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Posts tagged “animali

spicchi d’arte tra baffi di storia (13)

Aggiornamento 3 ottobre, fonti vicine ai broadcaster esprimono malcelato disappunto: «Da quanto trapela sullo schema di decreto sugli obblighi di programmazione e investimento in opere europee ed italiane, approvato oggi dal Consiglio dei ministri, i broadcaster non possono che esprimere profonda delusione per aver dovuto constatare che le loro richieste costruttive, supportate da dati sugli investimenti e sulle dinamiche di mercato, non sono state accolte. L’impostazione anacronistica, dirigistica (quasi ad personam) e punitiva del ministro Franceschini è rimasta infatti sostanzialmente immutata nel testo condiviso dal Consiglio dei ministri. Ad essere danneggiata sarà così l’intera produzione audiovisiva italiana, con pesanti ricadute negative sull’occupazione del settore. Spiace anche leggere nel comunicato del ministero affermazioni non veritiere relative all’accoglimento di tutte le richieste dell’Autorità e sull’applicazione in anticipo e in coerenza alla nuova direttiva europea sui servizi media audiovisivi. In realtà la direttiva, per quanto riguarda l’attività di broadcasting tradizionale, non ha modificato in alcun modo l’attuale regime degli obblighi di programmazione e di investimento (peraltro calcolata in maniera non cumulativa e solo su parte degli introiti), al contrario di quanto è previsto nella riforma Franceschini, che trasferisce nel nostro ordinamento solo la parte peggiore di un sistema francese che si è dimostrato inadeguato e inefficiente per la stessa Corte dei Conti di quel Paese. Le imprese di broadcasting sono in realtà quelle che, duramente penalizzate dalle nuove disposizioni oggi approvate, con i loro investimenti garantiscono lo sviluppo dell’industria creativa e difendono la cultura in ambito europeo» Fonte: Digital-News (com.stampa)
Aggiornamento 2 ottobre: il decreto per le quote televisive, modificato, è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri, dove riapproderà l’11 dicembre per l’eventuale approvazione definitiva. Ecco il comunicato stampa ufficiale: (more…)


animali nello spettacolo (2)

Nel mondo dello spettacolo ci sono sempre stati molti animali, è risaputo. Nella storia della celluloide, poi, la lista di cani, scimmie e vertebrati vari che hanno arricchito il nostro mondo interiore scodinzolando al ciak o facendo versi alla cinepresa è pressoché sterminata. Ne sono ben consapevoli Davide Ferrario e Donata Pesenti Campagnoni,  organizzatori,  con la collaborazione di Tamara Sillo e Nicoletta Pacini, della mostra (more…)


Bees, butterflies, fireflies at risk of extinction

If the bee disappeared off the surface of the globe, then man would have only four years of life left. No more bees, no more pollination, no more plants, no more animals, no more man.
                                                       (Albert Einstein)
Bees, butterflies, fireflies and other species of insects are at risk of extinction.
In the Chinese County of Hanyuan, located in the province of Sichuan, for example, bees are not there more and farmers had to invent the improbable craft of pollinators, climbing the trees and playing on their own the task Mother Nature had given Hymenoptera. The use of some poisonous pesticides is indicated as the cause: it was used in massive doses for years, and destroyed the bees, making it impossible, inter alia, the activity of pollination.
Neither are better, mind you, fireflies and butterflies! Fireflies, which once were able to create a starry firmament perfectly equivalent to the celestial, (more…)

a las cinco de la tarde…

“A las cinco de la tarde.
Eran las cinco en punto de la tarde. (…)”

Federico García Lorca, La Cogida y la Muerte

Erano le cinque della sera, le cinque in punto della sera. Piú o meno. Un toro è fuggito da un allevamento, si è perso e, scendendo verso il mare, ha iniziato una passeggiata nel centro storico di Reggio Calabria, concludendola fatalmente al palazzo del Consiglio regionale.
Qual era la sua meta? Quale il suo obiettivo?
Voleva visitare il Museo, con i Bronzi e le vestigia della Magna Grecia?
Voleva visitare i recenti ritrovamenti archeologici di piazza Garibaldi?
Voleva visitare la mostra delle opere d’arte sequestrate a Campolo al Palazzo della Cultura?
Cercava la corrida del suo destino? Una gagliarda giovenca?
Cercava una novella Pasifae? Qualcuno ha poi precisato che era un vitello femmina… (more…)


50 shades of bear…

Alejandro G. Iñárritu’s ‘The Revenant’ is a wonderful film, without any doubt. Exquisitely cinematic aspects aside, according to my humble opinion it has not been appreciated the skill of the Bear. Yes, seriously: the Bear! Where did they find a plantigrade able to get into the scene in the perfect moment, beating the protagonist according to its natural instinct and manner, and leave him alive enough to deal with the rest of the picture? (And please remember that trying to shoot a bear’s cubs near to the mother is a particularly dangerous idea and Leo did not use any stuntman). DiCaprio’s bravura is beyond dispute and Alejandro G. Iñárritu told he will never reveal how actually managed to make that incredible scene. Director,  actor, make up artists worthy for the Oscar. However, the Bear too deserves our estimation. And this must be the place to recall the importance of the bears throughout the entire history of cinema. Hanna & Barbera’s Yoghi &
‘The Revenant’, di Alejandro G. Iñárritu, è un film meraviglioso, senza alcun dubbio. Aspetti squisitamente cinematografici a parte, non è stata ancora valorizzata, a mio modesto parere, la bravura dell’Orso. Sí, sul serio: l’Orso! Dove hanno trovato un plantigrado in grado di entrare in scena al momento giusto, battendo il protagonista secondo il suo istinto e le sue naturali maniere, lasciandolo vivo abbastanza per affrontare il resto del film? Si consideri che tentar di sparare ai cuccioli di un orso vicino alla madre è un’idea particolarmente pericolosa e Leo non ha fatto uso di controfigure. La bravura di DiCaprio è fuor di discussione e Alejandro G. Iñárritu ha detto che non rivelerà mai come in realtà sia riuscito a girare quell’incredibile scena. Regista, attore, truccatori, tutti meritevoli di Oscar. Tuttavia, anche l’Orso merita la nostra stima. E questo sembra essere il posto giusto per ricordare l’importanza degli orsi in tutta la storia del cinema. Yoghi e

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put lanterns in your Eves…

New Year’s Eve is approaching and it is up an awareness campaign toward the traditional fireworks, firecrackers, rockets and so on.
In many cities and towns, in Italy and abroad, the firecrackers have been banned. Every year there are accidents, even serious, and the animals are terrified and die.
According to WWF,
Il veglione di Capodanno è ormai prossimo ed è in essere una campagna di sensibilizzazione verso i tradizionali botti, petardi, razzi e cosí via.
In molte città e centri abitati, in Italia e all’estero, i botti sono stati proibiti. Ogni anno si verificano incidenti, anche gravi, gli animali rimangono terrorizzati e muoiono.
Secondo il WWF,

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per grandi e piccini (3)

L’edizione 2015 del Torino Film Festival si è appena conclusa ma il capoluogo piemontese già si appresta ad ospitare un’altra kermesse, il ‘Sottodiciotto’, dal 4 all’11 dicembre. Il festival ‘Sottodiciotto’ si rivolge principalmente agli adolescenti, si apre quest’anno ad una prospettiva internazionale e muove da una chiave di lettura quale “Mi metto in gioco”; tra le anteprime, ‘Victoria’, film a piano sequenza presentato all’ultimo festival di Berlino, e ‘Perfect Day’, con Benicio Del Toro e Tim Robbins. Nel suo piccolo, anche Reggio Calabria propone il suo festival, giunto alla decima edizione: il Reggio Calabria Film Fest 2015 vive nella città dello Stretto dal 2 al 5 dicembre ed il programma può essere consultato al sito ufficiale. A Milano, dall’11 al 13 dicembre, si terrà invece il Festival internazionale del documentario “Visioni dal Mondo – Immagini dalla Realtà”, organizzato da UniCredit Pavilion e dalla società di produzione FRANKIESHOWBIZ, con il patrocinio del ministero dello Sviluppo Economico, la media partnership di Rai, RaiNews24 e RaiCultura, il sostegno di Rai Cinema e la collaborazione di Istituto Luce – Cinecittà e di Doc/it, Associazione Documentaristi Italiani.
Quanto ai film che stanno per essere proiettati nelle sale, regna un clima di grande attesa per  ‘Il piccolo principe’, di Mark Osborne, basato sulla fiaba di Antoine de Saint-Exupéry, per Belle e Sébastien – L’avventura continua’, di Christian Duguay, in live action, in programmazione a partire dall’8 dicembre nonché per le altre produzioni che saranno nelle sale dal 23: ‘Masha e Orso: Amici per sempre’, di Oleg Kuzovkov e ‘Alvin Superstar – Nessuno ci può fermare’, basate sui personaggi delle corrispondenti e fortunate serie televisive. Chi scrive, neanche a dirlo, è ancora ebbro della visione de ‘Il lungo viaggio di Arlo’ e auspica di meditarlo nuovamente in separata sede, con la dovuta impronta. Il 12 e 13 dicembre torna al cinema anche ‘Il mio vicino Totoro’, di Hayao Miyazaki.
In televisione sta per nascere un nuovo canale: venerdí 4 dicembre prende il via Teen Nick, nuova creatura del brand Nickelodeon a cura di Viacom International Media Network Italia, dedicato ai fanciulli che hanno superato i quattordici anni. Posizionato al canale 620 di Sky, Teen Nick andrà a spalleggiare i già esistenti Nick Junior, che si rivolge ai bambini in età prescolare, e Nickelodeon, che aggredirà (si dice in gergo) il target dei bambini tra i sei e i dieci anni, riposizionandosi e specializzandosi rispetto a prima.  Teen Nick, secondo le dichiarazioni dei responsabili, sarà il “My Selfie Channel” e tenterà di parlare agli adolescenti in cerca di modelli e appassionati di social network; l’hashtag #myselfiechannel consentirà, infatti, a costoro di comunicare su Twitter.
Un evento che accomuna sicuramente adulti e bambini di tutte le età è ‘Racing Extinction’, evento globale che andrà in onda in contemporanea mondiale mercoledí 2 dicembre alle 21, su Discovery Channel (canali 401 e 402 di Sky). Si tratta di un film documentario, diretto dal regista premio Oscar Louie Psihoyos, presentato al Sundance Festival e premiato al Blue Ocean Film Festival come Miglior Documentario, che vuol sensibilizzare il mondo sul tema dell’estinzione di massa, sull’aberrante ma concreta possibilità che l’Homo cosiddetto Sapiens distrugga e porti a sicura scomparsa molte delle altre forme di vita che abitano il pianeta. Ecco la sinossi ufficiale: (more…)


relazioni pericolose

Lungi dall’essere un inno alla zoofilia, ‘Pasifae’, di Filippo Gessi, muove dall’intento di affrescare la libertà dei sentimenti e l’anticonformismo di un comportamento facilmente stigmatizzabile.

Rappresentato lo corso marzo nell’ambito del Globo Teatro Festival e di recente riproposto nell’ambito della rassegna ‘Miti contemporanei’, il reading, a cura di  Filippo Gessi e Teresa Timpano, prodotto da Scena Nuda, tratta il mito della moglie di Minosse che, come si ricorderà, giacque con un toro inviato da Poseidone.

Secondo il mito piú conosciuto, Poseidone aveva inviato a Minosse un bellissimo toro bianco, con le corna a forma di lira, perché gli fosse sacrificato; Minosse non lo fece e il dio, per vendetta, fece in modo che la moglie, la detta Pasifae, s’invaghisse dell’animale (vi era, inoltre, un anatema di Afrodite, che condannava i figli di Helios ad avere amori improbabili). (more…)


les (pré)visions de Victor Hugo

“Ursus et Homo étaient liés d’une amitié étroite.

Ursus était un homme, Homo était un loup.”*

Victor Hugo, L’Homme qui rit

“No-one can know exactly why or how the young wolf and bear became friends, I think that perhaps they were both alone and they were young and a bit unsure of how to survive alone… It is nice to share rare events in the wild that you would never expect to see.”**

the fotographer Lassi Rautiainen to the Daily Mail.

bear and wolf friendship

bear and wolf friendship

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the best friend of a (military) man

That a dog is a man’s best friend reminds a widespread way of saying as well, by the way, as in the never enough quoted ‘The Man who laughs’, by Victor Hugo.

Huffington Post informs us today of a commercial spot, commissioned by the Royal Dutch Guide Dog Foundation (KNGF), the Dutch institution that deals with the training of dogs that provide psychological comfort to those who have seen the horrors of war and sometimes are the victims of nightmares caused by the traumas that have suffered during the conflict.

The spot, for the creative direction of Niels Westra, winner of the Dutch “Gouden Loeki” as the best commercial spot, shows a Dutch soldier on the ground, on the battlefield. He sees, not far away, a dead child, along with various other eyesores; the man is reached by a fellow soldier, who tries to ease his pain, approaching his face and licking it.

In the next scene, the faithful friend is revealed to be a dog, just one of those dogs which were mentioned above, trained to alleviate the post-traumatic nightmares of Veterans:

Che il cane sia il migliore amico dell’uomo ce lo ricorda un diffuso modo di dire nonché, tra l’altro, il mai abbastanza citato ‘L’Uomo che ride‘, di Victor Hugo.

Huffington Post ci segnala oggi uno spot commerciale, commissionato dalla Royal Dutch Guide Dog Foundation (KNGF), istituzione olandese che si occupa dell’addestramento dei cani che forniscono conforto psicologico a chi ha visto gli orrori della guerra ed è talvolta vittima di incubi a causa dei traumi che ha dovuto subire durante il conflitto.

Lo spot, per la direzione creativa di Niels Westra, vincitore del  premio olandese “Gouden Loeki” come miglior spot commerciale, mostra un soldato olandese a terra, sul campo di battaglia, che vede, poco distante, una bambina morta, insieme a varie altre brutture; l’uomo è raggiunto da un commilitone, che tenta di alleviargli il dolore avvicinandosi al suo volto e leccandolo.

Nella scena successiva, l’amico fedele si rivela essere un cane, appunto uno di quei cani di cui si parlava sopra, addestrati ad alleviare gli incubi post traumatici dei veterani:


Peppa Pig e il suo successo, ora anche al cinema

Aggiornamento 10 agosto 2016: Si vende a caro prezzo il suino! I responsabili di Entertainment One, società canadese per cui lavorano  Phil Davies, Mark Beker e Neville Astley, hanno rifiutato il miliardo di sterline che Itv (Independent Television) ha offerto per rilevare i diritti della maialina e delle sue gesta, marchio compreso.

Peppa Pig ha sfondato, ha sfondato di brutto. È un successo ormai planetario, mito e feticcio di tutti i bimbi in età prescolare, oscuro oggetto del desiderio nei negozi d’oggettistica, giocattoli, cartolerie e librerie. Le sono stati dedicati, finanche, un intero parco tematico e un negozio specializzato, con tutti gli articoli del suo merchandising.

Adesso arriva pure al cinema, il suino, l’11, il 12, il 18 ed il 19 gennaio, grazie a Warner Bros., nell’entusiasmante avventura ‘Peppa, vacanze al sole ed altre storie‘; si tratta di dieci episodi di cinque minuti ciascuno, in cui Peppa interagisce col suo nucleo familiare (Mamma Pig, Papà Pig, fratello George) e coi suoi amichetti Emily Elefante, Danny Cane, Susy Pecora, Pedro Pony e Rebecca Coniglio.

A voler volare alto, già Orwell ci aveva messo in guardia dal pericolo che i maiali potessero conquistare un potere eccessivo (cfr. ‘La fattoria degli animali‘) ma lo stesso Piggley Winks, anch’egli un suide, dai meriti non inferiori a quelli di Peppa, ha mietuto il successo meramente necessario a rimanere giusto una citazione nella storia dei cartoni animati (perfino a Che tempo che fa hanno portato in studio un maiale dallo sguardo umano, domenica scorsa, per parlare del Porcellum ormai abolito).

Qual è, dunque, il segreto della maiala? Cosa spinge milioni di bambini a pendere dalle sue labbra, pardon dal suo grugno, senza perdere un solo grugnito delle sue avventure?

Forse la semplicità con cui è disegnata, forse il suo delicato colore rosa pastello, forse la simpatia del già citato grugnito… Probabilmente il suo mondo, cosí simile a quello di qualsiasi bambino, fatto di candide domande e rassicuranti risposte…

È un dato di fatto, comunque, che la serie televisiva nata in Inghilterra a opera di Phil Davies, Mark Beker e Neville Astley, ottiene ascolti di tutto rispetto (in Italia picchi del 4,79%) e ha mietuto perfino riconoscimenti di prestigio quali il Bradford Animation Festival, due Bafta Children’s Awards e l’italiano Pulcinella Awards a Cartoons on the Bay.


Turbo: va sano e va lontano!

Chi va piano va sano e va lontano. In piú, può sempre mettere il… Turbo!

Già, perché Turbo è il nome di una simpatica lumaca (o chiocciola?) con una passione che, per un mollusco gasteropode, è affatto originale: le corse di automobilismo! Sogna, il visionario, di partecipare alla mitica ‘Indy 500’, gara che si svolge negli Stati Uniti per il Memorial Day!

Può sembrare il classico sogno impossibile ma, come spesso avviene nei film della DreamWorks, anche il sogno piú ambizioso può diventare realtà, se perseguito con nobile cuore e purezza d’intenti.

Turbo, il film che racconta le gesta di questa simpatica lumachina, uscirà in 3D nelle sale americane il 19 luglio, in quelle italiane il 21 agosto.

Netflix, un portale che all’estero ha un ruolo di primo piano nello streaming, ha inoltre concluso un accordo con la DreamWorks per la realizzazione di un’intera serie tv su questo gasteropode insolitamente veloce; s’intitolerà ‘Turbo: F.A.S.T. (Fast Action Stunt Team)’ e uscirà il prossimo dicembre. I film d’animazione della DreamWorks, peraltro, passeranno in toto a Netflix e non saranno piú trasmessi dalla HBO.

Turbo Dreamworks

Turbo, gasteropode tra i piú visionari, con alcuni Turbo friends


non solo agnelli

In questo periodo è in corso una campagna di sensibilizzazione verso i trattamenti che gli agnelli (e capretti?) subiscono per essere trasformati nel tradizionale manicaretto che si consuma durante il pranzo di Pasqua o nell’ambito della tradizionale gita fuori porta del lunedí successivo. Basterebbe pochissimo, a detta di chi se ne occupa, per ridurre i traumi psicologici e fisici cui gli animali sono sottoposti, appesi per le zampe, trattati come sacchi di patate e costretti a vedere ancor vivi i cadaveri di quelli già ammazzati.

Che il Signore benedica gli agnelli e le iniziative come queste ma perché non pensare anche al trattamento che subiscono gli altri animali?

La sorte di maiali, bovini e galline è forse  migliore?


G'Dello a primavera

G'Dello alce monello

G’Dello, mascotte ufficiale di G’Day, è cervide tra i piú simpatici.

Imparentato forse con le renne di Babbo Natale, delle quali anche questo blog si è marginalmente occupato, intende, il cervide, inserirsi come mite epigono nella schiera di mascotte ormai entrate a pieno titolo nella storia della televisione, quali Five,Uan, Four, il Tenerone, forse lo stesso Gabibbo (zoologicamente sarebbe un alce, non una renna, a onor del vero).

Numerosi, peraltro, i meriti dell’artiodattilo:

  1. ha reperito per ben due volte delle torte celebrative, sottraendole, pur con discutibile iniziativa, a Benedetta Parodi;

  2. ha persuaso Gad Lerner, con altrettanto discutibile iniziativa, a ospitare Geppy Cucciari;

  3. ha forse posto in essere lubrica relazione con la moglie di Davide Mengacci;

  4. svolge indispensabile funzione di studio nel conferire “quel certo non so che”.


Uggie & Homo

Agli Oscar 2012 ha vinto il cinema muto.

Ebbene, uno dei film migliori di quell’epoca era dedicato proprio al nostro amico, piú volte salutato in questo blog,  Gwynplaine, l’Uomo che ride (si intitolava ‘The Man who laughs’, 1928, di Paul Leni, con Conrad Veidt nel ruolo del protagonista).

C’è,peraltro un’analogia narrativa. In ‘The Artist’, il cagnolino Uggie riesce a salvare il padrone dalla morte. In ‘The Man who laughs’, come nel romanzo da cui è tratto, il lupo Homo salva la vita di Gwyn, almeno la prima volta.

Potrebbe essere una citazione, chissà…

Silent Films were the real winners of Oscar 2012.

Well, one of the best movies of ‘Silent Era’ was right dedicated to our friend, often greated in this blog, Gwynplaine, ‘the Man who laughs’ (1928, directed by Paul Leni, with Conrad Veidt in the leading role).

There is, moreover, an analogy in narration. In ‘The Artist’, the dog Uggie manages to save his master’s life. In ‘The Man who laughs’, as in the novel from which it was taken, the wolf Homo saves  Gwyn’s life, at least the first time.

It could be a quote, who knows…

ALSO INTERESTING ‘THE MAN WHO LAUGHS, DISNEY QUOTATIONS’

(PLEASE NOTE I’VE FOUND OTHER QUOTATIONS, IN CARTOONS AND MOVIES… EVEN IN THE SIMPSONS…)


i diritti degli animali

OIPA Italia Onlus (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) ha scelto di istituire un premio giornalistico per premiare l’attenzione dei media sul maltrattamento agli animali, sui disservizi e sulle negligenze degli enti preposti, ma anche nel fornire input sulla corretta convivenza con gli amici che abitano il pianeta assieme a noi.

La mitica “ciotola d’argento”, l’ambito premio messo in previsto dalla manifestazione, è toccata a Marco Berry e al suo ‘Bau Boys‘ (Italia 1, ogni domenica alle 19).

Il riconoscimento è stato riconosciuto nell’ambito della sezione ‘Programmi per ragazzi’, in virtú dell’ “impegno nel fornire una corretta educazione ai bambini, insegnando a non mostrare indifferenza davanti alla prevaricazione dei diritti degli animali, ma ad agire in modo concreto, collaborativo e costruttivo”.


Batman forever. Contro le zanzare, però…

Corriere.it riprende oggi l’idea di allearsi con i pipistrelli per combattere le zanzare, nemico numero 1 delle sere d’estate (basterebbe una ‘bat box‘ costruita con i dovuti criteri).

È argomento del quale questo blog si era già occupato in passato, schierandosi peraltro a difesa dei chirotteri dai pregiudizi che li accompagnano.

Si rilegga il principe dell’incubo contro l’incubo estivo.


Laika e le altre. Soprattutto le altre…

Space Dogs 3D è film d’animazione di produzione russa che  ha furoreggiato nell’est Europa la scorsa stagione e viene distribuito in Italia da quei birichini della One Movie Entertainment (uscita venerdì prossimo, 25 marzo).

Laika fu l’eroica cagnetta che morì nello spazio nell’ambito della spedizione  del 1957 (racconta Alberto Angela che il cuoricino dell’animale si fermò quasi subito,  in seguito allo spavento e all’accelerazione).

Fine migliore attese le due cagnette Belka e Shelka che, a bordo dello Sputnik 5, trascorsero l’intero 19 agosto 1960 nello spazio e tornarono sulla Terra ancora abbaianti e scodinzolanti.

Nel film, Strelka (randagia) e Belka (stella del circo di Mosca) vengono rapite da un’auto misteriosa e portate in un centro d’addestramento alle missioni spaziali, dove vengono allenate e supervisionate dall’arcigno pastore tedesco Kazbek (doppiato da Pino Insegno).

Particolarmente simpatico il topolino Vanja, alla continua quête di un pezzetto di formaggio, come Skratch con la ghianda ne L’era glaciale.


il canto del cigno

Era convinzione degli antichi che i cigni cantassero con voce aggraziata e che, in punto di morte, eseguissero un ultimo canto, dall’inesprimibile bellezza.

Era convinzione erronea perché i cigni non solo non cantano ma pare abbiano anche una voce alquanto sgraziata, un verso simile a quello delle oche, per intenderci.

È però rimasta la locuzione “il canto del cigno” per esprimere il senso di un qualcosa di particolarmente alto, che suggella l’uscita di scena di un divo, un artista, un’esperienza (in questo blog si è a suo tempo affermato che “Eyes wide shut” fu il canto del cigno di Stanley Kubrik perché sua ultima, grande opera prima della morte).

Il brutto anatroccolo dell’omonima favola di Andersen scopre alla fine delle sue peripezie di essere un cigno e “Il cigno nero”, vincitore di un premio Oscar, è in questo periodo nelle sale (trailer alla fine del post). (more…)


a fox really smart

Lo sapete, non amo la caccia.

Pertanto, se mi raccontano che in Bielorussia una volpe, sul punto di essere uccisa gratuitamente da un essere umano, è riuscita, pur fortuitamente, a far partire un colpo di fucile contro il suo killer, non posso che esultare (l’animale, già ferito, ha premuto il grilletto con una zampa ed il colpo ha raggiunto il cacciatore ad una gamba) .

L’animale è riuscito a fuggire, l’uomo è andato al pronto soccorso per farsi togliere il proiettile dalla gamba.

Stavolta è andata bene all’animale ma, in considerazione di quello che avviene di solito, credo che quando ci decideremo ad abolire la caccia sarà sempre tardi

You know, I do not like hunting.

Therefore, if someone tells me that a fox in Belarus, about to be killed by a human being, managed to start a rifle against his killer, I cannot but rejoice (the animal, already wounded, pulled the trigger with its paw and the bullet reached the hunter in the leg).

The animal has managed to escape, the man went to the emergency room to get the bullet removed from his leg.

This time has been a case. Considering what usually happens, I think that when we decide to abolish the hunt will always be late!


the fate of the tigers

I  am afraid for the future of tigers.
I find this feline elegant and nice and it would be for me really sad if this species disappeared.

Currently, only 3, 000 tigers remain in the world.
They live in 13 countries and the leaders of these countries have been meeting in Russia, guests of Putin, to discuss how to save these big, big cats.

Conclusion of the meeting has been that we absolutely need to double the number of tigers in the next twelve years.


chi non l'ha visto?

Corriere della Sera.it
Life, la vita sul Pianeta

Da «Life» (dalla serie naturalistica realizzata dalla «Natural History Unit» di Bbc,su ReteQuattro dal 14 luglio 2010). Nella foto: Rana della freccia fragola, su una foglia in Costarica. Appartiene alla famiglia delle Dendrobates, anfibi usati dagli indios per avvelenare i dardi delle cerbottane. La distruzione del loro habitat, per far posto alle piantagioni di caffè o di cacao, ne minaccia l'esististenza Costa Rica. © Edwin Giesbers/naturepl.com
 

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Guarda il video


l'insetto ed il felino

Torno oggi ad occuparmi del mondo animale perché è on line il trailer del film d’animazione che vedrà protagonista l’ape Magà.
L’avventuroso imenottero rivive in un prodotto dalla qualità nettamente superiore a quella della serie, come ben si può vedere dal video:

Desidero inoltre colmare una grave lacuna commessa in un precedente post. Parlando di gatti, ho omesso di citare Valentina, mascotte ufficiale del centro Palatino in Roma (dunque del TG5, di Matrix, delle redazioni giornalistiche romane di Mediaset) (no photo available).
Felino tra i più sornioni, Valentina è solita aggirarsi pei meandri del detto stabilimento, accoccolandosi sui divani e sulle poltrone o facendo fulmineo capolino durante le registrazioni. Ricordo d’averla lungamente accarezzata.
Mi scuso per non averla citata prima e la saluto caramente.


Eyes wide shut

Il 17 febbraio di ogni anno ricorre la Festa del Gatto (su Corriere.it una bellissima photogallery).

Non ricordo di avere mai posseduto un gatto, ma ne aveva uno bellissimo una cara amica delle superiori e un’altro, forse ancor più bello, lo possedeva una mia vecchia padrona di casa.

Si chiamavano, rispettivamente, Bush e Nuvola.

Vuole un’antica tradizione che i gatti siano nati perché Noè, esasperato dai topi che infestavano l’Arca e divoravano le provviste, avrebbe chiesto aiuto al Signore e Quegli avrebbe creato il grazioso felino facendolo nascere, pensate un po’, dallo starnuto del leone!

Maometto amava a tal punto il suo Mustafà che una volta, pur di non svegliarlo, si fece tagliare la manica del vestito sulla quale l’animale si era addormentato.

Qualcuno potrebbe sospettare che stia parlando di gatti con l’intento di trattare per l’ennesima volta la mostruosa gaffe di Beppe Bigazzi, il cui stile è già stato stigmatizzato in altra sede.

Non è così, se non altro perché ormai è storia vecchia, ed è inutile piangere sul gatto cucinat.. ehm, volevo dire… sul consiglio scellerato.

D’altra parte la scorsa settimana è stata ben ricca di cadute di stile.

Quelle sanremesi per esempio, fatta salva la fondamentale bontà del prodotto.

Qualche cartone, un po’ birichino…

Una perfino di Stanley Kubrik, il cui “Eyes wide shut” è andato in onda su Canale 5 sabato.

Canto del cigno del geniale regista, Eyes wide shut è un film colto e raffinato, pieno di citazioni. Che sia poi non perfettamente riuscito è questione non risolvibile in questo post.

C’è un particolare, però, che trovo decisamente ingenuo, il classico “straccio in salotto”.

Perché il dottor Harford, al rientro dalle sue notti bianche non proprio dostoevskiane, apre il frigorifero e si gusta una banalissima bibita in lattina?

Escluderei il product placement, la marca non è visibile.

Forse solo un tratto in più, che sottolinea la fondamentale mediocrità dell’uomo, primo di ideali particolarmente alti…


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