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Posts tagged “Michael Fassbender

Oscar 2016: the nominations

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Actress in a leading role (more…)


12 years a slave – 12 anni schiavo

’12 years a slave’ is definitely a well-deserved Oscar.

It was the target of my attention last Monday, rather than TV or other less interesting stuff, and filled my evening with heartfelt sympathy, both cultural and emotional.

Cultural because it deals with a shame that will never be washed away from the history of mankind.

Emotional because it is really difficult not to be moved by the true story of the protagonist, a free-born and well educated black man, kidnapped in order to be enslaved  by some scoundrels.

In the novel ‘Beloved’, by the Nobel laureate writer Toni Morrison, which is also set in the slavery of America in 19th century, it is spoken of some “cherry trees” but, as easy to  imagine, they are rather unusual cherry because they were created by human beings to other human beings, by using the whip.

There are many cherry trees, in ’12 years a slave’.

Some of them deserved the Oscar.

’12 anni schiavo’ è veramente un Oscar ben meritato.

È stato oggetto delle mie attenzioni lunedí sera, 

preferito alla televisione o ad altre occupazioni meno interessanti;

ha riempito la mia serata di sincera partecipazione, culturale ed emotiva.

Culturale perché riprende una vergogna che mai sarà lavata dalla storia dell’umanità.

Emotiva perché è davvero difficile non rimanere commossi dalla storia vera del protagonista, nero nato libero e di buona cultura, sequestrato per essere reso schiavo da dei farabutti.

Nel romanzo ‘Amatissima’, della scrittrice premio Nobel Toni Morrison, anch’esso ambientato nell’America schiavista dell’Ottocento, si parla di “alberi di ciliegie” si tratta, come intuibile, di ciliegi alquanto singolari perché creati dall’uomo su un altro uomo, con l’uso della frusta.

Ce ne sono molti, alberi di ciliege, in ’12 anni schiavo’.

Alcuni da Oscar.

(Of course, we must remember that the book that gave the original subject of the film was ‘Twelve years slave‘, by  Solomon Northup)


il dopo Faust

La sessantottesima edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia si è conclusa con la vittoria, prevista da molti, del ‘Faust’ di Aleksander Sokurov.

Pare abbia molto colpito anche ‘Killer Joe’ e quanto è riuscito a ottenere con una coscia di pollo.

Straordinario ‘Carnage‘, di Polansky.

La nostra cinematografia può gioire con Emanuele Crialese e il suo ‘Terraferma’, insignito del Premio Speciale della Giuria.

Può inoltre risplendere dell’originalità de ‘L’ultimo terrestre’, di Gian Alfonso Pacinotti (Gipi) e rimeditare la statura di Marco Bellocchio, Leone alla carriera nonché protagonista del documentario ‘Marco Bellocchio: Venezia 2011’ (il 9 settembre in Sala Grande è stato anche proiettato Nel nome del padre, in nuova versione).

Mi è dispiaciuto che ‘Tutta colpa della musica’ non abbia ottenuto riconoscimenti però mi fa piacere che la rassegna sia stata inaugurata da ‘Box office in 3D’.

Dopo il salto, gli altri riconoscimenti del Festival: (more…)


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