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Posts tagged “Bronzi di Riace

Bronzi all’Expo? C’è chi dice no!

 “Al di là dell’Expo (…), la mia ferma contrarietà all’ipotesi che i Bronzi possano venire spostati da Reggio Calabria è motivata da serie preoccupazioni circa la conservazione di questi incredibili pezzi d’arte e di storia. Basta informarsi per venire a conoscenza dei dubbi degli esperti e dei pericoli ravvisati dalle perizie effettuate negli anni scorsi, quando le statue dovevano essere spostate in Sardegna per il vertice del G8. Ed è sufficiente aprire i giornali per leggere gli appelli del personale specializzato affinché non si vada a rischiare inutilmente un trasferimento, quando queste opere hanno svariati punti di fragilità e microfratture che rendono assai rischioso qualsiasi azzardo. Basterebbe il principio di precauzione o il semplice buon senso per portare a considerare come non ipotizzabile l’utilizzo dei Bronzi come sfondo per allietare lo sguardo dei visitatori che vorranno recarsi a quella che, in ogni caso, resta una fiera. Ma c’è un’altra ragione che mi porta a rifiutare l’ipotesi che questo vero e proprio simbolo della Calabria venga impacchettato e portato in Lombardia. Questa è l’estrema faciloneria con cui si dispone di un patrimonio che dovrebbe essere il punto di forza della nostra Regione. Una bandiera che, seppur temporaneamente, viene espropriata per ragioni che nulla hanno a che fare col nostro territorio. Io credo che si tratti dell’ennesima mancanza di rispetto che i calabresi e specialmente i reggini debbano subire. Il Museo della Magna Grecia riesce ad essere attraente, al momento, quasi esclusivamente per la presenza dei Bronzi di Riace. Ora, invece di aprire tutte le sale e renderlo un polo di attrazione per turismo e cultura, si vuole rimuoverne i pezzi più pregiati. Si tratta dell’ennesimo schiaffo al Sud. Mi sembra evidente che la sfida dell’Expo di essere un’opportunità di rilancio per l’Italia intera – eventualità cui peraltro noi del Movimento 5 stelle non abbiamo mai creduto – sia già stata persa in partenza. Ora spero solo che i cittadini e gli esperti possano far mutare idea ad una compagine di governo interessata solo alla scenografia di uno spot e non certo all’arte, alla cultura o ad un vero rilancio del Mezzogiorno.”

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quella movimentazione non s’ha da fare

Il ministro Bray ha dichiarato che i Bronzi di Riace, a lungo in restauro nelle sale di Palazzo Campanella, torneranno al Museo nazionale di Reggio entro il prossimo gennaio, per la gioia di studiosi, visitatori e persone che abbiano una pur minima sensibilità culturale.

Altre nubi, tuttavia, si addensano sulla città dello Stretto e sulla sua dimensione archeologica perché è stata elaborata un’ipotesi di rifacimento dell’area antistante il Museo che lascia perplessi i piú. La strada che passa davanti all’edificio sarebbe chiusa al traffico e, sollevata di sessanta centimetri, diventerebbe l’accesso a una piazza de Nava completamente rifatta, al di sotto della quale verrebbero creati un bar, una sala conferenze, amenità di vario tipo, ricchi premi e cotillon.

Si tratta di un’iniziativa la cui logica lascia molto a desiderare perché:

  • le strutture previste nell’area ipogea, sotto piazza de Nava, si potrebbero tranquillamente realizzare in un palazzo che è dietro al Museo, da anni abbandonato;

  • la strada che passa davanti alla detta istituzione è d’importanza cruciale nella viabilità cittadina e la sua chiusura costituirebbe un serio intralcio a pedoni e ad automobilisti (per chi la frequenta, anche la processione che si svolge durante le festività patronali diventerebbe un problema);

  • si tratterebbe di lavori che richiederebbero almeno un ventennio di lavori, costringendo la popolazione a vedere uno dei punti più importanti del centro storico cittadino squarciato da una ferita orribile alla vista e al cuore;

  • i denari necessari si potrebbero spendere in modo ben piú saggio.

Si auspica che le autorità competenti vogliano prendere in considerazione queste argomentazioni unitamente alle altre che sono state sollevate e riconsiderare tale deleterio progetto.

PS: Va comunque ricordato che in questo periodo al museo di Reggio è in corso la mostra ‘Arte torna Arte’, dedicata alle opere di Guttuso, De Chirico, Dalí, Fontana ecc… sequestrate alla criminalità.


in effetti…

Poiché molti si sono espressi sulla campagna pubblicitaria ‘Pari montagna, dispari mare’, dedicata alla regione Calabria, sembra opportuno che anche gli specialisti ancora inespressi dicano la loro.

Dubbio non v’è che l’artefice delle due sculture bronzee del V secolo a.C note a ognuno come “Bronzi di Riace” avesse diverso anelito riguardo le sue creature.

La comunicazione pubblicitaria fa bene a servirsene, però alcune sfumature meriterebbero maggiore attenzione.

La dizione, ad esempio, dovrebbe essere più curata, per non conferire rozzezza al messaggio e inficiare l’altrimenti tollerabile “così mi abBronzo“.

Da levigare, inoltre, il portamento dei due “bellimbronzi” e l’analiticità dei contenuti.


due bronzi e molto più!

I Bronzi di Riace, com’è noto, sono due magnifiche e celeberrime sculture bronzee, imperituro motivo di vanto per la città dello Stretto.

Non è questa la sede per ribadire la loro pregevolezza o le caratteristiche specifiche del loro pregio, anche in considerazione degli studi che hanno messo in risalto come le due sculture in origine fossero, se possibile, ancora più belle.

Avevano due elmi corinzi, n’è prova la forma delle teste e delle acconciature, avevano lance appoggiate alle spalle e tenute con indice e medio, come ancora oggi i boy scout usano con i loro alpenstock.

Avevano degli scudi, n’è chiaro indizio l’attaccatura visibile attorno al braccio.

Di recente il ricercatore vibonese Giuseppe Braghò, autore di ben due saggi sui Bronzi e i loro misteri editi da Pellegrini, ha portato avanti alcune affascinanti e suggestive ipotesi.

Sostiene il Braghò che, nel 1972, al momento del ritrovamento delle due statue, lo scudo di uno dei bronzi fu portato a Roma, venduto ad esponenti della criminalità in un ristorante e infine rivenduto all’incaricato di un importante museo americano, che l’avrebbe pagato seimila dollari (mannaggia, pare ne avessero chiesti venticinquemila!)

All’opinione pubblica si fece credere che scudo e lancia fossero scomparsi.

Un elmo finì forse nelle mani di un archeologo, ma su tale aspetto il Braghò non è ancora in grado di sbilanciarsi.

Inoltre, dulcis in fundo, i bronzi erano forse tre!

Sulla scomparsa dello scudo e della lancia è attualmente in corso un’indagine dei carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico, coordinata dalla Procura della Repubblica di Locri.

Una donna, incontrata dal Braghò nel corso delle sue ricerche, sarebbe stata testimone del ritrovamento dei reperti e del loro furto, pare che il suo racconto sia agli atti dei carabinieri.

L’ex ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli aveva manifestato interesse verso il problema e desiderio di trovarvi soluzione.

Nei giorni scorsi si è espresso anche il ministro Bondi.

Concludo il post con alcuni, ulteriori segnali di speranza:

  1. il sangue versato dai martiri produce frutto. Oggi, proprio a Locri, sono previste manifestazioni in ricordo dell’onorevole Francesco Fortugno, il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria barbaramente trucidato tre anni fa;
  2. come avrete saputo dai media nazionali, due pericolosi capicosca sono stati arrestati;
  3. è stato scoperto un villaggio neolitico sull’A3, tra Scilla e Gioia Tauro;
  4. l’A3 sarà ultimata nel 2013;
  5. il ponte sullo Stretto sarà percorribile dal 2016 (garantisce Pietro Cucci, presidente della società Stretto di Messina);
  6. un amico mi chiedeva di citare l’associazione Attendiamoci, lo faccio volentieri. Già sul nome “Attendiamoci” si potrebbe ragionare a lungo…

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