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Posts tagged “animali

tigri…

Una delle amanti del golfista Tiger Woods, Cori Rist, 
è stata ospite ieri sera a Chiambretti night (Ap)
 
e tre modelle hanno posato per una nobile causa,
proteggere le tigri dall’estinzione
Tre modelle formano la testa di una tigre: la straordinaria opera di body painting è stata realizzata dall'artista americano Craig Tracy nel suo studio di New Orleans su richiesta dell'associazione "Save China's Tigers". Obiettivo: salvare questo meraviglioso felino dall'estinzione raccogliendo fondi in vista del 14 febbraio, quando inizia l'anno cinese. Un anno, il 2010, che l'Onu ha deciso di dedicare proprio alla tigre (© Nigel Blundel/Exclusivepix)
click on the pictures for details (da Corriere.it)

animali nello spettacolo

In televisione ci sono molti animali.

Nel senso che molti sono i concetti, gli strumenti e le categorie che richiamano il mondo degli animali, almeno dal punto di vista terminologico.

In televisione c’è sempre l’animale (, ) Valeriano!” ebbi una volta ad esclamare, ricordando ad un collega alcuni concetti di base del mestiere.

La zebra è un particolare effetto che produce linee tratteggiate in movimento nel preview della telecamera, in presenza d’eccesso di bianco.

Non citerò cani, gatti, topi, maialini, tapiri, paperi protagonisti di cartoni animati, film e telefilm. La talpa di un reality, le iene di uno show.

La pulce e la giraffa sono microfoni (il secondo più che altro nel cinema).  Si fa la figura del pesce quando si parla senza audio.
Ancora nel cinema, è la gru che permette di ottenere movimenti di carrello aereo, panoramica e d’ascensore.
Nel giornalismo, si prepara il coccodrillo quando una persona sta per morire o vincere qualcosa ed è utile avere il pezzo già impostato, con vita, morte e miracoli.                              

L’ape ha un curriculum invidiabile.  La stimavano e celebravano già gli antichi, che vedevano in essa l’esemplificazione dell’operosità e della socializzazione “aristotelically correct” a cui una volta tanto si teneva.

Né faranno fatica i lettori di questo blog a ricordare l’ape Maia, sbarazzino imenottero che ha colorato con le sue avventure il mondo interiore d’innumerevoli bimbi, o dell’ape Magà, alla continua ricerca della mamma, tra disavventure e peripezie di vario tipo.

Non meno apesche le protagoniste di una pubblicità attualmente in onda, che reclamizza taluni cereali ricoperti di miele.

Quanto alle vespe, a noi piace ricordare il veicolo a bordo del quale Cary Grant porta a spasso Audrey Hepburn in ‘Vacanze romane’, alla scoperta di Roma e dello spensierato intersecarsi di mondi che cercano la loro libertà.


tra scienza e fantasia…

Leggo su Repubblica.it un interessante articolo su una mano bionica che potrebbe cambiare la vita a moltissime persone:

Gb, premiata la mano bionica "Invenzione più intelligente"

Sembra, inoltre, che gli unicorni esistano davvero:


attenti al lupo (di Gubbio)

Ieri, mentre guardavo il film “Chiara e Francesco”, mi sono ricordato di una curiosa informazione elargitami un giorno dal caro Geggione.

Secondo una teoria che Geggione medesimo avrebbe sentito da altra fonte, il cd “lupo di Gubbio” non era un canide che viveva nelle foreste e terrorizzava le locali popolazioni e i relativi armenti, bensì un barbone, una sorta di furfante emarginato che era stato soprannominato “lupo di Gubbio” per il suo stile di vita, di certo poco urbano.

 


!

 

CHI ABBANDONA GLI ANIMALI IN ESTATE

È UN BASTARDO!

non lo si ripeterà mai abbastanza. Certe persone comprano il cane come si compra un giocattolo o un soprammobile, senza pensare che quell’essere vivente è sensibile almeno quanto noi e, rispetto a noi, è più indifeso


la saggezza dell’agnello

Un giorno un agnello andò da Dio

e Gli chiese:

“Mio Signore,

per quale motivo

Tu hai dato

all’aquila i suoi adunchi artigli,

con i quali può straziare le prede,

all’orso la sua forza,

con la quale può stritolare i nemici,

alla vipera il veleno,

con il quale può uccidere chi gli pare,

mentre io non ho alcuna arma,

né artigli,

né arti possenti,

né veleno?

“Creatura mia,

– rispose il Signore –

tu non hai

né artigli,

né forza bruta,

né veleno

perché sei la creatura che stimo di piú in assoluto !

antico apologo orientale


perché

Il post di ieri è stato solo un mediocre sassolino in uno stagno gigantesco, ma ci porta a fare tutta una serie di considerazioni sul nostro rapporto con gli animali. Oltre agli squali barbaramente uccisi, alle oche mostruosamente ingrassate per poter mangiare il paté de fois gras, alle galline chiuse per tutta la vita in enormi stanzoni con la luce elettrica 24 ore su 24, ai cuccioli di volpe, foca o procione sterminati per fare le pellicce, le ingiurie e le sopraffazioni che facciamo ai nostri compagni di viaggio su questo pianeta sono innumerevoli.

Perché?

Per quale motivo, invece di lavorare insieme a loro per la bellezza del mondo, ci arroghiamo il diritto di usarli, di ucciderli, di far loro quello che ci pare, spesso per motivazioni che definire futili è perfino eufemistico? Perché?


zuppe di barbarie

Se doveste vedere nel menu di qualche ristorante orientale la  “Zuppa con pinne di pescecane”, guardatevi bene dall’ordinarla!

Tale pietanza viene realizzata in un modo stomachevole, disgustoso, aberrante, barbaro e incivile!

Adesso vi racconto.

I pescecani vengono pescati, le loro pinne vengono tagliate e loro ributtati in mare, dove moriranno dissanguati in modo dolorosissimo e assurdo.

Tale crudeltà è balorda per più di un motivo:

  1. uccidere i pescecani in questo modo è barbaro
  2. quand’anche fosse giusto, buttare in mare i loro corpi è antieconomico, perché lo squalo è interamente commestibile (i pescatori non hanno gli strumenti e le tecnologie per poter trattare la carne)
  3. le pinne di pescecane non aggiungono assolutamente niente al sapore della zuppa

EVITATE E FATE EVITARE LA CONSUMAZIONE DI TALE CIBO, È CONTRARIO A OGNI PRINCIPIO!


un sole a quattro zampe (2)

Cari,

ringrazio con la presente coloro che mi hanno espresso solidarietà per la separazione (che spero non definitiva) da Laika.

Al momento non posso tenere un cane, non sarei in grado di concedergli le attenzioni che merita, ma conto di farmene uno il prima possibile, perché no, magari rilevando la stessa indimenticabile Laika dai suoi attuali proprietari.
Alla prossima!


il principe dell'incubo contro l'incubo estivo

No, non è il titolo dell’ennesimo romanzo gotico o pseudotale che esce settimanalmente con tanto di occhiali da sole in regalo. Il titolo del post fa riferimento ad una proposta del comune di Fiesole e degli zoologi della Specola:

L’uso massiccio dei veleni in agricoltura per decimare gli insetti dannosi avvelena l’ambiente e tra i primi a patirne le conseguenze sono i pipistrelli che, efficienti predatori di insetti, accumulano veleno nei loro tessuti fino a restarne uccisi. Questa causa, insieme alla rarefazione di adeguati rifugi diurni e di letargo invernale, sta determinando un preoccupante declino delle popolazioni di pipistrelli, mettendo a serio rischio la loro sopravvivenza.
A spingere a rivalutarli è adesso uno dei loro più ghiotti bocconi: le zanzare. Il Comune di Fiesole ha infatti messo a punto con gli zoologi delle Specola un progetto per la costruzione di una decina di bat-box, piccole casette di legno di poche decine di centimetri che, a titolo sperimentale saranno affidate ad altrettanti cittadini che vorranno offrirsi volontari. Le bat-box saranno appese in giardino o sotto la grondaia del tetto perché i pipistrelli vi facciano la casa, con la speranza che ripuliscano le zone circostanti dalle zanzare. In una notte infatti un pipistrello riesce a mangiarne anche 2-3mila.

Se sei interessato ai pipistrelli e vuoi saperne di più puoi consultare: Iconografia dei Mammiferi d’Italia e Linee Guida per il Monitoraggio dei Chirotteri (http://www3.unifi.it/msn/Article81.html).

Dunque, pipistrelli: il vostro incubo migliore!

I pipistrelli che succhiano anche il sangue, come in certa tradizione, vivono soltanto in alcune aree del Sudamerica.

Quanto pubblicato servirà forse a spezzare una lancia contro quelle adorabili creaturine che, con buona pace dell’operetta di Strauss o di taluni eroi del fumetto, sono sempre state esecrate.

Per chissà quale motivo!


Dottori a quattro zampe

Cari,

desidero inaugurare il mese di giugno con un servizio che ho trovato su Repubblica.it che mette ulteriormente in luce, se necessario, uno dei motivi per cui dobbiamo voler bene agli animali.

Cliccate qui per leggerlo (anzi per vederlo, è un filmato)


una puffosissima sorpresa

Guardate un po’ che meravigliosa sorpresa ho trovato sul blog della carissima Agnese:

Trovo, come già scritto sul suo blog, che non potesse avere idea più bella! I puffi e i cagnolini sono tutti idee di Dio, conversano d’amicizia respirando Libertà! La mia riconoscenza sarà imperitura!

NB: le altre foto sono state spostate nella sezione Media…


da Repubblica.it: topi che si autoriparano

La scoperta al Laboratorio di Biologia Molecolare di Monterotondo.L’animale riprende funzionalità cardiaca e ripara tessuti muscolari

Staminali, nascono i “super-topolini”, dopo un infarto il cuore si autoripara
Staminali, nascono i “super-topolini”
dopo un infarto il cuore si autoripara

ROMA – Topolini con il cuore che si autoripara dopo un infarto. E’ la straordinaria scoperta del gruppo di ricerca guidato da Nadia Rosenthal, direttrice del Laboratorio Europeo di Biologia Molecolare (EMBL) di Monterotondo, intervenuta al V convegno nazionale “Cellule Staminali e Progenitori Emopoietici Circolanti” a Roma.
I topolini, spiegano i ricercatori, riescono a riparare, da soli, il proprio cuore dopo un infarto grazie alla produzione di un fattore di crescita che potrebbe divenire determinante nelle strategie di riparazione di organi e tessuti. Il loro segreto è la capacità di produrre in modo continuo nel cuore un particolare fattore di crescita, il fattore insulinico 1 (IGF-1). Così, procurato un infarto al topo, l’animale è in grado di riprendere in modo straordinario la funzionalità cardiaca e alle cicatrici lasciate dall’infarto si sostituisce un tessuto muscolare funzionante.
Il sospetto che IGF-1 fosse un fattore di crescita con particolari poteri di rigenerare il tessuto cardiaco, ha spiegato la Rosenthal, è sorto dopo anni di ricerca su diversi fattori di crescita. Dai risultati degli studi è emerso che IGF-1, la cui funzione è importante in tutto il corpo, sembrava “speciale”, perché, per esempio, si era visto che in condizioni di carenza di IGF-1 si manifestava atrofia del miocardio.
Con queste premesse, continua la ricercatrice, “abbiamo inserito IGF-1 nel Dna del topolino, in modo che il suo cuore lo producesse continuamente, e abbiamo visto innanzitutto che il topo non risente in alcun modo di questa modifica genetica”. L’animale, prosegue la scienziata, non si ammala di cancro né di altre malattie in qualche modo collegabili a un fattore di crescita prodotto continuamente.
Così, gli scienziati sono passati alla fase successiva: hanno procurato un infarto ai topolini transgenici e hanno notato che dopo pochissimo tempo la loro funzione cardiaca recupera in modo straordinario. Non è tutto, perché il tessuto fibroso e cicatriziale (che nel paziente è alla base dell’insufficienza cardiaca post-infarto) pian piano viene riassorbito e sostituito da tessuto muscolare miocardico. Il recupero visto nei topolini è straordinario “come mai visto prima”.
Ancora non si è scoperto su quali elementi vada a influire IGF-1 per dare simili risultati: quel che è certo, in ogni caso, è che è un fattore di crescita tra i più promettenti nella rigenerazione cardiaca. È possibile, si ipotizza, che richiami in sede cellule staminali dal midollo o che stimoli quelle cardiache già presenti, oppure che semplicemente comandi la riorganizzazione del tessuto miocardico post-infarto senza una vera e propria costruzione di nuovo tessuto. Questo sarà l’oggetto delle prossime ricerche.
Lo studio, conclude la Rosenthal, ha messo in luce due importanti risultati: non solo indica quale sia un fattore di crescita su cui puntare per la rigenerazione cardiaca, ma conferma che se il cuore riceve lo stimolo a ripararsi subito dopo il danno, i risultati della riparazione sono molto più significativi e si può prevenire la formazione di tessuto cicatriziale a tutto vantaggio della funzionalità del cuore.

(25 maggio 2006)


un sole a quattro zampe

Credo che il buon Dio abbia privato gli animali della parola per renderli incapaci di mentire, e donare loro l’assoluta trasparenza nei sentimenti.

È privilegio raro, incompatibile con l’umana genia, atta invece per propria natura alla menzogna e all’ipocrisia.

Il mio sole a 4 zampe si chiama Laika, è un delizioso Pincher femmina di due anni che, per motivi che non mi dilungo a spiegare, sono stato costretto a dar via.

La sua intelligenza e la sua nobiltà d’animo sono superiori a quella di buona parte degli uomini.

Tutte le mattine alle 7, puntuale come l’orologio atomico di Francoforte, la cagnetta mi svegliava e mi zompava sul letto con l’agilità di un coguaro (i cani non dovrebbero giammai salire sul letto dei padroni ma alla piccola Laika tutto era concesso).

Ogni tanto la rivedo appollaiata sul davanzale della sua nuova casa e invidio i suoi nuovi padroni, ai quali starà regalando la sua simpatia e tenerezza.


Allarme del WWF: un pianeta non basta!

Leggo su Repubblica.it un interessante articolo, nel quale viene presentato l’ultimo rapporto del WWF riguardo le condizioni di salute del pianeta Terra.
Gli ecosistemi si stanno danneggiando irrimediabilmente, la biodiversità corre il rischio di diventare una parola priva di significato, e lo sfruttamento dissennato delle risorse metterà il pianeta in ginocchio. Non è una profezia di Nostradamus,
sono le conclusioni del “Living Planet Report 2006“, presentato stavolta dalla Cina, il paese che sta conoscendo la fase di sviluppo più rapida.
In trent’anni le specie terrestri si sono ridotte del 31%, quelle di acqua dolce del 28% e quelle marine del 27%. Il peso dell’impatto umano sulla Terra è più che triplicato nel periodo tra il 1961 e il 2003, ha già superato nel 2003 del 25% la capacità bioproduttiva dei sistemi naturali da noi utilizzati per il nostro sostentamento.
Il nostro apporto di CO2 in atmosfera è cresciuto di nove volte dal 1961 al 2003.
Noi italiani figuriamo al 29° posto nella non invidiabile hit parade delle nazioni scialacquatrici (mai aggettivo fu più azzeccato, dato che proprio l’acqua è una delle risorse a rischio…).
Mi permetto di pensare che taluni black out che abbiamo conosciuto di recente siano, almeno in parte, un tragico memento di quanto sta accadendo.
Se va avanti così, avremo bisogno ben presto di cambiare pianeta…

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