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Posts tagged “decreto legge

il lamento dei cineasti

Il ministro Passera ha anticipato i dati di fondo del decreto firmato da lui e da Ornaghi riguardo alle nuove quote di investimento finanziario e di programmazione nei palinsesti che le emittenti tv devono riservare alle opere cinematografiche “di espressione originale italiana”. Lo schema di decreto, che è stato trasmesso ai presidenti di Camera e Senato per acquisire il parere delle commissioni parlamentari competenti, era atteso da diversi anni dal MiBac e dal settore cinematografico in generale e prevede quanto segue:

Per quanto riguarda l’obbligo di investimento, …per la RAI che il 3,6% dei ricavi complessivi annui debba essere destinato a produzione, finanziamento, pre -acquisto e acquisto di opere cinematografiche italiane, mentre per le altre emittenti tale obbligo riguarda il 3,5% degli introiti netti”.

Per quanto riguarda invece l’obbligo di programmazione, il testo

prevede per la Rai che sia dedicato a opere italiane l’1,3% del tempo di trasmissione per i palinsesti non tematici e il 4% di quelli tematici, mentre per le altre emittenti tale disposizione riguarda l’1% del tempo di diffusione per i palinsesti non tematici e il 3% per quelli tematici”.

Tali disposizioni sembrano rasserenare produttori e manager su un volume di investimenti valutabile annualmente in circa duecento milioni di euro e su un consolidamento economico e finanziario delle imprese operanti nel settore della cinematografia, definita “un settore fondamentale per lo sviluppo economico e culturale del Paese… sul fronte della nostra identità culturale, dell’innovazione, della creazione di posti di lavoro, confrontandosi con l’agguerrita concorrenza internazionale”.

Se tutto andrà a buon fine, fra trenta giorni vedrà finalmente la luce un provvedimento che era in embrione già con il decreto legislativo 122/1998, più volte rivisto nel corso degli anni.

Non poca, però, rimane la materia di canto delle Film Commission Italiane, che hanno redatto una lettera aperta indirizzata al governo che nascerà con le prossime consultazioni.

Auspicano, le Comminission,  “l’accorpamento sotto l’unica delega della DG Cinema del MIBAC anche la materia tv e della promozione internazionale, sottraendole allo Sviluppo economico e al MAE” e, ancora, “una nuova legge di riordino dell’intero comparto audiovisivo”.

Nel dettaglio, il loro cahier des doléances si articola nei seguenti punti:

1) Accorpare sotto l’unica delega della DG Cinema del MiBac anche la materia televisiva e della promozione internazionale, sottraendole ai ministeri dello Sviluppo economico e degli Esteri;

2) Promulgare una legge di riordino dell’intero comparto audiovisivo che preveda una seria disciplina antitrust e riconosca le film commission, con apposito articolato che ne sancisca natura, funzioni, operatività;

3) Istituire un Centro nazionale per l’audiovisivo con delega specifica al sostegno automatico alle produzioni audiovisive d’ogni formato, alimentato da una tassa di scopo integrale applicata su tutta la filiera allo scopo di garantirne l’efficiente funzionamento in ordine alla valorizzazione dei prodotti audiovisivi nazionali, alla loro internazionalizzazione e promozione, all’attrazione di progetti audiovisivi dall’estero, al sostegno alla distribuzione e all’esercizio;

4) Rifinanziare il Tax Credit interno, esterno e per stranieri estendendolo anche alle produzioni televisive;

5) Riformare drasticamente la RAI e il sistema radiotelevisivo, riducendo il ruolo della politica nel suo controllo, favorendo la produzione di prodotti originali, salvaguardando gli autori e i talenti, prevedendo quote obbligatorie d’investimento delle TLC nel cinema e nei contenuti, colpendo l’evasione del canone nonché la pirateria e ritornando a investire sul prodotto nazionale.


l'unità d'(ig)Italia

Il Ministero dello Sviluppo Economico sta inviando in queste ore agli operatori di rete televisivi nazionali e locali i provvedimenti relativi all’assegnazione dei diritti d’uso definitivi delle frequenze televisive.
Tale procedura – normata dalla legge 220/10 e dal dl n. 34/11 – prevede l’obbligo di trasformare i titoli provvisori (rilasciati a livello regionale dal 2008 al 2012) in definitivi entro il 30 giugno 2012, in coincidenza con il passaggio al digitale su tutto il territorio nazionale.
Alle emittenti nazionali sono state rilasciate complessivamente 19 frequenze (16 in DVBT: 4 a Rai, 4 a Mediaset, 3 a Telecom Italia Media e 5 ad altri soggetti; 3 in DVBH) coerentemente alla pianificazione concordata in sede comunitaria e attuata con la delibera Agcom 181/09 Cons. A questa prima tranche si aggiungeranno altre 6 frequenze, che saranno assegnate secondo la gara a offerta economica recentemente stabilita dal Governo.
La durata prevista dei diritti d’uso, analogamente a quanto previsto da altri settori delle TLC, è di 20 anni, così come consentito dal Codice delle Comunicazioni Elettroniche e dal regolamento Agcom  353/11/CONS, secondo cui il periodo di rilascio dev’essere adeguato per consentire l’ammortamento degli investimenti necessari per la valorizzazione delle infrastrutture che operano su tali frequenze.
Lo Stato potrà comunque apporre limitazioni, condizioni e obblighi sulle frequenze date in uso, anche in seguito a disposizioni comunitarie che dovessero essere emanate in materia, a deliberazioni adottate dall’Autorità nonché ad atti e provvedimenti emanati dal Mise. Per tale ragione, nello stesso provvedimento è previsto che il diritto d’uso possa esercitarsi su frequenze diverse da quelle assegnate, che consentano un’eguale capacità trasmissiva.
Il rilascio dei diritti d’uso è pienamente in linea con quanto delineato dal decreto legge n. 16/12 convertito in legge n. 44/2012 che prevede che l’Autorità ed il Ministero adottino ogni azione utile a garantire la concorrenza, l’uso efficiente e la valorizzazione economica dello spettro radio, in conformità alla politica di gestione stabilita dall’Unione europea e agli obiettivi dell’agenda digitale comunitaria e nazionale, anche attraverso la promozione degli studi e delle sperimentazioni di cui alla risoluzione 6/8Wrc 2012 e il puntuale adeguamento alle possibilità consentite dalla disciplina internazionale dello spettro radio, nonché  a favorire la diffusione degli standard televisivi MPEG-4 e DVB-T2.
Con l’assegnazione dei diritti d’uso e il completamento, avvenuti negli scorsi giorni, della transizione alla tv digitale, prosegue il processo di razionalizzazione ed efficientamento dello spettro italiano previsto dalla normativa vigente. In questo modo l’assetto frequenziale potrà assumere un assetto più stabile e fortemente predisposto alle future innovazioni tecnologiche, che consentiranno al mercato televisivo di consolidarsi e svilupparsi ulteriormente.

 

nota ministeriale


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