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Posts tagged “scuola

la pioggia (d'Agnese) nel pineto

La cara Agnese, Pasqual friend da alcuni anni nonché motivata  insegnante d’italiano e latino, ha messo mano all’immortale ‘Pioggia nel pineto’ del Vate D’Annunzio e ne ha ricavato un’attuale, quanto insolita rivisitazione:

Piove…sulle relazioni finali,

sui programmi stanchi,

sui nostri fianchi piegati a far medie…

e che medie…

e piove sulle sedie…

consunte dalle ossa stanche a corregger prove temi versioni...

che…coj…oti che ululano da lontano…

sembra inverno…

sembra eterno questo inverno…

e piove…

sulle penne rosse,

sui voti (silvani?)

sulle nostre mani callose …

piove su tutte le cose…

© Agnese M., 2011


i bambini e (il giorno del)la memoria

La speranza in un mondo migliore passa sempre attraverso le nuove  generazioni.

Oggi, Giorno della Memoria, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano premierà gli alunni delle classi IV A/B del III circolo didattico “G. Mazzini” di Bari, che hanno realizzato il cartone animato vincitore del concorso nazionale “I Giovani ricordano la Shoah”.

I bambini, guidati dalle maestre  Domenica Danisi e  Rosa De Feo hanno fatto prima una ricerca di carattere storico, poi hanno creato un diario, disegnato le scene e inserito foto, immagini e documenti, animando il tutto con il sofware “I cartoon” e dando voce ai personaggi con dialoghi scritti da loro.

Nel racconto si narra la storia di un giovane di Ferrara, “Franco S.”, deportato prima a Fossoli e poi a Buchenwald.

Un'immagine del cartone animato

click on the picture for video


Milan per la scuola

È bello quando il calcio depone i colori del fanatismo e riscopre la sua funzione di palestra di valori.

Ieri ha avuto luogo a Milanello la conferenza stampa di

 “Milan per la scuola. Tutti i colori del gioco”,

un progetto che, assieme a numerosi altri, testimonia e concretizza una sensibilità mai sopita nei confronti degli aspetti educativi dello sport (click on the picture for details).
A
presentare l’iniziativa Adriano Galliani, Vice Presidente Vicario e Amministratore Delegato del Milan, Laura Masi, Direttore Marketing del Club, Winand Krawinkel, Direttore Marketing di adidas Italia e Fabio Guadagnini, Direttore SKY Sport 24  (SKY e adidas sono i partner tecnici dell’iniziativa, realizzata in collaborazione con La Fabbrica, agenzia di comunicazione specializzata in iniziative educational per grandi aziende e istituzioni, e patrocinata da Fondazione Milan, istituzione che promuove i diritti fondamentali della persona e diffonde la cultura e la pratica dell’attività sportiva come mezzo finalizzato alla salute psicofisica, all’integrazione e al miglioramento della qualità della vita).

Il numero 22 del team rossonero, Kaká, ha svolto funzione di testimonial, dimostrando come i valori suoi e dei suoi compagni di squadra possano essere sicura garanzia del successo dell’iniziativa.

Il goleador ha inoltre risposto, con simpatia e disponibilità, alle domande che i bambini (ma non solo!) interessati all’iniziativa gli hanno formulato, intervistati nelle loro scuole.

aggiornamento: Il 1° agosto 2009 il direttore di SKY Sport 24 è diventato Massimo Corcione, proveniente da Mediaset. Fabio Guadagnini è ora direttore di SKY Sport.


la notte della civetta

La civetta, animale sacro della dea Athena, è da sempre simbolo d’Intelligenza e Istruzione.

Qualcuno ha detto che è solita volare sul far della sera.

In alcuni momenti della storia, quando la luce della Ragione ha squarciato le tenebre dell’ignoranza, ha volato con fierezza, compiendo suberbe evoluzioni in cielo.

Ma il dibattito sull’istruzione in questi giorni è decisamente aspro.

Si parla di “scuola ammortizzatore sociale”, di “blocco del turn over”, di epurazione etnica dei “fannulloni”.

Si legge (Panorama della scorsa settimana, ad esempio) di atenei indebitati che foraggiano aziende agroalimentari, assumono al di là del possibile, aprono sedi succursali non necessarie e gestiscono corsi di laurea per 1 o addirittura 0 iscritti.

Si teme per il diritto allo studio, all’istruzione pubblica, alla promozione sociale.

Si combatte per la dignità del posto di lavoro, per il riconoscimento della propria missione sociale, contro lo spettro di un riposizionamento lavorativo difficile (andiamo, cosa può fare un laureato in Lettere di quarant’anni, se non insegnare?).

Ricordo che anche i miei professori delle medie, illo tempore, temevano i decreti “mangiaclassi”, c’erano scioperi e manifestazioni.

Stavolta, però, le istanze relative all’istruzione si sono mescolate ai problemi di un intero sistema sociale, e la lucidità del dialogo si è persa nella confusione degli interessi e nel rumore delle piazze.

La civetta, credo, è rannicchiata nel suo nido, tremolante e impaurita, forse anche disgustata…


la meglio gioventù

Il prossimo post con consigli vacanzierculturali verrà editato al più presto.

Per il momento vogliate gradire alcune chicche dagli esami di Stato, che ci dimostrano in quali mani è il futuro dell’umanità (fortuna che nel 2036 è previsto il passaggio di tale Apophis, asteroide dei più perniciosi, che dovrebbe distruggere il pianeta…):

1)  “l’adolescienza è un periodo problematico, si formano i testicoli, nascono le polluzioni notturne…”
(me l’ha raccontato un prof che faceva esami in una scuola parificata, di quelle che rilasciano titoli ai desperados…);

2) frase latina “Milites cupidi sanguine ante proelio indutias fecerunt”. Traduzione del latinista in erba: “I soldati, affamati prima della battaglia, si fecero un sanguinaccio”;

3) frase latina “Mutatis mutandis” = “Cambiatevi le mutande!”

4) “Forze, con il trascorrere degli anni, i cardini del pensiero politico di Mazzini verranno seguiti e ci sarà una Repubblica basata sull’ideologia del patriota italiano,ma fino ad all’ora (sic!),il pensiero mazziniano rimarrà soltanto un sogno utopico” (me lo riporta una cara amica, prof di italiano);

5) “poi c’è la migrazione di chi lascia la madre-terra per vivere altrove: una volta questa qualità era degli uccelli ora è degli uomini” (medesima fonte).

APOPHIS, SBRIGATI…


W la scuola!

Le recenti vacanze sono state un ottimo pretesto per mettere un po’ in ordine, tra le altre cose, il mio pensiero pedagogico e didattico. (more…)


lecturae Dantis…

Con riguardo agli esami di maturità in corso di svolgimento, leggo su Repubblica.it che:

“Argomento di Letteratura sarebbe l’undicesimo canto del Paradiso (versi 43-86), in cui San Tommaso narra a Dante la vita di San Francesco. In particolare, la traccia chiede al candidato di individuare nei versi le tre parti della ricostruzione dell’evento: l’ambiente geografico, la scena iniziale della dedizione di Francesco alla vita religiosa e l’effetto di trascinamento sugli altri. È richiesta, poi, una parafrasi distinta delle tre parti in non più di venti righe complessive.”
La tentazione è quella di pensare che, viste talune figure barbine in taluni reality autunnali, il Ministero abbia voluto restituire a Dante un minimo della sua dignità, dimostrando che non tutti i giovani d’oggi lo considerano un capo indiano.

Dante è sempre stato uno dei miei miti. Anche ai miei tempi una delle tracce d’esame lo riguardava, ed è stato facile ritrovarla su Internet:

“Traendo spunto da un canto del Paradiso che è stato oggetto di lettura e di particolare approfondimento personale il candidato sviluppi i seguenti argomenti:

1) I presupposti religiosi della poesia dantesca.

2) L’impegno etico -politico di Dante.

3) Lo stile del Paradiso tra l’impossibilità di esprimere l’ineffabile e l’esigenza di aderire al linguaggio concreto dell’esperienza umana.”

Molti lo ritennero un errore ministeriale… Quale canto esprime contemporaneamente tutte e tre le tematiche in oggetto?

Ad ogni buon conto, il vostro blogger preferito il tema lo fece sulla traccia d’indirizzo, commentare una citazione di Epicuro sulla figura dello scienziato.


Proponiamolo a Mussi!

Nei giorni scorsi sono passato per diletto personale dal sito del Ministero dell’Università e della Ricerca scientifica e tecnologica. Ho letto un po’ velocemente le nuove denominazioni delle classi delle lauree di primo livello e delle lauree specialistiche, ora dette magistrali.

Positivo il fatto che l’elenco delle classi, in passato davvero eccessivo, sia adesso più breve.

Ma non riesco a capire, per un mio limite, per quale motivo debbano essere mantenute differenziazioni e sfumature non proprio indispensabili.

Tra le lauree di primo livello si fa distinzione tra “Lingue e culture moderne” e “Mediazione linguistica”. Ammettiamolo, c’è una diversità d’impostazione, le lauree della prima sono più orientate alle letterature e allo studio teorico, le seconde sono più applicative.

Rimane un discrimine, che non capisco, tra “Scienze politiche e delle relazioni internazionali” e “Scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo, la pace” (cosa impedisce ai laureati dell’una di invadere gli ambiti dell’altra? Non se ne potrebbe creare una sola in “Scienze politiche, delle Relazioni internazionali, della cooperazione”?). 

Tra le magistrali (ex specialistiche), una mi ha colpito per la denominazione: “Modellistica matematico – fisica per l’ingegneria”.

Quanto alle sfumature di cui sopra, mi sono anche chiesto:

  • §        Dove finisce l’ambito di studio delle lauree magistrali in “Scienze pedagogiche” e dove comincia quello delle lauree in “Programmazione e gestione dei servizi educativi”?
  • §        Dove finisce il campo d’indagine di “Architettura del paesaggio” e dove comincia quello di “Pianificazione territoriale, urbanistica e ambientale”?
  • §        A che serve una classe specifica in “E – learning e Media education”?
  • §        E una in “Teorie della comunicazione”? quali lauree dovrebbero essere così astratte da staccarsi da “Comunicazione pubblica, d’impresa e pubblicità” per confluire in essa?
  • §        Perché, piuttosto, non crearne una in “Comunicazione di massa”, ancora più specifica di “Spettacolo e produzione multimediale”?

 

Potreste rispondermi che andrebbe letto il bando integrale con cui tali classi sono state definite, dove si riflette sulla specificità d’indirizzo e sugli obiettivi formativi. E sia.

Ma chi ci garantisce che una laurea aperta da un’università seria in una classe ritenuta ad ampio raggio non sia comunque impostata meglio di un’altra, che formalmente appartiene a classe più specifica? E che una laurea magistrale che si vende come quanto di più specifico esista per un determinato ambito non sia in realtà più generica del dovuto?

Un’ultima riflessione. È stata mantenuta una classe delle lauree magistrali in “Lingue moderne per la Comunicazione internazionale e la cooperazione” (LM 38), in luogo della preesistente “Lingue per la Comunicazione internazionale” (all’epoca 43/S).

Evidentemente si è ritenuto necessario differenziare il campo d’indagine di queste lauree e gli obiettivi professionali da quelli delle classi “Lingue e letterature moderne europee ed americane”, “Lingue e letterature dell’Africa e dell’Asia”, “Relazioni internazionali”, “Comunicazione pubblica, d’impresa e della pubblicità” o “Scienze dell’interpretariato e della mediazione linguistica”.

Ma questo si riduce in una penalizzazione molto pesante, perché i laureati della LM 38 (ex 43/S), proprio per la peculiarità della loro classe di “afferenza” (prima e ultima volta che uso tale balordo termine, promesso), non possono accedere a nessuna cattedra di insegnamento, né fare concorsi di alcun tipo, nemmeno quello diplomatico, che pure è aperto a un numero discreto di lauree.

Se proprio dev’esser fatto un discrimine tra titoli, che questo non si ritorca anche sulla spendibilità lavorativa!


Che ve ne farete del latinorum?

Pare che la pronuncia del latino che ci hanno fatto studiare a scuola, la cosiddetta pronuncia “cattolica” sia erronea, per tutta una serie di motivi. Per esempio non era possibile, anche a rigor di logica, che parole come dux, ducis avessero la c velare al nominativo e palatale al genitivo. Non si pronunciava dux, ducis, ma dux dukis. Perplessità ci sono anche sul famoso dittongo -ae e su altre strutture. Tale sarebbe la cd pronuncia “skientifica“. Altri affermano salomonicamente che tanto la pronuncia effettiva degli antichi romani non la conosceremo mai lo stesso (so di gente che è stata umiliata anche in sede universitaria per aver usato la skientifica).
Chi scrive è uscito dal classico oltre undici anni fa e si tira indietro. I latinisti in ascolto, invece, cosa ne pensano?

tre modeste proposte

 Utilizzo questo post per formulare tre proposte ai sigg. ministri della Pubblica Istruzione e dell’Università:

  

  1. all’onorevole Mussi, responsabile del Dicastero dell’Università e della Ricerca scientifica e tecnologica vorrei chiedere per quale motivo non viene abolito il divieto di contemporanea iscrizione; è scontato il rispetto delle propedeuticità tra primo e secondo livello, ma per quale motivo, ad esempio, un ragazzo che voglia specializzarsi dopo la laurea deve necessariamente scegliere tra Dottorato e Scuola di abilitazione all’insegnamento? Per quale motivo un ragazzo appena uscito dalle superiori non può iscriversi contemporaneamente a Lettere e a Giurisprudenza, per poter tastare in modo consapevole quale dei due corsi gli è più vicino?
  2. all’onorevole Fioroni, rsponsabile del Dicastero della Pubblica Istruzione, vorrei chiedere per quale motivo non si introduce nella secondaria superiore lo studio delle lingue orientali. Ci pensate con quale forma mentis uscirebbe un ragazzo del liceo linguistico che avesse studiato per cinque anni, inglese, spagnolo e, ad esempio, cinese? Sarebbe senz’altro in  grado di decodificare la complessa società della globalizzazione con maggiore elasticità mentale! 
  3.  ancora al minstro Fioroni vorrei proporre di ridistribuire le ore di Storia dell’arte al Classico (o a quello che ne rimarrà dopo le riforme), facendo due ore al primo anno e una nei successivi. Questo consentirebbe ai professori di Storia dell’arte di trattare i medesimi periodi storici che i ragazzi studiano in Italiano, Storia e Filosofia! (Oddio, si potrebbe pure cominciare la storia dell’arte  in quinto ginnasio…) 

orrore!

Ricordate quei 30.000 professori di religione che il vecchio ministro Moratti aveva messo in regola senza che, in tutta schiettezza, se ne sentisse l’imminente bisogno?

Ebbene, so da fonte certa che i medesimi potranno chiedere anke il cambio di ruolo e andare a insegnare a tempo indeterminato Storia e Filosofia alla faccia dei laureati in Storia, Filosofia e simili che magari avevano fatto anche la scuola di abilitazione all’insegnamento!


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