Posts tagged “Stanley Kubrik

spicchi d’arte tra baffi di storia (95)

  • Aggiornamento 13 giugno: interpellato da Vladimir Luxuria sulla possibilità di una piazza Carrà anche a Roma, il sindaco della Capitale, Roberto Gualtieri, ha risposto “ci stiamo pensando”. Purtroppo, oltre alla politica, in queste cose è lenta anche l’italica burocrazia: affinché una piazza o una via possa essere dedicata ad una persona nota devono decorrere almeno dieci anni… 
  • Dove c’era l’erb… pardon, dove c’è sempre stata Plaza del Olivo, con tanto di ulivo secolare al centro, nascerà “Plaza Raffaella Carrà”. Nascerà a Madrid, come anticipavamo l’anno scorso, tra i quartieri di Malasaña e Chueca (quartiere gay di Madrid), tra calle Fuencarral e calle Augusto Figueroa.  L’inaugurazione avverrà mercoledí 6 luglio, contestualmente ai festeggiamenti del Pride.
  • Alessandro Giacobbe, amministratore delegato di Academy Two e presidente della società Alesbet, ha scritto al responsabile MiC Dario Franceschini per sensibilizzarlo sul fatto che, a Genova, il Cinema Sivori, la sala piú antica d’Italia, e altre sale storiche della città, “corrono il serio pericolo di interrompere la loro attività, così come centinaia di altre sale cinematografiche italiane gestite da piccole aziende italiane che costituiscono una rete garante della diversità e molteplicità dell’offerta culturale“. Il Sivori “nel 1896 proiettò le prime immagini in movimento dei fratelli Lumière e da allora è rimasto fedele alla sua missione di divulgazione della settima arte, oltre ad essere noto alle cronache perché sede, nel 1892, dell’assemblea costituente il Partito Socialista Italiano” ricorda Giacobbe; in Italia “quasi mille cinema sono sale di città e di provincia che si stanno battendo per sopravvivere, gestite in buona parte da esercenti che sono operatori culturali e organizzano incontri, rassegne, dibattiti, collaborazioni con le scuole, attenti all’adeguamento strutturale e tecnologico per stare al passo con le esigenze degli spettatori“. Adesso gli esercenti “hanno necessità di riabituare il pubblico alla frequentazione con film prodotti per la sala ed in esclusiva di sfruttamento per un periodo adeguato che non potrà mai essere oggetto di un accordo tra attori della filiera divisi da esigenze che poco attengono alla sfera socio culturale alla quale il suo ministero – sottolinea ancora – dovrebbe far riferimento, intervenendo in autonomia con una normativa ragionevole che fissi l’intervallo tra l’uscita in sala ed i successivi sfruttamenti in 180 giorni almeno per un periodo transitorio post emergenza (pur con alcune ragionevoli eccezioni)“.
  • ‘Margherita. La voce delle stelle’ è il documentario che Rai 3 sta preparando in occasione del centesimo anniversario di Margherita Hack. Coproduzione Rai Documentari e Minerva Pictures Group, il documentario è girato a Firenze, al Teatro Puccini ed al Museo Galileo, e raccoglie testimonianze, tra le altre, di Stefano Sandrelli, autore e astrofisico, e di Gabriella Greison, fisica, scrittrice e drammaturga. Un racconto impreziosito, oltre che dalle testimonianze, da molto materiale inedito, registrazioni originali sinora inedite conservate da Federico Taddia, autore del documentario insieme con Laura Allievi e Samuele Rossi, che ne firma la regia.
  • Avrà la firma del Maestro Marco Tutino, invece, l’opera lirica ‘Falcone e Borsellino. L’eredità dei giusti’, dedicata ai due magistrati uccisi dalla mafia, nell’anno del trentesimo anniversario. Debutterà il 19 luglio al Teatro di Verdura, da sempre utilizzato per le rappresentazioni estive del Teatro Massimo di Palermo.
  • La città di Torino celebra invece Erminio Macario, attore comico e uomo di teatro, a centovent’anni dalla nascita. L’associazione Linguadoc, sostenuta dal Consiglio regionale del Piemonte, ha organizzato un ricco programma d’eventi, tra cui, venerdí 17, al teatro Gobetti, la serata-evento ‘Ciak si gira, La Mole di Macario’. Sul palcoscenico dei ricordi ci saranno Margherita Fumero, Arturo Brachetti, Valerio Liboni, Bruno Quaranta, Franco Barbero, Danilo Bruni. 
  • Con riguardo al primo film diretto da Stanley Kubrick, ‘Fear and Desire’, la Biennale.org ci racconta quanto segue: (more…)

a volte ritornano (27)

  • aggiornamenti 5 ottobre:
    • sarà messo in vendita l’11 dicembre, in sole mille copie, un cofanetto musicale in ricordo di Michael Jackson e del film documentario ‘This Is It’, uscito proprio dieci anni fa, pochi mesi dopo la sua morte. ‘This Is It’, il documentario musicale con il maggior incasso di tutti i tempi, fu realizzato utilizzando il materiale girato nei giorni immediatamente precedenti l’omonimo spettacolo in programma a Londra a luglio 2009. Il cofanetto musicale comprenderà quattro Lp in vinile blu traslucido, un Blu-Ray del film in 3D, un libro di sessanta pagine e un biglietto per il concerto che non si svolge mai del 24 luglio del 2009 a Londra.
    • Adrian’ tornerà sugli schermi di Mediaset. Trasformato in ‘Adriano’ ma tornerà. È notizia di queste ore la decisione delle alte sfere del Biscione di riproporre lo spettacolo di Adriano Celentano, stavolta in modalità one man show, con ospiti. A seguire, la serie a cartoni animati.
    • In attesa delle comunicazioni ufficiali riguardo Mediaset, è stato annunciato ufficialmente che Netflix sarà su Sky, su Sky Q per la precisione. Il tutto in un’ottica di aggregazione, che possa consentire di fruire in un’unica sede e con le stesse modalità di contenuti d’intrattenimento quali serie televisive, spettacoli, film.
  • Si terrà oggi, 4 ottobre 2019, in piazza Malpighi, a Bologna, il “radio-concerto” ‘A tu per tu con Mariele’. Come si ricorderà, Mariele Ventre è stata la direttrice storica del piccolo Coro dell’Antoniano, anima dello Zecchino d’Oro, e quest’iniziativa, nel commemorarla, intende contestualmente avviare una raccolta fondi per la Basilica di san Francesco. I brani di repertorio saranno interpretati dal coro “Vecchioni di Mariele”, formato da una trentina di “ex bambini” suoi discepoli; le canzoni saranno intervallate da Mariele stessa, la cui voce (more…)

spicchi d’arte tra baffi di storia (57)

  • La stagione 20192020 del Teatro alla Scala comincerà con la ‘Tosca’ di Giacomo Puccini, interpretata da Anna Netrebko e diretta da Riccardo Chailly. Sarà il primo dei quindici titoli d’opera che, con sette spettacoli di balletto, caratterizzeranno il prossimo cartellone scaligero, nel quale figurano anche ‘il Trovatore’, ‘Tannhauser’, ‘Salomè’ diretta da Chailly, ‘Un ballo in maschera’ diretto da Gabriele Salvatores, con costumi di Dolce & Gabbana e Zubin Mehta a dirigere l’orchestra. Quanto a Tersicore, sono in programma ‘Romeo et Juliette’ di Gounod, ‘Il turco in Italia’ e ‘Il viaggio a Reims’, ‘Pelléas et Mélisande’ di Debussy, ‘L’amore dei tre re’ di Montemezzi, ‘Fedora’ di Giordano’, ‘Semele’ di Haendel, un Dittico contemporaneo e la ‘Gioconda’ di Ponchielli. Si dovrebbe parlare di tutto questo, un po’ anche approvare il bilancio, nel consiglio d’amministrazione della Scala, fissato al 29 aprile.
  • Ron Howard, invece, si occupa di Pavarotti, in un film biografico (suole usare il termine ‘biopic’) che nasce come una coproduzione tra Gran Bretagna e Stati Uniti, è stato finanziato interamente da Polygram Entertainment della Universal Music e Decca Records, casa discografica del tenore, e sarà nelle sale il 7 giugno, distribuito da Cbs Films. In Italia i diritti sono stati acquistati da TimVision e Wildside. Il titolo? ‘Pavarotti – Genius is forever’!
  • Un altro biopic, se cosí li si vuol chiamare, sarà invece dedicato a Robert Johnson. Ci risulta da attendibile fonte che il Johnson, prima di diventare il miglior blues man di tutti i tempi, non volasse particolarmente alto. Divenne bravissimo in un lasso di tempo esiguo e questo diede adito a speculazioni interessanti, tra cui quelle che avesse fatto uso di riti voodoo o che avesse venduto l’anima al Diavolo. (more…)

2001 a space odyssey: 1968 – 2018

In my humble opinion,
it represents the continuous dialogue
between Finite and Infinite,
Relative and Absolute…

2001 a space odissey

2001 a space odissey


il canto del cigno

Era convinzione degli antichi che i cigni cantassero con voce aggraziata e che, in punto di morte, eseguissero un ultimo canto, dall’inesprimibile bellezza.

Era convinzione erronea perché i cigni non solo non cantano ma pare abbiano anche una voce alquanto sgraziata, un verso simile a quello delle oche, per intenderci.

È però rimasta la locuzione “il canto del cigno” per esprimere il senso di un qualcosa di particolarmente alto, che suggella l’uscita di scena di un divo, un artista, un’esperienza (in questo blog si è a suo tempo affermato che “Eyes wide shut” fu il canto del cigno di Stanley Kubrik perché sua ultima, grande opera prima della morte).

Il brutto anatroccolo dell’omonima favola di Andersen scopre alla fine delle sue peripezie di essere un cigno e “Il cigno nero”, vincitore di un premio Oscar, è in questo periodo nelle sale (trailer alla fine del post). (more…)


Eyes wide shut

Il 17 febbraio di ogni anno ricorre la Festa del Gatto (su Corriere.it una bellissima photogallery).

Non ricordo di avere mai posseduto un gatto, ma ne aveva uno bellissimo una cara amica delle superiori e un’altro, forse ancor più bello, lo possedeva una mia vecchia padrona di casa.

Si chiamavano, rispettivamente, Bush e Nuvola.

Vuole un’antica tradizione che i gatti siano nati perché Noè, esasperato dai topi che infestavano l’Arca e divoravano le provviste, avrebbe chiesto aiuto al Signore e Quegli avrebbe creato il grazioso felino facendolo nascere, pensate un po’, dallo starnuto del leone!

Maometto amava a tal punto il suo Mustafà che una volta, pur di non svegliarlo, si fece tagliare la manica del vestito sulla quale l’animale si era addormentato.

Qualcuno potrebbe sospettare che stia parlando di gatti con l’intento di trattare per l’ennesima volta la mostruosa gaffe di Beppe Bigazzi, il cui stile è già stato stigmatizzato in altra sede.

Non è così, se non altro perché ormai è storia vecchia, ed è inutile piangere sul gatto cucinat.. ehm, volevo dire… sul consiglio scellerato.

D’altra parte la scorsa settimana è stata ben ricca di cadute di stile.

Quelle sanremesi per esempio, fatta salva la fondamentale bontà del prodotto.

Qualche cartone, un po’ birichino…

Una perfino di Stanley Kubrik, il cui “Eyes wide shut” è andato in onda su Canale 5 sabato.

Canto del cigno del geniale regista, Eyes wide shut è un film colto e raffinato, pieno di citazioni. Che sia poi non perfettamente riuscito è questione non risolvibile in questo post.

C’è un particolare, però, che trovo decisamente ingenuo, il classico “straccio in salotto”.

Perché il dottor Harford, al rientro dalle sue notti bianche non proprio dostoevskiane, apre il frigorifero e si gusta una banalissima bibita in lattina?

Escluderei il product placement, la marca non è visibile.

Forse solo un tratto in più, che sottolinea la fondamentale mediocrità dell’uomo, primo di ideali particolarmente alti…


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