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Posts tagged “religione

la via lattea

Alcuni programmi televisivi (‘La strada dei miracoli’, per dire) sembrano concepiti sulla falsariga de ‘La Via Lattea’ di Luis Buñuel.

Come si ricorderà, la pellicola è una lucida ed esaustiva sintesi di tutti gli approcci che l’animo umano può nutrire verso la religione; si racconta l’itinerario di due peregrini poveri diretti a Santiago de Compostela, il comportamento dei responsabili di un lussuoso ristorante, che conoscono alla perfezione le dispute teologiche ma si comportano in modo poco cristiano nel concreto, di due giovini che si esprimono in modo ribelle contro i dogmi, di due spadaccini che si sfidano a singolar tenzone sul vero significato della Grazia, di due ragazzi alle prese con un rosario e con la santa Vergine che, distanti nell’approccio mentale, devono dormire in stanze diverse della stessa locanda perché uno dei due cita il Vangelo: “Dio non accende una fiaccola per tenerla sotto un moggio”. C’è finanche Gesú, a un certo punto.

Nel caso televisivo, di fronte ai numerosi casi di cronaca che riguardano apparizioni miracolose e statue che trasudano, da un lato è rappresentato l’atteggiamento critico, dall’altro quello fideistico. Da un lato si difende la religione ricordando come questa, quando è matura, non debba appoggiarsi al miracolistico, dall’altro si argomenta che il divino può decidere di manifestarsi in modi diversi.

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Mozart(s) & the Jungle

Prende il via questa sera su Sky Atlantic la serie ‘Mozart in the Jungle’, ispirata al pressoché omonimo libro scritto dall’oboista Blair Tindall nel 2005; prodotta da Amazon Prime Instant Video, è stata adattata per il piccolo schermo da Roman Coppola e Jason Schwartzman (rispettivamente figlio e nipote di Francis Ford Coppola).

Serie tra le piú apprezzate (Huffington Post, The Hollywood Reporter), basata sulla musica classica, ‘Mozart in the Jungle’ racconta le vicende della giovane clarinettista Hailey (Lola Kirke) che, a un passo dall’agognata New York Simphony Orchestra, vede cambiare il vecchio direttore Malcolm McDowell (Alex DeLarge di ‘Arancia Meccanica’) e arrivarne un altro,  tale Rodrigo De Souza, talentuoso ma eccentrico, interpretato dal messicano Gael García Bernal (Ernesto Che Guevara giovane ne ‘I diari della motocicletta’ ed interprete ne ‘La Mala Educación’ di Pedro Almodovar). Musica classica ma anche eventi mondani, piccole schegge di simpatica follia e sindacalisti ormai anzianotti usi a preparare la colazione seminudi. Nel cast anche Saffron Burrows e Bernadette Peters. Da questa sera alle 21.10 in prima visione assoluta su Sky Atlantic HD e in contemporanea su Sky Arte HD, con i primi due episodi alle 21.10, il terzo alle 23.10; i primi due episodi andranno in onda in contemporanea su Sky Uno HD e il primo online su skyatlantic.it.

Anche i fumettisti, nel loro piccolo, sono dei Mozart e una potenziale giungla può essere costituita dal contesto socio-culturale al quale si rivolgono. A pochi mesi da Charlie Hebdo, il dialogo tra fumetti e religione torna alla ribalta in virtú della mostra “Valiant Women and Super Heroes: Bibles Stories in Comics“, che tenta di analizzare i legami nascosti tra fumetti, soprattutto americani, e Sacre Scritture.

Nel corso della storia, Paoline a parte, (more…)


ci ha redenti anche quest’anno!

“Chi ci ha riscattato a tanto prezzo non vuole che periscano quelli che si è acquistato.”

sant’Agostino (Serm. 22, 9)

“Ecco il prezzo che ha dato, il suo sangue è stato versato. Nel sacco del suo Corpo portava il nostro prezzo; è stato colpito dalla lancia, il sacco si è aperto e ne è disceso il prezzo di tutta la terra.”

 sant’Agostino (En. in Ps. 21 II, 28)

REDENZIONE <- REDEMPTIO <- RE + EMO: acquisto una seconda volta, ricompro ciò che già mi apparteneva, riscatto.

Crux monetarumFonti originali:

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l’eleganza dell’asino

Oggi è Domenica delle Palme e si ricorda l’arrivo di Gesú a Gerusalemme, accolto in trionfo e chiamato figlio di Davide, re d’Israele.

Lasciando alle opportune istituzioni le tematiche del caso, una domanda sorge spontanea: perché il figlio di Dio arrivò a Gerusalemme cavalcando un’asina?

La risposta non è ovvia come potrebbe sembrare ed il sottoscritto è in grado di fornirla in virtú di una delle provvidenziali conferenze a cui si è pregiato di presenziare.

Una volta tra asini e cavalli non c’era differenza di valore, anzi i primi erano cavalcature d’assoluto prestigio, degne di trasportare le migliori persone, finanche figli di re, Messia e figli di Dio.

A tal punto erano nobili gli asini che gli Hyksos ne riproducevano le teste sugli scettri dei loro condottieri e li consideravano alla stregua di animale totemico. Ed è proprio su questo punto che, si perdoni, casca l’asino!

Gli Hyksos (more…)


annunciazione annunciazione

Con buona pace del vangelo apocrifo di Filippo, il calendario cattolico ricorda oggi la festività dell’Annunciazione, che ricorre nove mesi prima del santo Natale e ricorda l’arrivo dell’ἄγγελος Gabriele a casa della santa Vergine.

Un sarcofago paleocristiano, risalente al 330 – 350 d.C., rinvenuto nel 1941 a Boville Ernica (Fr), potrebbe sembrare la semplice rappresentazione della Natività ma, secondo recenti studi, sarebbe in realtà l’allegoria della vera Annunciazione, cioè del giorno in cui Gesú fu effettivamente concepito. Secondo i ricercatori, le particolari sproporzioni e anomalie nel bassorilievo sarebbero una mappa astronomica, che riproduce fedelmente il cielo e i pianeti alla mezzanotte tra 19 e 20 marzo dell’anno 1, effettivo primo equinozio di primavera dell’era volgare, quell’anno in leggero anticipo. Secondo i medesimi ricercatori, la posizione dei pianeti ha composto “la stella del re dei Giudei” (Mt 2,2) ovvero la Stella di Davide: (more…)


la visione della Sindone

Quale che sia l’approccio con il quale ci si accosta, la Sacra Sindone costringe a farsi delle domande e a cercare delle risposte. Tale è la sua importanza che anche i non vedenti devono avere la possibilità di conoscerla, soprattutto in occasione dell’ostensione della stessa, che quest’anno avrà luogo dal 19 aprile al 24 giugno, a Torino.

Esiste una copia tridimensionale del Sacro Telo, che ne riproduce la parte anteriore in modo codificato per non vedenti; le persone affette da disturbi all’apparato visivo potranno accostarsi alla riproduzione e acquisirla attraverso il tatto. (more…)


i miracoli del marketing (2)

COSENZA Le ossa di San Francesco di Paola sarebbero state messe all’asta su internet. Si tratta di un centimetro di materia ossea attribuita a San Francesco e contenuta in un piccolo reliquario. Che sarebbe stata messa in vendita a partire da circa 300 euro. Non è possibile scorgere l’attestazione della provenienza, ma sulla parte posteriore dell’oggetto si vede un sigillo vescovile in ceralacca. La seconda reliquia è un altro frammento osseo conservato in un reliquario con stemma in ceralacca, anche questo probabilmente di natura vescovile. Questo secondo oggetto viene messo all’asta addirittura a circa 130 euro. Scorgendo le pagine di uno dei più noti siti di vendita on line, emerge come sono numerose le inserzioni di oggetti che riguardano il Santo di Paola. Si trova di tutto: da piccoli frammenti ossei a pezzi di tessuto o medaglie. Si parte da prezzi molto bassi fino a vendite maggiori. Per alcuni le inserzioni sono gestite dai titolari che trattano la vendita in privato.

Corriere della Calabria


i miracoli del marketing (ma non solo)

Il marketing è disciplina umanistica, che parte dall’osservazione dell’animo umano. 

È una delle cose che conosce bene chi ha scritto ‘Si accettano miracoli’, nelle sale da Capodanno. Di Alessandro Siani, interpretata dal medesimo con Fabio De Luigi, Serena Autieri e altri, ‘Si accettano miracoli‘ è una commedia (una “fantasy/comedy” nelle intenzioni) che ricava una delle sue fonti d’ispirazione dalla superstizione e dal devozionismo, facilmente strumentalizzabili e strumentalizzati, infatti, dall’esperto di marketing (un Marketing della religione esiste anche a livelli accademici, in ogni caso).

Il citato esperto, comprese le potenzialità di un fenomeno che avviene in chiesa, lo ritocca ad arte e si trasforma da tagliatore di teste nelle aziende in somministratore di merchandising concepito ad hoc, di tutte quelle immaginette, statuine, chincaglierie e paccottiglia che troppo spesso sono in vendita nei santuari e corrono il rischio di diventare l’unica dimensione spirituale di chi le compra.

Il piano di marketing funziona, almeno fino a un certo punto, ed il piccolo paese fuori dal tempo di cui è parroco il fratello dell’esperto sembra progredire e animarsi.

Che non si creda, tuttavia, che l’esperto di marketing non abbia un anima; s’invaghisce, il nostro, d’una fioraia cieca, probabile citazione dei film di Charlie Chaplin.

Il film ha incassato 2 milioni di euro e anche piú al primo giorno di programmazione. Merito esclusivo della pellicola, del posizionamento a Capodanno, del fatto che ne abbia già parlato il sottoscritto, che notoriamente porta fortuna…

Oppure, chissà, di quello che potrebbe tranquillamente essere, quantunque meritato, un vero e proprio miracolo.


sacramentare

Il grande Roberto Benigni ha detto che nelle altre lingue la bestemmia non esiste o è, al massimo, un’espressione concisa e stringata che scappa in momenti di collera estrema e incontenibile disappunto.

Si tratta, dunque, di un’espressione breve, neanche paragonabile alla perversione morfosintattica spesso riscontrabile in Italia, anche a prescindere dall’aneddoto che Benigni stesso ha raccontato (quanto a ciò che  è stato raccontato a noi, si potrà rileggere Mr D. The Final Chapter).

La bestemmia è segno d’ignoranza e rozzezza d’animo; nelle altre culture e religioni non è lontanamente concepibile, nemmeno nella piú balorda delle manifestazioni.

Si ricorderà, d’altro canto, come l’imprecazione contro la religione sia la sola ragione davvero valida per espellere i concorrenti dei reality show

PS: con l’occasione, si vuol porgere un sincero cenno di congratulazione a Roberto Benigni

per il bellissimo spettacolo sui Dieci Comandamenti e per il successo ottenuto.

PS 2: certo che fare 10 milioni fuori del periodo di garanzia…

a Rai Pubblicità si staranno mangiando le mani fino ai gomiti…


Natale in casa Curatola

manger scene, Christmas creche, Christmas crib, presepio

manger scene, Christmas creche, Christmas crib, presepio (Child going to arrive)

manger scene, Christmas creche, Christmas crib, presepio : Child arrived and Magi to His presence

manger scene, Christmas creche, Christmas crib, presepio : Child arrived and Magi to His presence

© Pasquale Curatola, of course 

PS: Please note that, by posting a Catholic symbol, we do not want to offend any other religion.


on the Red Sea (2)

Christian Bale will play as Moses in the next Ridley Scott’s kolossal,  ‘Exodus: Gods and Kings’(The title seems to reveal a quiet disenchanted approach to the Holy Bible, seen as the Hebraic mythology). 

As in the previous films based on the Exodus (and Deuteronomy), 40 years old Christian will have to make Israelite slaves get out free from Egypt and move toward the Promised Land.

Of course, it is to tell the particular relationship between Moses and Rhamses, (Joel Edgerton of Warrior and The Great Gatsby), born almost as brothers, became ennemies because of the facts and, someone says, of the different opinions on slavery.

They arrive to duel, and Rhamses screams:

Let’see who’s more effective at killing, you or me?’.

By the way, Moses takes Rhamses informed on what runs the risk to happen:

I came here to tell you that something is coming that is out of my control‘.

According to the trailer, another star in this film, which is said to have a budget of over $150m, seems to be the Nature; we see tornadoes, dantesque landscapes, lightning storms, rivers of blood (perhaps because of the 10 Plagues, I suppose).

In the cast, Bale and Edgerton a part, there are also Sigourney Weaver, Aaron Paul, Ben Kingsley, Emun Elliott and John Turturro.

The film, written by the Oscar awarded Steven Zaillian (‘Schindler’s List’), realised at the Pinewood Studios of London, will be released in America on December 12, 2014; in Italy, on January 2015.

Christian Bale interpreterà Mosè nel prossimo kolossal di Ridley Scott, ‘Exodus: Dèi e Re’ (il titolo sembra rivelare un approccio abbastanza disincantato verso la Sacra Bibbia, vista come mitologia ebraica).

Come nei precedenti film basati sull’Esodo (e sul Deuteronomio), il quarantenne Christian dovrà far uscire liberi dall’Egitto gli schiavi israeliti e muovere verso la Terra Promessa.

Naturalmente, c’è da raccontare il particolare rapporto tra Mosè e Ramses, (Joel Edgerton di Warrior e Il grande Gatsby), nati praticamente fratelli, diventati nemici a causa dei fatti e, dice qualcuno, delle diverse opinioni sulla schiavitú.

Arrivano a duellare e Ramses urla:

‘Vediamo chi è piú bravo a uccidere, io o tu’.

Comunque, Mosè informa Ramses su cosa corre il rischio di accadere:

‘Sono venuto qui per dirti che sta arrivando qualcosa che è fuori dal mio controllo’.

Stando al trailer, un’altra protagonista di questo film, che si dice abbia un budget di oltre 150 milioni di dollari, sembra essere la natura; si vedono tornado, paesaggi danteschi, temporali, fiumi di sangue (forse a causa delle Dieci Piaghe, suppongo).

Nel cast, a parte Bale e Edgerton, ci sono anche Sigourney Weaver, Aaron Paul, Ben Kingsley, Emun Elliott e John Turturro.

Il film, scritto dal premio Oscar Steven Zaillian (‘Schindler List’), realizzato presso i Pinewood Studios di Londra, uscirà in America il 12 dicembre 2014, in Italia a gennaio 2015.


Buona Pasqua!

Jesus and Buddha

È importante morire ed è importante risorgere.

In tutte le culture.

To die is important as well as to rise again.

In any culture.


la passione di Majewski

La ricostruzione cinematografica forse piú originale della Passione di Cristo è quella del regista Lech Majewski. Esponente di spicco della cinematografia polacca, pur con cittadinanza statunitense in aggiunta, il Majewski è in realtà pittore, scrittore, compositore e produttore, oltre che regista ed è forse questa sua versatilità nell’amore per le arti che lo rende in grado di realizzare quanto siamo in procinto di trattare in questo articolo.

Nel 2011 Majewski ha realizzato ‘I colori della passione – The Mill & the Cross‘, nel quale raccontò cinematograficamente e fece vivere di vita propria i personaggi che appaiono nel quadro ‘La salita al Calvario‘, di Pieter Bruegel il Vecchio (1564). Rutger Hauer, Michael York, Charlotte Rampling ma anche amici, parenti e sé medesimo tra gli attori, Majewski ha ricostruito il contesto storico delle Fiandre nel sedicesimo secolo, all’epoca delle guerre di religione, in una ricostruzione in cui la vicenda di Cristo s’intravede a malapena; il mulino citato dal titolo è spiegato dalla presenza, nel quadro, di un grande Mulino, nel film anche di un grande Mugnaio.

Pieter Bruegel, Salita al calvarioI colori della passione Majewski

In precedenza (2004) aveva fatto altrettanto con ‘The Garden of Earthly Delights‘, traducendo in pellicola l’omonimo trittico di Bosch nel racconto degli ultimi giorni di vita di una donna appassionata d’arte.

Di recente Majewski si è dato a Dante, anche in virtú della mai celata ammirazione per la nostra cultura, e ha realizzato ‘Onirica‘ (in origine ‘Field of dogs‘), in cui i sogni di un operaio narcolettico diventano il viatico per camminare dentro la Divina Commedia, rileggendola; la pellicola, nata da una coproduzione italo – polacco – svedese, è stata presentata al recente Bif&st di Bari ed è nelle sale dal 17 aprile.


il papa e la società, i dubbi sul futuro

La scorsa settimana papa Francesco (#cicciopapa) ha celebrato un anno di pontificato; già passati dodici mesi, dunque, da quando gli è stato chiesto di subentrare a un pontefice che, tra i pochissimi nella storia, ha rinunciato alla cattedra di Pietro.

Il teologo Vito Mancuso, sulle pagine di Repubblica, ha svolto una lunga riflessione intitolata “Che ne sarebbe della Chiesa se fallisse Francesco”. Nella detta riflessione si chiede, il teologo,

se le riforme auspicate non andassero in porto e le attese di una nuova primavera si rivelassero solo illusioni?
Nella relazione al Concistoro straordinario sulla famiglia Kasper ha affermato che 

“dobbiamo essere onesti e ammettere che tra la dottrina della Chiesa sul matrimonio e sulla famiglia e le convinzioni vissute di molti cristiani si è creato un abisso“. 

(…) Elencare i molti elementi che rendono l’insegnamento della Chiesa “lontano dalla realtà e dalla vita” non è difficile. Oltre alla dottrina sul matrimonio vi sono la regolazione delle nascite con il clamoroso fallimento pratico e teorico dell’Humanae Vitae di Paolo VI, l’identità sessuale e l’omosessualità al cui riguardo occorre cessare di parlare di malattia come ancora spesso si fa, il ginepraio della bioetica da cui non si esce continuando a ripetere solo dei no soprattutto sulla fecondazione assistita, il destino degli embrioni congelati, la diagnosi degli embrioni prima dell’impianto, il principio di autodeterminazione a livello di testamento biologico. Vi sono poi i problemi ecclesiologici che già nel 1987 Hans Küng definiva “noiose vecchie questioni”, cioè la scarsità delle vocazioni sacerdotali e religiose, il celibato del clero, i criteri di nomina dei vescovi, la collegialità come metodo di governo, la questione laicale, la questione femminile, la riforma della curia romana, il rispetto dei diritti umani all’interno della Chiesa (di cui “la tratta delle novizie” denunciata dal Papa è solo un aspetto), la libertà di ricerca in ambito teologico.”

Papa Francesco è piú simpatico e umile di Ratzinger e sembra perfetto per un miglioramento d’immagine del Vaticano; il dialogo tra religione e società, tuttavia, sembra ancora molto conflittuale, soprattutto nelle sfide verso il futuro.


Gesú, il rifugiato

Il compleanno di Gesú si avvicina a grandi passi e sarà festeggiato come merita.

È stato ricordato che Gesú, tra le altre cose,

visse anche l’esperienza del rifugiato politico

quando, bambino,

fuggí in Egitto con la famiglia per sottrarsi alle persecuzioni di Erode.

Lo si potrebbe tenere a mente, quando si pensa

alle emergenze spirituali e materiali

di coloro che fuggono dal loro Paese in cerca di Libertà.


bilancio del vaticano: documento ufficiale della santa sede ( fonte ufficiale http://www.news.va/it/news/135215)

COMUNICATO DEL CONSIGLIO DI CARDINALI PER LO STUDIO DEI PROBLEMI ORGANIZZATIVI ED ECONOMICI DELLA SANTA SEDE: BILANCIO CONSUNTIVO CONSOLIDATO DELLA SANTA SEDE E BILANCIO CONSUNTIVO DEL GOVERNATORATO DELLO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO PER L’ANNO 2012

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metamorfosi a confronto

L’eco del post ‘Ovidio al posto di Plauto deve ancora cessare e già un nuovo stimolo appare all’orizzonte.

Galeotta una conferenza alla quale ho partecipato di recente, altrettanto interessante rispetto all’opera ovidiana sembra adesso quella di Apuleio, ʻLe Metamorfosi’, anche nota come ‘L’asino d’oro’.

Opera tra le piú scopiazzate nella storia della letteratura, ‘Le Metamorfosi’ di Apuleio è divisa in undici libri perché, sembra, dieci erano i giorni che preparavano all’iniziazione ai culti di Iside e uno era quello conclusivo (per l’antichità è un’eccezione, ché le opere venivano normalmente raccolte in ventiquattro, dodici, sei o quattro volumi).

Il riferimento a Pinocchio sarebbe ovvio, essendo la Fata Turchina una riproposizione della Dea per come si manifestò a Lucio diventato disgraziatamente asino ma innumerevoli sarebbero le suggestioni presenti in altre esperienze letterarie; è interessante notare la scelta dell’animale, perché l’asino (meglio, l’indomabile onagro suo cugino) era stimato come cavalcatura dei re ed acquisí accezione negativa solo in un secondo momento.

Due degli undici libri delle Metamorfosi ospitano, inoltre, la storia di Amore e Psiche, con tutte le peripezie che la fanciulla dovette passare per volere di Venere e con tutte le letture esoteriche che ne possono derivare.

Qui di seguito, l’invocazione di Lucio a Iside, testimonianza di come già gli antichi avessero intuito come le diverse divinità erano solo nomi diversi di un unico dio (rileggi qui e qui):

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(san) Giorgio (martire?)

Il presidente Giorgio Napolitano ha ottenuto la rielezione a pochi giorni dal suo onomastico:

il 23 aprile, infatti, si festeggia san Giorgio,

martire vissuto nel terzo secolo dopo Cristo e torturato sotto Diocleziano.

È un vero peccato che il suo giuramento avvenga lunedí,

altre ventiquattr’ore e la coincidenza sarebbe perfetta…

san Giorgio Napolitano

Giorgio Napolitano nelle vesti del martire san Giorgio


de natura deorum

“Gli esseri umani sono sicuramente pazzi:

non sono capaci di costruire nemmeno un verme

ma divinità ne fabbricano a centinaia”

Michel de Montaigne

L’universo ha 13,82 miliardi di anni ed è fatto per il 68% di materia oscura, a quanto sembra; in teoria, dunque, gli dei potrebbero abitare proprio all’interno di questa (san Giovanni afferma che “Dio è puro spirito”, non dovrebbe dunque avere bisogno di fisica dimora; un greco lo metterebbe sull’Olimpo, un egizio nella natura).

Le divinità e le religioni provvedono a una codifica di base dei valori, danno ordine alle comunità appena formate, danno forma agli interrogativi sulla natura e sul destino dell’uomo nonché agli archetipi dell’essere.

Gli dei devono per forza essere immortali, lo sono in quasi tutte le religioni e la spiegazione è abbastanza ovvia. Se morisse, ad esempio, il dio del mare, come si farebbe a inventarne un altro? Come farebbero i membri di una stessa comunità a mettersi d’accordo ogni volta su tutto (nome, epiteti, iconografia, miti) e i padri a tramandarlo ai figli? Sarebbe una bella faticata; d’altra parte la differenza mortale/immortale è alla base della necessità stessa di un essere supremo.

Molto meglio guardare il cielo, chiedersi con i propri simili cosa siano quelle luci cosí strane che vi appaiono e scompaiono a ritmi regolari e mettersi d’accordo su come chiamarli; il resto verrà di conseguenza ( a dire il vero, ogni tanto gli dei cambiano, quando un popolo si sostituisce a un altro o la società sente bisogno di un cambiamento).

Ci si deve accordare, poi, se gli dei siano o debbano essere migliori, uguali o perfino peggiori dei mortali.

I Greci li vedevano antropomorfi, litigiosi, tremendamente vendicativi e perfino invidiosi, se gli esseri umani erano piú felici di quanto strettamente necessario.

Altri popoli hanno preferito caricare la divinità di tutti i predicati che completano i limiti dell’uomo:

Mortale/Immortale;

Destinato a invecchiare/ Eternamente giovane;

Vulnerabile / Invulnerabile;

padre che ho in questo mondo/Padre Eterno di tutti gli uomini;

madre che ho in questo mondo/ Madre Eterna di tutti gli uomini, ecc…

Chissà, Dio potrebbe essere l’energia che pervade l’universo oppure coincidere almeno parzialmente con quello che gli scienziati, come anticipato all’inizio, chiamano “energia oscura” e “materia oscura”!


pope Francesco

Pope Francesco (born Jorge Mario Bergoglio ) was proclaimed today (as foreseen by my seventh sense) and, after an hour of waiting, presented himself to the world as the new bishop of Rome, almost forgetting, perhaps for the tiredness, the rest of the flock which has been assigned to him in the other parts of the planet.

His appointment is among the shrewdest ones: South American, to oversee a continent where Catholicism, though well present, must confront against santería and some alternative religions, and far Piedmontese origins, just to offend not the house owners.

For the name, it is the first time in the history that “Francesco” is used (just a quick control to the encyclopaedia…); that is why the ordinal number, in this case “I”, can be omitted. When he was only the archibishop of Buenos Aires, he declared that the wedding between people of the same sex could damage the family.

Papa Francesco (al secolo Jorge Mario Bergoglio) è stato eletto oggi, 

come il mio settimo senso si aspettava e, dopo un’ora di preparativi,

si è presentato al mondo come nuovo vescovo di Roma, quasi dimenticando,

forse per stanchezza, il resto del gregge che gli è stato affidato nelle altre parti del pianeta. La sua nomina è tra le piú avvedute: sudamericano, per presidiare un continente dove il cattolicesimo, pur ben rappresentato, deve confrontarsi con la santería e alcune religioni alternative, e di lontane origini piemontesi, per non offendere i padroni di casa.

Quanto al nome, è la prima volta nella storia che è usato quello di “Francesco” (è bastata una veloce consultazione all’enciclopedia di casa); è per questo che l’eventuale numero ordinale, in questo caso “I”, può essere taciuto.

Quando era soltanto l’arcivescovo di Buenos Aires, ha dichiarato che il matrimonio tra persone dello stesso sesso potrebbe danneggiare la famiglia.


il papa faraone

Le fumate del conclave si susseguono simpaticamente e alcuni, tra cui il mio settimo senso, sospettano che oggi potrebbe essere la giornata giusta per la nomina del Papa (l’amico vincenzillo tifa per Scola, #sapevatelo).

Nell’attesa della nomina del nuovo successore di Pietro, detentore delle chiavi del Vaticano, servo dei servi di Dio, è simpatico ricordare alcune analogie tra i paramenti del Pontefice e i faraoni dell’antico Egitto.

Già, perché l’estetica delle istituzioni vaticane ha seguito in modo pedissequo il gusto che i costruttori delle piramidi avevano dimostrato tremila anni or sono! La tiara è la corona che univa l’Alto e il Basso Regno ma anche scettri, pantofole e altri accessori sono di gusto prettamente egizio, come alcune immagini potranno dimostrare:

pope pharaoh pope pharaoh 2
pharaoh crown corona faraone tiara del papa pope's tiara

 

rileggi Benedetto XVI lascia il pontificato,

Habemus Papam,

Che humour!

 

 


l’ora (multietnica) di religione

Uno dei quesiti oggetto d’interesse da parte dell’opinione pubblica riguarda, in queste ore, l’insegnamento della religione cattolica.
Ci si chiede se non sia giusto, in una società multietnica come la nostra, dedicare spazio non solo al cattolicesimo ma anche alle altre religioni praticate nel Paese.
Chi scrive ha sempre ritenuto che la religione a scuola non andrebbe insegnata per nulla, essendo altre le sedi che possono tranquillamente farsi carico di questo compito.
Se cosí non può essere, che si riconosca, almeno, che le religioni chiamano in modo diverso un Dio che, con ogni probabilità, è lo stesso per tutti.
E che non compete alla religione di fare politica!


la pasqua di Maddalena

As my readers know, the tradition of Mary Magdalene and the possibility that she was the Jesus’ companion, has always turned my attention on.

On Easter, according to an ‘ancient tradition related to the figure of Mary Magdalene, in the Orthodox Countries people use to color eggs in red.

The tradition has it that the Saint, having told Peter of the Resurrection, was answered with a strong disbelief and denial. The eggs she kept in her womb, though, became coloured in a bright vermilion, the same of the blood, and only that miracle was able to convince Peter, who decided only then to go to the tomb for checking what had happened.

I am also pleased to report a personnel suspect, I currently consider as a simple suggestion.

The legend of the ‘ sang real ‘ has it that Mary Magdalene, after the well-known events, moved to France.

In the Gospel it is written as following:

“Now go your way, tell His disciples and Peter that he goes before you into Galilee” (Mt, 28, 7; Mk 16: 7).

What if … what if … Galilee was a misprint for ‘Gallia’ , that is the Latin name of France?

Dan Brown would have a toast… And we with him…

Come sapete, la tradizione di Maria Maddalena e l’eventualità che sia stata la compagna di Gesú, ha sempre acceso la mia attenzione.

A Pasqua, secondo un’antichissima tradizione legata proprio alla figura della Maddalena, nei Paesi di religione ortodossa si usa colorare le uova di rosso.

Si vuole, infatti, che la Santa, dopo aver detto a Pietro della Resurrezione, si sia vista opporre un netto e incredulo rifiuto. Le uova che portava in grembo, però, si colorarono d’un acceso colore vermiglio, lo stesso del sangue, e questo miracolo riuscì a convincere Pietro che, solo allora, decise di andare al sepolcro a vedere cos’era successo.

Mi è gradito, inoltre, riferire un sospetto personale, al quale attribuisco, al momento, il valore di una semplice suggestione.

La leggenda del ‘sang real’ vuole che la Maddalena, dopo le note vicende, si sia trasferita in Francia. Nel Vangelo è riportata la seguente frase: “Ora andate, e dite ai Suoi discepoli e a Pietro che Egli vi precede in Galilea” (Mt, 28, 7; Mc, 16, 7).

E se … e se… Galilea’ fosse  un refuso, in luogo di ‘Gallia’, cioè l’antico nome della Francia?

Dan Brown stapperebbe lo spumante… E noi con lui…

 


liturgie con piú Respiro

Chi va a messa la domenica probabilmente non ci fa caso, ma santaromanachiesa dovrebbe verificare l’adeguatezza dei suoi templi alle normative di sicurezza.

Quanti luoghi di culto hanno, ad esempio, un numero di uscite proporzionale ai fedeli, in caso di sisma o incendio?

Quante possono garantire sufficiente aerazione, anche quando il sacerdote ha un po’ esagerato con l’incenso?

Dalla vigente normativa, si evince che i luoghi di culto non rientrano tra le attività soggette ai controlli di sicurezza antincendio, in quanto non rientranti nelle attività elencate nel decreto ministeriale 16 febbraio 1982 e semmai ascrivibili, ex decreto 10 marzo 1988, tra i locali “a rischio basso”. Secondo le legge, dunque, chiese, sinagoghe e moschee non sono soggette a controlli di sicurezza, non hanno una normativa di riferimento e, quand’anche considerati come “luoghi di lavoro”, sarebbero a rischio “basso”.

Per le problematiche antisismiche, la legge italiana piú recente è il Decreto Ministeriale del 14 gennaio 2008, che obbliga l’accurata verifica della staticità degli edifici pubblici definiti “strategici” (per es. scuole, ospedali, chiese, musei e ponti) e definisce i principi per progettare, realizzare e collaudare edifici antisismici. Il decreto detto “mille proroghe” ha fatto slittare l’entrata in vigore di queste norme antisismiche a giugno 2010, ma deve ancora entrare in vigore.

A prescindere da questo, sarebbe piú alto anche dal punto di vista spirituale se certi riti perdessero la forma antiquata e paganeggiante che talvolta possiedono.

Alcune liturgie, laddove necessarie, si potrebbero fare anche all’aperto, magari con la disponibilità di un sagrato grande, una piazza, e situazioni favorevoli dal punto di vista meteorologico. Fuori dallo sfarzo, spesso superiore al necessario, di alcuni templi.

La celebrazione delle Palme, per esempio, dovrebbe essere una liturgia outdoor.


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