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Posts tagged “Dante Alighieri

brevi dai media (44)

  • Il Ravenna Festival ha luogo nella suggestiva città romagnola dal 25 maggio al 22 luglio, poi dal 17 al 23 novembre; multidisciplinare, aperto a concerti, teatro, danza, musical, prevede anche lo spettacolo ‘Inferno’, diretto da Marco Martinelli ed Ermanna Montanari. Attori e gente comune, i circa settecento che hanno risposto alla “chiamata”, danno vita ad uno spettacolo itinerante con partenza dalla tomba di Dante e arrivo nella Città di Dite ricostruita, per l’occasione, al Teatro Rasi, ex convento delle clarisse.
  • The Space Cinema e UCI Italia hanno annunciato la nascita di un’unica società concessionaria per la pubblicità nazionale al cinema, una joint venture che si chiamerà DCA e sarà operativa sul mercato a partire dall’1 luglio. Nel comunicato stampa di presentazione, si parla di un piano di investimenti e iniziative speciali, innovazione tecnologica, associata a partnership, sponsorizzazioni, attività di comunicazione dentro e fuori la sala cinematografica, con l’obiettivo di dare “nuova linfa al mercato pubblicitario”.
  • Dal bando di vendita dei diritti televisivi della Lega Serie A si evince che le partite di calcio della prossima stagione saranno spalmate su otto e non piú “soltanto” su cinque finestre, con tre nuovi orari per ogni giornata di campionato: (more…)

Dante: (quasi) settecento ma non li dimostra!

È in corso a Ravenna, dal 14 al 18 settembre, ‘Dante2021’, kermesse che rende omaggio al Sommo Poeta nella trepidante attesa di quel 2021 che, secondo i biografi, segnerà il settecentesimo anniversario da quando quel birbaccione di Durante di Alighiero degli Alighieri, Dante per gli amici, si degnò di fare il suo ingresso in questo mondo.

Il programma d’incontri, spettacoli e concerti, a ingresso libero, negli spazi danteschi di Ravenna, ospiterà Stefano Salis, Furio Honsell, Stefano Folli, Antonio Patuelli, Mimmo Paladino, Virginio Gazzolo, Enrico Bonavera, Luciano Canfora, Pino Micol, Francesco Sabatini, al quale sarà peraltro conferito il Premio Dante-Ravenna 2016.

Quanto al programma dettagliato di questa edizione,  (more…)


Dante, i fumetti e la Russia

Nel 2015 ricorre, come si ricordava in un precedente post, anche  il 750° anniversario della nascita di Dante Alighieri. Anche a prescindere da questo, mi è particolarmente gradito segnalare una lodevole iniziativa, un concorso per ricordare Dante, la sua importanza nella cultura italiana e in quella mondiale, con particolare riguardo a quella russa. Il tutto, però, con il linguaggio dei fumetti.

Ecco il testo del comunicato, da Orizzonte Scuola: (more…)


cosa ci riserva il 2015 (2)

Il 2015, con buona pace di alcuni professori che vanno in televisione, è l’anno della Capra, segno orientale caratterizzato da istinto, creatività, inventiva, mitezza ma anche pessimismo.

Quanto agli appuntamenti cinematografici, si sono già ricordati quelli internazionali e si tratterà di quelli italiani (proprio oggi, per inciso, esce ‘Si accettano miracoli‘, con Alessandro Siani).

Quanto agli appuntamenti non esclusivamente cinematografici e alle ricorrenze d’ogni tipo, nel 2015: (more…)


la passione di Majewski

La ricostruzione cinematografica forse piú originale della Passione di Cristo è quella del regista Lech Majewski. Esponente di spicco della cinematografia polacca, pur con cittadinanza statunitense in aggiunta, il Majewski è in realtà pittore, scrittore, compositore e produttore, oltre che regista ed è forse questa sua versatilità nell’amore per le arti che lo rende in grado di realizzare quanto siamo in procinto di trattare in questo articolo.

Nel 2011 Majewski ha realizzato ‘I colori della passione – The Mill & the Cross‘, nel quale raccontò cinematograficamente e fece vivere di vita propria i personaggi che appaiono nel quadro ‘La salita al Calvario‘, di Pieter Bruegel il Vecchio (1564). Rutger Hauer, Michael York, Charlotte Rampling ma anche amici, parenti e sé medesimo tra gli attori, Majewski ha ricostruito il contesto storico delle Fiandre nel sedicesimo secolo, all’epoca delle guerre di religione, in una ricostruzione in cui la vicenda di Cristo s’intravede a malapena; il mulino citato dal titolo è spiegato dalla presenza, nel quadro, di un grande Mulino, nel film anche di un grande Mugnaio.

Pieter Bruegel, Salita al calvarioI colori della passione Majewski

In precedenza (2004) aveva fatto altrettanto con ‘The Garden of Earthly Delights‘, traducendo in pellicola l’omonimo trittico di Bosch nel racconto degli ultimi giorni di vita di una donna appassionata d’arte.

Di recente Majewski si è dato a Dante, anche in virtú della mai celata ammirazione per la nostra cultura, e ha realizzato ‘Onirica‘ (in origine ‘Field of dogs‘), in cui i sogni di un operaio narcolettico diventano il viatico per camminare dentro la Divina Commedia, rileggendola; la pellicola, nata da una coproduzione italo – polacco – svedese, è stata presentata al recente Bif&st di Bari ed è nelle sale dal 17 aprile.


le buone letture

Da un classico letterario si deve pretendere il miglioramento spirituale di chi lo legge (lo si vorrebbe dire con riguardo anche ad altri ambiti, ma tali e tante sono le pieghe del transeunte che le decodifiche sembrano scontate).
Quali libri, quali letture non possono mancare nel cammino culturale, intellettuale e spirituale di un uomo? La mia classifica delle priorità è la seguente:

  1. V. Hugo, L’Uomo che ride;

  2. AA. VV., la Bibbia (almeno il Pentateuco, l’Ecclesiaste e il Nuovo Testamento);

  3. F. DostoevskijDelitto e Castigo, I fratelli Karamazov, L’Idiota;

  4.  L. TolstojResurrezione;

  5. C. Collodi, Le avventure di Pinocchio (da leggere nella versione originale, la prima volta da fanciulli, poi da adulti);

  6. P. Levi, Se questo è un uomo;

  7. V. Hugo, I Miserabili;

  8. D. Alighieri, la Divina Commedia;

  9. F. Pessoa, intera produzione;

  10. G. Leopardi, Canti, Operette morali;

  11. F. Nietzsche, Cosí parlò Zarathustra;

  12. S. Freud e  C.G. Jung, un po’ tutto;

  13. Omero (?), Odissea, Iliade;

  14. Eschilo, Sofocle, Euripide, Aristofane, Shakespeare, un po’ tutto;

  15. G. Orwell, 1984;

  16. H. Hesse, Siddharta;

  17. Platone, la Repubblica, il Simposio;

  18. Ch. Dickens, A Tale of two Cities, Hard Times,  Little Dorrit, Great Expectations, altri;

  19. sant’Agostino, le Confessioni;

La classifica intende, tra l’altro, controbilanciare le categorie che derivano dalla scuola o dal successo editoriale.

L’elenco (sui millecinquecento che ha letto) dei libri che hanno cambiato la vita all’amico Alessandro Poggiali è invece il seguente (molte le analogie col sottoscritto): (more…)


la fame

“Se lo stomaco sta male,

è difficile stiano bene gli altri organi”

Victor Hugo, L’uomo che ride

“Un uomo affamato è un uomo arrabbiato”

James Joyce, Ulisse

“Il nozionista: ha fame il suo cervello

come ha fame il suo stomaco”

una vecchia insegnante

La fame, finché è legata al corretto apporto nutrizionale, ha una sua ineludibile utilità; la corretta alimentazione è importante.
È un problema quando diventa eccessiva, ed è un problema tanto dei poveri quanto dei ricchi. In un caso è forse spiegabile, nell’altro di meno.
Dante rappresenta la cupidigia come una lupa “che di tutte brame/sembiava carca ne la sua magrezza, e molte genti fe’ già viver grame” e ci ricorda inoltre che “molte son le bestie a cui s’ammoglia“.
Né si può affermare (more…)


imitando Dante…

Trovo Maurizio Lastrico artista tra i più efficaci, nella pur numerosa famiglia di Zelig.

L’uso delle terzine dantesche per affrescare ironicamente il quotidiano è scelta coraggiosa e originale che noi, come si ricorderà, avevamo solo abbozzato alla fine delle superiori.

In verità, il tubo catodico ha preso spesso ispirazione dal Padre della lingua.

Benigni è il riferimento più ovvio, l’energia delle sue letture vivrà sempre tra i momenti più alti della televisione.

Hanno indossati i panni del Sommo Poeta anche Gerry Scotti, nei promo della Corrida, Mike nei celeberrimi spot e Cristiano Malgioglio, in una puntata di Quelli che il calcio.

Anche Simona Ventura cita volentieri il Grande fiorentino. All’Isola dei famosi 6 c’era la Selva oscura, mentre quest’anno ha illustrato ai naufraghi un meccanismo del gioco ricordando loro che “nel mezzo del cammin” della loro vita avrebbero trovato due figuri da liberare. 

Chissà con quanto amore i curatori del programma si saranno recati in Nicaragua, a progettare tale ingegnoso regolamento!

A Super Simo appartiene anche la fierezza di Dante, però, non solo i versi.

Così come il Ghibellin fuggiasco, all’indomani della vigliacca condanna, seppe tenere alta la sua dignità e regalare al mondo il suo genio,  l’impavida conduttrice si è ieri sera sollevata da caduta perniciosa e ha conquistato un decoroso share del 19,53% (4.171.000 telespettatori), nonostante la partita di Champions.

“L’importante, nella vita, è sapersi risollevare”, ha commentato.

Si risolleverà, con analoga energia, anche il rugbista Dallan?


la frisiniana commedia

Marco Frisina è noto compositore di musiche e canti per le funzioni religiose cattoliche.

 Se andate sul suo sito istituzionale, www.marcofrisina.com, potete avere adeguato affresco della sua produzione, che va dalla discografia liturgica a quella cinematografica. 

Di recente si è dato anche al musical.

 La sua Divina Commedia è una trasposizione teatral – musicale del poema dantesco, i colori e i caratteri della letteratura acquisiscono nuova energia grazie al canto e alla rappresentazione scenica.
I maligni, che vedrebbero bene sul suo sito anche la funzione “Imposta questo salmo come suoneria del cellulare”,  vedono in tale elaborazione un progetto un po’ ad usum delphini, mosso dall’intento poco filologico, semmai filocattolico, di togliere a Dante l’energia della sua originalità a vantaggio di un messaggio forzato.

e tornai a riveder le stelle…

Ancora a proposito di Dante, è con qualche emozione che resuscito per voi un articolo scritto dalla mia modesta persona sul giornale del liceo, dodici anni fa. Sniff! Al rinvenimento della pergamena originale, ormai ingiallita dal tempo, ho a stento trattenuto la commozione…

E tornai a riveder le stelle

A un quinto del cammin di nostra vita

fuoriuscii da quella selva oscura

in cui l’anima mia s’era smarrita!

Ahi, come gioir è cosa dura

per chi si pasce di quel dolce cibo

che ognor si chiamò come cultura!

Tanto è amaro che poco più è morte

– più o men disse lo collega fiorentino-

ma per trattar di ciò ch’i vi trovai

dirò cosa m’accadde un bel mattino.

Provenivo da quel luogo maledetto

ove da tempo governato stavo,

né il desio del mio bel letto

contenevo nel mio cuore ignavo.

Vidi le spalle del bidello

già vestito, come ora si conviene (1)

a chi mena, senza nulla speme,

chi va cercando il ben dell’intelletto.

Tra questi era io, e al pargoletto

che trovai meco, chiesi con diletto:

“Ove ti meni, o anima dannata

che sì tanto lagni nel tuo avello

che parmi Alichino o Farfarello?”

Ei, compresomi qual ero, in vero un folle,

“Allontanati! – mi disse – o tratterotti male,

quant’è ver che di nome fai Pasquale!”

Io, che per la città del voto mi movevo,

vivo, ancor per poco, compresi un lamento

di pulzella, o di creatura di questa meno bella

e mi ritrovai per una spelonca oscura che,

l’ sapevo, diverria prigionatura!

Ero nato a viver come bruto

o per seguir virtute e canoscenza?

Solo speravo che la mia vita

non fosse né gramigna e manco ortica,

ma virgulto fertile e soave,

atto a fuggir le cose prave!

Tre volte sollevai lo mento in suso e, tutte, ritrovai

lo dolce viso di chi costantemente s’adoprava

a fare uscir – è presto detto –

quel che rende virtuoso un giovinetto!

Vidi demoni, lombrichi, vari guai ma,

cosa che tutte soverchia,

un mostro di pelle alquanto racchia!

Quando vidi tre facce a la sua testa,

sgomento mi ritrassi,

e iniziai ad avviare corsa lesta!

Il primo volto era quello di un felino,

screziato, voluttuoso, leopardino,

il secondo un’aquila rapace,

che roteava sue orbite nefande,

da cui principiava un fuoco atroce,

il terzo una vipera sorniona che,

bifida la lingua distorceva

e avvelenava qualunque cosa buona!

Ahi come sa di cosa dura ferirsi

ne le piaghe di coscienza

da quei che, al fin de la demenza,

la vita con lo studio morta fanno!

Sed i’avessi incontrato Cacciaguida,

ei avria detto a me il dì natale

de le tre fiere o l‘fatal viaggio

che in Moravia (2) trassemi col gregge

che sventura portò a quelle piagge.

O, ancora, del destinato giorno

in cui lasciato avria il regno ribelle

e tornato saria a riveder le stelle!

Note: (1)i bidelli quell’anno cambiarono divisa…

(2) La gita di quinto superiore fu a Praga…

(3) pare che la traccia data ieri agli esami di maturità sia sbagliata…


lecturae Dantis…



Con riguardo agli esami di maturità in corso di svolgimento, leggo su Repubblica.it che:

“Argomento di Letteratura sarebbe l’undicesimo canto del Paradiso (versi 43-86), in cui San Tommaso narra a Dante la vita di San Francesco. In particolare, la traccia chiede al candidato di individuare nei versi le tre parti della ricostruzione dell’evento: l’ambiente geografico, la scena iniziale della dedizione di Francesco alla vita religiosa e l’effetto di trascinamento sugli altri. È richiesta, poi, una parafrasi distinta delle tre parti in non più di venti righe complessive.”
La tentazione è quella di pensare che, viste talune figure barbine in taluni reality autunnali, il Ministero abbia voluto restituire a Dante un minimo della sua dignità, dimostrando che non tutti i giovani d’oggi lo considerano un capo indiano.

Dante è sempre stato uno dei miei miti. Anche ai miei tempi una delle tracce lo riguardava, l’ho rinvenuta su Internet:

“Traendo spunto da un canto del Paradiso che è stato oggetto di lettura e di particolare approfondimento personale il candidato sviluppi i seguenti argomenti:

1) I presupposti religiosi della poesia dantesca.

2) L’impegno etico -politico di Dante.

3) Lo stile del Paradiso tra l’impossibilità di esprimere l’ineffabile e l’esigenza di aderire al linguaggio concreto dell’esperienza umana.”

Molti lo ritennero un errore ministeriale… Quale canto esprime contemporaneamente tutte e tre le tematiche in oggetto?

By the way, io il tema lo feci sulla traccia d’indirizzo, commentare una citazione di Epicuro sulla figura dello scienziato.


consigli per le vacanze

Reggio Calabria  in estate riesce ad elevare le proprie risorse alla massima potenza, e tornarvi è un piacere per più di un motivo.

  • La prima grossa manifestazione che vi segnalo è Catonateatro, rassegna teatrale di tutto rispetto, con artisti di livello nazionale, che potrete liberamente valutare cliccando sul sito istituzionale.

(Catona è un po’ fuori Reggio, è come se fosse una sua frazione pur non essendo indipendente. Dante, che in questi giorni abbiamo citato, scriveva

“…quel corno d’Ausonia che s’imborga di Bari, di Gaeta e di Catona, da ove Tronto e Verde in mare sgorga”

canto VIII del Paradiso)

  •  “L’antico e suggestivo palazzo di stile veneziano “Villa Genoese Zerbi” ospita nei mesi di luglio e agosto la mostra di Salvador Dalì. La retrospettiva presenta al pubblico oltre 270 opere tra sculture e grafica, realizzate dal grande Maestro catalano tra gli anni 60’ e 70’ ” (dal sito del Comune);

  • Anche quest’anno il tradizionale Festival dello Stretto;

  • il 29 luglio concerto di Milva;

  • la Fata Morgana, citata di recente, è un po’ uno dei simboli di Reggio Calabria. Ebbene, pare proprio che la fattucchiera si alleerà con la decima Musa, il cinema, per offrire per tutta l’estate una serie di magie di tutto rispetto (basti pensare all’anteprima nazionale di Superman returns, il 17 agosto…)

    CLICCA QUI PER LA COMUNICAZIONE UFFICIALE


i Trionfi…

Vai, grande Italia, di speranza ostello,
 
pur senza nocchiero in gran tempesta,

a sempiterno faro affidi le tue rotte,

ché la Costitutio tua non è ancor guasta!

Due ne mietesti, di vittorie, il giorno avante,

una al pallon, giocando coll’Australia,

l’altra elettoral, contro la boria!

 

 

 

un grazie ai Pasqual friends, ai Pasqual Blog users e soprattutto ai Pasqual compatriots!


santi, poeti, referendari…

Ahi serva Italia, di dolore ostello,

nave senza nocchiere in gran tempesta,

non donna di provincie, ma bordello!

La citazione non è delle più originali, ma così tuonerebbe l’Alighieri per commentare la nostra situazione attuale, priva di maggioranze forti, opposizioni corrette, leader credibili, coesione nazionale e, quel che è più grave, forti valori alla base.

Do per scontato che i Pasqual Friends e i Pasqual Blog users abbiano già fatto il loro dovere elettorale o siano giusto in procinto di farlo, come si conviene a chiunque abbia a cuore le sorti della nostra Repubblica!


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