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considerazioni in disordine

Aggiornamento 1° giugno: ma… il Ministero per il made in Italy? Domenica scorsa c’era! E lo Spettacolo? assorbito tout court in Beni e Attività culturali? Nello Sviluppo Economico, come il vecchio dicastero Poste e Telecomunicazioni?
Aggiornamento 31 maggio 2018: cambiando qualche fattore, il prodotto non cambia! Avrò di che argomentare, con amiche e amici…
Non poche sono le considerazioni e i dubbi con i quali le nostre meningi si sono viste costrette a fare i conti in queste ore:

  1. Perché Conte, dopo il colloquio con Mattarella e l’apparizione alla Vetrata, non ha parlato agli elettori?
  2. Se l’alternativa alla modifica di una singola casella era il fallimento di un intero progetto politico, perché non accontentarsi? Il governo avrebbe camminato comunque! (Un’amica: “E secondo te non gli arrivava? Non volevano farlo partire affatto, il governo!”
  3. Conte ha proposto alternative a Savona o c’è stato un aut aut?
  4. Perché il Quirinale dice una cosa e i leader politici ne dicono un’altra? 
  5. Perché, secondo molti, è stato proprio uno dei leader a far saltare il banco?
  6. Non è il primo caso in cui un Presidente esprime perplessità nei confronti di un ministro. Si argomenta, semmai, sui criteri.
  7. Non sono sicuro che il Movimento 5 Stelle dovesse per forza accettare alleanze stipulare contratti di governo.
  8. Quanto sarebbe stato bello il Tedeschellum!
  9. Perché alcuni hanno esultato quando il quorum è stato fissato al 40%?
  10. Se si ritorna a votare tra poche settimane, cosa cambia? Il Rosatellum bis sarà modificato? Non potrebbe uscire, a luglio, settembre, ottobre, una situazione fondamentalmente analoga?

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