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la Vergine Sarda

(dedicato a qualcuno; ispirato a Giuseppe Parini, ‘Il Mezzogiorno’, da ‘il Giorno’)

(…) Or ci sovviene il giorno,
ahi fero giorno! allor che la gran bella
Vergine Sarda, de le Grazie alunna,
infantilmente inquietandosi, il contatto
special del blogger con empio smartphone
cacciò di suo cospetto. Quegli, audace,
con ragion contraccambiolla, e quella
su LinkedIn rotolò, su Instagrammo perse
gli squinternati teli. Da le sarde
nari soffiò la polvere rodente;
indi, i gemiti alzando: «Ahiò, Ahiò»,
parea dicesse; da le aurate volte
l’impietosita Eco non rispose
né dagl’insulari chiostri altri sardi
sceser mai; da le nobil terre
che fur della Deledda nobil canto,
non precipitâro. S’accorse ella sola,
fu spruzzata d’essenze quella Sarda!
Chi mai la fe’ sí fine?

L’ira, il dolore l’agitavano ancor; fulminei sguardi
gettò sul video, e con languida voce
ostentò la nobiltà che le sembrava avesse
ma che non c’era, né di camionisti rudi
era digiuna, descritti nell’intimi dettagli,
Vergine Sarda de le Grazie alunna.
Fremé ‘l sodale antico, con gli occhi al video
notò la sua condanna. A lui non valse
pluriennale amicizia; a lui non valse
memoria di delicati ufici, invan aveva ei
condiviso e rispettato; ei orbo andonne,
del contatto spogliato, ond’era un giorno
riconoscente al web. In van novella
spiega tentò, che d’equivoco era forse
il caso, che d’intenzional misfatto
mai fu autore. Il disilluso si giacque
e prese atto, e col robusto profil
e l’altri amici, sul web si consolava
rimuovendo dei Trade Mark ogni memento.
E tu, Vergine Sarda, frustrata cortigiana
delle umane latebre, isti superba.

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