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Posts tagged “animali

Turbo: va sano e va lontano!

Chi va piano va sano e va lontano. In piú, può sempre mettere il… Turbo!

Già, perché Turbo è il nome di una simpatica lumaca (o chiocciola?) con una passione che, per un mollusco gasteropode, è affatto originale: le corse di automobilismo! Sogna, il visionario, di partecipare alla mitica ‘Indy 500’, gara che si svolge negli Stati Uniti per il Memorial Day!

Può sembrare il classico sogno impossibile ma, come spesso avviene nei film della DreamWorks, anche il sogno piú ambizioso può diventare realtà, se perseguito con nobile cuore e purezza d’intenti.

Turbo’, il film che racconta le gesta di questa simpatica lumachina, uscirà in 3D nelle sale americane il 19 luglio, in quelle italiane il 21 agosto.

Netflix, un portale che all’estero ha un ruolo di primo piano nello streaming, ha inoltre concluso un accordo con la DreamWorks per la realizzazione di un’intera serie tv su questo gasteropode insolitamente veloce; s’intitolerà ‘Turbo: F.A.S.T. (Fast Action Stunt Team)’ e uscirà il prossimo dicembre. I film d’animazione della DreamWorks, peraltro, passeranno in toto a Netflix e non saranno piú trasmessi dalla HBO.

Turbo Dreamworks

Turbo, gasteropode tra i piú visionari, con alcuni Turbo friends


non solo agnelli

In questo periodo è in corso una campagna di sensibilizzazione verso i trattamenti che gli agnelli (e capretti?) subiscono per essere trasformati nel tradizionale manicaretto che si consuma durante il pranzo di Pasqua o nell’ambito della tradizionale gita fuori porta del lunedí successivo. Basterebbe pochissimo, a detta di chi se ne occupa, per ridurre i traumi psicologici e fisici cui gli animali sono sottoposti, appesi per le zampe, trattati come sacchi di patate e costretti a vedere ancor vivi i cadaveri di quelli già ammazzati.

Che il Signore benedica gli agnelli e le iniziative come queste ma perché non pensare anche al trattamento che subiscono gli altri animali?

La sorte di maiali, bovini e galline è forse  migliore?


G’Dello a primavera

G’Dello alce monello

G’Dello, mascotte ufficiale di G’Day, è cervide tra i piú simpatici.

Imparentato forse con le renne di Babbo Natale, delle quali anche questo blog si è marginalmente occupato, intende, il cervide, inserirsi come mite epigono nella schiera di mascotte ormai entrate a pieno titolo nella storia della televisione, quali Five,Uan, Four, il Tenerone, forse lo stesso Gabibbo (zoologicamente sarebbe un alce, non una renna, a onor del vero).

Numerosi, peraltro, i meriti dell’artiodattilo:

  1. ha reperito per ben due volte delle torte celebrative, sottraendole, pur con discutibile iniziativa, a Benedetta Parodi;

  2. ha persuaso Gad Lerner, con altrettanto discutibile iniziativa, a ospitare Geppy Cucciari;

  3. ha forse posto in essere lubrica relazione con la moglie di Davide Mengacci;

  4. svolge indispensabile funzione di studio nel conferire “quel certo non so che”.


Uggie & Homo

Agli Oscar 2012 ha vinto il cinema muto.

Ebbene, uno dei film migliori di quell’epoca era dedicato proprio al nostro amico, piú volte salutato in questo blog,  Gwynplaine, l’Uomo che ride (si intitolava ‘The Man who laughs’, 1928, di Paul Leni, con Conrad Veidt nel ruolo del protagonista).

C’è,peraltro un’analogia narrativa. In ‘The Artist’, il cagnolino Uggie riesce a salvare il padrone dalla morte. In ‘The Man who laughs’, come nel romanzo da cui è tratto, il lupo Homo salva la vita di Gwyn, almeno la prima volta.

Potrebbe essere una citazione, chissà…

Silent Films were the real winners of Oscar 2012.

Well, one of the best movies of ‘Silent Era’ was right dedicated to our friend, often greated in this blog, Gwynplaine, ‘the Man who laughs’ (1928, directed by Paul Leni, with Conrad Veidt in the leading role).

There is, moreover, an analogy in narration. In ‘The Artist’, the dog Uggie manages to save his master’s life. In ‘The Man who laughs’, as in the novel from which it was taken, the wolf Homo saves  Gwyn’s life, at least the first time.

It could be a quote, who knows…

ALSO INTERESTING THE MAN WHO LAUGHS, DISNEY QUOTATIONS

(PLEASE NOTE I’VE FOUND OTHER QUOTATIONS, IN CARTOONS AND MOVIESEVEN IN THE SIMPSONS…)


i diritti degli animali

OIPA Italia Onlus (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) ha scelto di istituire un premio giornalistico per premiare l’attenzione dei media sul maltrattamento agli animali, sui disservizi e sulle negligenze degli enti preposti, ma anche nel fornire input sulla corretta convivenza con gli amici che abitano il pianeta assieme a noi.

La mitica “ciotola d’argento”, l’ambito premio messo in previsto dalla manifestazione, è toccata a Marco Berry e al suo ‘Bau Boys‘ (Italia 1, ogni domenica alle 19).

Il riconoscimento è stato riconosciuto nell’ambito della sezione ‘Programmi per ragazzi’, in virtú dell’ “impegno nel fornire una corretta educazione ai bambini, insegnando a non mostrare indifferenza davanti alla prevaricazione dei diritti degli animali, ma ad agire in modo concreto, collaborativo e costruttivo”.


Batman forever. Contro le zanzare, però…

Corriere.it riprende oggi l’idea di allearsi con i pipistrelli per combattere le zanzare, nemico numero 1 delle sere d’estate (basterebbe una ‘bat box‘ costruita con i dovuti criteri).

È argomento del quale questo blog si era già occupato in passato, schierandosi peraltro a difesa dei chirotteri dai pregiudizi che li accompagnano.

Si rilegga il principe dell’incubo contro l’incubo estivo.


Laika e le altre. Soprattutto le altre…

Space Dogs 3D è film d’animazione di produzione russa che  ha furoreggiato nell’est Europa la scorsa stagione e viene distribuito in Italia da quei birichini della One Movie Entertainment (uscita venerdì prossimo, 25 marzo).

Laika fu l’eroica cagnetta che morì nello spazio nell’ambito della spedizione  del 1957 (racconta Alberto Angela che il cuoricino dell’animale si fermò quasi subito,  in seguito allo spavento e all’accelerazione).

Fine migliore attese le due cagnette Belka e Shelka che, a bordo dello Sputnik 5, trascorsero l’intero 19 agosto 1960 nello spazio e tornarono sulla Terra ancora abbaianti e scodinzolanti.

Nel film, Strelka (randagia) e Belka (stella del circo di Mosca) vengono rapite da un’auto misteriosa e portate in un centro d’addestramento alle missioni spaziali, dove vengono allenate e supervisionate dall’arcigno pastore tedesco Kazbek (doppiato da Pino Insegno).

Particolarmente simpatico il topolino Vanja, alla continua quête di un pezzetto di formaggio, come Skratch con la ghianda ne L’era glaciale.


il canto del cigno

Era convinzione degli antichi che i cigni cantassero con voce aggraziata e che, in punto di morte, eseguissero un ultimo canto, dall’inesprimibile bellezza.

Era convinzione erronea perché i cigni non solo non cantano ma pare abbiano anche una voce alquanto sgraziata, un verso simile a quello delle oche, per intenderci.

È però rimasta la locuzione “il canto del cigno” per esprimere il senso di un qualcosa di particolarmente alto, che suggella l’uscita di scena di un divo, un artista, un’esperienza (in questo blog si è a suo tempo affermato che “Eyes wide shut” fu il canto del cigno di Stanley Kubrik perché sua ultima, grande opera prima della morte).

Il brutto anatroccolo dell’omonima favola di Andersen scopre alla fine delle sue peripezie di essere un cigno e “Il cigno nero”, vincitore di un premio Oscar, è in questo periodo nelle sale (trailer alla fine del post). (continua…)


a fox really smart

Lo sapete, non amo la caccia.

Pertanto, se mi raccontano che in Bielorussia una volpe, sul punto di essere uccisa gratuitamente da un essere umano, è riuscita, pur fortuitamente, a far partire un colpo di fucile contro il suo killer, non posso che esultare (l’animale, già ferito, ha premuto il grilletto con una zampa ed il colpo ha raggiunto il cacciatore ad una gamba) .

L’animale è riuscito a fuggire, l’uomo è andato al pronto soccorso per farsi togliere il proiettile dalla gamba.

Stavolta è andata bene all’animale ma, in considerazione di quello che avviene di solito, credo che quando ci decideremo ad abolire la caccia sarà sempre tardi

You know, I do not like hunting.

Therefore, if someone tells me that a fox in Belarus, about to be killed by a human being, managed to start a rifle against his killer, I cannot but rejoice (the animal, already wounded, pulled the trigger with its paw and the bullet reached the hunter in the leg).

The animal has managed to escape, the man went to the emergency room to get the bullet removed from his leg.

This time has been a case. Considering what usually happens, I think that when we decide to abolish the hunt will always be late!


the fate of the tigers

I  am afraid for the future of tigers.
I find this feline elegant and nice and it would be for me really sad if this species disappeared.

Currently, only 3, 000 tigers remain in the world.
They live in 13 countries and the leaders of these countries have been meeting in Russia, guests of Putin, to discuss how to save these big, big cats.

Conclusion of the meeting has been that we absolutely need to double the number of tigers in the next twelve years.


chi non l’ha visto?

Corriere della Sera.it
Life, la vita sul Pianeta

Da «Life» (dalla serie naturalistica realizzata dalla «Natural History Unit» di Bbc,su ReteQuattro dal 14 luglio 2010). Nella foto: Rana della freccia fragola, su una foglia in Costarica. Appartiene alla famiglia delle Dendrobates, anfibi usati dagli indios per avvelenare i dardi delle cerbottane. La distruzione del loro habitat, per far posto alle piantagioni di caffè o di cacao, ne minaccia l'esististenza Costa Rica. © Edwin Giesbers/naturepl.com
 

Leggi ancora
 

Guarda il video


l’insetto ed il felino

Torno oggi ad occuparmi del mondo animale perché è on line il trailer del film d’animazione che vedrà protagonista l’ape Magà.
L’avventuroso imenottero rivive in un prodotto dalla qualità nettamente superiore a quella della serie, come ben si può vedere dal video:

Desidero inoltre colmare una grave lacuna commessa in un precedente post. Parlando di gatti, ho omesso di citare Valentina, mascotte ufficiale del centro Palatino in Roma (dunque del TG5, di Matrix, delle redazioni giornalistiche romane di Mediaset) (no photo available).
Felino tra i più sornioni, Valentina è solita aggirarsi pei meandri del detto stabilimento, accoccolandosi sui divani e sulle poltrone o facendo fulmineo capolino durante le registrazioni. Ricordo d’averla lungamente accarezzata.
Mi scuso per non averla citata prima e la saluto caramente.


Eyes wide shut

Il 17 febbraio di ogni anno ricorre la Festa del Gatto (su Corriere.it una bellissima photogallery).

Non ricordo di avere mai posseduto un gatto, ma ne aveva uno bellissimo una cara amica delle superiori e un’altro, forse ancor più bello, lo possedeva una mia vecchia padrona di casa.

Si chiamavano, rispettivamente, Bush e Nuvola.

Vuole un’antica tradizione che i gatti siano nati perché Noè, esasperato dai topi che infestavano l’Arca e divoravano le provviste, avrebbe chiesto aiuto al Signore e Quegli avrebbe creato il grazioso felino facendolo nascere, pensate un po’, dallo starnuto del leone!

Maometto amava a tal punto il suo Mustafà che una volta, pur di non svegliarlo, si fece tagliare la manica del vestito sulla quale l’animale si era addormentato.

Qualcuno potrebbe sospettare che stia parlando di gatti con l’intento di trattare per l’ennesima volta la mostruosa gaffe di Beppe Bigazzi, il cui stile è già stato stigmatizzato in altra sede.

Non è così, se non altro perché ormai è storia vecchia, ed è inutile piangere sul gatto cucinat.. ehm, volevo dire… sul consiglio scellerato.

D’altra parte la scorsa settimana è stata ben ricca di cadute di stile.

Quelle sanremesi per esempio, fatta salva la fondamentale bontà del prodotto.

Qualche cartone, un po’ birichino…

Una perfino di Stanley Kubrik, il cui “Eyes wide shut” è andato in onda su Canale 5 sabato.

Canto del cigno del geniale regista, Eyes wide shut è un film colto e raffinato, pieno di citazioni. Che sia poi non perfettamente riuscito è questione non risolvibile in questo post.

C’è un particolare, però, che trovo decisamente ingenuo, il classico “straccio in salotto”.

Perché il dottor Harford, al rientro dalle sue notti bianche non proprio dostoevskiane, apre il frigorifero e si gusta una banalissima bibita in lattina?

Escluderei il product placement, la marca non è visibile.

Forse solo un tratto in più, che sottolinea la fondamentale mediocrità dell’uomo, primo di ideali particolarmente alti…


tigri…

Una delle amanti del golfista Tiger Woods, Cori Rist, 
è stata ospite ieri sera a Chiambretti night (Ap)
 
e tre modelle hanno posato per una nobile causa,
proteggere le tigri dall’estinzione
Tre modelle formano la testa di una tigre: la straordinaria opera di body painting è stata realizzata dall'artista americano Craig Tracy nel suo studio di New Orleans su richiesta dell'associazione "Save China's Tigers". Obiettivo: salvare questo meraviglioso felino dall'estinzione raccogliendo fondi in vista del 14 febbraio, quando inizia l'anno cinese. Un anno, il 2010, che l'Onu ha deciso di dedicare proprio alla tigre (© Nigel Blundel/Exclusivepix)
click on the pictures for details (da Corriere.it)

animali catodici

In televisione ci sono molti animali.

Nel senso che molti sono i concetti, gli strumenti e le categorie che richiamano il mondo degli animali, almeno dal punto di vista terminologico.

In televisione c’è sempre l’animale ( , ) Valeriano!” ebbi ad esclamare una volta, ricordando ad un collega alcuni concetti di base del mestiere.

La zebra è un particolare effetto che produce linee tratteggiate in movimento nel preview della telecamera, in presenza d’eccesso di bianco.

Non citerò cani, gatti, topi, maialini, tapiri, paperi protagonisti di cartoni animati, film e telefilm. La talpa di un reality, le iene di uno show.

La pulce e la giraffa sono microfoni (il secondo più che altro nel cinema).  Si fa la figura del pesce quando si parla senza audio.  
Ancora nel cinema, è la gru che permette di ottenere movimenti di carrello aereo, panoramica e di ascensore.      
Nel giornalismo, si prepara il coccodrillo quando una persona sta per morire o vincere qualcosa ed è utile avere il pezzo già impostato, con vita, morte e miracoli.                              

L’ape ha un curriculum invidiabile.  La stimavano e celebravano già gli antichi, che vedevano in essa l’esemplificazione dell’operosità e della socializzazione “aristotelically correct” a cui una volta tanto si teneva.

Né faranno fatica i lettori di questo blog a ricordare l’ape Maia, sbarazzino imenottero che ha colorato con le sue avventure il mondo interiore d’innumerevoli bimbi, o dell’ape Magà, alla continua ricerca della mamma, tra disavventure e peripezie di vario tipo.

Non meno apesche le protagoniste di una pubblicità attualmente in onda, che reclamizza taluni cereali ricoperti di miele.

Quanto alle vespe, a noi piace ricordare il veicolo a bordo del quale Cary Grant porta a spasso Audrey Hepburn in Vacanze romane, alla scoperta di Roma e dello spensierato intersecarsi di mondi che cercano la loro libertà.


tra scienza e fantasia…

Leggo su Repubblica.it un interessante articolo su una mano bionica che potrebbe cambiare la vita a moltissime persone:

Gb, premiata la mano bionica "Invenzione più intelligente"

Sembra, inoltre, che gli unicorni esistano davvero:


attenti al lupo (di Gubbio)

Ieri, mentre guardavo il film “Chiara e Francesco”, mi sono ricordato di una curiosa informazione elargitami un giorno dal caro Geggione.

Secondo una teoria che Geggione medesimo avrebbe sentito da altra fonte, il cd “lupo di Gubbio” non era un canide che viveva nelle foreste e terrorizzava le locali popolazioni e i relativi armenti, bensì un barbone, una sorta di furfante emarginato che era stato soprannominato “lupo di Gubbio” per il suo stile di vita, di certo poco urbano.

 


!

 

CHI ABBANDONA GLI ANIMALI IN ESTATE

È UN BASTARDO!

non lo si ripeterà mai abbastanza. Certe persone comprano il cane come si compra un giocattolo o un soprammobile, senza pensare che quell’essere vivente è sensibile almeno quanto noi e, rispetto a noi, è più indifeso


la saggezza dell’agnello

Oggi ho voglia di raccontarvi

un antico apologo orientale:

Un giorno un agnello andò da Dio

e gli chiese:

“Mio Signore,

per quale motivo

Tu hai dato

all’aquila i suoi adunchi artigli,

con i quali può straziare le prede,

all’orso la sua forza,

con la quale può stritolare i nemici,

alla vipera il veleno,

con il quale può uccidere chi gli pare,

mentre io non ho alcuna arma,

né artigli,

né arti possenti,

né veleno?

“Creatura mia,

- rispose il Signore –

tu non hai

né artigli,

né forza bruta,

né veleno

perché sei la creatura che stimo di più in assoluto !


perché

Il post di ieri è stato solo un mediocre sassolino in uno stagno gigantesco, ma ci porta a fare tutta una serie di considerazioni sul nostro rapporto con gli animali. Oltre agli squali barbaramente uccisi, alle oche mostruosamente ingrassate per poter mangiare il paté de fois gras, alle galline chiuse per tutta la vita in enormi stanzoni con la luce elettrica 24 ore su 24, ai cuccioli di volpe, foca o procione sterminati per fare le pellicce, le ingiurie e le sopraffazioni che facciamo ai nostri compagni di viaggio su questo pianeta sono innumerevoli.

Perché?

Per quale motivo, invece di lavorare insieme a loro per la bellezza del mondo, ci arroghiamo il diritto di usarli, di ucciderli, di far loro quello che ci pare, spesso per motivazioni che definire futili è perfino eufemistico? Perché?


zuppe di barbarie

Se doveste vedere nel menu di qualche ristorante orientale la  ”Zuppa con pinne di pescecane”, guardatevi bene dall’ordinarla!

Tale pietanza viene realizzata in un modo stomachevole, disgustoso, aberrante, barbaro e incivile!

Adesso vi racconto.

I pescecani vengono pescati, le loro pinne vengono tagliate e loro ributtati in mare, dove moriranno dissanguati in modo dolorosissimo e assurdo.

Tale crudeltà è balorda per più di un motivo:

  1. uccidere i pescecani in questo modo è barbaro
  2. quand’anche fosse giusto, buttare in mare i loro corpi è antieconomico, perché lo squalo è interamente commestibile (i pescatori non hanno gli strumenti e le tecnologie per poter trattare la carne)
  3. le pinne di pescecane non aggiungono assolutamente niente al sapore della zuppa

EVITATE E FATE EVITARE LA CONSUMAZIONE DI TALE CIBO, È CONTRARIO A OGNI PRINCIPIO!


ancora su Laika

Cari,

ringrazio con la presente coloro che mi hanno espresso solidarietà per la separazione (che spero non definitiva) da Laika.

Al momento non posso tenere un cane, non sarei in grado di concedergli le attenzioni che merita, ma conto di farmene uno il prima possibile, perché no, magari rilevando la stessa indimenticabile Laika dai suoi attuali proprietari.
Alla prossima!


il principe dell’incubo contro l’incubo estivo

No, non è il titolo dell’ennesimo romanzo gotico o pseudotale che esce settimanalmente con tanto di occhiali da sole in regalo. Il titolo del post fa riferimento ad una proposta del comune di Fiesole e degli zoologi della Specola:

L’uso massiccio dei veleni in agricoltura per decimare gli insetti dannosi avvelena l’ambiente e tra i primi a patirne le conseguenze sono i pipistrelli che, efficienti predatori di insetti, accumulano veleno nei loro tessuti fino a restarne uccisi. Questa causa, insieme alla rarefazione di adeguati rifugi diurni e di letargo invernale, sta determinando un preoccupante declino delle popolazioni di pipistrelli, mettendo a serio rischio la loro sopravvivenza.
A spingere a rivalutarli è adesso uno dei loro più ghiotti bocconi: le zanzare. Il Comune di Fiesole ha infatti messo a punto con gli zoologi delle Specola un progetto per la costruzione di una decina di bat-box, piccole casette di legno di poche decine di centimetri che, a titolo sperimentale saranno affidate ad altrettanti cittadini che vorranno offrirsi volontari. Le bat-box saranno appese in giardino o sotto la grondaia del tetto perché i pipistrelli vi facciano la casa, con la speranza che ripuliscano le zone circostanti dalle zanzare. In una notte infatti un pipistrello riesce a mangiarne anche 2-3mila.

Se sei interessato ai pipistrelli e vuoi saperne di più puoi consultare: Iconografia dei Mammiferi d’Italia e Linee Guida per il Monitoraggio dei Chirotteri (http://www3.unifi.it/msn/Article81.html).

Dunque, pipistrelli: il vostro incubo migliore!

I pipistrelli che succhiano anche il sangue, come in certa tradizione, vivono soltanto in alcune aree del Sudamerica.

Quanto pubblicato servirà forse a spezzare una lancia contro quelle adorabili creaturine che, con buona pace dell’operetta di Strauss o di taluni eroi del fumetto, sono sempre state esecrate.

Per chissà quale motivo!


Dottori a quattro zampe

Cari,

desidero inaugurare il mese di giugno con un servizio che ho trovato su Repubblica.it che mette ulteriormente in luce, se necessario, uno dei motivi per cui dobbiamo voler bene agli animali.

Cliccate qui per leggerlo (anzi per vederlo, è un filmato)


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