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Posts tagged “casting

va (a) letto (2): is the bed mandatory?

British Actors and actresses are fed up with sexual harassment and ‘casting couch’. In an interesting article published on Daily Mail/ Mail on line, Elaine O’Flynn reports what some important actresses declares happened to them; e.g., Gwyneth Paltrow said early in her career a film executive suggested that a business meeting should finish ‘in the bedroom‘ and Charlize Theron that when she was 18, a Hollywood director wearing pyjamas made a pass at her.
Gli attori e le attrici della Gran Bretagna sono stufi delle molestie sessuali e dei provini compromettenti. In un interessante articolo sul Daily Mail/ Mail on line*, Elaine O’Flynn riporta quello che alcune importanti attrici dichiarano sia loro accaduto; per esempio, Gwyneth Paltrow ha detto che, a inizio carriera, un dirigente le fece intendere che un incontro di lavoro sarebbe dovuto finire “in camera da letto” e Charlize Theron che, quando aveva diciott’anni, un regista di Hollywood in pigiama le fece delle avances.

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Agon Channel pronta all’agone

Aggiornamenti:
gennaio 2016: Agon Channel è tornato in onda alla posizione 33, entrando nel gruppo Canale Italia;
novembre 2015: Francesco Becchetti, l’imprenditore italiano proprietario di Agon Channel, è stato fermato dalla polizia britannica a Londra, accusato dai pm albanesi di evasione fiscale, riciclaggio di denaro e falso in documentazione;
il 13 novembre 2015 il canale è stato chiuso e sostituito da ABC.

La lingua albanese non figura tra quelle che mi è stato possibile studiare ma è bastata una veloce ricerca per scoprire che ‘Agon‘, in quella lingua cosí originale, significa ‘Alba‘; oltre a significare “alba”, Agon è il nome di un canale televisivo, nato in Albania con anima internazionale, (more…)


il riposo del Gf

‘Non sempre capita di leggere cose affidabili, su Internet’

Pier Silvio Berlusconi, al lancio di TGCOM 24

Qualcuno aveva stappato lo spumante mesi fa,  quando Mediaset ha perso la maggioranza del pacchetto azionario della Endemol e taluni blogger avevano frettolosamente concluso che l’azienda del Biscione non sarebbe piú stata nelle condizioni di produrre il Grande fratello.

Si trattava, con ogni evidenza, di una decodifica grossolana, anche perché un broadcaster può coprodurre con qualsiasi fornitore di contenuti (Endemol, Magnolia, Einstein, Europroduzione, Triangle, ecc…), a prescindere dalla quota che ne detiene, nella stessa misura in cui quelli possono collaborare con qualsiasi emittente (ci risulta che anche ‘La prova del cuoco’ e  ‘Che tempo che fa’  siano stati sempre prodotti dalla Endemol, pur andando in onda su realtà diverse da Mediaset).

Ancora prima, qualcuno aveva pontificato che il Gf 12 non si sarebbe fatto a causa dei debiti della Endemol.

Il fraintendimento piú  recente ha riguardato alcune dichiarazioni di Pier Silvio Berlusconi che, riguardo al Gf, ha dichiarato:

“probabilmente ha bisogno di riposare, ma il reality resterà uno dei generi della tv generalista”.*

QuiMediaset, su Twitter, ha poi chiarito:

”C’è chi ha capito male”, il GF non chiude affatto, riposare significa solo che la prossima edizione non ripartirà subito”.

Si tratta di affermazioni condivisibili.

Il calo fisiologico degli ascolti, per un programma giunto alla dodicesima edizione, è un dato di fatto, la fisionomia si è cristallizzata, i concorrenti non sembrano avere, ormai da qualche tempo, l’appeal e la spontaneità (quando piacevole) di quelli di altre edizioni.

Però il reality, come genere, ha sicuramente un suo pubblico e a chi scrive piace pensare che gli italiani siano persone cosí speciali che un casting azzeccato sarà sempre fattibile, con le dovute modalità.

Un eventuale GF 13, dunque, non prima del 2013. Magari con qualche cambiamento.

* intervista rilasciata al Messaggero


pasquinate e varia attualità

La storia di Pasquino ha sempre suscitato in me un certo interesse, anche a causa della quasi omonimia.
Nel Cinque – Seicento, ignoti appendevano ai piedi o al collo della statua le cosiddette “pasquinate”, fogli contenenti satire che ironizzavano in modo pungente e dissacrante sulla società e sul potere, esprimendo spesso il malcontento popolare.
Vengo adesso a sapere che un intero canale tematico porterà il nome di questa statua parlante, così cara ai romani.Sarà una sorta di “Hyde Park Televisivo” dove, secondo quanto testualmente dichiarano i curatori, chiunque potrà esprimere la propria posizione, raccontarsi o semplicemente presentarsi. Basterà avere un video già pronto o affidarsi alle strutture di Romauno.

Non possono essere ricondotte alla satira ma all’attualità del mercato, invece, le novità che attendono Mediaset.it e, più in generale, i rapporti del Biscione con Internet:
 

  • Da martedì 19 i contenuti video di tutte le produzioni Mediaset, non solo quelle del prime time, non saranno più presenti su altri grandi portali ma potranno essere visionate solo sul portale ufficiale. Gli utenti I-Pad potranno scaricare in streaming “il meglio di” Amici, Uomini e Donne, Le Iene, Grande fratello, Cotto e mangiato e le news. In seguito saranno posizionati anche i contenuti di TgCom e SportMediaset.
  • Già attiva da settembre la pagina “Speciale Musica” che strizza l’occhio ai giovani amanti delle sette note proponendo anticipazioni, anteprime video, interviste e videochat. Al momento l’accordo è con la SONY, ma presto saranno coinvolte altre case discografiche.
  • Come avevo previsto in altro post, Il Grande fratello avrà la sua pagina Facebook, così come accadrà a Cotto e mangiato, a Tg Com e ad altre trasmissioni di punta. Lo fanno anche altre emittenti, non per cavillare…

Desidero inoltre riprendere una notizia che interessa gli operatori dell’entertainment e, ancor di più, coloro che sognano di entrarvi: Gianna Tani, la Signora del Casting, responsabile per 25 anni dei provini di Mediaset, ha aperto un canale tematico dedicato ai ragazzi che vogliono entrare nello spettacolo, che potranno videopresentarsi senza spendere alcunché.
A ulteriore riprova della serietà di gran parte dei professionisti che lavorano in televisione.


casting a confronto

Ieri sera hanno avuto inizio “X Factor 2” e “Grande fratello 9”.

In questa sede non faccio valutazioni di merito sulla qualità dei prodotti, anche perché le decodifiche scivolano su crinali talvolta ambigui, talvolta perfettamente prevedibili, perfino scontati.

Programmi di questo tipo si basano sul casting, sul materiale umano che dà anima al programma.

Nel caso di un talent, devi selezionare in base alle capacità artistiche, tecniche, comunicative.

Nel caso dei reality, devi trovare persone che abbiano qualcosa da trasmettere, che tengano acceso l’interesse del pubblico, garantiscano pathos e suspence.

Esistono alcune acquisizioni tecniche abbastanza universali, unite a diversità d’approccio talvolta sensibili.

Ai provini del Grande fratello, viene chiesto ai concorrenti di compilare delle schede, di presentarsi, di fornire i dati biografici e personali, di chiarire per quale motivo desiderano partecipare al programma, di fornire un qualche dato che accenda l’interesse del selezionatore. Se del caso, si passa poi a successivi livelli di selezione. All’inizio i concorrenti dovevano essere a digiuno di televisione, si è poi passati ad accettare segnalazioni da parte di agenzie di moda, casting, comunicazione.

Non vengono formulate domande offensive né vengono proposti compromessi. Che io sappia.

I concorrenti devono avere un vissuto forte, una certa originalità, una o più caratteristiche che accendano l’interesse o l’affetto del pubblico.

Passando in rassegna le nove edizioni, i miei concorrenti preferiti rimarranno sempre Filippo Nardi, Flavio Montrucchio, Man-Lo, l’”Orsacchio”, l’”Ottusangolo”, Gianfilippo (anche x il rapporto con la madre), alcuni altri (va ricordato che i concorrenti del GF1 sono tutti entrati nel mito, non solo l’Ottusangolo).

Non mi sono piaciuti i coniugi calabresi del GF5, o i componenti della famiglia Orlando del GF8.

Quanto alle edizioni, ho apprezzato la prima e la sesta.


la realtà dei reality

Mercoledì, mentre i protagonisti de L’isola dei famosi scherzavano su un animale tipicamente honduregno (la “topa pelosa”, mi pare) e giravano ruote fatalmente legate alle nomination, svolgevo alcune riflessioni catodiche.

In generale, nei confronti del reality come categoria, ho una posizione equilibrata.

Se li si interpreta come esperimenti mediatici che (con le dovute sfumature) monitorano il comportamento di esseri umani in situazioni particolari, li fanno conoscere, ne fanno affiorare l’anima, magari ne valorizzano i talenti, non hanno nulla di deprecabile.

Forse discutibili, invece, certe scelte di casting o alcuni parametri estetico – contenutistici.


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