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Mister D

Mister D è un tizio con cui ho vissuto per un anno,

un pianista pazzoide al quale dedicherò, a partire da oggi, una serie di esilaranti post per descrivervelo.

 

Cominciamo oggi con un aneddoto raccontatomi da lui stesso.

Mister D ha ancora quindici anni ed è in vacanza in un posto lontano da ogni forma di civiltà.

Va a buttare la spazzatura.

Nella busta della spazzatura c’è un piatto rotto.

Lui, per fare il figo, muove la busta come se dovesse fare il lancio del disco, più volte, facendo “Oh, oh, oh… issa!”

La busta vola nel cielo azzurro, compie un’evoluzione degna del migliore Yuri Chechi e cade trionfalmente nel cassonetto, che era ad un livello superiore della strada.

Una striscia di sangue, risplendendo del colore rubino tipico del sangue venoso, si staglia anch’essa nel cielo e si comporta a guisa di coda di cometa.

Ebbene sì, il besugo, per fare lo scemo, si era tagliato la coscia con uno dei frammenti del piatto rotto.

Non c’era nessun medico o struttura in grado di aiutarlo nelle vicinanze.

Si offre volontario uno di quei calzolai/ medici/ farmacisti/ igienisti/ dentisti che andavano di moda quando Giovan Battista Vico cadde dalle scale a sette anni. Vantava di aver operato molte persone durante l’ultimo conflitto mondiale, in condizioni di estrema emergenza.

HA CUCITO A MANO LA FERITA USANDO IL LIQUORE COME DISINFETTANTE.

Il besugo, al quale probabilmente derivò proprio in tal fiata gran parte della sua pazzia, ha sofferto in quel frangente più di trentaquattro donne in sala parto.

Inutile dire che il suo medico curante, quando ha visto la ferita, gli ha chiesto se a operarlo fosse stato Jack lo squartatore…

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