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Posts tagged “cultura

a great teaching from a little house

We start learning the minute we’re born, Laura.
And if we’re wise, we don’t stop until the Lord calls us home.
Caroline Ingalls, The Little House on the Prairie

Cominciamo a imparare nel momento in cui nasciamo, Laura.
E, se siamo saggi*, non finiamo finché il Signore non ci richiama a sé.”
Caroline Ingalls, La casa nella prateria.

 

 

 

 

It is to remember that the NBC series ‘The Little House on the Prairie

was drawn from Laura Ingalls Wilder’s books.

* Professionals of Italian TV translated ‘wise‘ with ‘humble‘; it is a closely related meaning, given that a wise person has to be aware of its limitations and what still needs to learn.


imparare per insegnare

We all can learn new things.
We all must teach what we know.

Tutti possiamo imparare cose nuove.
Tutti dobbiamo insegnare quello che sappiamo.

 

 

 

Rileggi Cultura e nozionismo


una notte al museo

“…i Musei di tutta Europa saranno un brulicare di persone,

un vociare, un suonare,

un ascoltare in religioso silenzio,

un guardare. “

dal sito ufficiale della Notte europea dei musei

Questa notte moltissimi musei e siti culturali consentono l’accesso notturno a 1€:

Programma – ‎Musei –  ‎Mappa


il cielo (infinito) di Leopardi

Quando i professori di liceo faranno leggere in classe il settimo capitolo delle Questioni naturali di Seneca, dove l’autore si chiede quando arriverà un uomo in grado di spiegarci perché le comete entrano nello zodiaco da tutte le direzioni, gli studenti capiranno che le scoperte di Newton erano previste già dagli antichi!”

un’astronoma che ho sentito ieri (adatt.)

La cultura è una, sono gli esseri umani, mortali e limitati, a doverla spezzettare per comodità di studio.

Giacomo Leopardi lo sapeva bene e, oltre al trattato sulla storia dell’astronomia, cui attese all’età di quindici anni, considerò sempre l’arte di Urania come la scienza piú alta e permeò tutta la sua opera di riferimenti al sole, alla luna e ai vari astri del firmamento, inteso davvero come l’Infinito di uno dei suoi carmi piú celebri. Va ricordato, peraltro, che quel trattato fu a tal punto rigoroso che Margherita Hack lo fece ripubblicare tal quale, limitandosi ad aggiungere gli aspetti che il Recanatese non era riuscito a trattare.

Uno specialista di letteratura e cinema è stato capace di illustrarlo in modo magnifico, ieri, nell’ambito di una conferenza cui ho presenziato; oltre a riferimenti forse prevedibili, come il Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, Alla Luna, Le ricordanze, La Ginestra e il già citato Infinito, ha riletto una delle Operette morali meno studiate a scuola, il Copernico, con il dialogo tra l’Ora prima ed un Sole che arriva a dichiararsi stanco del suo quotidiano viaggio: 

“sai che è? io sono stanco di questo continuo andare attorno per far lume a quattro animaluzzi,

che vivono in su un pugno di fango, tanto piccino, che io,

che ho buona vista, non lo arrivo a vedere”.


cultura e nozionismo

Il nozionismo non è un valore (l’ignoranza, comunque, è brutta).

La differenza tra Cultura e nozionismo è qualitativa, non quantitativa (la sete di conoscenza, infatti, è da stimare); abita nel cuore, quando le nozioni e le informazioni apprese si trasformano in valori, sentimenti, consapevolezze.

La Cultura, intesa letteralmente con la maiuscola, non è accessibile a tutti.

L’ignoranza va combattuta perché chi ne è affetto si comporterà da ignorante in tutti gli aspetti della vita:

camminerà da ignorante,

mangerà da ignorante,

ragionerà da ignorante,

voterà da ignorante,

respirerà da ignorante

e tenderà a trasmettere la sua ignoranza al prossimo.


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