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il lavoro nobilita l’uomo

Il Jobs Act è appena entrato a regime, con le sue tutele crescenti e le opportune perplessità ma, almeno in questa sede, si vuol parlare delle responsabilità eccessive delle quali vengono talvolta oberate le agenzie per il lavoro.

Una volta, nel 2004, mi ha fatto (sor)ridere la ragazzetta di un’agenzia per il lavoro che cercava, nel giro di una settimana, il responsabile marketing di un’azienda cinematografica.
I motivi del ridere non sfuggono ad alcuno: si tratta di un ruolo delicatissimo, la persona giusta potrebbe non essere ancora a conoscenza dell’annuncio, potrebbe essere la ragazzetta d’agenzia a non avere abbastanza competenza per selezionare, ecc…
All’estero le aziende pubblicano le offerte di lavoro, almeno per i ruoli piú delicati, con margini temporali flessibili, per almeno tre motivi:

  1. consentire al maggior numero possibile di persone di venirne a conoscenza, anche fuori dal Paese;

  2. dare la possibilità a chi è interessato di formulare la candidatura con calma;

  3. avere quanta piú sicurezza è possibile di avere scelto la candidatura in assoluto piú idonea tra quelle disponibili sul mercato.

Mi è stato spiegato che le agenzie hanno la velocità come criterio fondamentale, devono dare soddisfazione al cliente nel minor tempo possibile.

Questo, si perdoni, può essere accettabile per un ruolo di livello medio – basso, non per un profilo manageriale. Quanto alla ragazzetta in questione, sarà stata sicuramente priva di interessi personali.

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