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scuola università e istruzione

a Cosenza un museo del fumetto

È stato inaugurato a Cosenza, nell’elegante cornice della Galleria Santa Chiara, il Museo del Fumetto.  Unico in tutto il Mezzogiorno, nato per volere dell’Amministrazione provinciale,  il Museo rappresenta una tappa del percorso culturale del Festival Le Strade del Paesaggio e sembra voler preludere, in futuro, ad una vera e propria Scuola delle Arti.

Sarà aperto martedí, mercoledí e giovedí, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17 alle 20,  fino alla pausa del 31 luglio; tra le opere esposte,  in messo ad eroi di sicuro appeal come Tex Willer, Martin Mystère e Dylan Dog, alcuni originali di Tanino Liberatore, Gianluca Cestaro, Angelo Stano, Bruno Brindisi, Nicola Alessandrini, Jim Avignon e Diavú.

Non mancano, finanche, opere di Pasolini e De Andrè; Marina Comandini, già compagna di Andrea Pazienza e madrina onoraria dell’apertura del Museo, si è detta desiderosa di donare al Museo alcune opera del maestro.

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Asinelli dietro la lavagna. Multimediale.

La scuola, secondo molti, deve fare uso massiccio, forse anche esclusivo delle tecnologie digitali. Bando a quaderni, astucci e libri cartacei, benvenuto a tablet, lavagne interattive e cloud.

È in corso una disputa tra operatori della scuola proprio su questo punto e non pochi sono i docenti che già si rivolgono spocchiosamente ai propri allievi dicendo che non vogliono vedere carta in classe ma solo tecnologie digitali. Lezione da imparare? Sul tablet! Assenze da registrare? Sulla lavagna multimediale!

A me sembrano piú i rischi. Pur non essendo un operatore della scuola, mi è sempre appartenuta una discreta sensibilità verso il mondo dell’insegnamento perché ad esso attiene una responsabilità immensa, quella di formare le nuove generazioni. Proprio in virtú di tale sensibilità, forse anche a dispetto delle specializzazioni professionali, a me sembra rischioso allontanare i ragazzi dall’approccio al cartaceo fondamentalmente per due ordini di ragioni:

  1. l’approccio al testo scritto e allo scrivere mette in funzione ed educa una serie di funzioni che la tecnologia digitale non prevede;

  2. prima i poi i ragazzi un testo scritto complesso dovranno leggerlo comunque e, in assenza di un’adeguata educazione al suo approccio, potrebbero incontrare gravi difficoltà.

La scuola deve aprirsi alla realtà e le tecnologie ne costituiscono parte integrante (per non parlare del risparmio economico, dei libri che devono diventare gratuiti e del vantaggio ecologico).

L’italiano e la matematica, però,  si possono imparare solo in un modo. Secondo me.


manca solo che la fanno papa

Stefania Giannini è veramente una forza della natura.

Chi scrive ha studiato a Perugia negli anni in cui l’auricrinita neoresponsabile del dicastero di viale Trastevere era presidente di corso di Tecnica pubblicitaria prima, di Comunicazione internazionale poi. Sarebbe successivamente diventata rettore, con una carriera fulminante, avendo conseguito il titolo di professore associato tredici anni prima. Vanta molte pubblicazioni e un’ottima attività di ricerca. È stata insignita d’incarichi presso la Commissione Europea, il Ministero degli Affari Esteri, il CRUI, il Comitato di orientamento strategico per le relazioni scientifiche e culturali fra Italia e Francia. È presidente della Società Italiana di Glottologia.

Entrata in politica nel 2013, è stata eletta senatore nelle file di Scelta civica ed è subentrata a Mario Monti lo scorso autunno.

Donna dal carattere forte e dalla dialettica quasi curatoliana, era solita a lezione sciogliere i capelli e parlare di universali linguistici e grammatica generativa con le bionde chiome che fluttuavano flessuose e sembravano echeggiare il petrarchesco sonetto “Erano i capei d’oro a l’aura sparsi”.

Se un ragazzo non frequentante le chiedeva delle precisazioni su argomenti alquanto specifici, ella era in grado di rispondergli in modo particolarmente mirato grazie ad alcuni studi di sociolinguistica seguiti personalmente negli Stati Uniti.

Se una ragazza discuteva una tesi sui sistemi di comunicazione nelle metropolitane, al termine della discussione lei la congedava dicendole: “Signorina, adesso come torna a casa, in metropolitana?”.

Quanto alla carica di ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il suo nome circolava da tempo come quello piú probabile.


Giornata della memoria 2014, il ricordo delle arti

Il 27 gennaio è la giornata della Memoria; nello stesso giorno in cui le truppe sovietiche aprirono i cancelli di Auschwitz si vuole ed è doveroso ricordare le vittime dei campi di concentramento e della follia nazista.

Le sette arti, tradizionalmente sensibili, non si tirano certo indietro e usano i loro poteri evocativi per appoggiare questo doveroso impegno ( a dire il vero, molto è stato fatto anche nei giorni scorsi e si chiede venia per le informazioni non fornite).

Cinema

Il cinema prevede la programmazione nelle sale, oggi e domani, del film ‘Hanna Arendt‘, di Margarethe von Trotta, dedicato alla figura della studiosa ebrea, nata in Germania e costretta a rifugiarsi negli Stati Uniti, che scrisse il libro ‘La banalità del male‘.

È nelle sale dal 16 gennaio ‘Anita B.’, di Roberto Faenza, storia di una sopravvissuta ad Auschwitz che tenta di ricostruirsi una vita combattendo con i demoni del passato. La pellicola tratta dal romanzo autobiografico di Edith Bruck, apre oggi ufficialmente a Gerusalemme le celebrazioni ufficiali del giorno della Memoria; il 23 febbraio sarà anche proiettata nell’ambito de ‘Los Angeles – Italia – Film , Fashion and Art Fest‘, come evento speciale. A Faenza sarà anche dedicata una retrospettiva.

Arriverà in sala mercoledí 30, invece, ‘Storia di una ladra di libri‘, di Brian Percival; tratto dal romanzo ‘La bambina che salvava i libri‘, di Markus Zusak, racconta della piccola Liesel che, affidata ad una famiglia adottiva, condivide con l’amico ebreo Max l’amore per i libri e per una bellezza che salverà il mondo.

Musica

Andrea Bocelli è oggi ad Auschwitz, località ricordata all’inizio per le note vicende legate al campo di concentramento di Auschwitz – Birkenau; è previsto un breve discorso ad apertura della cerimonia dell’”International Holocaust Memorial Day Event”.

Teatro

Le sorelle Andra e Tatiana Bucci, deportate alle età di 4 e 7 anni, hanno raccontato la loro esperienza ai ragazzi delle scuole superiori del teatro Novelli di Rimini. La loro testimonianza viene raccontata oggi anche in televisione, su Icaro tv, canale 91.

Mostre

Sempre a Rimini, ‘Anne Frank, una storia attuale‘, aperta gratuitamente dal martedí alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, fino al 23 febbraio.

Televisione

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fucilate

Ha generato istintivo e immediato disgusto il video-testamento di Priebke:

Noi dovevamo fucilare, altrimenti saremmo stati fucilati!”

Nel momento in cui si fossero ribellati, chi li avrebbe fucilati?

Anche ammesso, nel momento in cui si fossero rifiutati e ribellati tutti,

a tutti i livelli,

come avrebbe fatto Hitler, da solo, a fucilare un intero esercito?

Su questo treno c'erano i deportati del 16 ottobre


lauree di mia invenzione (5) – Letterature comparate

Questa dovrebbe essere seria, le altre erano decisamente facete…

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Lettera di Abramo Lincoln al maestro di suo figlio il primo giorno di scuola

“Il mio figlioletto inizia oggi la scuola: per lui, tutto sarà strano e nuovo per un po’ e desidero che sia trattato con delicatezza. È un’avventura che potrebbe portarlo ad attraversare continenti, un’avventura che, probabilmente, comprenderà guerre, tragedie e dolore.

Vivere questa vita richiederà Fede, Amore e Coraggio.

Quindi, maestro caro, la prego di prenderlo per mano e di insegnargli le cose che dovrà conoscere. Gli trasferisca l’insegnamento, ma con dolcezza, se può. Gli insegni che, per ogni nemico c’è un amico. Dovrà sapere che non tutti gli uomini sono giusti, che non tutti gli uomini sono sinceri.

Gli faccia però anche comprendere che, per ogni farabutto c’è un eroe, che per ogni politico disonesto, c’è un capo pieno di dedizione.

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essere in Carrozza

La password per aprire i plichi elettronici con le tracce dei temi per la maturità non poteva essere piú semplice:

64WLMI3Z2GTDYTMSUJAZUQEYH

In bocca al lupo a tutti!

Tracce:

Tema generale: «La vita non è solo lotta di competizione ma anche trionfo di cooperazione e creatività»;
Tema letterario: relazione tra individuo e società di massa attraverso testi di Pasolini, Canetti, Montale, ecc…;
Tema storico: i Paesi emergenti nell’economia internazionale, i “Brics” (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica);
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mille e ancora mille!

Quest’oggi, 10 maggio 2013,

il Pasquale Curatola’s Blog ha raggiunto la quota di mille articoli pubblicati!

Nel ringraziare quanti  hanno letto e apprezzato le sue fatiche ed il proficuo lavoro delle sue manine sante,

il blogger consiglia la rilettura integrale di tutto il sito,

dal 17 maggio 2006 ai giorni nostri.

Grazie!


attualità del mito (3)

La mitologia è importante! Gli antichi la studiavano come materia a sé perché faceva parte del loro mondo ma a noi serve non poco perché si tratta di una chiave di lettura indispensabile per comprendere l’arte, la letteratura, talvolta perfino il cinema, la televisione e i cartoni animati.

Mi è capitato di trovarmi d’accordo anche con i Pasqual Friend Mattia, che studia Medicina e ben conosce i miti legati ad Asclepio, e Adriano, che ha fatto Lettere classiche e condivide la mia idea sull’istituzione di un esame specifico di Mitologia o Mitologie comparate.

Studiata in modo esoterico, poi, consente di andare al di là del semplice fatterello narrato e di rinvenire stimoli spirituali d’indubbio interesse perché, come dicevano i prof, gli antichi sapevano tutto.

Il ratto di Persefone, ad esempio, non è soltanto la storia di un sequestro ma è anche la spiegazione esoterica del ciclo delle stagioni e della necessità che la Morte sottragga un po’ di vita alla Vita stessa per consentirle di andare avanti. Il mito di Icaro educava i giovani ad ascoltare la parola dei genitori e a non osare piú di quanto le proprie forze lo consentano; la presenza di un dio/Cielo/Padre e di una dea/Terra/Madre costituiva la rappresentazione di uno degli archetipi di base sui quali avrebbe poi lavorato la psicanalisi (Freud e Jung; per Freud basti ricordare Edipo…).

rileggi attualità del mito

attualità del mito (2)

vedere le stelle

tra Scilla e Cariddi

Europa Europa

sailor – moon

isa -bell

sandy -bell

Adrano


ovidio al posto di plauto

Ovidio è stato uno degli autori latini piú letti e amati nella storia della cultura occidentale, ne andava matto anche Shakespeare. La lettura delle sue Metamorfosi consente una visione d’assieme su buona parte della mitologia antica, l’Ars amatoria o altri suoi scritti sono di sicura bellezza.
La domanda, pertanto, sorge spontanea: perché non mettere la lettura e lo studio di Ovidio come classico al posto di Plauto in terza liceo (i programmi delle altre scuole dove si fa latino al momento non mi sovvengono)?
Con tutto il rispetto per l’autore dei Menaechmi, sembra che le sue problematiche possano essere affrontate in modo esaustivo durante il primo anno di corso, con letture mirate, mentre lo studio del Miles gloriosus in terza liceo sottrae spazio ad argomenti piú interessanti e formativi, che sarebbero utili ad una migliore consapevolezza del mondo antico.

W la scuola! (2)

“La società nasce dalla scuola”

una prof

La preparazione dei cittadini di uno Stato dovrebbe essere la piú omogenea possibile, pur con le dovute specializzazioni. È inammissibile, infatti, che cittadini della stessa nazione sappiano scrivere, leggere, far di conto o ragionare in maniera diversa sol perché hanno frequentato istituti diversi nel ciclo della scuola media superiore.

Poiché, a dispetto della passione massmediale che copre, in effetti, la gran parte dei miei interessi, mi è sempre appartenuta una discreta sensibilità verso il mondo dell’istruzione, mi è riuscita la formulazione di una teoria che, a mio avviso, risolverebbe molti dei problemi che affliggono il mondo nella scuola e, a integrazione di quanto già scritto in W la scuola!, sarebbe articolata nel modo seguente:

  • ripotenziare le scuole elementari, con esami alquanto seri al termine delle tre classi finali;

  • far durare le medie cinque anni, assorbendo gli attuali bienni;

  • cominciare il latino in prima media, sacrificando solo un’oretta di educazione tecnica e di educazione musicale (fatte bene già alle elementari) e, opzionalmente, il greco in quarta media;

  • studiare all’ultimo triennio delle superiori Italiano, Storia, Matematica, Lingue, Economia politica e aziendale, Informatica, Diritto e materie d’indirizzo.

rileggi W la scuola!

e tre modeste proposte


il futuro della scuola

concorso personale docente, esempio di domandaconcorso per il personale docente esempio di domanda 2


in soccorso del Pronto Soccorso

Il professor dottor lup. mann. Francesco Sabatini, nell’ambito della trasmissione ‘Uno mattina in famiglia ’(Rai 1), tiene la rubrica ‘Pronto soccorso linguistico ’: in ogni puntata spiega l’origine di un modo di dire e risolve i problemi grammaticali dei telespettatori.

La difesa della lingua dovrebbe essere sentita come un dovere istituzionale da parte della concessionaria di Stato e una rubrica come quella di Sabatini dovrebbe essere trasmessa ogni giorno e durare anche di piú. 

Si vuole esprimere qualche consiglio, inoltre, anche sulla struttura di questo appuntamento:

  1. come già detto, aumentarne la durata e la frequenza, anche in trasmissioni diverse;

  2. non ospitare in diretta telefonate di persone che impiegano sei minuti per formulare una domanda che, altrimenti, richiederebbe pochi secondi;

  3. raccogliere le richieste relative alla correttezza di singole forme in un’unica batteria di domande, da rivolgere al professore in soluzione unica (in sintesi, non perdere tempo in quisquilie);

  4. quando c’è perplessità su due forme, non limitarsi a mettere quella sbagliata in campo rosso e quella giusta in verde, ma segnare l’errore in modo evidente con una X o con un taglio trasversale (/);

  5. rendere piú televisivi gli interventi del prof, magari concordandoli con gli autori.

 Il tutto nella speranza che le rubriche pedagogiche nella televisione di Stato possano proliferare sempre di piú.


l’ora (multietnica) di religione

Uno dei quesiti oggetto d’interesse da parte dell’opinione pubblica riguarda, in queste ore, l’insegnamento della religione cattolica.
Ci si chiede se non sia giusto, in una società multietnica come la nostra, dedicare spazio non solo al cattolicesimo ma anche alle altre religioni praticate nel Paese.
Chi scrive ha sempre ritenuto che la religione a scuola non andrebbe insegnata per nulla, essendo altre le sedi che possono tranquillamente farsi carico di questo compito.
Se cosí non può essere, che si riconosca, almeno, che le religioni chiamano in modo diverso un Dio che, con ogni probabilità, è lo stesso per tutti.
E che non compete alla religione di fare politica!


la pioggia (d’Agnese) nel pineto (2)

La cara Agnese, Pasqual friend da alcuni anni nonché motivata insegnante d’italiano e latino, ha messo nuovamente mano all’immortale ‘Pioggia nel pineto’ di Gabriele D’Annunzio e ne ha ricavato un’attuale, quanto insolita rivisitazione:
(more…)


le buone letture

Da un classico letterario si deve pretendere il miglioramento spirituale di chi lo legge. Lo si vorrebbe dire con riguardo anche ad altri ambiti ma tali e tante sono le pieghe del transeunte che le decodifiche sembrano scontate.
Quali libri, quali letture non possono mancare nel cammino culturale, intellettuale e spirituale di un uomo? La mia classifica delle priorità è la seguente:

  1. V. Hugo, L’Uomo che ride;

  2. AA. VV., la Bibbia (almeno il Pentateuco, l’Ecclesiaste e il Nuovo Testamento);

  3. F. DostoevskijDelitto e Castigo, I fratelli Karamazov, L’Idiota;

  4.  L. TolstojResurrezione;

  5. C. Collodi, Le avventure di Pinocchio (da leggere nella versione originale, la prima volta da fanciulli, poi da adulti);

  6. P. Levi, Se questo è un uomo;

  7. V. Hugo, I Miserabili;

  8. D. Alighieri, la Divina Commedia;

  9. F. Pessoa, intera produzione;

  10. G. Leopardi, Canti, Operette morali;

  11. F. Nietzsche, Cosí parlò Zarathustra;

  12. S. Freud e  C.G. Jung, un po’ tutto;

  13. Omero (?), Odissea, Iliade;

  14. Eschilo, Sofocle, Euripide, Aristofane, Shakespeare, un po’ tutto;

  15. G. Orwell, 1984;

  16. H. Hesse, Siddharta;

  17. Platone, la Repubblica, il Timeo, il Simposio;

  18. Ch. Dickens, A Tale of two Cities, Hard Times,  Little Dorrit, Great Expectations, altri;

  19. sant’Agostino, le Confessioni;

La classifica intende, tra l’altro, controbilanciare le categorie che derivano dalla scuola o dal successo editoriale.

L’elenco (sui millecinquecento che ha letto) dei libri che hanno cambiato la vita ad Alessandro Poggiali è invece il seguente (molte le analogie col sottoscritto): (more…)


lauree di mia invenzione (4)

“Il trono di Uomini e donne vale piú della laurea”

Aldo Grasso

SCIENZE DEL REALITY (laurea di primo livello, 180 CFU)

PRIMO ANNO

  • TEORIA E TECNICHE DEL PROVINO
  • METODOLOGIE DELL’APPROCCIO E ARRUFFIANAMENTO MANAGER
  • ADEGUAMENTO DELLA DIGNITÀ
  • CONCEZIONE REALITY DEL MERITO

SECONDO ANNO

  • RESISTENZA NELLA CASA, SULL’ISOLA O IN ALTRA LOCATION
  • STRATEGIE PER INFLUENZARE IL TELEVOTO
  • INTERAZIONE CON GLI ALTRI CONCORRENTI
  • SOCIOLOGIA DEL LITIGIO
  • POSIZIONAMENTO SEXY OTTIMIZZATO PER L’INQUADRATURA

TERZO ANNO

  • INFORMATICA APPLICATA ALLE COMMUNITY , AI BLOG E AI FORUM
  • STRATEGIE DELLA PERMANENZA IN VIDEO POST REALITY
  • GEOPOLITICA DELLA VISIBILITÀ:  PROGRAMMI E LUOGHI DOVE ANDARE
  • OTTENIMENTO DI SPAZI IN TALK SHOW E PROGRAMMI D’INTRATTENIMENTO

A SCELTA DELLO STUDENTE

  • TECNICHE DI RICOSTRUZIONE DELLA CREDIBILITÀ E IMMAGINE
  • GESTIONE DEL COMPROMESSO
  • CONTENIMENTO E GESTIONE DELLA FAME
  • CONTENIMENTO DELL’INTELLIGENZA E DELLA PREPARAZIONE
rileggi le altre lauree di mia invenzione 

la società nasce dalla scuola

o è la scuola che nasce dalla società?

vignetta di Antonio Petruccelli su Facebook


spunti di riflessione

“SE INCONTRI UN UOMO DI SINISTRA,

VERIFICA CHE LA SUA NON SIA FALSA UGUAGLIANZA.

SE INCONTRI UN UOMO DI CENTRO,

VERIFICA CHE NON DICA DI CREDERE IN DIO SOL PERCHÉ NON HA ALTRO DI CUI PARLARE.

SE INCONTRI UN UOMO DI DESTRA,

VERIFICA CHE NON CREDA EGLI STESSO D’ESSERE UN DIO.”

l’attore Emanuele Montagna

nell’ambito del convegno

 “1861 – 2011

UNITÀ D’ITALIA

DOPO 150 ANNI

PER RESTARE INSIEME”

Reggio Calabria

18 giugno 2011


la pioggia (d'Agnese) nel pineto

La cara Agnese, Pasqual friend da alcuni anni nonché motivata  insegnante d’italiano e latino, ha messo mano all’immortale ‘Pioggia nel pineto’ del Vate D’Annunzio e ne ha ricavato un’attuale, quanto insolita rivisitazione:

Piove…sulle relazioni finali,

sui programmi stanchi,

sui nostri fianchi piegati a far medie…

e che medie…

e piove sulle sedie…

consunte dalle ossa stanche a corregger prove temi versioni...

che…coj…oti che ululano da lontano…

sembra inverno…

sembra eterno questo inverno…

e piove…

sulle penne rosse,

sui voti (silvani?)

sulle nostre mani callose …

piove su tutte le cose…

© Agnese M., 2011


repetita iuvant

L’amore per la Patria passa anche attraverso la difesa della lingua.

Capita non di rado di leggere, vedere o ascoltare gravi imprecisioni, errori e imperdonabili solecismi commessi da imberbi ragazzetti ma anche da persone che dovrebbero avere buona cultura (dell’ignoranza in altre discipline, ad esempio la storia, si tratterà forse in altra sede).

La professoressa Paola Mastrocola (autrice di Togliamo il disturbo. Saggio sulla libertà di non studiare, Guanda) denuncia che oggi esistono laureati che non sanno scrivere ”non ce n’è” ed è capitato anche a me di vedere un “ce l’ho fatta” scritto in modo sbagliato (che vi risparmio).

Per non parlare, poi, di accenti e apostrofi! Una volta, alle elementari si studiavano perfino delle filastrocche per ricordare quando l’accento va o non va messo (fu, tre, re, me, no, so, va, sta, fa, vo, sto, fo* mai e poi mai accenterò!, per citarne una). Si scrive “come va?”, “come sta?”, non altrimenti!

La regola aurea è che l’accento va evitato su tutti i monosillabi, a meno che non si generino rischi di fraintendimento (l’accento sulla è si mette per distinguere la terza persona del verbo essere dalla congiunzione, su per distinguere l’avverbio di luogo dall’articolo, su per distinguere l’avverbio con cui rispondiamo positivamente ad una domanda dalla particella pronominale, su quando è pronome e non congiunzione, su per distinguere il verbo dalla preposizione, ma non è necessario in moltissimi altri casi, come su qui e qua, per esempio!).

Per ricordare quando mettere l’accento grave sarà sufficiente ricordare la è (al maiuscolo È) del verbo essere, la congiunzione cioè, le bevande e caffè, le parole bebè, lacchè, piè, bignè, i nomi propri Mosè, Noè, Salomè, Giosuè. Anche l’esclamazione ahimè si scrive con l’accento grave e ha l’e finale aperta; il Dizionario d’ortografia e pronunzia della Rai però precisa: “in origine con pronunzia senz’altro chiusa, quando l’etimo (ahi + me) era fatto più evidente da un costante riferirsi alla 1a pers. sing. e, per altro verso, dalla possibilità di frapporre aggettivi tra i due componenti (…). Cessate queste condizioni e scomparsa oggi in quasi tutta la Toscana la pn. chiusa; ma rimasta in parte dell’Italia centrale, soprattutto a Roma (…)”.

Si scrivono con l’accento acuto perché, poiché, benché e tutte le altre parole che finiscono con la e tonica.

* fo è la forma arcaica, toscaneggiante, per faccio,

vo per vado

(rileggi Il parlare onesto)


i bambini e (il giorno del)la memoria

La speranza in un mondo migliore passa sempre attraverso le nuove  generazioni.

Oggi, Giorno della Memoria, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano premierà gli alunni delle classi IV A/B del III circolo didattico “G. Mazzini” di Bari, che hanno realizzato il cartone animato vincitore del concorso nazionale “I Giovani ricordano la Shoah”.

I bambini, guidati dalle maestre  Domenica Danisi e  Rosa De Feo hanno fatto prima una ricerca di carattere storico, poi hanno creato un diario, disegnato le scene e inserito foto, immagini e documenti, animando il tutto con il sofware “I cartoon” e dando voce ai personaggi con dialoghi scritti da loro.

Nel racconto si narra la storia di un giovane di Ferrara, “Franco S.”, deportato prima a Fossoli e poi a Buchenwald.

Un'immagine del cartone animato

click on the picture for video


un nome, una garanzia

Gradevole e istruttivo.

Lo farei adottare in tutte le scuole medie o al biennio delle superiori.


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