Aggiornamento 17 febbraio: ieri, fonti americane segnalavano la possibilità che i vertici di WBD fossero disposti a riaprire un tavolo di trattative con l’altro pretendente, Paramount Skydance. Quest’ultimo s’è dichiarato disponibile ad un possibile rialzo, fino a più di cento miliardi di dollari, oltre al pagamento della penale che WBD dovrebbe corrispondere a Netflix in caso di recesso dall’accordo (2,8 miliardi).
Oggi, con un comunicato ufficiale, Netflix annuncia che WBD ha definitivamente formalizzato la convocazione dell’assemblea degli azionisti per il 20 marzo. Allo stesso tempo, la stessa Netflix dichiara d’aver concesso a WBD una finestra di sette giorni durante la quale confrontarsi con Paramount e “risolvere completamente e definitivamente la faccenda”:
“Abbiamo l’unico accordo firmato e raccomandato dal board con WBD, ed è il nostro l’unico percorso certo per generare valore per gli azionisti di WBD […] l’operazione Netflix è incentrata su crescita, opportunità e su un rinnovato impegno nella creazione di film e contenuti televisivi di livello mondiale, non su consolidamento e licenziamenti […] al contrario, Paramount Skydance è fuorviante nei confronti degli azionisti di WBD sui reali rischi normativi che l’operazione comporta a livello globale […] I finanziamenti esteri alla base dell’offerta di Paramount Skydance stanno già sollevando serie preoccupazioni in materia di sicurezza nazionale e il gruppo è ben lontano dall’aver ottenuto tutte le autorizzazioni regolatorie necessarie. La sua proposta comporta significative sovrapposizioni orizzontali che preoccuperebbero le autorità antitrust a livello globale […] Paramount Skydance ha promesso una rapida riduzione della leva finanziaria dopo la fusione, obiettivo che potrebbe essere raggiunto solo attraverso tagli occupazionali senza precedenti […] un piano industriale che dipende da 16 miliardi di dollari di risparmi di costo dovrebbe rappresentare un inequivocabile campanello d’allarme per regolatori, decisori politici, sindacati e creativi […] la solida generazione di cassa di Netflix sostiene la nostra struttura di offerta interamente in contanti, preservando al contempo un bilancio sano e la flessibilità necessaria per cogliere future priorità strategiche”.
Aggiornamento 10 febbraio: secondo un documento depositato presso le autorità di regolamentazione, Paramount si dice disposta a pagare una “commissione d’attesa” di 25 centesimi per azione agli azionisti Warner per ogni trimestre in cui l’accordo non sarà stato concluso, a partire da gennaio 2027. Rileggi Netflix e altri demoni (3)
Nell’ambito della battaglia per l’acquisizione di Warner Bros. Discovery, David Ellison, presidente e amministratore delegato di Paramount, ha giocato quest’oggi una mossa sul mercato italiano.
Ha acquistato, l’Ellison, spazi su alcuni quotidiani nazionali, presentandosi come «produttore e appassionato di cinema e televisione da una vita». (❤)
S’è rivolto, l’Ellison, «alla comunità creativa italiana, agli appassionati di cinema e ai fan della televisione, all’industria nel suo complesso e a tutti coloro che hanno profondamente a cuore il futuro del cinema e delle arti». (❤❤)
Questi i contenuti:
Continue reading “le promesse di David Ellison”