voluto commentare, ma il suo provider, non so perché, me l’ha impedito.  

Anch’io sono un po’ meteoropatico, amo il sole, il cielo  sereno, le giornate limpide e lunghe, le farfalle che  svolazzano leggiadre e gli uccellini che si rincorrono garruli nel cielo, fischiettando allegramente.

Ma anche la brutta stagione ha una sua magia.

Se Persefone non tornasse dal marito ogni anno, oltre  che per infedeltà coniugale, potrebbe essere processata per boicottaggio dei ritmi stagionali. È necessario che il seme muoia per dare frutto.

Inoltre trovo che l’autunno, smog a parte, sia un poeta di tutto rispetto. Smorza i colori, talora violenti,  dell’estate con delicate tinte pastello giallo e arancione.

Fa danzare le foglie cadenti al suono di impercettibili  armonie. Ci dona inoltre le castagne, i cachi e mille altre sorprese

(era da quando facevo i temi per la maestra che non mi esprimevo così…)


un fantastico venerdì

Venerdì 26 maggio u.s., ho avuto il piacere di incontrare la simpatica Agnese, conosciuta in mailing list come “Ananke”, ma mai vista di persona. Come supponevo, Agnese è persona sensibile e solare, si tuffa con grande abilità nel mondo interiore degli altri.

Per Splinder è Agnesoona…


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