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Posts tagged “mitologia

la follia di Erisittone

Quando l’uomo danneggia la natura fa del male a se stesso ed il mito di Erisittone (Ἐρυσίχθων, Erysíchthōn) lo dimostra con rara efficacia.
Gli Antichi sapevano tutto, d’altra parte, è arcinoto.
Era, Erisittone, (more…)


American Gods (and beyond…)

“There are new gods growing in America, clinging to growing knots of belief: gods of credit card and freeway, of Internet and telephone, of radio and hospital and television, gods of plastic and of beeper and of neon. Proud gods, fat and foolish creatures, puffed up with their own newness and importance. “They are aware of us, they fear us, and they hate us,” said Odin. “You are fooling yourselves if you believe otherwise.”

Neil Gaiman, ‘American Gods’

American Gods’, the TV series, is broadcasted on Starz since April the 30th, on Amazon Prime Video since today, May the 1st. A very interesting experiment, among the most awaited of the season, ‘American Gods’ is drawn from the homonymous Neil Gaiman’s fantasy novel and deals with religion, mythology, life. Throughout the history, many gods and many religions passed and, traditional divinities a part, many people consider money, success, technology and mass media likely to be venerated, even more than the others. Now (more…)


poesia e visione, nella letteratura, nelle arti, nei blog

“Ecco il poeta sacro, colui che, per natura, sa la Verità!”

Sofocle, Edipo Re

È interessante notare come, nella storia della cultura, sia sempre stato riconosciuto al Poeta un discreto potere visionario, nell’accezione piú nobile del termine.
Apollo, dio della Luce, governava con la medesima competenza la Poesia, la Musica e la Profezia.
Il germanico Odino, dio della Guerra e della Poesia, aveva poteri profetici.*
William Blake riteneva cha la sua ispirazione derivasse da un’inner light: egli sosteneva d’aver avuto visioni di Dio e degli angeli già da piccolo e viepiú si convinse, crescendo, d’essere oggetto di visite da parte degli spiriti di Omero, Virgilio, Dante, Milton e Voltaire. La visione artistica unisce l’uomo all’universo e (more…)


Aquarius: the star Trappist-1, the possibility of life and other demons

Being correspondent to Pasquale Curatola’s (and of many other geniuses) star sign, Aquarius as the best constellation in the sky was to be taken for granted. Recent NASA announcement on the possibility of water, oxygen and life in some planets of a system put inside that constellation is nothing but another confirmation, if necessary, of His talents ad potentialities.
According to the Greek mythology, (more…)

attualità del mito (4)

Le metamorfosi’ di Ovidio diventano un’App per sistemi Android e iOs, in italiano e inglese. Classico tra i piú importanti, ulteriore dimostrazione dell’utilità della mitologia, il poema di Publio Ovidio Nasone diventa (more…)


a mille ce n’è, nella storia, di fiabe da narrar…

Qual è la verità storica che si nasconde dietro le fiabe? Chi erano esattamente Cenerentola, Biancaneve, la Bella e la Bestia, lo stesso Maui di ‘Oceania’? Roberto Giacobbo, che salutiamo caramente, se n’è occupato in una delle recenti puntate di ‘Voyager’ e noi, nel nostro piccolo, vogliamo offrire un modesto contributo. Sí, ma (more…)


la nascita di Athena: fetus in feto?

Aggiornamento 7 dicembre: mi sovviene che, in ‘Django Unchained’, il personaggio interpretato da Leonardo DiCaprio taglia un cranio con un seghetto. Certo, le citazioni nel cinema di Tarantino sono infinite…
Aggiornamento 5 dicembre: un amico mi ricordava che il rito funerario dell’antica tradizione indiana vuole che venga assestato un colpo di picchetto al cranio del defunto per consentire all’anima di fuoriuscire. Interessante integrazione a quanto già scritto.

Come si ricorderà, la dea Athena nacque dalla testa di Zeus. Il re degli dèi, dopo aver divorato la titanessa Methis, la cui prole avrebbe potuto spodestarlo, si svegliò con un forte mal di testa e pregò Efesto d’essere cosí amabile da aprirgli il cranio con un colpo di scure.
Quali migliori natali per la dea della Ragione? Difficile dire, certo, se l’origine del mito sia pienamente esoterica o se non vi sia stata una quale altra forma d’ispirazione.
Galeotta una trasmissione scientifica vista in televisione, ho scoperto che esiste, in medicina, un particolare fenomeno che si chiama (more…)


Justice League: Batman, Wonder Woman, Flash, Aquaman and… mythology

Next film based on the Justice League superheroes will be released in the Autumn 2017, maybe in November, directed by Zack Snyder and starred by Henry Cavill (Superman), Ben Affleck (Batman), Gal Gadot (Wonder Woman), and some new entries, such as Ezra Miller (Flash), Ray Fisher (Cyborg), Jason Momoa (Aquaman), Amber Heard (Mera, Aquaman’s wife). Difficult times, powerful heroes. And neither in the right amount, as it seems. Commissioner Gordon asks Batman: ‘How many of you, outside?’, and the superhero answers: ‘Not enough’.
Shooting are on, and the set is in Leavesden, a former airplane factory converted in a dream factory (‘Mission impossible: Rogue Nation’, ‘Fantastic Beasts and Where to Find Them’, ‘Ready Player One’…).
Ben Affleck reveals (more…)


i frutti del platano

A scuola ci raccontavano che il filosofo Platone fosse cosí soprannominato per la sua possente struttura fisica, dall’aggettivo πλατύς, (platýs) che significa “largo”. È cosí sicuramente. Chi ci garantisce, però, che il buon Socrate, nel rivolgersi con affetto a uno dei suoi discepoli, non si sia lasciato ispirare dall’albero, guarda caso un πλάτανος (plàtanos), sotto al quale era solito fare lezione? I Greci, peraltro, chiamavano cosí il platano proprio per la larghezza della sua chioma, forse analoga a quella delle spalle di Platone
Oh, è un albero importante, il platano, mica bubbole. È giunto in Italia dall’Asia Minore, già sacro in Lidia, passando per Creta. Le sue foglie, simili al palmo della mano lo resero sacro alla Grande Madre, che a Creta era rappresentata con le cinque dita della mano aperte. (more…)


“il Cobra (non) è (solo) un serpente…”

Vasily Klyukin, a Russian architect living in Monaco, designed a cobra-shaped skyscraper, possibly to be built in an Asian city, perhaps in Middle East. It is called ‘Asian Cobra Tower’ and Klyukin’s staff are allowed to suppose it will have success, given that the Snake, in those Countries, is seen as a symbol of Wisdom.
Speaking to the Daily Mail, the visionary architect, in the spotlight in the past too for some projects such as helicopter-jet-yachts, said:
“In Japan telling someone that he is a snake means a compliment. In China snakes and dragons often mean the same”.
We are able to add that
Vasily Klyukin, un architetto russo residente a Monaco, ha progettato un grattacielo a forma di cobra, probabilmente per costruirlo in una città asiatica, magari in Medio Oriente. Si chiama ‘Asian Cobra Tower’e lo staff di Klyukin è autorizzato a supporre che avrà successo, dato che il serpente, in quei Paesi, è visto come simbolo di Saggezza.
Parlando al Daily Mail, il visionario architetto, al centro dell’attenzione anche in passato per alcuni progetti come yacht con elicottero incorporato, ha detto:
In Giappone dire a qualcuno che è un serpente significa fargli un complimento. In Cina serpenti e draghi spesso significano la stessa cosa”.
Siamo in grado di aggiungere che,

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gods of egypt

The film ‘Gods of Egypt’ has wonderful visual effects. As for aesthetics, it seems inspired to ‘Saint Seiya – the Legend of Sanctuary’, due to the metallic shining of the divine clothes and armors, and some elements in cinematography and screenplay. (My hope is my readers will not get me wrong for such an ambitious comparison with an animated film, but boundaries are sometimes likely to be challenged).
Enormous, moreover, the amount of quotations.
Good actors, but (more…)


50 shades of bear…

Alejandro G. Iñárritu’s ‘The Revenant’ is a wonderful film, without any doubt. Exquisitely cinematic aspects aside, according to my humble opinion it has not been appreciated the skill of the Bear. Yes, seriously: the Bear! Where did they find a plantigrade able to get into the scene in the perfect moment, beating the protagonist according to its natural instinct and manner, and leave him alive enough to deal with the rest of the picture? (And please remember that trying to shoot a bear’s cubs near to the mother is a particularly dangerous idea and Leo did not use any stuntman). DiCaprio’s bravura is beyond dispute and Alejandro G. Iñárritu told he will never reveal how actually managed to make that incredible scene. Director,  actor, make up artists worthy for the Oscar. However, the Bear too deserves our estimation. And this must be the place to recall the importance of the bears throughout the entire history of cinema. Hanna & Barbera’s Yoghi &
‘The Revenant’, di Alejandro G. Iñárritu, è un film meraviglioso, senza alcun dubbio. Aspetti squisitamente cinematografici a parte, non è stata ancora valorizzata, a mio modesto parere, la bravura dell’Orso. Sí, sul serio: l’Orso! Dove hanno trovato un plantigrado in grado di entrare in scena al momento giusto, battendo il protagonista secondo il suo istinto e le sue naturali maniere, lasciandolo vivo abbastanza per affrontare il resto del film? Si consideri che tentar di sparare ai cuccioli di un orso vicino alla madre è un’idea particolarmente pericolosa e Leo non ha fatto uso di controfigure. La bravura di DiCaprio è fuor di discussione e Alejandro G. Iñárritu ha detto che non rivelerà mai come in realtà sia riuscito a girare quell’incredibile scena. Regista, attore, truccatori, tutti meritevoli di Oscar. Tuttavia, anche l’Orso merita la nostra stima. E questo sembra essere il posto giusto per ricordare l’importanza degli orsi in tutta la storia del cinema. Yoghi e

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per grandi e per piccini

* Sky Italia produce ‘In fondo al bosco’, noir di Stefano Lodovichi nelle sale cinematografiche giovedí 19 novembre. Una tradizione della Val di Fassa, in Trentino, la cosiddetta “notte dei Krampus”, vuole che gli abitanti di Croce di Fassa sfilino vestiti da diavoli. Secondo la leggenda, inoltre, i bambini cattivi possono essere rapiti. Caso vuole che quella notte Tommi, figlio di un alcolizzato (Filippo Nigro), scompaia e che il padre venga arrestato, condannato dall’opinione pubblica, infine scagionato per mancanza di prove. Cinque anni dopo viene ritrovato un bambino che, secondo il DNA, dovrebbe essere Tommi; la madre (Camilla Filippi), però, non riconosce e alcuni abitanti del villaggio lo ritengono una presenza maligna.
Giffoni Experience sbarca in Albania per il decimo anno, portando con sé un mese di cinema ed eventi. Diventa itinerante da quest’anno e parte da Tirana per poi raggiungere Durazzo, Scutari, Korka, Berat, Valona.
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relazioni pericolose

Lungi dall’essere un inno alla zoofilia, ‘Pasifae’, di Filippo Gessi, muove dall’intento di affrescare la libertà dei sentimenti e l’anticonformismo di un comportamento facilmente stigmatizzabile.

Rappresentato lo corso marzo nell’ambito del Globo Teatro Festival e di recente riproposto nell’ambito della rassegna ‘Miti contemporanei’, il reading, a cura di  Filippo Gessi e Teresa Timpano, prodotto da Scena Nuda, tratta il mito della moglie di Minosse che, come si ricorderà, giacque con un toro inviato da Poseidone.

Secondo il mito piú conosciuto, Poseidone aveva inviato a Minosse un bellissimo toro bianco, con le corna a forma di lira, perché gli fosse sacrificato; Minosse non lo fece e il dio, per vendetta, fece in modo che la moglie, la detta Pasifae, s’invaghisse dell’animale (vi era, inoltre, un anatema di Afrodite, che condannava i figli di Helios ad avere amori improbabili). (more…)


Saint Seiya – Soul of Gold/ the Ending

Saint Seiya - Soul of Gold

Saint Seiya -Soul of Gold’ last episode was released in Italy on September 26 and the ending was sublime.

The twelve Gold Saints were called in Asgard to fight against Loki, the evil god of German mythology and managed to do it thanks to the divine cloths, Athena’s assistance and, what is sublime,

the pure feelings of human beings and of the nature.

All the knights did their job but Leo’s Aioria was quite the star and the entire ‘Soul of Gold’ saga could seem a sort of his ἀριστεία*. (more…)


Ant – Man

“Sometimes in the life it is necessary to become smaller to be bigger”

Pasquale Curatola

Peyton Reed’s ‘Ant – Man’ is of course drawn from the original Marvel character in comics but I would dare to hypothesize a possible mythological origin too, since “the rage of Achilles” is the topic of Homeric Iliad and that Achilles was the king of the Myrmidons, the men created by Zeus from the ants. Quite a visionary hypothesis: were Stan Lee and Jack Kirby, authors of the first original comic, interested in Greek mythology? Who knows…

Ant – Man‘, the film, was my main activity last night and I really enjoyed it. Big special effects, wonderful animation, nice story. A father must regain his daughter’s estimation and manages to do it, becoming the hero his little Cassie already thinks he is. And what of the ants? Hymenoptera among the most industrious, they are an invincible army, able to do everything in a truly reliable manner and, when (Ant)hony is killed during the conflict, it is almost like when Greek warrior Patroclus was defeated. And what about the foot Scott must correctly put on the floor once awaken? Achilles was the ‘swift-footed’ (“πόδας ὠκὺς”), wasn’t he?

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la questione omerica secondo Curatola

“La nobiltà degli esametri [di Omero] non dovrebbe trarci in inganno inducendoci a pensare che l’Iliade e l’Odissea siano qualcosa di diverso dai poemi di un’Europa in gran parte barbarica dell’Età del Bronzo o della prima Età del Ferro. Non c’è sangue minoico o asiatico nelle vene delle muse greche: esse si collocano lontano dal mondo cretese-miceneo e a contatto con gli elementi europei di cultura e di lingua greche (…) Alle spalle della Grecia micenea si stende l’Europa.”

(Stuart Piggott, Europa Antica)

La cultura classica, abbandonata al termine del liceo, fa ancora capolino nel nostro mondo di quando in quando, in età avanzata e a differenti sponde raggiunte. Complice, talvolta, Roberto Giacobbo.

L’Iliade e l’Odissea, per esempio, secondo interessanti studi, sarebbero basate su vicende avvenute in Scandinavia e nel mare del Nord piuttosto che nel Mediterraneo e l’unico, si fa per dire, merito dei Greci sarebbe stato quello di trasporle in forma letteraria.

Tale prospettiva, a mio avviso,

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illacrimabile Pluto*

Plutone sta meravigliando astronomi e astrofili regalando, complici talune sonde opportunamente inviate, insospettate visioni e panorami inaspettati.

Il dio che gli è legato e gli ha dato il nome, però, anche detto Hades o Dite dai Romani, non si è distinto in modo altrettanto nobile perché ha chiamato a sé uno degli studiosi piú originali di quella cultura da cui gli dèi greci sono scaturiti: Franco Mosino.

Autore del fondamentale ‘Ibico, Testimonianze e frammenti’, citato nella bibliografia di tutti i manuali di letteratura greca, Mosino aveva postulato, qualche anno fa, una teoria sulla possibilità che l’Odissea, uno dei massimi poemi dell’umanità, possa essere stata scritta, almeno parzialmente, a Rheghion, florida colonia magnogreca oggi nota come Reggio Calabria (‘L’Odissea scritta a Reggio: prove testuali, topografiche, epigrafiche, filologiche, iconografiche, antropiche’, candidatura al Nobel nel 2011).

Difficilmente enumerabili gli studi (more…)


l’eleganza dell’asino

Oggi è Domenica delle Palme e si ricorda l’arrivo di Gesú a Gerusalemme, accolto in trionfo e chiamato figlio di Davide, re d’Israele.

Lasciando alle opportune istituzioni le tematiche del caso, una domanda sorge spontanea: perché il figlio di Dio arrivò a Gerusalemme cavalcando un’asina?

La risposta non è ovvia come potrebbe sembrare ed il sottoscritto è in grado di fornirla in virtú di una delle provvidenziali conferenze a cui si è pregiato di presenziare.

Una volta tra asini e cavalli non c’era differenza di valore, anzi i primi erano cavalcature d’assoluto prestigio, degne di trasportare le migliori persone, finanche figli di re, Messia e figli di Dio.

A tal punto erano nobili gli asini che gli Hyksos ne riproducevano le teste sugli scettri dei loro condottieri e li consideravano alla stregua di animale totemico. Ed è proprio su questo punto che, si perdoni, casca l’asino!

Gli Hyksos (more…)


Fetonte, o della gioventú bruciata

Fetonte era figlio di Helios, il dio del Sole. Un giorno, nell’ambito di una lite tra fanciulli quale spesso capita tra i ragazzini delle medie, un compagno di classe dubitò della sua discendenza e, anche in virtú del detto latino mater semper certa est pater nonnunquam, a lui rivolse alate parole:
«Sciocco,» gli disse, «in tutto tu credi a tua madre
 e vai superbo d’un padre immaginario». (Ovidio, le Metamorfosi)  
Ah Caino, ah bastaso!” avrà pensato il fanciullo, pur pensando in greco antico o nella versione latina di Ovidio; né è difficile immaginare quali filastrocche gli intonassero davanti gli altri compagni: “La mamma di Fetonte è visionaria, la mamma di Fetonte è visionaria…”.
Tornato a casa, egli si rivolse alla madre Climene, dicendole d’essersi taciuto solo per non causarle maggiore dolore. Nondimeno, grave era l’onta, imperdonabile l’accusa:
«E a tuo maggior dolore, madre mia, io che sono cosí impulsivo,
cosí fiero, m’imposi di tacere: non sopporto che qualcuno
abbia potuto insultarmi cosí, senza che potessi ribattere!
Ma tu, se è vero che discendo da stirpe celeste,
dammi prova di questi natali illustri e rivendicami al cielo».
All’epoca non c’erano gli smartphone e Climene avrebbe dovuto penare non poco per rintracciare il marito che, peraltro, era un pezzo grosso. Si curò, comunque, di rassicurare il figlio, alzando le braccia al cielo e giurando in tal guisa:
«Per questo splendido fulgore di raggi abbaglianti» disse,
«che ci vede e ci ascolta, io ti giuro, figliolo,
che tu sei nato da questo Sole che contempli e che regola
la vita in terra. Se ciò che dico è menzogna, mai piú mi consenta
di guardarlo e sia questa luce l’ultima per i miei occhi!
Del resto non ti sarà fatica trovare la casa paterna:
la terra in cui risiede confina con la nostra, là dove sorge.
Se questo hai in animo, va’ e chiedi a lui stesso».
Non c’era bisogno di declamare tali esametri due volte! Fetonte, baldanzoso e affamato di rivalsa, abbandonò l’Etiopia, attraversò l’India e tornò alla casa del Padre, piú nello stile di C’è posta per te che del Figliuol prodigo.

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l’Hercules che non ti aspetti

Forse a sua insaputa, il regista Brett Ratner, con il suo ‘Hercules – il guerriero‘ (originale Hercules), si inserisce in un filone che gli antichi già conoscevano. Evemero da Messina riteneva che gli dèi fossero, in origine, uomini molto potenti e che erano stati gli esseri umani a venerarli per le loro opere, parlando e tessendone le lodi; sembra, peraltro che la parola greca φήμη (fēmē, Fama) derivi dal verbo φημί (fēmí, “parlare”). La “fonte” di Harlin sembra essere stata, per la verità, la graphic novel ‘Hercules – La Guerra dei Traci’ che Admira Wijaya e Steve Moore hanno realizzato per Radical Comics, basandosi sul mito greco e rielaborandolo alquanto. 

 ‘Hercules – il guerriero‘, costato, si dice, cento milioni di dollari, vede il forzuto Dwayne “The Rock” Johnson interpretare un Eracle / Ercole piú vicino ai fumetti che al mito tradizionale, non solo in quanto ispirato dalla graphic novel; nel film, piú  che la grandezza dell’eroe, si respira piuttosto una Fama in grado di precederlo e intimorire i nemici (Iolao, prigioniero, arriva a raccontare che è solo un uomo, quantunque dalla forza straordinaria, che le leggende sul suo conto sono state gonfiate, hanno subito quello che i tecnici della materia chiamerebbero elefantiasi).

Nato, come nel mito, da Zeus e Alcmena, ha portato a termine le famose dodici fatiche, con la gloria che ne è conseguita, indossa la pelle di leone (di Nemea), è armato di clava e viene invitato dal re di Tracia per combattere un suo nemico invasore, alla guida di un esercito in cui figurano anche alcuni dei suoi amici fidati, come il già citato Iolao, Anfiarao e Atalanta (quella che, nel mito tradizionale, si era fatta conquistare dalle mele di Ippomene e aveva partecipato alla caccia del cinghiale Calidonio).

Tra le dissacrazioni che il film si concede, c’è la riduzione di Cerbero ai minimi termini (tre lupi in società), il fatto che i centauri non fossero uomini-cavallo ma uomini “a cavallo”, che l’Idra di Lerna non fosse altro che una banda di nove briganti mascherati da serpente e cosí via, a smontare la costruzione mitica per dare un’interpretazione reale e plausibile, magari finalizzata ad altro.

Gli dèi, se pure esistono, non appaiono mai; Ercole stesso è messo in discussione, divorato dagli incubi e perseguitato dal ricordo di una famiglia che è scomparsa, in un modo che non rammenta (forse è pure meglio, giacché era stato lui a sterminarla in un momento di follia).

In cauda venenum, il film è programmato a pochi mesi di distanza da ‘Hercules – La leggenda ha inizio’ (The Legend of Hercules), diretto e prodotto da Renny Harlin, con Kellan Lutz.


on the Red Sea (2)

Christian Bale will play as Moses in the next Ridley Scott’s kolossal,  ‘Exodus: Gods and Kings’(The title seems to reveal a quiet disenchanted approach to the Holy Bible, seen as the Hebraic mythology). 

As in the previous films based on the Exodus (and Deuteronomy), 40 years old Christian will have to make Israelite slaves get out free from Egypt and move toward the Promised Land.

Of course, it is to tell the particular relationship between Moses and Rhamses, (Joel Edgerton of Warrior and The Great Gatsby), born almost as brothers, became ennemies because of the facts and, someone says, of the different opinions on slavery.

They arrive to duel, and Rhamses screams:

Let’see who’s more effective at killing, you or me?’.

By the way, Moses takes Rhamses informed on what runs the risk to happen:

I came here to tell you that something is coming that is out of my control‘.

According to the trailer, another star in this film, which is said to have a budget of over $150m, seems to be the Nature; we see tornadoes, dantesque landscapes, lightning storms, rivers of blood (perhaps because of the 10 Plagues, I suppose).

In the cast, Bale and Edgerton a part, there are also Sigourney Weaver, Aaron Paul, Ben Kingsley, Emun Elliott and John Turturro.

The film, written by the Oscar awarded Steven Zaillian (‘Schindler’s List’), realised at the Pinewood Studios of London, will be released in America on December 12, 2014; in Italy, on January 2015.

Christian Bale interpreterà Mosè nel prossimo kolossal di Ridley Scott, ‘Exodus: Dèi e Re’ (il titolo sembra rivelare un approccio abbastanza disincantato verso la Sacra Bibbia, vista come mitologia ebraica).

Come nei precedenti film basati sull’Esodo (e sul Deuteronomio), il quarantenne Christian dovrà far uscire liberi dall’Egitto gli schiavi israeliti e muovere verso la Terra Promessa.

Naturalmente, c’è da raccontare il particolare rapporto tra Mosè e Ramses, (Joel Edgerton di Warrior e Il grande Gatsby), nati praticamente fratelli, diventati nemici a causa dei fatti e, dice qualcuno, delle diverse opinioni sulla schiavitú.

Arrivano a duellare e Ramses urla:

‘Vediamo chi è piú bravo a uccidere, io o tu’.

Comunque, Mosè informa Ramses su cosa corre il rischio di accadere:

‘Sono venuto qui per dirti che sta arrivando qualcosa che è fuori dal mio controllo’.

Stando al trailer, un’altra protagonista di questo film, che si dice abbia un budget di oltre 150 milioni di dollari, sembra essere la natura; si vedono tornado, paesaggi danteschi, temporali, fiumi di sangue (forse a causa delle Dieci Piaghe, suppongo).

Nel cast, a parte Bale e Edgerton, ci sono anche Sigourney Weaver, Aaron Paul, Ben Kingsley, Emun Elliott e John Turturro.

Il film, scritto dal premio Oscar Steven Zaillian (‘Schindler List’), realizzato presso i Pinewood Studios di Londra, uscirà in America il 12 dicembre 2014, in Italia a gennaio 2015.


Lucca Comics 2013

Si è conclusa ieri l’edizione 2013 di Lucca Comics, appuntamento tra i piú interessanti nel panorama italiano del fumetto e di quanto vi ruota attorno (tra l’altro ci si è chiesti quale futuro attende Dylan Dog, per intenderci).

Una delle sorprese piú gradite è stata senz’altro la presenza di un Martello Gigante a emblema del film ‘Thor: the Dark World‘, di Alan Taylor, con Chris Hemsworth, di prossima uscita nelle sale italiane.

Al film, secondo capitolo cinematografico dedicato al germanico dio del tuono è stato dedicato anche un corale e condiviso lancio di braccialetti omaggio.


what a fight, Beppe & Fabio!

Beppe Grillo ha annunciato sul suo blog

Verremo a cantare a Sanremo. Ripeto: verremo a cantare a Sanremo;

Fabio Faziocome noto alla guida della kermesse anche nel 2014, ha risposto:

Se hai due pezzi belli, ti prendiamo!”.

È da sospettare che il conduttore abbia voluto tentare una qualche ironia nei confronti di Grillo,

volendo forse dubitare delle capacità “cantautoriali” di quegli o,

piú banalmente, controbattere chi, come alcuni politici, denuncia i suoi emolumenti.

A fronteggiarsi sono

il fondatore di un Movimento che sta scrivendo una pagina sicuramente significativa nella storia della Repubblica

ed un conduttore il cui linguaggio riesce a farsi apprezzare per stile e competenza.

Appoggiandosi al mito, potrebbero, i due, sfidarsi a musical tenzone, come fecero Apollo e Marsia;

il vincitore, però, novello Apollo, potrebbe poi sentirsi autorizzato a scuoiare l’eventuale sconfitto,

e ad allungare in forma asinina le orecchie di Mida, malcapitato giudice dell’agone.

Appoggiandosi alla comune provenienza ligure, i due potrebbero confrontarsi ai fornelli,

ad esempio nella preparazione del pesto,

chiamando a giudizio Antonella Clerici , Carlo Cracco o Benedetta Parodi

(né ci risulta in che misura Genova e Savona, città natali dei due,

si contrastino o si siano mai contrastate nelle tradizioni e nelle usanze, anche culinarie).

Da escludere, invece, una gara di bellezza:

Miss Italia non è piú in Rai,

Fazio è magrolino

e Grillo non è figo quanto Fico.

Sarebbe bella davvero, in ogni caso.

Soprattutto per chi ha già dimostrato, in passato,

segni d’insofferenza per la presenza della politica a Sanremo.

Anch’essa ligure, tra parentesi…


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