In altra sede, abbiamo definito ‘L’Estranea’ come il film italiano piú originale degli ultimi vent’anni.
Secondo l’ottima definizione di Strippoli, è un thriller psicologico con derive horror. Ed è anche coraggioso, oltre che originale.
Non è tratto da un libro, semmai dal progetto teatrale di chi, dopo una lunga gestazione, ha poi realizzato il film.
La sceneggiatura è potente. Parte da un meccanismo che, pur diventando prevedibile, non cessa di sorprendere fino alla fine.
La fotografia è perfetta, dalla solarità di alcune situazioni alla surreale drammaticità di alcune altre.
Altrettanto la scenografia, dalla villa con giardino aprico e solatio alla cappella dell’ospedale, dagli interni claustrofobici agli esterni tormentati da una pioggia apocalittica o dal chiassoso fragore del Caos.
Efficaci le scorrerie nelle pieghe dell’animo umano, nei disagi dell’adolescenza, nell’eterno conflitto tra le classi sociali.
Una Jasmine Trinca perfetta, alle prese con le corde dell’animo umano che vanno dalla fierezza alla vanità, all’orgoglio, all’amore, alla disperazione, alla lucida follia e alla determinazione.
Una Valeria Bruni Tedeschi calata in un ruolo stupendo, invidiabile, deliziosamente ambiguo, sapientemente sospeso tra il Bene e il Male.
Anche a dispetto di quel trench un po’ alla Zuzzurro, un po’ alla tenente Colombo, che indossa per tutto il film.
Musica in fundo, in una particolare scena, la canzone ‘Nessuno’ dei Baustelle:
Non credo alla bibbia, mi chiedo perché
Dovrei consultarla, offende gli dei
Non prego la chiesa il fetore che fa
Non credo nel cielo e nemmeno all’inferno
E non so distinguere il bene dal mare
Che nutre Cariddi di voracità
Non credo al mercato, produce demenza
Così com’è falsa la beneficienza
Diffido del saggio e di quello che sa
Finisce l’erba e l’acqua scola
Un bimbo chiede come mai
Fiorisca il cardo di viola
Poi fra le viole sceglie te
Perciò stanotte dormi qui
Che non esiste oscenità
Freghiamo la pornografia
E dammi figli e verità
E sesso orale e santità
Non mi resta più nessuno
Tranne te
Io credo nel caos e nella violenza
Guardate le spiagge, guardate la fame
Il figlio di troia che appalta la Rai
Io credo nel peggio che deve arrivare
Nell’ego dei calcoli dei governanti
E quindi mi servono armi lo so
E allora li cerco in amori di stelle
ma anche fra croci e fra cassaintegrati
I muscoli magri d’acerba che hai
Arrivi e dici dolcemente
Che vecchio stupido che sei
Ed accarezzi con la mente
Le rughe che ti regalai
E vieni a vivere con me
Un mondo atroce vieni qua
a sopportarne la follia
E dammi figli e oscenità
E tenerezza e dignità
Non ho amato mai nessuno come te.
Compositori: Rachele Bastreghi / Francesco Bianconi / Ettore Bianconi
Testo di Nessuno © Emi Music Publishing Italia Srl, Warner Chappell Music Italiana Srl
L’Estranea, i credits
Regia: Paolo Strippoli
Attori: Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini, Valeria Bruni Tedeschi
Sceneggiatura: Paolo Strippoli, Salvatore De Chirico
Fotografia: Cristiano Di Nicola
Musiche: Robin Coudert
Montaggio: Federico Palmerini
Scenografia: Marcello di Carlo
Produzione: Marina Marzotto, Mattia Oddone, Jean-Christophe Reymond, Joseph Rouschop, Eva Curia
Distribuzione: 01 Distribution
Anche alla Ingrid Bergman quel trench, suvvia!