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Posts tagged “coincidenze suggestive

#ioleggoperché

Oggi, 23 aprile, sarebbe un giorno davvero perfetto per le coincidenze rilevanti e le vite parallele talvolta ospitate in questo blog; morivano in questo giorno del 1616, infatti, William Shakespeare, Miguel de Cervantes e Garcilaso de la Vega (l’anno prossimo saranno 400 anni e, per simpatica coincidenza, il sottoscritto ne avrà 40).

Per questo motivo, pare, ogni 23 di aprile ricorre la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore.

Nel suo piccolo, oggi ha luogo anche l’iniziativa #ioleggoperché, con tanto di serata – evento, su Rai 3, per la regia di Duccio Forzano. Nella propria home page, l’iniziativa si presenta in tal guisa:

Il 23 aprile 2015 in Italia sarà il giorno di #ioleggoperché, un’iniziativa dell’Associazione Italiana Editori in cui i protagonisti sono i libri e i lettori.
L’obiettivo è di stimolare chi legge poco o chi non legge: parliamo di ben più della metà degli italiani.
Abbiamo deciso di incuriosirli, con l’aiuto dei lettori.
Abbiamo deciso di farlo in modo originale ed efficace.
Abbiamo deciso di mettere al centro di questa iniziativa i libri, le persone, tutti gli organismi e le iniziative che hanno a cuore la lettura e, in generale, la cultura. (…)
Il 23 aprile affideremo 240mila libri a migliaia e migliaia di lettori appassionati: i nostri Messaggeri. I Messaggeri, a loro volta, (more…)


augusti a confronto

Nola, 14 d.C.  muore Caio Giulio Cesare Ottaviano Augusto;

Milano, 2014 d.C.→ ci lascia Augusto Martelli.

Augusto Martelli è stato un grandissimo compositore di canzoni, sigle televisive (anche di cartoni animati) e musica sacra. Non è possibile ripercorrere in maniera esaustiva una carriera lunghissima, cominciata nella casa discografica Ri-Fi, dove bazzicava una certa Mina, passata attraverso canzoni bellissime, colonne sonore cinematografiche e sigle televisive per programmi quali Ok il prezzo è giusto!, Il pranzo è servito, Premiatissima, Attenti a noi due, Casa Vianello, TeleMike, Dallas, I ragazzi della 3ª C, l’inno del Milan, il jingle di Canale 5 (tin torin ton tin ton tan tan) e alcune delle sigle piú belle dei cartoni animati, tra cui Bambino Pinocchio (la prima eseguita da Cristina d’Avena), Mon Ciccí, La Regina dei mille anni, Rascal il mio amico orsetto, la Canzone dei Puffi, Holly e Benji due fuoriclasse e Sorridi piccola Anna.

Una nube ha attraversato l’ultima parte della sua vita ma il genio è innegabile.


Simpson, l’incontro coi Griffin e le teorie complottiste

I Simpson stanno facendo molto parlare di sé, in questo periodo. Nei mesi scorsi si è parlato della sostituzione di Tonino Accolla con Massimo Lopez, nella scorsa settimana dell’avventura della famiglia gialla realizzata interamente coi mattoncini della Lego. Piú di recente, il dibattito ha riguardato uno speciale cross-over che li vedrà coinvolti in una spassosa avventura assieme ai Griffin; infine, una serie di teorie addirittura complottistiche.

I Griffin sono stati spesso considerati i nemici numero uno dei Simpson perché per molti aspetti assimilabili: famiglie della provincia americana, decisamente fuori dagli schemi, dall’umorismo tagliente, talvolta eccessivo. Il mio pensiero è che i Simpson siano stati sempre di livello piú alto, perché fondamentalmente educativi e mai capaci di scendere troppo sotto il pentagramma. Quel che sembra trapelare dalle indiscrezioni su questo special, comunque, è che i membri delle due famiglie faranno amicizia, perché i Griffin si troveranno di passaggio a Springfield. A dire il vero faranno amicizia, come spesso accade, le due mogli, Lois e Marge, mentre Homer e Peter, al contrario, litigheranno. I figli si armonizzeranno, soprattutto le due figure piú mature, Lisa e Meg, ma anche il piccolo e diabolico Stewie troverà in Bart un fratello maggiore dal quale imparare i trucchi della monelleria che ancora non ha in repertorio.

Ecco, ad ogni buon conto il trailer di questo speciale, che andrà in onda a settembre su Fox America:

.

Adesso le teorie complottiste. L’emittente egiziana Tahrir Tv, ai primi del mese, ha mandato in onda una clip tratta da un episodio dei Simpson del 2001, nel quale si vede un bombardamento ad un villaggio arabo, con una bandiera siriana sullo sportello di un fuoristrada. Secondo l’egiziaca conduttrice del programma, tali immagini dimostravano quanto l’intervento americano fosse premeditato e quante domande possano nascere sulle primavere arabe. Il piú conosciuto New York Times, però, ha smontato le accuse dell’emittente africana, con le seguenti motivazioni: (more…)


coincidenze di sinistra (2)

La sinistra italiana deve provare una nostalgia davvero forte nei confronti di Berlinguer.

Oltre al già citato ‘Quando c’era Berlinguer‘, di Walter Veltroni, arriva adesso il film documentario ‘La voce di Berlinguer‘, di Mario Sesti e Teho Teardo. Presentato in anteprima mondiale alla mostra del Cinema di Venezia, proiettato in anteprima il 4 marzo scorso all’Auditorium Parco della Musica, il film viene proposto in dvd, insieme a ‘Berlinguer. C’era una volta la politica‘, un altro documentario, realizzato unendo le immagini dell’archivio Luce con alcune testimonianze.

L’attenzione nei confronti di Enrico è parzialmente legata anche alla ricorrenza: il leader del PC moriva infatti trent’anni fa, ne 1984.


manca solo che la fanno papa

Stefania Giannini è veramente una forza della natura.

Chi scrive ha studiato a Perugia negli anni in cui l’auricrinita neoresponsabile del dicastero di viale Trastevere era presidente di corso di Tecnica pubblicitaria prima, di Comunicazione internazionale poi. Sarebbe successivamente diventata rettore, con una carriera fulminante, avendo conseguito il titolo di professore associato tredici anni prima. Vanta molte pubblicazioni e un’ottima attività di ricerca. È stata insignita d’incarichi presso la Commissione Europea, il Ministero degli Affari Esteri, il CRUI, il Comitato di orientamento strategico per le relazioni scientifiche e culturali fra Italia e Francia. È presidente della Società Italiana di Glottologia.

Entrata in politica nel 2013, è stata eletta senatore nelle file di Scelta civica ed è subentrata a Mario Monti lo scorso autunno.

Donna dal carattere forte e dalla dialettica quasi curatoliana, era solita a lezione sciogliere i capelli e parlare di universali linguistici e grammatica generativa con le bionde chiome che fluttuavano flessuose e sembravano echeggiare il petrarchesco sonetto “Erano i capei d’oro a l’aura sparsi”.

Se un ragazzo non frequentante le chiedeva delle precisazioni su argomenti alquanto specifici, ella era in grado di rispondergli in modo particolarmente mirato grazie ad alcuni studi di sociolinguistica seguiti personalmente negli Stati Uniti.

Se una ragazza discuteva una tesi sui sistemi di comunicazione nelle metropolitane, al termine della discussione lei la congedava dicendole: “Signorina, adesso come torna a casa, in metropolitana?”.

Quanto alla carica di ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il suo nome circolava da tempo come quello piú probabile.


coincidenze di sinistra

Walter Veltroni, già segretario del Partito democratico e sindaco di Roma, sta per debuttare alla regia con il film ‘Quando c’era Berlinguer‘. Non ha mai nascosto, Veltroni, la sua passione per il cinema, affermando anzi d’essere capace di ricordare tutti i film che ha visto in sala unitamente alla sala in cui li ha visti.

Quando c’era Berlinguer‘, prodotto da sky e Palomar, sarà distribuito dalla Bim e uscirà nelle sale il 27 marzo; verrà anche trasmesso in televisione, ovviamente su sky, il 6 di giugno.

Un soggetto cosí interessante sarà sicuramente in grado di muovere l’attenzione e l’interesse dei nostalgici della Sinistra italiana degli anni Settanta e Ottanta.

Si vuol concludere, peraltro, con una coincidenza squisitamente politica:

17 febbraio 2009: Walter Veltroni rassegna le dimissioni dalla segreteria del PD;

17 febbraio 2014: Matteo Renzi, segretario del PD, riceve formalmente l’incarico di formare il governo.


i sessanta di mamma Rai

3 gennaio 1954: nasceva la Rai, Radio televisione italiana;

3 gennaio 19**: nasceva zia Cecilia.

Si tratta, evidentemente di una di quelle coincidenze rilevanti che non di rado hanno costellato il mio destino, come il fatto di essere nato il 3 di febbraio, come Carosello, nel 1976, anno della sentenza della Cassazione che consentí l’emittenza privata locale, di avere vissuto esperienze professionali particolarmente importanti nel 1999 e nel 2009, gli anni in cui Corrado e Mike Bongiorno hanno deciso di lasciarci.

Coincidenze a parte, bisogna davvero fare gli auguri alla nostra televisione che, in sessant’anni, ci ha regalato un’offerta e una varietà tra le migliori del pianeta (‘che tutto il mondo c’invidia‘, direbbe Mike).

Storici, massmediologi e tuttologi si sono spesi e si spendono, in queste ore, a tessere gli elogi e a raccontare questa bella avventura; si ricorda, in particolare quel 3 gennaio ’54, appunto, in cui l’annunciatrice Furia Colombo annunciava la nascita della televisione, con l’inaugurazione dei trasmettitori di Roma e Torino e degli studi di Milano (la città diventata capitale della comunicazione a livello europeo).

Si ricorda anche come la televisione abbia unificato la penisola, che l’unità d’Italia non l’ha fatta (soltanto) Garibaldi ma (anche) Mike Bongiorno coi suoi telequiz, dando a tutto il Paese una lingua unica in sostituzione delle varie parlate locali, stili di vita nazionali non limitati a una singola regione.

Rai‘ significava Radio Audizioni Italiane, sigla che aveva sostituito EIAR che, a sua volta, aveva sostituito URI (realtà esclusivamente radiofoniche); il 10 aprile 1954 assunse la denominazione di Radiotelevisione italiana ma la sigla rimase Rai mentre, caso strano, RTI sarebbe poi stato l’acronimo della realtà concorrente, Reti Televisive Italiane, quindi Mediaset.

All’epoca della sua nascita, la Rai raggiungeva appena metà degli italiani, ne avrebbe illuminati il 97% solo nel 1961; il canone costava 12.500 lire ma quello che era un vero lusso era il televisore, status symbol dell’epoca (modestamente mi raccontano che la gente veniva a casa di mio nonno per guardare la televisione).

Le rivoluzioni successive sarebbero poi state l’arrivo del colore nel ’77, la tv commerciale nazionale nel ’79 (quando è nato mio fratello), la proliferazione delle emittenti, la convergenza digitale e il dialogo col web.

Ops… mi sovviene che alla Rai la concessione sarà confermata nel 2016, quando il sottoscritto compie quarant’anni esatti…


Teatro 5 intitolato a Fellini, la dedica a un Maestro

Ha avuto luogo alle ore 15 a Cinecittà la cerimonia di intitolazione  a Federico Fellini del mitico Teatro 5, a ulteriore suggello di un rapporto consolidato e storico tra un professionista ed il tempio eletto del suo genio.

Alla presenza del ministro per i Beni e le Attività culturali Massimo Bray (che domani sarà a Reggio Calabria per il ritorno dei Bronzi), del sindaco di Roma Ignazio Marino e soprattutto della splendida Claudia Cardinale, musa tra le piú ispirate del regista riminese, è stata apposta una targa commemorativa con una citazione del Maestro ed è stata inaugurata la mostra ‘Cinecittà Perché‘, all’interno della palazzina Fellini.

È opportuno ricordare che il regista realizzò a Cinecittà ‘Le Notti di Cabiria’, ‘8 ½’ e ‘Amarcord’, tutti Oscar come Miglior film straniero e che, tra le altre iniziative in suo ricordo sono stati realizzati documentari quali Che strano chiamarsi Federico‘, di Ettore Scola e ‘Federico degli Spiriti – L’ultimo Fellini‘, di Antonello Sarno.

Giuseppe Basso, amministratore delegato di Cinecittà Studios, ha dichiarato che il Teatro 5

è e sarà sempre un monumento al Maestro”.

A conclusione della bella iniziativa, c’è stato un brindisi presso ‘Il Caffè‘, il punto di ritrovo e ristoro che è stato allestito al cospetto della Venusia, la scultura che Giantito Burchiellaro progettò per ‘Casanova‘, film realizzato in quel mitico 1976 che ha visto anche la nascita del sottoscritto.


per il potere di Grayskull!

Chi di noi, ancora pargolo, non ha sognato di scoprire “certi favolosi poteri” sollevando la spada magica ed esclamando “Per il potere di Grayskull”? Era questa la procedura di rito con la quale il principe Adam, all’apparenza pavido e mite, trasformava se stesso in He – Man, eroe protagonista del cartone Masters, i Dominatori dell’universo (analoga sorte toccava al timido Kringer, pusillanime gattone che si trasformava nel temibile felino Battle-Cat).

Ebbene, è salito al cielo dei cineasti quel grande di Lou Scheimer, il cui nome appariva, quale produttore esecutivo, nei titoli d’ogni puntata dei Masters, appunto, ma anche di She – Ra e innumerevoli altri cartoni, tra cui Archie Show, Albertone, Batman, Star Trek, Gli Acchiappafantastmi, Superamici, Flash Gordon, Bravestar, Superman e Acquaman. Suoi anche i primi Acchiappafantasmi, gruppo di coraggiosi cacciatori di spettri formato da un biondino sveglio, un ciccione fiacco, una ragazza sagace, un gorilla sornione e una macchina in grado di parlare, viaggiare nel tempo e cambiare la parte anteriore della carrozzeria (il tutto prima che nascessero i Ghostbusters dei film di Reitman, anch’essi in seguito trasposti in serie animata).

La storia vera di Lou Scheimer era cominciata a Pittsburgh, dove era nato da famiglia ebreo-tedesca; dopo aver studiato arte, diplomandosi al Carnegie Tech, s’era trasferito a Los Angeles per lavorare con realtà quali Hanna & Barbera, Walter Lantz Production e Warner Bros.

Nel 1963, mezzo secolo esatto fa, aveva fondato la Filmation, che il Dizionario dei cartoni animati definisce come l’

“unica e vera avversaria della Hanna & Barbera in territorio Americano (…)la piú proficua e produttiva casa d’animazione nel periodo che correva dalla metà degli anni ‘60 fino alla metà degli anni ‘80 (…) ha contato al suo attivo circa cinquanta serie animate e sette telefilm con attori veri da lei realizzati”.

Nel 1970 La Filmation venne venduta alla TelePrompTer Company, nell’89 alla Westinghouse, nell’88 alla casa di cosmetica L’Oréal (il solo catalogo, nel 2004 venne ceduto alla Class Media, controllata della DreamWorks).

La L’Oréal chiuse definitivamente la Filmation il 3 febbraio 1989, rovinando in un colpo il mio tredicesimo compleanno e le coronarie di Scheimer, che ebbe un infarto (il secondo) e dovette subire un quadruplo bypass.


fiorello & teche teche té

Giovedí 5 settembre, come simpaticamente annunciato da un promo contestuale all’ultima puntata di ‘Superquark’, andrà in onda uno speciale di ‘Techetecheté’ dedicato a Fiorello e al suo varietà piú recente, ‘Il piú grande spettacolo dopo il week end’.
È concomitanza tra le piú simpatiche anche il fatto che Barbara Scaramucci, direttrice e fondatrice di Rai Teche, proprio di recente abbia dichiarato quanto segue:

“programmi come quelli di Fiorello (!), ad esempio, sarebbero perfetti da ‘riutilizzare’ ma i vincoli contrattuali lo rendono solo parzialmente possibile. Questa è una tendenza cresciuta negli ultimi vent’anni, depauperando di fatto l’utilizzabilità degli archivi. Gli artisti sempre piú spesso concedono solo parte dei diritti. Credo che servirebbe una rivisitazione della materia a livello europeo, altrimenti fra pur giusta tutela della proprietà intellettuale e deregulation selvaggia prodotta da Internet a rimetterci sono gli editori, e anche il pubblico”.

La trasmissione ‘Techetecheté’, in onda ogni giorno su Rai 1 alle ore 20.30, è davvero gradevole e consente di riattraversare la storia della televisione e della società italiana attingendo alla sterminata library di mamma Rai, una miniera che custodisce un milione e duecentomila ore di televisione (seconda, in Europa, solo alla BBC). L’ascolto, meritatissimo, della rubrica consente peraltro all’ammiraglia di viale Mazzini di primeggiare in modo sistematico nell’ascolto della fascia che gli addetti ai lavori definiscono ‘access’.
Nella medesima intervista parzialmente riportata sopra, rilasciata all’Adnkronos, Barbara Scaramucci ha orgogliosamente dichiarato:

“Sono ormai una decina d’anni che l’utilizzo del materiale d’archivio è sempre piú intenso e frequente, sia da parte dei canali tematici sia da parte di quelli generalisti e, in linea di massima, i prodotti che se ne ricavano funzionano sempre molto bene. Certo, dipende da come si usano i materiali e nel caso di ‘Teche teche té’ i suoi autori ne fanno un utilizzo molto intelligente. Il gradimento complessivo da parte dei telespettatori italiani per la tv del passato è legato anche al fatto che il nostro non è un Paese particolarmente giovane, in tanti hanno vissuto personalmente, da telespettatori, buona parte della storia della tv italiana che tanto largamente ha coinciso con la storia della Rai. Poi, sugli ultimi anni, c’è il problema dei diritti…”

Ci sono però alcuni generi, come i talk show e i talent,

“che poco si prestano al riutilizzo. Programmi come quelli di Renzo Arbore sono sempre ‘freschi’ ma per talent e talk non è cosí”.

Le prospettive future sembrano riguardare il terreno della digitalizzazione:

“Se ne parlava già dieci anni fa, siamo in ritardo ma se, come penso, è nel progetto di Gubitosi arrivare finalmente a una digitalizzazione dell’archivio storico in file entro qualche anno, allora possiamo continuare a sperare di mantenere il nostro primato”.

Teche Teche té logo ufficiale

Teche Teche Té, logo ufficiale (con le parole separate)

 

 


(san) Giorgio (martire?)

Il presidente Giorgio Napolitano ha ottenuto la rielezione a pochi giorni dal suo onomastico:

il 23 aprile, infatti, si festeggia san Giorgio,

martire vissuto nel terzo secolo dopo Cristo e torturato sotto Diocleziano.

È un vero peccato che il suo giuramento avvenga lunedí,

altre ventiquattr’ore e la coincidenza sarebbe perfetta…

san Giorgio Napolitano

Giorgio Napolitano nelle vesti del martire san Giorgio


Cinéma? C’est plus facile!

Il 17 maggio si celebra il mio onomastico e l’anniversario di questo blog.

In simpatica coincidenza astrale, dal 9 16 maggio ci sarà la Festa del Cinema, iniziativa tra le piú meritorie che comporterà la riduzione del prezzo del biglietto: in tutta Italia si andrà al cinema con 3 euro per i film in 2D e 5 euro per quelli in 3D.

L’iniziativa è promossa e sostenuta dai distributori e produttori dell’Anica, nonché dalle associazioni Anec, Anem, Acec e Fice, sulla scia del successo ottenuto in Francia da un’iniziativa analoga.

In attesa di questo, nella sola Roma partirà il 2 aprile ‘I like Cinema‘: i giovani tra i 18 e i 30 anni al lunedí e al martedí pagheranno il biglietto solo 4 euro , a esclusione dei film in 3D.

L’operazione è un’iniziativa di Anec Lazio in collaborazione con l’Assessorato alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani di Roma Capitale, si concluderà il 28 maggio e sarà attiva in venticinque cinema della capitale, per un totale di cento schermi.

Ecco l’elenco dei cinema aderenti all’iniziativa (cinema, indirizzo, telefono, numero schermi):

1 ADRIANO Piazza Cavour, 22 – 06/36004988 10
2 ALCAZAR Via Merry del Val, 14 – 06/5880099 1
3 ALHAMBRA Via Pier delle Vigne 4/6 – 06/66012154 3
4 AMBASSADE Via Accademia degli agiati 57/59, – 06/5408901 3
5 ANDROMEDA Via Mattia Battistini 195, – 06/6142649 8
6 ATLANTIC Via Tuscolana 745, – 06/7610656 6
7 BARBERINI Piazza Barberini 24/26 – 06/86391361 5
8 BROADWAY Via dei Narcisi 26, – 06/2303408 3
9 EDEN Piazza Cola di Rienzo 74/76 – 06/3612449 5
10 EURCINE Via Listz 32 – 06/45472089 4
11 FIAMMA Via Bissolati, 47 – 06/485526 3
12 GIULIO CESARE Viale Giulio Cesare, 229 – 06/45472094 3
13 INTRASTEVERE Vicolo Moroni, 3/a – 06/5884230 3
14 JOLLY Via Giano della Bella, 4 4
15 KING Via Fogliano 37 – 06/86324730 2
16 LUX Via Massaciuccoli 31 – 06/86391361 10
17 MAESTOSO Via Appia Nuova 416/418 – 06/45472091 4
18 MIGNON Via Viterbo 11 – 06/8559493 2
19 NUOVO OLIMPIA Via In Lucina 16/g – 06/6861068 2
20 ODEON Piazza S.Jacini, 22 – 06/86391361 5
21 QUATTRO FONTANE Via delle Quattro Fontane 23 – 06/4741515 4
22 REALE Piazza S. Sonnino 3 – 06/5810234 2
23 ROXYPARIOLI Via Luciani, 54 – 06/3242679 4
24 ROYAL Via E. Filiberto 175 – 06/70474549 2
25 TIBUR Via degli Etruschi 36 – 06/86391361 2


Caro(sello)

Dall’8 febbraio al 14 aprile 2013 WOW Spazio Fumetto, già suggestiva cornice della mostra evento sugli ottant’anni di Topolino, ospita “La Fabbrica di Carosello”.

Nato in simpatica coincidenza astrale il 3 febbraio 1957 (il 3 febbraio ’76 è nato il sottoscritto) e morto il 1° gennaio 1977 (scongiuri), Carosello ha rappresentato una pagina importantissima della nostra televisione, della nostra pubblicità, del nostro marketing: quelli che, con ogni ragione, possono essere considerati pionieri e fondatori della pubblicità italiana creavano un sipario televisivo che andava in onda ogni sera dopo il telegiornale e faceva entrare le aziende e i prodotti nelle case degli italiani con tutta la simpatia che un buon creativo italiano sarà sempre in grado di esprimere.

Era un must, adesso è un cult e, se la trita citazione “A letto dopo Carosello!” è forse da evitare, non si vuol nascondere che anche chi cura questo blog frequentava lezioni seminariali sull’argomento (come non dare spazio in sede accademica a professionisti come i fratelli Pagot, Osvaldo Cavandoli, Pierluigi De Mas, Bruno Bozzetto, Guido De Maria, Carlo Peroni, Paolo Piffarerio, Secondo Bignardi, Paul Campani, Marco Biassoni, Armando Testa?).

Nell’ambito del detto sipario e del mondo che veniva a nascerne, molti deliziosi personaggi vedevano la luce: Calimero, i cui cinquant’anni sono stati ricordati in un altro post, Jo Condor, Caballero e Carmencita di Armando Testa per il caffè Lavazza, la Linea di Cavandoli per le cucine Lagostina, l’Omino coi baffi di Paul Campani e Max Massimino-Garnier per le caffettiere Bialetti, Unca Dunca di Bruno Bozzetto, innumerevoli altri.

Né erano pochi gli attori e i cantanti coinvolti: Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello, Alberto Sordi, Peppino De Filippo, Totò, Carlo Dapporto, Virna Lisi (che, con quella bocca, poteva dire quello che voleva), Nilla Pizzi, il Quartetto Cetra, Luciano Emmer, Marcello Marchesi, Gino Cervi con la Vecchia Romagna e Sorbolik, il tenente Sheridan, Ernesto Calindri per Cynar.

La mostra presenta un interessante percorso sugli Studi, gli autori, i registi e gli interpreti: fotografie, rodovetri, schizzi e disegni originali, storyboard, dischi, albi, libri e giornali a fumetti, giochi, video e centinaia di pezzi di merchandising, da Susanna e la Mucca Carolina agli abitanti del pianeta Papalla, da Carmencita al pupazzo di Unca Dunca fino a Ercolino Sempreinpiedi.


coincidenze mariane

8 settembre 2009 (natività della Vergine): morte di Mike Bongiorno;

12 settembre 2009 ( Ss.mo nome di Maria): esequie;

8 dicembre 2011 (Immacolata concezione): ritrovamento della salma.


è da un anno che non ci sei…

SkRaiSet, dominata dall’incessante duello tra Guerra e Pace, sembra trovare in queste ore un minimo di pax televisiva in nome del più illustre protagonista della storia del mezzo.
L’Allegria Day di SKY Uno, gli spazi all’interno di Pomeriggio 5 e di Unomattina Estate, una puntata dedicata di Da da da, la replica della prima puntata di Superflash andata in onda a notte fonda su Rete 4 sono solo alcune delle iniziative organizzate per ricordare Mike a un anno dalla scomparsa.
Ho parlato del re del quiz due volte o poco più in questo blog e non credo di avere scritto più del necessario.
Dovevo ancora rendere pubbliche, peraltro, alcune coincidenze inquietanti:

  • Per i religiosi: Mike è morto l’8 settembre, il giorno della natività della Vergine e ha ricevuto le esequie il 12 settembre, Ss.mo nome di Maria;
  • Per gli storici della televisione: la scomparsa di Mike è avvenuta a dieci anni quasi esatti dalla scomparsa di Corrado (8 giugno 1999/ 8 settembre 2009);
  • Per i miei biografi: sia il 1999 che il 2009 sono stati anni importanti nel mio cammino professionale (caso strano, si tratta rispettivamente del centesimo del centodecimo anniversario del Milan);
  • Per gli astrofili: tra oggi e domani due asteroidi passeranno vicini alla Terra (senza pericolo di impatto, sembra…)

giovedí Katia…

Sicuramente amena la coincidenza che riguarda un’ex coppia dello spettacolo, la Baudo – Ricciarelli, che ispira il titolo del post (“giovedì gnocchi, sabato trippa”, si diceva una volta).

Giovedì la cantante festeggia su Canale 5 i quarant’anni d’attività musicale, Superpippo, l’ex compagno, venerdì ne festeggia cinquanta di televisione. 

Il supereroe di Militello, al funerale di Mike, ha ricordato l’antico rivale come un grande “solista”, a differenza di tutti i “coristi” che fanno o faranno il lavoro di presentatore, lui compreso.

Che la metafora musicale sia derivata dal fatto di aver condotto e curato in qualità di direttore artistico numerose edizioni del festival di Sanremo?

Che derivi, più genericamente, dalla mai sopita passione per la musica?

Che le prospettive artistiche siano da preferirsi a quelle manageriali è scelta difficile.

Il Gattopardo della televisione sembra destreggiarsi in entrambe, gli riconosciamo la capacità di conferire veste istituzionale alle trasmissioni che cura, di indossare in prima persona la liturgia dello spettacolo.

L’orgoglio, inteso come consapevolezza dei meriti, è guida sicura.

Per gli altri il momento è movimentato: cieli che nascono, decoder che si moltiplicano, talent che commuovono, talpe che si nascondono, record che si aggiornano…

Chi lo sa che cosa c’è nel futuro che aspetta la tv?

Per il momento ci congediamo nel nostro stile, con i migliori auguri per mezzo secolo di televisione.


caravaggi a confronto

Alessio Boni è stato il riuscito Caravaggio dell’ultima fiction che Rai 1 ha dedicato al genio della pittura. Sabato mattina, ospite di TV Talk, l’attore ha riepilogato le inquietanti (nel senso ameno del termine) analogie che legano, a distanza di secoli, il pittore seicentesco e l’attore di oggi:

  1. Michelangelo Merisi, il Caravaggio, proveniva da un paesino vicino Bergamo ;

  2. Caravaggio aveva tre fratelli, di cui uno prete;

  3. Caravaggio era legato professionalmente a tale Orazio Costa ;

  4. Caravaggio andava matto per i carciofi ;

  5. altre, che l’attore non è riuscito a elencare;

  1. Alessio Boni viene da un paesino vicino Bergamo;              

  2. Boni ha tre fratelli, di cui uno prete;

  3. il Boni ha studiato alla ‘Orazio Costa’, scuola di recitazione;      

  4. anche Alessio adora tale ortaggio

La domanda nasce spontanea:

quello raffigurato sulle vecchie centomila lire era Caravaggio o Alessio Boni?

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