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Posts tagged “scienza

Einstein secondo Ron Howard

È stata presentata ieri, nell’ambito del ‘National Geographic Festival delle Scienze’, l’anteprima della serie tv ‘Genius: Einstein’, diretta e co-prodotta, assieme a Brian Gazer, dal premio Oscar Ron Howard e interpretata da Geoffrey Rush, anch’egli già insignito di Oscar, ed Emily Watson. Produzione tra le piú suggestive, ‘Genius: Einstein’ nasce grazie al network National Geographic e a Fox Television, è tratta dal libro ‘Einstein: His Life and Universe’ di Walter Isaacson e andrà in onda a partire da stasera, 11 maggio, alle 20.55, su National Geographic (canale 403 di Sky). Negli Stati Uniti è già diventata un cult ed il buon vecchio Albert è diventato un mito per i teen-ager, un modello rassicurante senz’altro preferibile a taluni altri, tanto che gli adolescenti stelle e strisce indossano volentieri le magliette con lo slogan “I love relativity genius”, con un bel cuore rosso al posto del verbo love.
È inutile ricordare chi fosse Albert Einstein; (more…)


noi (& i) robot (2)

Giovedí scorso, la commissione giuridica del Parlamento europeo ha approvato una relazione «recante raccomandazioni alla Commissione concernenti norme di diritto civile sulla robotica»; si ritiene necessario, dunque, che, nel momento stesso in cui una tecnologia come quella robotica viene progettata, alte siano le garanzie sulla sicurezza e sull’incolumità degli uomini. La paura che la tecnologia, soprattutto quella informatica, possa prendere il sopravvento e soggiogare gli stessi esseri umani che l’hanno concepita ha attraversato la mente di molte persone, letterati e comuni mortali. Usu docendi, i docenti d’informatica dicono che, quando le macchine avranno imparato a leggere l’ambiente e ad autoprogrammarsi, gli esseri umani potranno cominciare a spaventarsi. All’immagine del robot – automa, semplice pupazzo meccanico che sa fare solo ciò per cui è programmato, si è spesso sostituita, e viepiú si sostituisce, quella di un robot che possa fare “di testa sua” o, addirittura, sottomettere il genere umano.
Il dio Efesto aveva degli automi, si dice, che (more…)


noi (& i) robot

I bambini degli Ottanta lo sapevano: prima o poi uno dei robot visti in televisione,  Mazinga o Daitarn, Daltanious o Voltron, Goldrake o Danguard, sarebbe diventato realtà!
Ebbene, ‘Method-1’ è arrivato. È stato realizzato dall’azienda ‘Korea Future Technology”, progettato dall’ingegnere Vitaly Bulgarov; è alto quattro metri e pesa una tonnellata e mezza; tecnicamente è un esoscheletro, pilotato da un conducente umano, che può camminare e muovere gli arti. Quanto a Bulgarov, (more…)


the “accountancy” of the superheroes hands

According to the most recent scientific discoveries, children who lost their hands because of an illness or an accident can take advantage of surgery and bionic, and get new robotic hands, perfectly able to do their job. Some companies involved in entertainment, such as Disney and Marvel, already granted their collaboration as for the design, and children could have new hands in a perfect Iron-man, Frozen or Incredibles style. And what child, e.g., would not like a ‘bat-hand’?
We should ask Bruce Wayne, perhaps, the Wayne Foundation…
Next Batman-based films will be starred by Ben Affleck: ‘Justice League’ and ‘the Bat Man’. These days, Ben Affleck is a quite particular superhero in Gavin O’Connor’s (more…)


la visione della Sindone

Quale che sia l’approccio con il quale ci si accosta, la Sacra Sindone costringe a farsi delle domande e a cercare delle risposte. Tale è la sua importanza che anche i non vedenti devono avere la possibilità di conoscerla, soprattutto in occasione dell’ostensione della stessa, che quest’anno avrà luogo dal 19 aprile al 24 giugno, a Torino.

Esiste una copia tridimensionale del Sacro Telo, che ne riproduce la parte anteriore in modo codificato per non vedenti; le persone affette da disturbi all’apparato visivo potranno accostarsi alla riproduzione e acquisirla attraverso il tatto. (more…)


Turing and the Imitation Game

Once out of the theater, everyone should hope that ‘The Imitation Game‘ get the nominations for two Oscars at least: Best Editing and Best Actor in a leading role. (To be honest, I hope the same for Eddie Redmayne and ‘The Theory of Everything’…).
Benedict Cumberbatch has been wonderful in replicating the complex and fragile personality  of Alan Turing, the mathematical genius who made  the United Kingdom win the Second World War interpreting the secret German messages.
(And his story was beautifully told in the film, as regards film categories).

A very special one, unlucky in feelings and social relationships, hated for his intelligence and for being Jew, Turing grew as a solitary genius, interested in mathematics, logics and cryptography. He dealt with his passions with his best friend, Christopher, who was going to become the most important love of his life, if an illness would have not killed him too early.
Una volta uscito dalla sala, chiunque dovrebbe sperare che ‘The Imitation Game‘ ottenga almeno due candidature agli Oscar: Miglior Montaggio e Miglior attore protagonista (ad essere sincero, spero lo stesso per Eddie Redmayne e ‘la Teoria del Tutto’…). Benedict Cumberbatch è stato meraviglioso nel riprodurre la personalità complessa e fragile di Turing, il genio della matematica che fece vincere la Seconda guerra mondiale al Regno Unito interpretando i messaggi tedeschi segreti (e la sua storia è stata meravigliosamente raccontato nel film, per quanto riguarda le categorie cinematografiche).
Tipetto tutto particolare, sfortunato nei sentimenti e nelle relazioni sociali, odiato per la sua intelligenza e per il fatto di essere Ebreo, Turing crebbe come un genio solitario, interessato alla matematica, alla logica e alla crittografia. Si occupò delle sue passioni con il suo migliore amico, Christopher, che sarebbe stato il piú importante amore della sua vita se una malattia non lo avesse ucciso troppo presto.

(more…)


Fiat Lux!

Che la luce porti alla verità o a forme superiori di conoscenza è prospettiva tra le piú affascinanti; la recente tecnologia sembra incoraggiarla.

È in corso di sperimentazione, infatti, il “Li – Fi” (Light fidelity), procedura per trasmettere messaggi, immagini e informazioni in forma di radiazioni luminose, invisibili all’occhio umano ma non a computer e dispositivi elettronici.

È stato anticipato a Edimburgo nel 2011 da tale Harald Haas, il quale, dimostrando come una semplice lampadina Led possa trasmettere video ad alta definizione, ha aperto scenari d’assoluto interesse.

Diventerebbe possibile, ad esempio, decongestionare gli spazi saturati dalle trasmissioni wireless oppure creare messaggi pubblicitari che trasmettono il loro contenuto agli smartphone attraverso impulsi luminosi (“line of sight marketing”).

Forse si arriverà ad acquisire un film o un video semplicemente ricevendone la proiezione, con le immagini, le scene, le interpretazioni, le voci che viaggiano assieme ai fotoni, in modo comparabile a quanto farà Cinecittà (Luce!) col satellite.

Certo, a differenza di altre forme di trasmissione, la luce non filtra attraverso i corpi solidi, non supererebbe le pareti e gli ostacoli fisici.

Vale la pena di sognare, tuttavia e, se Icaro pur precipitò al suolo per essersi troppo avvicinato al Sole, altri mortali potranno forse migliorare il loro mondo senza correre rischi eccessivi.


de natura deorum

“Gli esseri umani sono sicuramente pazzi:

non sono capaci di costruire nemmeno un verme

ma divinità ne fabbricano a centinaia”

Michel de Montaigne

L’universo ha 13,82 miliardi di anni ed è fatto per il 68% di materia oscura, a quanto sembra; in teoria, dunque, gli dei potrebbero abitare proprio all’interno di questa (san Giovanni afferma che “Dio è puro spirito”, non dovrebbe dunque avere bisogno di fisica dimora; un greco lo metterebbe sull’Olimpo, un egizio nella natura).

Le divinità e le religioni provvedono a una codifica di base dei valori, danno ordine alle comunità appena formate, danno forma agli interrogativi sulla natura e sul destino dell’uomo nonché agli archetipi dell’essere.

Gli dei devono per forza essere immortali, lo sono in quasi tutte le religioni e la spiegazione è abbastanza ovvia. Se morisse, ad esempio, il dio del mare, come si farebbe a inventarne un altro? Come farebbero i membri di una stessa comunità a mettersi d’accordo ogni volta su tutto (nome, epiteti, iconografia, miti) e i padri a tramandarlo ai figli? Sarebbe una bella faticata; d’altra parte la differenza mortale/immortale è alla base della necessità stessa di un essere supremo.

Molto meglio guardare il cielo, chiedersi con i propri simili cosa siano quelle luci cosí strane che vi appaiono e scompaiono a ritmi regolari e mettersi d’accordo su come chiamarli; il resto verrà di conseguenza ( a dire il vero, ogni tanto gli dei cambiano, quando un popolo si sostituisce a un altro o la società sente bisogno di un cambiamento).

Ci si deve accordare, poi, se gli dei siano o debbano essere migliori, uguali o perfino peggiori dei mortali.

I Greci li vedevano antropomorfi, litigiosi, tremendamente vendicativi e perfino invidiosi, se gli esseri umani erano piú felici di quanto strettamente necessario.

Altri popoli hanno preferito caricare la divinità di tutti i predicati che completano i limiti dell’uomo:

Mortale/Immortale;

Destinato a invecchiare/ Eternamente giovane;

Vulnerabile / Invulnerabile;

padre che ho in questo mondo/Padre Eterno di tutti gli uomini;

madre che ho in questo mondo/ Madre Eterna di tutti gli uomini, ecc…

Chissà, Dio potrebbe essere l’energia che pervade l’universo oppure coincidere almeno parzialmente con quello che gli scienziati, come anticipato all’inizio, chiamano “energia oscura” e “materia oscura”!


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