the sea-god who laughs

Guillermo del Toro’s ‘the Shape of water’, recently watched in an Italian theatre, brought me to do a comparison with the Victor Hugo’s novel ‘the Man who laughs’, often quoted in this blog (and in many works of art as well).
In both the masterpieces, two “different” people Continue reading “the sea-god who laughs”

les (pré)visions de Victor Hugo

“Ursus et Homo étaient liés d’une amitié étroite.

Ursus était un homme, Homo était un loup.”*

Victor Hugo, L’Homme qui rit

“No-one can know exactly why or how the young wolf and bear became friends, I think that perhaps they were both alone and they were young and a bit unsure of how to survive alone… It is nice to share rare events in the wild that you would never expect to see.”**

the fotographer Lassi Rautiainen to the Daily Mail.

bear and wolf friendship
bear and wolf friendship

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à Victor Hugo

“L’aube parut et fit le jour.
Un rayon blanc pénétra dans la chambre et en même temps entra dans l’esprit de Gwynplaine.

-Et Dea! lui dit la clarté.”

Victor Hugo, L’Homme qui rit

“Ce n’est rien de mourir, C’est affreux de ne pas vivre.”

Victor Hugo, Les Misérables

“L’alba apparve e si fece giorno.
Un raggio bianco entrò nella stanza e,
contemporaneamente,
nello spirito di Gwynplaine.

E la luce gli disse: ‘E Dea?’”.

Victor Hugo, l’Uomo che ride

“Morire è nulla.
È spaventoso il non vivere”

Victor Hugo, I Miserabili

Statue de Victor Hugo à Hauteville House, sa maison de St Peter (GUERNESEY)
Statue de Victor Hugo à Hauteville House, sa maison de St Peter (GUERNESEY)

il cabarettista che ride

“Bucca aperta usque ad aures… gengivis denudatis…”

V. Hugo, L’Homme qui rit

“Salve, sono Giuein Giuein! E queste sono le mie Giueingive!”

Marco della Noce, ai tempi di Drive in

 Marco della Noce, attualmente a Striscia nei panni di Capitan Ventosa, ai tempi di Drive in, interpretava il personaggio di Giuein Giuein e, nel presentare se stesso, mostrava al contempo le sue gengive, per l’occasione divenute “giueingive”.

Il sospetto è che tale affermazione derivasse dal mio libro preferito, il Libro dei Libri, l’Homme qui rit.

È da ricordare che della Noce, vincitore del premio della critica al Festival nazionale del Cabaret nel 1988, oltre alle fortunate esperienze con Ricci, ha fatto molte cose interessanti, con la Gialappa’s Band a Mai dire gol, con Serena Dandini a L’ottavo nano, a Zelig, al doppiaggio di personaggi in film d’animazione come Cars e Cars 2.

Preme precisare che il post non è stato oggetto di precedente contrattazione economica.

Venezia, the day after

È un bel periodo per la Corea del Sud!

Il posizionamento nella classifica internazionale dei Paesi piú ricchi del pianeta sta migliorando sensibilmente e la sua cinematografia ottiene il Leone d’oro, com’è avvenuto alla 69° Mostra d’arte cinematografica di Venezia.

Qualcuno ha detto che il conferimento di un premio secondario e non dell’aureo felino a ‘Bella addormentata’ sia un “quasi insulto”; i sedici minuti di applausi e i pareri della gran parte dei critici, in effetti, sembrerebbero confermare.

Quanto a ‘L’Homme qui rit’, la cui proiezione ha chiuso la rassegna, è sembrato in molti punti frettoloso e approssimativo, a dispetto dell’interpretazione di un Gerard Depardieu in ottima forma.

Venezia 2012

La stagione cinematografica 2012 – 2013 lancerà le nuove uscite di giovedí. Come già intuito in passato, la metà della settimana è piú idonea della fine per inaugurare nuovi spettacoli e prime e, se già si era sperimentato il mercoledí, pare che stavolta si scalerà di un giorno.

È stato presentato in via definitiva, inoltre, il programma della sessantanovesima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, che avrà luogo dal 29 agosto all’8 settembre, per la direzione artistica di Alberto Barbera e con Kasia Smutniak nel ruolo di madrina per le serate inaugurale (al Palazzo del Cinema, Sala Grande) e conclusiva.

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Anna e l’uomo che ride

Ci sono due possibili collegamenti a ‘L’Uomo che ride’ anche in ‘Anna Karenina’:

  1. In un punto particolare, infatti, Lev Tolstoj parla del libro che la donna sta leggendo e fa esplicito riferimento alla storia di un uomo che era riuscito a diventare un baronetto inglese.
  2. Quel che è piú ovvio, il finale: come Gwynplaine, Anna decide che la fine può essere una soltanto, quella che conosciamo:

“Adesso ho capito cosa devo fare!”

i nomi parlanti di Victor Hugo

I nomi parlanti nei romanzi di Victor Hugo

Dai precedenti articoli si sarà forse intuito che Victor Hugo è l’autore che prediligo.

Poiché si è oggi conclusa la messa in onda della serie ‘Il cuore di Cosette‘, tratta da ‘I Miserabili’, vale forse la pena di ricordarne uno degli infiniti meriti.

Una delle preziosità dello scrittore francese, comune però anche ad altre esperienze letterarie (Collodi e García Márquez per esempio), è quella di conferire ai suoi personaggi dei nomi parlanti particolarmente efficaci e suggestivi.

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le buone letture

Da un classico letterario si deve pretendere il miglioramento spirituale di chi lo legge.

Lo si vorrebbe dire con riguardo anche ad altri ambiti ma tali e tante sono le pieghe del transeunte che le decodifiche sembrano scontate.

Quali libri, quali letture non possono mancare nel cammino culturale, intellettuale e spirituale di un uomo?

La mia classifica è la seguente:

  1. V. Hugo, L’Uomo che ride;
  2. AA. VV., la Bibbia (almeno il Pentateuco, l’Ecclesiaste e il Nuovo Testamento);
  3. F. DostoevskijDelitto e Castigo, I fratelli Karamazov, L’Idiota;
  4.  L. TolstojResurrezione;
  5. C. Collodi, Le avventure di Pinocchio (da leggere nella versione originale, la prima volta da fanciulli, poi da adulti);
  6. P. Levi, Se questo è un uomo;
  7. V. Hugo, I Miserabili;
  8. D. Alighieri, la Divina Commedia;
  9. F. Pessoa, intera produzione;
  10. G. Leopardi, Canti, Operette morali;
  11. F. Nietzsche, Cosí parlò Zarathustra;
  12. S. Freud e  C.G. Jung, un po’ tutto;
  13. Omero (?), Odissea, Iliade;
  14. Eschilo, Sofocle, Euripide, Aristofane, Shakespeare: un po’ tutto;
  15. G. Orwell, 1984La fattoria degli animali;
  16. H. Hesse, Siddharta;
  17. Platone, la Repubblica, il Timeo, il Simposio;
  18. Ch. Dickens, David Copperfield, Oliver Twist, A Tale of two Cities, Hard Times,  Little Dorrit, Great Expectations, altri;
  19. sant’Agostino, le Confessioni;

La classifica intende, tra l’altro, controbilanciare le categorie che derivano dalla scuola o dal successo editoriale.

L’elenco (sui millecinquecento che ha letto) dei libri che hanno cambiato la vita ad Alessandro Poggiali è invece il seguente (molte le analogie col sottoscritto): Continue reading “le buone letture”

Uggie & Homo

Agli Oscar 2012 ha vinto il cinema muto.

Ebbene, uno dei film migliori di quell’epoca era dedicato proprio al nostro amico, piú volte salutato in questo blog, Gwynplaine, l’Uomo che ride.
S’intitolava, il film, ‘The Man who laughs’; diretto nel 1928 da Paul Leni, con Conrad Veidt nel ruolo del protagonista.

Tra ‘The Artist’ e ‘The Man who laughs’ è possibile trovare, nondimeno, una gradevole analogia:

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‘The Man who laughs’: Disney quotations

 

Ho trovato citazioni de ‘L’uomo che ride‘ nei film della Disney:

In ‘Aladdin’, c’è una scena in cui il protagonista è nella neve e raccoglie la scimmietta riparandola quanto può con i vestiti, esattamente come fa Gwynplaine con Dea;

Ne ‘La Bella e la Bestia’, si vede un ritratto del principe squarciato in corrispondenza della parte inferiore del volto, dove Gwynplaine era stato sfregiato.
Al paese, durante la scena musicale, uno dei villani deforma per qualche istante il volto di Gaston mettendogli le dita in bocca e allargandogli il sorriso.

I found some quotations from The Man Who Laughs in Disney films:

In Aladdin, there is a scene where the protagonist is in the snow and covers the monkey as best as possible with his jacket, just as Gwynplaine does with Dea.

In Beauty and the Beast, we see a portrait of the prince with a wound on the lower part of his face, where Gwynplaine had been disfigured.
In the village, during the music scene, a villain briefly deforms Gaston’s face by putting his fingers in his mouth and stretching his smile.

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L’UOMO CHE RIDE

l’uomo che ride

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Era venuto nella Sua proprietà ma la Sua proprietà non L’aveva accolto”.

 L’uomo che ride è il libro piú bello che sia mai stato scritto.

Dostoeevskij lo definí “il Libro”.

A mio avviso è un affresco universale sulla Luce e sulle Tenebre, sulla Verità, sulla Bellezza interiore, sulla Nobiltà e sulla Meschinità.

L’HOMME QUI RIT EN ORIGINAL (FRANÇAIS) 

THE MAN WHO LAUGHS (ENGLISH TRANSLATION)