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Turing and the Imitation Game

Once out of the theater, everyone should hope that ‘The Imitation Game‘ get the nominations for two Oscars at least: Best Editing and Best Actor in a leading role. (To be honest, I hope the same for Eddie Redmayne and ‘The Theory of Everything’…).
Benedict Cumberbatch has been wonderful in replicating the complex and fragile personality  of Alan Turing, the mathematical genius who made  the United Kingdom win the Second World War interpreting the secret German messages.
(And his story was beautifully told in the film, as regards film categories).

A very special one, unlucky in feelings and social relationships, hated for his intelligence and for being Jew, Turing grew as a solitary genius, interested in mathematics, logics and cryptography. He dealt with his passions with his best friend, Christopher, who was going to become the most important love of his life, if an illness would have not killed him too early.
Una volta uscito dalla sala, chiunque dovrebbe sperare che ‘The Imitation Game‘ ottenga almeno due candidature agli Oscar: Miglior Montaggio e Miglior attore protagonista (ad essere sincero, spero lo stesso per Eddie Redmayne e ‘la Teoria del Tutto’…). Benedict Cumberbatch è stato meraviglioso nel riprodurre la personalità complessa e fragile di Turing, il genio della matematica che fece vincere la Seconda guerra mondiale al Regno Unito interpretando i messaggi tedeschi segreti (e la sua storia è stata meravigliosamente raccontato nel film, per quanto riguarda le categorie cinematografiche).
Tipetto tutto particolare, sfortunato nei sentimenti e nelle relazioni sociali, odiato per la sua intelligenza e per il fatto di essere Ebreo, Turing crebbe come un genio solitario, interessato alla matematica, alla logica e alla crittografia. Si occupò delle sue passioni con il suo migliore amico, Christopher, che sarebbe stato il piú importante amore della sua vita se una malattia non lo avesse ucciso troppo presto.

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cosa ci riserva il 2015 (2)

Il 2015, con buona pace di alcuni professori che vanno in televisione, è l’anno della Capra, segno orientale caratterizzato da istinto, creatività, inventiva, mitezza ma anche pessimismo.

Quanto agli appuntamenti cinematografici, si sono già ricordati quelli internazionali e si tratterà di quelli italiani (proprio oggi, per inciso, esce ‘Si accettano miracoli‘, con Alessandro Siani).

Quanto agli appuntamenti non esclusivamente cinematografici e alle ricorrenze d’ogni tipo, nel 2015: (more…)


Go, Samantha! Go!

Samantha Cristoforetti


Europa Europa (2)

Rai 1 manda in onda questa sera il film tv ‘Un mondo nuovo‘, di Alberto Negrin, prodotto da Palomar per Rai Fiction, con Vinicio Marchioni e Isabella Ragonese. È la storia vera del gruppo di giovani antifascisti (Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Ursula Hirshmann, Eugenio Colorni e Ada Rossi) che, confinati a Ventotene dalla dittatura fascista, redassero il Manifesto di Ventotene, l’anelito ad un’Europa democratica e federale che costituí la prima pietra di quella che sarebbe poi stata l’Unione Europea.

Il film è stato proiettato in anteprima al Parlamento Europeo, alla presenza di Negrin, Marchioni, Ragonese e di Renata, la figlia di Eugenio Colorni; Silvia Costa, Presidente della Commissione Cultura, ha dichiarato:

“Abbiamo fortemente voluto questa fiction. Sappiamo che i media e in particolare i servizi pubblici svolgono un ruolo cruciale per la conoscenza e la comunicazione del progetto europeo e sono fondamentali per avvicinare i cittadini alla UE, anche attraverso la conoscenza di passaggi storici e protagonisti così importanti come Spinelli”.

Il film, comunque, è solo l’ultimo dei momenti di riflessione che la Rai ha dedicato all’Europa durante la settimana che si conclude; l’idea di Europa può essere esplorata nelle sue radici mitologiche, storiche, geopolitiche e si vuol ricordare, in questa sede, lo sforzo di Rai Cultura, che ha organizzato all’Auditorium di Roma le seguenti conferenze:

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November 9, 1989: the Fall of the Berlin Wall

Berlin Wall, a motto
Berlin Wall, a motto

Many small people who,

in many small places do many small things that can alter the face of the world

Molte piccole persone

che in molti piccoli posti fanno molte piccole cose che possono cambiare il volto del mondo


la triste passeggiata di Francesco Ferdinando

Era il 28 giugno 1914. L’arciduca Francesco Ferdinando se ne andava bel bello in automobile insieme alla consorte Sofia quando tale Gavrilo Princip, membro del gruppo Mlada Bosna, esplodeva due colpi d’arma da fuoco contro i due, causandone la subitanea scomparsa e l’inizio della prima guerra mondiale (sicuramente mera scintilla di un incendio che, a livello internazionale, si preparava da tempo). Un altro 28 di giugno, nel 1919, segnò invece la fine ufficiale della guerra, con il trattato di Versailles. La Rai, Radio televisione italiana, non poteva rimanere insensibile ad una ricorrenza cosí importante e ha destinato buona parte della programmazione di oggi proprio a questo; dopo le due immagini, che raffigurano l’attentato e l’arresto del giovane serbo, il comunicato stampa ufficiale.

attentato di sarajevo francesco ferdinando sofiasarajevo gavrilo princip

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Umberto Zanotti Bianco, il docufilm

Umberto Zanotti Bianco, figura tra le piú interessanti del Novecento, è stato raccontato in un docufilm prodotto dall’Art Production, ‘Rovine e bellezze – il Mezzogiorno – L’Italia di Umberto Zanotti Bianco‘. Questo blog si è già occupato di Zanotti Bianco, noto anche come “apostolo laico” e “u signurinu”, senatore a vita per nomina di Einaudi, en passant, nell’ambito di una proposta toponomastica ma ricordarne gli innumerevoli meriti è impresa non da poco:

  • s’interessò in modo viscerale alla scuola e all’istruzione in Calabria, ritenendo l’educazione un passaggio indispensabile del riscatto del territorio, dopo il terribile terremoto del 1908 che aveva distrutto la città di Reggio e buona parte della provincia, con particolare riguardo all’edilizia scolastica;

  • fondò l’Animi (Associazione nazionale per gli interessi del Mezzogiorno);

  • fondò Italia Nostra (associazione nazionale per la tutela del patrimonio artistico e naturale della Nazione);

  • fu presidente della Croce Rossa Italiana;

  • si distinse con eroismo durante la seconda guerra mondiale.

Il docufilm ha raccolto fotografie, documenti d’epoca, contributi e interviste, perfino un’intervista virtuale a Zanotti medesimo.


Foibe, il giorno del ricordo in tv (2014)

Oggi si celebra il Giorno del Ricordo dei martiri delle Foibe, gli italiani perseguitati dalla dittatura del maresciallo Tito, molti dei quali fucilati e lasciati cadere nelle tipiche insenature carsiche dette, appunto, “foibe”.

La Rai ricorda questa importante ricorrenza con la sua programmazione; oltre alla copertura di Rai News, dei telegiornali e delle rubriche come ‘Unomattina’ o ‘I fatti vostri’, gli appuntamenti piú interessanti sembrano essere i seguenti:

  • lo spettacolo di Simone Cristicchi ‘Magazzino 18‘, recitato e cantato insieme all’Orchestra sinfonica e al Coro dei bambini del Friuli Venezia Giulia (Rai 1, all’interno della consueta puntata di ‘Porta a porta’);

  • la fiction ‘Il cuore nel pozzo’, con Beppe Fiorello, Antonia Liskova e Leo Gullotta (Rai 2 alle 01.40);

  • la puntata speciale di ‘Correva l’anno – Speciale Foibe’ (Rai 3 alle 12.55);

  • il documentario ‘Trieste la contesa‘, di Elisabetta Sgarbi (Rai 5, alle 16,15;

  • lo speciale Tg2 dal titolo ‘Orrore dimenticato’, nell’ambito della trasmissione ‘Mille papaveri rossi’, (Rai Storia, 15.30) 

I radiogiornali, da par loro, prestano attenzione alla ricorrenza nell’ambito delle principali edizioni del Gr1, Gr2, Gr3; da segnalare Radio1, che se ne occuperà nell’ambito delle rubriche d’approfondimento ‘Prima di tutto’ (dalle 6.00 ), ‘Start’ (10.30), ‘Baobab’ (15.40) e ‘Zapping 2.0‘ (19:40).


Aspettando la Giornata della Memoria: documentario di Hitchcock su Auschwitz

La Giornata della Memoria 2014 avrà luogo, come ogni anno, il 27 gennaio e, proprio in queste ore, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri presenta gli eventi patrocinati dal Comitato di coordinamento per le celebrazioni in ricordo della Shoah.

È di questi giorni, inoltre, la notizia del restauro della versione integrale del documentario che Alfred Hitchcock girò ad Auschwitz e a Dachau nel 1945 per conto delle autorità britanniche.

Si intitola ‘Memory of the camps’ e torna oggi all’attenzione dei piú dopo oltre sessant’anni grazie all’Imperial War Museum di Londra; Alfred Hitchcock vi collaborò utilizzando filmati originali, alcuni registrati anche da militari all’apertura dei cancelli di Bergen-Belsen nel 1945 (la Seconda guerra mondiale, comunque, fu raccontata anche da altri registi, quali Frank Capra, John Ford e John Houston).

In precedenza era stato presentato in una versione incompleta al Festival di Berlino del 1984 e mandato in onda dalla televisione americana PBS; è stato, inoltre, caricato su YouTube.

I cinquanta minuti del documentario raccontano gli orrori, le sofferenze, le privazioni, gli stenti, le atrocità vissute dai sopravvissuti; immagini talmente forti che Hitchcock stesso dovette allontanarsi dal progetto per una settimana. Secondo i curatori, comunque, ci sono anche immagini positive, di speranza, come quelle dei deportati che stanno per tornare alla vita, si lavano e mettono in ordine le loro cose.

Secondo l’Imperial War Museum, questa versione del documentario, che include le parti non presenti in quello degli anni Ottanta, potrebbe essere pronta per la fine del 2014, in concomitanza con le celebrazioni per i settant’anni dalla liberazione dell’Europa dal nazismo.


gli appuntamenti del 2014

Oltre al sessantesimo compleanno della Rai, il 2014 riserva altri appuntamenti e ricorrenze interessanti.

Tanto per cominciare, questo è l’anno in cui tre cinematografiche bellezze del calibro di Sophia Loren, Brigitte Bardot e Shirley McLane raggiungono l’ottantesimo genetliaco; per la precisione Shirley il 24 aprile, Sophia il 20 settembre, Brigitte il 28 settembre.

Compleanni importanti anche quello dell’Istituto Luce, o Cinecittà Luce, come è stato ribattezzato, che sarà festeggiato da giugno a settembre e quello di Paperino, il papero che ride, che nacque il 9 giugno 1934 (la ricorrenza dei novant’anni dell’Istituto Luce avverrà in contemporanea con una mostra di Marco Bellocchio al MoMA di New York ad aprile).

Nel 2014 arrivano in sala ‘Mia madre’, di Nanni Moretti, ‘The Future Youth – La Giovinezza’, di Paolo Sorrentino, ‘Il racconto dei racconti’, di Matteo Garrone, ‘La prigione di Bobbio’, del detto Bellocchio, ‘Limbo’, di Daniele Vicari, ‘Allacciate le cinture’, di Ferzan Ozpetek, ‘Un ragazzo d’oro’, di Pupi Avati, ‘Fathers and Daughters’ di Gabriele Muccino, ‘Il ragazzo invisibile’ di Gabriele Salvatores, ‘Sotto una buona stella’, di Carlo Verdone. Già in sala ‘Un boss in salotto‘ e  ‘Capitan Harlock  3D‘, pronti a uscire ‘The Butler’,’American Hustel’ e ‘Il castello magico’, per poi cedere la scena ai sequel di ‘Planes e ‘Rio, a una riproposizione di Tarzan e a ‘S’alza il vento‘, di Miyazaki. Già trattato ‘Peppa Pig, vacanze al sole e altre storie‘.

Befana tra le piú singolari, Greta Garbo torna al cinema con ‘Ninotchka’, di Ernst Lubitsch, soltanto il 6.

Il cinema americano ci regalerà anche ‘Lego. Il film‘, ‘Robocop’, ‘Pompei, ‘Un giorno come tanti’ di Jason Reitman, ‘Monuments Men’, di George Clooney, ‘The winter solide’, ‘The Amazing Spider-Man 2′, ‘X-Men’, ‘Age of Extinction’, ‘Revolution’ e ‘Jupiter Ascending’ dei fratelli Wachowski, The Wolf of Wall Street’ di Scorsese con DiCaprio, ‘The Counselor – Il procuratore’ di Ridley Scott, ‘Dallas Buyers Club’ Jean-Marc Vallée e ’12 anni schiavo’, di Steve McQueen.

È bello ricordare, inoltre, che il Capodanno i cinefili stelle e strisce lo hanno festeggiato vedendo l’italianissimo ‘La migliore offerta‘, appena arrivato nelle loro sale e che Paolo Sorrentino corre il rischio di vincere l’Oscar con ‘La grande Bellezza‘.

In televisione, ci aspetta di sicuro una buona edizione del festival di Sanremo, capitanato anche quest’anno da Fabio Fazio e Luciana Littizzetto; (more…)


fucilate

Ha generato istintivo e immediato disgusto il video-testamento di Priebke:

Noi dovevamo fucilare, altrimenti saremmo stati fucilati!”

Nel momento in cui si fossero ribellati, chi li avrebbe fucilati?

Anche ammesso, nel momento in cui si fossero rifiutati e ribellati tutti,

a tutti i livelli,

come avrebbe fatto Hitler, da solo, a fucilare un intero esercito?

Su questo treno c'erano i deportati del 16 ottobre


geometria politica

CIÒ CHE È VERTICALE VALORIZZA IL MERITO

MA PUÒ PORTARE ALLA TIRANNIDE.

CIÒ CHE È ORIZZONTALE VALORIZZA L’UGUAGLIANZA

MA PUÒ CADERE NEL DISORDINE.


Lincoln

Lincoln’ è un film tecnicamente perfetto: scritto bene, realizzato bene, interpretato bene.

Dimostra attenzione ai dettagli, alle ricostruzioni, al lessico, alle atmosfere, a quei particolari apparentemente secondari che si possono intravedere solo prestando la dovuta attenzione ai gesti che chi recita fa davanti al magico specchio della cinepresa.

È  rigoroso come un documentario, per Giove! Come ai tempi di ‘Schindler’s List, il grande Spielberg si è dimostrato maestro nel fondere arte e precisione.

La figura di Abraham Lincoln, fatta magnificamente rivivere da Daniel Day Lewis, d’altra parte, giganteggia nella storia universale e in quella americana per dei meriti che mai potranno essere cancellati e ai quali il cinema di Spielberg ha riconosciuto giusto tributo.

Lincoln’ is a technically perfect film: well written, well done and well performed.

It demonstrates attention to the details, to the reconstructions, to the lexicon, to the atmospheres, to those apparently secondary particulars which you can observe only finding the right attention to the gestures made by the players in front of the magic mirror of a cine camera.

It is rigorous as  a documentary, by Jove! As at the times of ‘Schindler’s List‘, the big Spielberg has confirmed to be a Master in mixing the art with the precision.

The figure of Abraham Lincoln, made magnificently re-live by Daniel Day Lewis, looms up, on the other hand, in the universal and in the American history for some merits that never will be deleted and that Spielberg’s cinema has correctly awarded.

 


giornata della Memoria 2013

Aggiornamento 19 dicembre 2015: Adolf Hitler aveva davvero un solo testicolo. Lo storico tedesco Peter Fleischman, docente presso l’Università di Erlangen-Norimberga ha esaminato una cartella medica che si riteneva perduta e ha verificato quella che sembrava quasi una leggenda metropolitana. Il documento si riferisce alla visita medica alla quale venne sottoposto Hitler nel 1923, dopo l’arresto seguito al fallito Putsch di Monaco e indica che il futuro Führer del nazismo era affetto da “criptorchidismo destro”, mancata discesa del testicolo destro. (Fonte: Adnkronos)

Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria dedicata a tutte le vittime della Shoah, la vergogna forse piú atroce della storia (le truppe sovietiche entrarono ad Auschwitz il 27 gennaio 1945). 
I mezzi di comunicazione di massa esprimono sensibilità verso l’argomento e si vuol rendere conto, in quest’articolo, di alcune delle iniziative.

  • Il cinema ha annunciato per il prossimo 10 aprile l’uscita in Blu – Ray di ‘Schindler’s List’, il film in bianco e nero di Steven Spielberg dedicato a Oskar Schindler, l’uomo che salvò piú di mille ebrei dallo sterminio (premiata con sette Oscar, la pellicola compie peraltro vent’anni proprio nel 2013).

Ecco, invece, quanto attiene al piccolo schermo:

  • Rai 1 ripropone ‘La vita è bella’ di Benigni, che va anche, per la prima volta, in HD sul canale 501;
  • Rai 3 ha proposto ieri in seconda serata il film in prima tv La pianista bambina (Ita, 2011) di Flaminia Lubin;
  • Rai Storia ospita uno speciale sulla Giornata della Memoria, mentre ‘Dixit Guerre Shoah’ si occupa della pianista Theresienstadt, nata in un campo di concentramento;
  • Rai 5 manda in onda il documentario ‘Segni di pace ad Auschwitz in un giorno di sole’;
  • Rai Premium venerdí e sabato ha trasmesso la miniserie ‘Perlasca – Un eroe italiano, coproduzione internazionale dedicata al commerciante Giorgio Perlasca che, pur fascista, riuscí a salvare molti ebrei ungheresi dal lager;
  • Rai Movie ospita, a partire dalle 6.30, 
    • un documentario su Primo Levi; 
    • ‘Il cielo cade’, con Isabella Rossellini;
    • ‘Cabaret’, film musicale con Liza Minnelli, su una cantante testimone dell’ascesa del Nazismo;
    • ‘Arrivederci, ragazzi’ di Louis Malle;
    • ‘Hotel Meina’;
    • ‘Il Generale della Rovere’ (una fiction);
    • ‘Il diario di Anna Frank’ (ultimo remake);
    • ‘Amen’, di Costantin Costa-Gavras, con Matthieu Kassovitz
    • ‘La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler’, con Bruno Ganz nel ruolo del Führer dall’unico testicolo (secondo una leggenda l’altro gliel’aveva mangiato un caprone a nove anni); 
    •  ‘Mr. Klein’, film thriller.
  • Canale 5 ha trasmesso ieri in seconda serata il film ‘Il giorno della Shoah’ di Pasquale Squitieri con Giorgio Albertazzi, Claudia Cardinale, Marino Masei, Tony Kendall e manderà in onda martedí 29 il film tv “Fuga per la libertà – l’aviatore“, interpretato da Sergio Castellitto;
  • Rete 4 propone 
    • alle 15.30 la fiction ‘Mafalda di Savoia – Il coraggio di una principessa’ e, 
    • in seconda serata, ‘Jacob il Bugiardo’, di Henri Kassovitz, con Robin Williams. 
  • Iris manda in onda 
    • alle 21.05 Schindler’s List – La lista di Schindler, (vedi sopra) e, 
    • a seguire, ‘Senza destino’, il film ungherese che racconta la vita di un quattordicenne ad Auschwitz (tratto dal libro di Imre Kertész).
  • La 7 trasmette 
    • alle 21:10 Il concerto, di Radu Mihaileanu, su un direttore d’orchestra licenziato perché non aveva allontanato i musicisti ebrei; 
    • al termine, per ‘La valigia dei sogni’, ‘Agli ordini del Führer e al servizio di sua Maestà’.
  • Sky Cinema 1 dedica la sua prima serata al film ‘La Chiave di Sara’, sul rastrellamento avvenuto il 16 e 17 luglio 1942 in un velodromo francese di oltre tredicimila persone, poi deportate nei campi di concentramento;
  • la prima serata di History Channel ospita invece il documentario ‘Il vangelo di Hitler’, sulle malate elucubrazioni e sulle balordaggini che erano dietro all’ideologia nazista.

la piazza di Rheghion

piazza Italia (piazza Vittorio Emanuele II), Reggio Calabria

Reggio Calabria, in greco  Ρήγιoν, venne fondata nell’VIII secolo avanti Cristo e fu una delle città piú importanti della Magna Grecia.

Una delle piazze piú significative delle sue origini è tornata a nuovo splendore e consente di tuffarsi nelle vestigia originali del periodo greco. In realtà,

“frutto di lunghi anni di intensa attività di ricerca, ciò che è stato rinvenuto è l’intera stratigrafia della città di Reggio dalle sue origini greche fino al periodo precedente il terremoto del 1783, che vide il completo riassetto della pianta urbana della città. I resti del Corso principale della città, percorsi dai re di Napoli, poi delle Due Sicilie, quindi da Giuseppe Garibaldi, sono ancora visibili alla sommità dello scavo”

(il sindaco).

piazza Italia (piazza Vittorio Emanuele II), Reggio Calabria

piazza Italia - Reggio Calabria

Alla domanda se non fosse possibile rendere trasparente tutto il complesso, senza dover scendere dalle apposite scalette,  mi è stato risposto negativamente.

I lavori saranno completati entro l’anno ed è previsto il completamento della pavimentazione.


la Scossa (cinematografica) di Reggio e Messina

Era il 28 dicembre 1908, le 5 del mattino. Mia nonna aveva cinque mesi.

Un tremendo terremoto – maremoto devastava le due città di Reggio Calabria e Messina in modo esiziale, catastrofico. Nei manuali di storia, nei francobolli e nei discorsi da bar è ricordato come ‘terremoto di Messina’ ma tale denominazione è, come intuibile, erronea perché non tiene acconto di quanto avvenne sulla sponda calabrese.

Esce oggi nelle sale di Roma e della Sicilia, dopo il passaggio fuori concorso alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, il film collettivo ‘Scossa’, prima grande ricostruzione cinematografica del sisma, composta a otto mani da Ugo Gregoretti, Carlo Lizzani, Citto Maselli e Nino Russo, autori dei quattro brevi film che compongono l’opera.


eroi ed eroine

Ieri Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente di Mediaset, ha dichiarato che “non ci saranno sconvolgimenti ai vertici” della sua azienda (Andreani è un ottimo presidente e ad, altri professionisti possono aspettare).

Grossi sconvolgimenti furono, invece, quelli del nostro Risorgimento e si ricorderà come, in un vecchio post, ci si chiedesse per quale motivo, nell’anno celebrativo dell’unità nazionale, non fossero in onda fiction a tema, sugli eroi e sulle eroine che hanno permesso all’Italia di essere libera e una.

Pur con ritardo, Rai 1 dedica due serate ad Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva, nota a tutti come Anita Garibaldi, moglie di Giuseppe e di lui fedele compagna anche nella pugna (in realtà tutte le donne del Risorgimento andrebbero riscoperte e approfondite).

Anita è interpretata da Valeria Solarino, essendo Giorgio Pasotti nei panni dell’Eroe dei due mondi.

La Solarino sembra una buona Anita, mediterranea e sanguigna, nata in America latina per una di quelle magiche coincidenze che talvolta capitano nello spettacolo e già interprete di pellicole di sicuro interesse, tra cui ‘Vallanzasca- Gli angeli del male’ e ‘Viola di mare’ (quest’ultimo le valse il premio come migliore attrice femminile al Nice Film Festival).

Si saluta caramente. 


il canto del cigno (2)

Dopo aver discettato, in altra sede, del canto del cigno, è d’uopo un aggiornamento che riguarda il nobile pennuto e la visione che l’imperatore Costantino avrebbe avuto secondo la tradizione alla vigilia della famosa battaglia di Ponte Milvio, contro Massenzio.

Secondo una nuova teoria, accreditata anche da Roberto Giacobbo, l’imperatore guardò sí al cielo, ai tempi piú nitido e scrutabile, ma non vide la croce di Cristo con la scritta IN HOC SIGNO VINCES, bensí qualcos’altro. 

Nella volta celeste, insieme ad altri astri,  la costellazione del Cigno era particolarmente luminosa e, in essa, la croce formata dalle sue stelle:

Sembra comunque che l’imperatore, dopo la stellare visione, abbia davvero sognato il Signore e Questi gli avrebbe chiesto di usare il simbolo della croce nell’imminente battaglia.


spunti di riflessione

“SE INCONTRI UN UOMO DI SINISTRA,

VERIFICA CHE LA SUA NON SIA FALSA UGUAGLIANZA.

SE INCONTRI UN UOMO DI CENTRO,

VERIFICA CHE NON DICA DI CREDERE IN DIO SOL PERCHÉ NON HA ALTRO DI CUI PARLARE.

SE INCONTRI UN UOMO DI DESTRA,

VERIFICA CHE NON CREDA EGLI STESSO D’ESSERE UN DIO.”

l’attore Emanuele Montagna

nell’ambito del convegno

 “1861 – 2011

UNITÀ D’ITALIA

DOPO 150 ANNI

PER RESTARE INSIEME”

Reggio Calabria

18 giugno 2011


dubbio patriottico

Aggiornamento 17 gennaio 2012: Rai 1 dedicherà due serate ad Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva, nota a tutti come Anita Garibaldi, moglie di Giuseppe e di lui fedele compagna anche nella pugna (in realtà tutte le donne del Risorgimento andrebbero riscoperte e approfondite).
Anita è interpretata da Valeria Solarino, essendo Giorgio Pasotti nei panni dell’Eroe dei due mondi.

Si cominciano a delineare le strategie della prossima stagione televisiva ma mi attanaglia un dubbio inquietante su quella appena conclusa:

Perché (Why? Picché?) nel 2011, anno di celebrazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, non una fiction è stata dedicata al nostro Risorgimento?

AGGIORNAMENTO:

in data 12 luglio si è saputo che, forse con l’intento di colmare questa lacuna, Rai 3 manderà in onda in autunno  ‘Noi credevamo’, il film di Mario Martone sul Risorgimento italiano. Doveva andare su Rai 1 in due puntate ma Paolo Ruffini lo ha chiesto al coordinamento del palinsesto.

Martone, che, nel frattempo, è stato scelto come uno dei giurati alla prossima mostra del cinema di Venezia, ha accolto positivamente la notizia.

È inoltre partita una campagna per candidare ‘Noi credevamo‘ agli Oscar, ovviamente in rappresentanza dei nostri colori.


un occhio per leggere, uno per guardare

Il confino ad Auschwitz raccontato dai disegni di un bambino di tredici anni.

Da leggere, da guardare, da meditare.

Th. Geve, Qui non ci sono bambini, Einaudi


il tempio di san Paolo

La scoperta effettuata da un gruppo di sub e da studiosi a 7-8 metri di profondità poco lontano dalla costa reggina

I resti del tempio di San Paolo
nello Stretto di Messina

di GIUSEPPE BALDESSARRO

 

<B>I resti del tempio di San Paolo<br>nello Stretto di Messina</B>Sub al lavoro nel sito archeologico (clicca x altre immagini)

REGGIO CALABRIA – Giacciono nelle acque dello Stretto tra Reggio Calabria e Messina le pietre che ascoltarono la prima predica di San Paolo in Italia. Massi che componevano il santuario di Artemide Fascelide, il cui ritrovamento è stato di recente denunciato alla sovrintendenza ai Beni storici ed archeologici, da un gruppo di sub coadiuvati da appassionati e studiosi della Magna Grecia. Un luogo di culto, posto sul promontorio Artemisio, l’attuale spiaggia di Calamizzi, che rimase celebre fino all’avvento del Cristianesimo e che sprofondò in mare nel ‘500. Un luogo sacro, descritto ancora dalle fonti bizantine fino all’XI secolo.
Secondo documenti del VII-VIII secolo, l’arrivo di San Paolo a Reggio, testimoniato dagli Atti degli Apostoli, avvenne in quel luogo proprio durante le feste in onore di Artemide Fascelide. In quell’occasione l’Apostolo avrebbe chiesto di potere predicare l’evangelo di Cristo agli abitanti. Richiesta esaudita, ma a una condizione: il tempo a disposizione di San Paolo sarebbe stato scandito da una candela posta sopra una colonna rotta del tempio.
Il santo, quindi, avrebbe potuto parlare alla folla solo fino a che la candela non si fosse consumata. Finita la cera però, (more…)


attenti al lupo (di Gubbio)

Ieri, mentre guardavo il film “Chiara e Francesco”, mi sono ricordato di una curiosa informazione elargitami un giorno dal caro Geggione.

Secondo una teoria che Geggione medesimo avrebbe sentito da altra fonte, il cd “lupo di Gubbio” non era un canide che viveva nelle foreste e terrorizzava le locali popolazioni e i relativi armenti, bensì un barbone, una sorta di furfante emarginato che era stato soprannominato “lupo di Gubbio” per il suo stile di vita, di certo poco urbano.

 


garibaldi

Secondo alcune teorie pedagogiche moderne, la storia dovrebbe essere insegnata ai pargoli con espedienti didattici da scuola materna e con tempistiche rallentate.
La mia maestra, invece, la trattava in modo tradizionale, ligia all’assunto secondo il quale “I vecchi sistemi sono sempre i migliori!”
Il prossimo 4 luglio sarà il bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi ed il pensiero corre veloce proprio alla maestra, a quelle pagine di sussidiario e a quei lunghi dettati che la memoria non cancella. (more…)


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