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Attila e altri demoni

Italian is useful for Opera’

un’amica di Los Angeles, molti anni fa

La rappresentazione di ieri dell’‘Attila’ al Teatro alla Scala è stata semplicemente sublime; senza scendere nei dettagli, vogliamo tributare con semplicità i sensi dell’approvazione piú sincera.
Il teatro dell’opera è, storicamente, uno dei massimi motivi d’orgoglio del nostro Paese ed è bello ricordare che ha, tra i suoi meriti, quello di promuovere la lingua italiana, la quarta piú studiata al mondo. È in essere, peraltro, la richiesta all’Unesco di riconoscere l’opera lirica italiana Patrimonio Immateriale dell’Umanità.
Fa male al cuore, pertanto, che un asset cosí importante del nostro sistema culturale versi in una situazione economica delicata.
Il problema è stato recentemente trattato in un interessante articolo su Corriere.it, ‘Il mondo della lirica sommerso dai debiti (Scala a parte)’, di Milena Gabanelli e Paolo Conti.
Nell’articolo di Gabanelli & Conti è ricordato come, nel 1996, gli enti lirici stessero tutti per fallire e come siano stati salvati dalla riforma Melandri, che li trasformò in Fondazioni private sottoposte a vincoli pubblici. Nel 2013 si è rivelata necessaria un’altra legge, la “Bray–Franceschini”, per salvare i Teatri lirici di Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Palermo, la stessa Arena di Verona; nel 2018 il Fus, Fondo Unico dello Spettacolo, ha finanziato gli enti lirici con 178.854.000 euro, ripartiti in base alla loro programmazione; molti teatri, che magari non avevano i requisiti per diventare Fondazioni, continuano a vivere solo grazie a contributi pubblici, che spesso sono modesti ed erogati con ritardo; “Oggi hanno accumulato oltre 269 milioni di debiti. È evidente come l’opera lirica non possa stare in piedi con la sola biglietteria; riescono a lavorare in attivo e a camminare sulle proprie gambe soltanto “il Santa Cecilia di Roma, la Fenice di Venezia e, ovviamente, la Scala di Milano”.

Le attuali intenzioni del MiBact*sono quelle di non far mancare in alcun modo il sostegno alle Fondazioni, però servono piani industriali credibili. Soprattutto, visione strategica.
link a corriere.it

 

*Alberto Bonisoli

One Response

  1. È stata di recente presentata, tra le altre, la stagione del Teatro lirico di Cagliari. Otto opere, un balletto, undici concerti sinfonici e quattro cameristici. Grande attesa, in apertura, per la prima nazionale di un’opera rarissima, ‘Lo Schiavo’, del brasiliano Antonio Carlos Gomez, tra i piú grandi compositori del Sud America sul tema dell’abolizione della schiavitù. Opera che sarà oggetto, peraltro, di un progetto d’internazionalizzazione, in collaborazione con il Brasile.

    11/12/2018 at 20:14

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