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Posts tagged “Luigi Gubitosi

ciao, Onder!

“La frattura alla gamba affligge ormai un italiano su tre. Il professore Pier Renato Spaccatibia dirige il centro di ricerca di Traumatologia applicata all’apparato locomotore presso la prestigiosa Università Gambarotta di Storpiate (MI): professore, cosa dobbiamo fare quando ci rompiamo una gamba?”

Musica per le nostre orecchie. Che non suonerà piú. Giornalista tra i piú seri, divulgatore tra i piú scrupolosi, per qualche tempo anche vicedirettore del Tg2, Luciano Onder non sarà piú al timone della storica rubrica ‘Medicina trentatré‘ che, per trent’anni, ci ha istruiti sulle malattie, gli accidenti, i malanni che corriamo il rischio di contrarre o nei quali possiamo malauguratamente incappare. Secondo quanto riportato dal sito Dagospia, di Roberto D’Agostino, il Direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi avrebbe deciso in queste ore di non confermare il contratto al giornalista che, ormai settantunenne, si rassegnava a proseguire la collaborazione con la Concessionaria di Stato per 500 euro al mese, dopo il raggiungimento della pensione nel 2008.
È sempre Dagospia ad affermare che l’affermato anchorman sarebbe stato licenziato “senza una motivazione palese” e che “ora sarà sostituito da un nuovo professionista, probabilmente un interno Rai”.
Intervistato dal Corriere della Sera, il povero Onder ha dichiarato:

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Rai Expo 2015: Milano – Roma solo andata?

Nelle ultime settimane la sede Rai di Milano è stata attraversata da numerosi tumulti perché, a quanto pare, l’Expo 2015 non sarà seguita dalla sede meneghina della Concessionaria di Stato ma da quella romana. C’è stata una levata di scudi, ovviamente padani d’origine controllata, da parte della Lega Nord ma a a protestare sono state anche le maestranze interne e altre realtà politiche.

Una manifestazione ha avuto luogo il 21 ottobre ultimo scorso davanti alla sede Rai di corso Sempione; cinquanta persone hanno espresso deciso disappunto verso la possibilità del ridimensionamento della sede, che ospita, tra gli altri, Fazio e Savino, ed il trasferimento nella capitale di Rai Expo, struttura dedicata, appunto, all’Esposizione universale del 2015.Secondo l’eurodeputato leghista Matteo Salvini, in particolare, il problema non si limita al trasferimento a Roma della direzione di Rai Expo ma riguarda anche, ad esempio, il trasferimento dei programmi sportivi, di Rai 5 e Rai Sport 2. Il leghista ha parlato di un vero e proprio processo di “svuotamento” della sede milanese e ha minacciato di esprimere le sue doglianze anche nelle sedi europee, a Bruxelles.

È argomento che la Lega Nord ha sempre avuto a cuore, almeno da quando Bossi voleva un canale a Roma, uno a Milano e uno a Napoli, ma d’analoga ispirazione, anche se da diverse provenienze politiche, si sono dichiarati il sindaco Pisapia, il consigliere Rai Antonio Verro e l’assessore alla Cultura Cristina Cappellini.

Il primo cittadino del capoluogo lombardo, in particolare, ha chiesto formalmente a viale Mazzini di rinunciare alla scelta di Roma e di collocare Rai Expo a Milano, anche a seguito della possibilità ormai sfumata di un Centro di Produzione nell’area di Rho-Pero.

Il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, giovedí 24 ha dichiarato che Rai Expo non sarà un canale ma una piattaforma, in grado d’integrare e coinvolgere televisione, radio, web e social network.

Quanto alla sede di corso Sempione, non c’è la minima volontà di chiuderla, semmai, al contrario,

di rafforzarla proprio in vista dell’Expo del 2015, evento per il quale c’è la massima attenzione”.


rai non in vendita

Mediobanca sostiene che si potrebbe vendere la Rai per due miliardi di euro (e poco piú, a dire il vero); in realtà, il viceministro per lo Sviluppo economico, Antonio Catricalà, ha ben chiarito che l’azienda di viale Mazzini non si vende né si svende né, presumibilmente, le si toglierà la concessione per il servizio pubblico radiotelevisivo, in scadenza nel 2016.  Il pericolo che la radiotelevisione pubblica italiana passi destini analoghi a quelli occorsi in Grecia sembra alquanto remota, dunque, ed il piano industriale della concessionaria di Stato sarà sicuramente uno dei punti caldi nell’audizione del presidente Annamaria Tarantola e del direttore generale Luigi Subitosi, martedì prossimo. In tale frenetica attesa, il presidente della commissione di Vigilanza, il grillino Roberto Fico, nel ribadire la non vendita dell’azienda di Stato, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio 24:

“Vogliamo fotografare la Rai in questo momento e capire per prima cosa il piano industriale, con le azioni messe in campo per risanare l’azienda, e il bilancio. Sicuramente in una tv pubblica i guadagni devono essere trasparenti. E credo debba esserci un tetto massimo anche per lo spettacolo. In parte un tetto c’é già ma riguarda gli amministratori e non i contratti per lo spettacolo. Ci vogliono tetti nuovi. Sappiamo che la Rai opera in un regime di concorrenza ma ha il canone, è finanziata dai cittadini e deve reinvestire i profitti. In ogni caso,  la cosa davvero importante è la trasparenza massimi sui compensi”.


le nuove poltrone di viale Mazzini

Mario Orfeo, già direttore del Messaggero e ancor prima del Tg2 e del Mattino, è il nuovo direttore del Tg1 . Lo ha deciso il Cda di viale Mazzini confermando le indiscrezioni che circolavano in questi giorni e ispirate alle indicazioni del direttore generale Luigi Gubitosi. 

A Rai 1 Mauro Mazza dovrà alzarsi dalla poltrona per cederla a Giancarlo Leone, andando a Rai Cinema; a Rai 2 Pasquale D’Alessandro si farà da parte per fare spazio ad Angelo Teodoli mentre sul trono di  Rai 3 arriva il giornalista e conduttore Andrea Vianello, che spodesta Antonio Di Bella.

 In un comunicato ufficiale di viale Mazzini si legge che 

“Il Consiglio ha anche approvato la cancellazione della Direzione Rai Intrattenimento e la confluenza delle relative attività e del personale da quest’ultima all’interno delle singole Reti. Queste delibere saranno operative a partire dal 1 gennaio 2013′. Il nuovo Regolamento dei lavori consiliari non ha ottenuto invece il via libera da parte del Cda”. 


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