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MediaPro e altri demoni

Aggiornamenti 13- 14 febbraio: lo si ipotizzava ma adesso sembra essere successo davvero, il gruppo MediaPro sarebbe stato acquisito dai cinesi.  I dirigenti dell fondo asiatico d’investimenti Orient Hontai avrebbero firmato davanti al notaio l’acquisto del 54,5% di Immagina, la società di produzione audiovisiva nata dalla fusione di Mediapro e Globomedia. La conferma arriverebbe da fonti ufficiali citate dallo spagnolo El Confidencial.  Secondo l’agenzia Ansa, il fondo cinese Orient Hontai Capital avrebbe presentato un’offerta di 900 milioni di euro, per il 53,5% del pacchetto azionario, corrispondente alle quote di proprietà dell’imprenditore Juan Abello (pari al 22,5% del totale), del gruppo messicano Televisa (19%) e del cofondatore Gerard Romy (12%). Resterebbero nell’azionariato e nella gestione del gruppo altri due fondatori: Jaume Roures e Tatxo Benet, ognuno con il 12%. Anche la società britannica WPP dovrebbe confermare il proprio 22,5%.
Aggiornamento 12 febbraio: il già citato Pugnalin, intervistato da Repubblica, ha dichiarato che Sky comprerà i diritti da chi avrà l’obbligo giuridico di venderli (Mediapro…) e si è detto fiducioso che gli abbonati alla piattaforma continueranno a vedere le partire di serie A sulle frequenze cui sono abituati: La storia di questa asta dei diritti tv parte da molto lontano: due bandi, lunghi, a distanza di mesi, non sono riusciti a trovare la soluzione al tema nodale del valore reale del calcio italiano. Era difficile per noi prendere tutto quando ci si offriva poco, soprattutto in termini di esclusiva. La conoscenza di Sky di questo mercato ha fatto sempre prendere decisioni molto razionali. Ma tutto ciò ha sempre dei limiti oltre ai quali è difficile andare. Questa volta ci veniva chiesto di superare illogicamente questi limiti, sfidando la legge di gravità, cioè quella della sostenibilità. Il calcio italiano è ancora basato pressoché esclusivamente sui diritti tv che da soli non sorreggono più il sistema. La responsabilità è di chi non si rende conto che il calcio è un’industria complessa fatta di cuore e passione, ma anche di grande organizzazione industriale. (…) La Lega Serie A ha ritenuto congrua la loro offerta ma, prima di aggiudicare, ha sottoposto quell’offerta all’esame e alla autorizzazione delle Autorità di garanzia. Poi toccherà all’Assemblea della Lega. Solo dopo gli operatori spagnoli potranno definirsi intermediari unici e come tali avranno l’obbligo di venderli. Anche a Sky. E secondo procedure eque, trasparenti e non discriminatorie. Infine Mediapro dovrà presentare le adeguate garanzie finanziarie come da regolamento del bando stesso. (…)  La legge Melandri-Gentiloni non prevede la discriminazione tra le diverse piattaforme. (…) Una grande azienda deve sempre avere un piano B. Ma le assicuro che, se le regole saranno uguali per tutti, questo non servirà. Ma siamo certi che tutto si svolgerà regolarmente, visto che la Lega ha un Commissario e che sono coinvolte almeno due Autorità in temi di rilevanza europea. Noi siamo sicuri che i nostri abbonati continueranno a vedere le partite della Serie A su Sky“.
Mediaset Premium, in questo momento, è in una fase di transizione; alcuni pensano a operatori diversi da quelli fino a ora nei giochi, come Amazon, Netflix, OTT o compagnie telefoniche ma questi ultimi difficilmente potrebbero offrire tariffe piú convenienti dei broadcaster tradizionali. Per le realtà piú piccole, infatti, costruire una struttura dedicata alla trasmissione del calcio sarebbe troppo oneroso per sé e per i clienti, anche subappaltando a terzi.
Aggiornamenti 8 febbraio: la documentazione viene inviata in queste ore e l’Antitrust dovrà dare il via libera all’assegnazione a MediaPro dei diritti televisivi sul calcio entro quarantacinque giorni, in osservanza dell’articolo 7, comma 4 della legge Melandri. In caso di parere positivo, MediaPro sarà confermata come società detentrice dei diritti ma AgCom e Antitrust dovranno esprimersi anche in merito alla commercializzazione dei pacchetti, entro un massimo di sessanta giorni. Oltre al calcio,  peraltro, MediaPro è attiva su piú fronti e sembra avere interessi davvero concreti nel nostro Paese. Negli ultimi giorni di gennaio, attraverso un aumento di capitale sottoscritto da MediaPro Internacional, ha creato MediaPro Italia S.r.l. ed è diventata socio di maggioranza di Euroscena, società romana con due centri di produzione televisiva, a Roma (Tor Cervara) e a Milano (Sesto San Giovanni). Fondata da Luigi Sciò, attualmente amministratore delegato, Euroscena ha realizzato ricavi per quasi sette milioni di euro nel solo 2016, lavorando per lo piú in Italia, marginalmente in Portogallo e Svizzera.
Aggiornamento 6 febbraio, 22.05: Riccardo Pugnalin, Executive Vice President Communication & Public Affairs di Sky, ha dichiarato: «Collaborare con MediaPro? Noi prima di tutto compriamo diritti e compreremo i diritti della Serie A da chi ha l’obbligo di venderli. Aspettiamo di vedere come e quando verranno offerti in vendita i diritti in un quadro di regole certe e chiare. Su questa linea seguiremo con attenzione e tranquillità l’evolversi delle cose allo scopo di continuare a mettere a disposizione dei nostri abbonati la migliore offerta calcistica e sportiva».
MediaPro, realtà spagnola fondata nel 1994, con 6.500 professionisti ed EBITDA 2017 di oltre 1,6 miliardi di euro, ha vinto la gara per i diritti tv del campionato italiano di calcio nel prossimo triennio; entro quarantacinque giorni Antitrust e AgCom, Autorità garante della concorrenza e del mercato, dovranno dare il via libera, il resto dipenderà poi dagli accordi commerciali fra gli spagnoli e i vari operatori, dai tradizionali Sky e Mediaset, fino a quelli operativi su Internet, Iptv e  smartphone, come Perform o Tim. MediaPro, se autorizzata da Antitrust e AgCom, potrebbe poi rivendere i pacchetti adeguandoli alle singole piattaforme; gli operatori potrebbero essere invitati a confezionare pacchetti dedicati solo alla Serie A, ad esempio, non piú al calcio o allo sport in generale, ed è facile intuire che piattaforme diverse avranno costi diversi.
Il Gruppo MediaPro, fusosi con il Gruppo GlobMedia nel 2006 e costituitosi nel Gruppo Imagina insieme a Torreal, si presenta come «il principale fornitore di contenuti multimediali europei e contenuti audiovisivi, produzione e distribuzione». Con base a Barcellona, produce e distribuisce, su commissione della Liga, il segnale di tutte le partite di prima e di seconda divisione. Ha creato vari canali e ne produce undici in tutto il mondo. Gestisce già i diritti della Liga spagnola ma, nel suo nutrito portfolio, figurano anche i campionati di Francia, Portogallo, Grecia, Turchia, Colombia, Bolivia, Kenya, Gabon e Mozambico; la serie A italiana diventerebbe il quattordicesimo campionato in suo possesso né si esclude, a questo punto, che il quindicesimo possa diventare la Serie B. Tra le sue produzioni televisive, c’è anche la partecipazione a ‘The Young Pope’, la fortunata serie firmata dal nostro Paolo Sorrentino. Spiega d’aver scommesso anche sui contenuti digitali e gli e-sports, dando impulso al campionato spagnolo di videogiochi per professionisti. Potrebbe diventare ispano -cinese se il 54% del pacchetto azionario sarà ceduto alla Orient Hontai.
Tornando all’Italia, Sky ha inviato una diffida alla Lega Serie A, contestando fra l’altro che il bando non prevede la realizzazione del canale tematico. Secondo Santa Giulia, l’offerta sarebbe “inammissibile”.
Luigi De Siervo, ad di Infront, ha dichiarato: “Mi aspetto che Sky possa intervenire davanti all’Autorità garante per la concorrenza e il mercato, che ha 45 giorni per giudicare e potrebbe autorizzare l’assegnazione con dei limiti, dire che va bene così o dichiararla illegittima. Se alla fine dei 45 giorni l’Authority non la approverà, la Lega sarebbe costretta a realizzare il proprio canale, non avendo più i tempi per esperire l’ennesima gara. (…)  In questi mesi abbiamo individuato un paio di partner che sarebbero ben lieti, a fronte di un minimo garantito superiore al miliardo e 50 milioni, di sostenete la Lega in questo percorso. La scelta, che è tanto temuta, del canale tematico è veramente l’ipotesi residuale di sistema. Nel giro di un mese e mezzo verranno formalizzati gli accordi fra MediaPro e le piattaforme” ed un abbonato a Sky o a Mediaset Premium “assolutamente non dovrebbe disdire l’abbonamento ma stare fermo e aspettare”: “La Lega ha deciso di vendere a un intermediario indipendente. Non cambieranno le abitudini dei telespettatori che potranno restare abbonati a Sky o Mediaset e abbonarsi ad altre piattaforme. (…) Quello che è successo ieri è un fatto fisiologico in un mercato che si è aperto, il calcio avrà un’esposizione maggiore, sarà più visibile a tutti con modalità più coerenti con il nostro modo di vivere”. “In ogni mercato tradizionalmente ci sono dei passaggi di rottura ed è quello che è successo ieri. Il vecchio modello costringeva a vendere esclusive molto costose impedendo ai soggetti più piccoli di partecipare”.

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