le promesse di David Ellison

Aggiornamento 3 marzo, di nuovo David Ellison:

“Intendiamo unire i due servizi, il che ci porterà oggi a poco più di 200 milioni di abbonati diretti al consumatore.
In Paramount, entro la metà di quest’anno, avremo completato il consolidamento dei nostri tre servizi sotto un unico stack unificato, e potrete vedere che adotteremo un approccio simile a questa piattaforma in futuro. E crediamo che l’offerta combinata, data la quantità di contenuti e le nostre potenzialità tecnologiche, ci metterà davvero in grado di competere con i player più affermati nel settore”.

“Abbiamo l’opportunità di contribuire a plasmare il futuro e costruire una nuova generazione di media company dell’intrattenimento.
Non si tratta di consolidamento, ma di reinventare il settore. Vogliamo ampliare la nostra portata e rafforzare la nostra capacità di creare le storie e le esperienze più coinvolgenti al mondo”.

L’amministratore delegato di Paramount ha parlato oggi per la prima volta del maxi-accordo da 110 miliardi di dollari, che darà vita a un colosso dei media, con due grandi studi cinematografici (Paramount e Warner Bros.), un intreccio di studi televisivi, due importanti piattaforme di streaming (Hbo Max e Paramount+) e un portafoglio di canali TV che includerà Cbs, Tnt, Cnn, Mtv e Nickelodeon.
Ellison si è inoltre impegnato a mantenere una finestra d’esclusiva cinematografica di 45 giorni prima di distribuire i film in premium video on demand, riecheggiando impegni simili già annunciati da Netflix.

Aggiornamento 27 febbraio 2026: Netflix ha annunciato ufficialmente il proprio rifiuto ad aumentare l’offerta per l’acquisizione degli studi e delle attività di streaming di Warner Bros. Discovery.

Il consiglio d’amministrazione di Warner ha comunicato che l’offerta presentata da Paramount è risultata superiore rispetto all’accordo precedentemente stipulato con Netflix.
L’operazione d’acquisizione da parte di Netflix, pertanto, non è più economicamente sostenibile.

La strategia di Paramount punta a un’integrazione totale di tutte le attività di Warner, includendo nel pacchetto anche reti d’informazione e d’intrattenimento di peso come CNN e Discovery.
Questo sancirebbe l’unione di due degli ultimi cinque grandi studi cinematografici rimasti attivi a Hollywood.

La decisione di Warner Bros. arriva, peraltro, nel giorno della visita alla Casa Bianca del co-amministratore delegato di Netflix, Ted Sarandos.

Il mercato resta ora in attesa delle prossime mosse formali. E del parere dell’Antitrust…

Aggiornamento 24 febbraio: proprio allo scadere dell'”ultimatum”, Paramount ha formulato una nuova offerta e ha rilanciato. Secondo indiscrezioni, Paramount potrebbe aver messo sul piatto 31 dollari per azione rispetto ai 30 precedenti. La società di David Ellison si è inoltre impegnata a pagare l’eventuale penale da 2,8 miliardi di dollari a Netflix qualora la sua offerta fosse accettata.
Aggiorneremo gli azionisti dopo la revisione. L’accordo con Netflix resta in vigore e il consiglio di amministrazione continua a raccomandarlo“, ha spiegato Warner Bros.
L’offerta è stata recapitata e ora è al vaglio del Consiglio d’amministrazione.
Se la nuova offerta di Paramount dovesse essere accettata, Netflix avrebbe quattro giorni per rispondere.

Aggiornamento 17 febbraio:ieri, fonti americane segnalavano la possibilità che i vertici di WBD fossero disposti a riaprire un tavolo di trattative con l’altro pretendente, Paramount Skydance. Quest’ultimo s’è dichiarato disponibile ad un possibile rialzo, fino a più di cento miliardi di dollari, oltre al pagamento della penale che WBD dovrebbe corrispondere a Netflix in caso di recesso dall’accordo (2,8 miliardi).
Oggi, con un comunicato ufficiale, Netflix annuncia che WBD ha definitivamente formalizzato la convocazione dell’assemblea degli azionisti per il 20 marzo. Allo stesso tempo, la stessa Netflix dichiara d’aver concesso a WBD una finestra di sette giorni durante la quale confrontarsi con Paramount e “risolvere completamente e definitivamente la faccenda”:

“Abbiamo l’unico accordo firmato e raccomandato dal board con WBD, ed è il nostro l’unico percorso certo per generare valore per gli azionisti di WBD […] l’operazione Netflix è incentrata su crescita, opportunità e su un rinnovato impegno nella creazione di film e contenuti televisivi di livello mondiale, non su consolidamento e licenziamenti […] al contrario, Paramount Skydance è fuorviante nei confronti degli azionisti di WBD sui reali rischi normativi che l’operazione comporta a livello globale […] I finanziamenti esteri alla base dell’offerta di Paramount Skydance stanno già sollevando serie preoccupazioni in materia di sicurezza nazionale e il gruppo è ben lontano dall’aver ottenuto tutte le autorizzazioni regolatorie necessarie. La sua proposta comporta significative sovrapposizioni orizzontali che preoccuperebbero le autorità antitrust a livello globale […] Paramount Skydance ha promesso una rapida riduzione della leva finanziaria dopo la fusione, obiettivo che potrebbe essere raggiunto solo attraverso tagli occupazionali senza precedenti […] un piano industriale che dipende da 16 miliardi di dollari di risparmi di costo dovrebbe rappresentare un inequivocabile campanello d’allarme per regolatori, decisori politici, sindacati e creativi […] la solida generazione di cassa di Netflix sostiene la nostra struttura di offerta interamente in contanti, preservando al contempo un bilancio sano e la flessibilità necessaria per cogliere future priorità strategiche”.

Aggiornamento 10 febbraio: secondo un documento depositato presso le autorità di regolamentazione, Paramount si dice disposta a pagare una “commissione d’attesa” di 25 centesimi per azione agli azionisti Warner per ogni trimestre in cui l’accordo non sarà stato concluso, a partire da gennaio 2027. Rileggi Netflix e altri demoni (3)

Nell’ambito della battaglia per l’acquisizione di Warner Bros. Discovery, David Ellison, presidente e amministratore delegato di Paramount, ha giocato quest’oggi una mossa sul mercato italiano. 

Ha acquistato, l’Ellison, spazi su alcuni quotidiani nazionali, presentandosi come «produttore e appassionato di cinema e televisione da una vita». (❤)

S’è rivolto, l’Ellison, «alla comunità creativa italiana, agli appassionati di cinema e ai fan della televisione, all’industria nel suo complesso e a tutti coloro che hanno profondamente a cuore il futuro del cinema e delle arti». (❤❤) 

Questi i contenuti:

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Cinema? the best of Made in Italy! (3)

Nasce MIFE, la federazione che porta il cinema italiano nel mondo

Nasce oggi, o almeno oggi ne vien data notizia, MIFE – Made in Italy Film Export, la nuova federazione dedicata ai produttori e agli operatori dell’audiovisivo italiano che guardano ai mercati internazionali.

Con l’adesione a Confimpreseitalia, MIFE punta a dare al cinema italiano la stessa struttura e visibilità globale dei principali settori del Made in Italy, come moda, automotive, food & beverage, design.

Fondata e presieduta dal produttore cinematografico internazionale Andrea Iervolino, MIFE nasce con una visione chiara:

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Netflix e altri demoni (3) (WBD etc…)

Aggiornamento 3 marzo, David Ellison:

“Intendiamo unire i due servizi, il che ci porterà oggi a poco più di 200 milioni di abbonati diretti al consumatore.

In Paramount, entro la metà di quest’anno, avremo completato il consolidamento dei nostri tre servizi sotto un unico stack unificato, e potrete vedere che adotteremo un approccio simile a questa piattaforma in futuro. E crediamo che l’offerta combinata, data la quantità di contenuti e le nostre potenzialità tecnologiche, ci metterà davvero in grado di competere con i player più affermati nel settore”.

“Abbiamo l’opportunità di contribuire a plasmare il futuro e costruire una nuova generazione di media company dell’intrattenimento.
Non si tratta di consolidamento, ma di reinventare il settore. Vogliamo ampliare la nostra portata e rafforzare la nostra capacità di creare le storie e le esperienze più coinvolgenti al mondo”.

L’amministratore delegato di Paramount ha parlato oggi per la prima volta del maxi-accordo da 110 miliardi di dollari, che darà vita a un colosso dei media, con due grandi studi cinematografici (Paramount e Warner Bros.), un intreccio di studi televisivi, due importanti piattaforme di streaming (Hbo Max e Paramount+) e un portafoglio di canali TV che includerà Cbs, Tnt, Cnn, Mtv e Nickelodeon.
Ellison si è inoltre impegnato a mantenere una finestra d’esclusiva cinematografica di 45 giorni prima di distribuire i film in premium video on demand, riecheggiando impegni simili già annunciati da Netflix.

Aggiornamento 27 febbraio 2026: Netflix ha annunciato ufficialmente il proprio rifiuto ad aumentare l’offerta per l’acquisizione degli studi e delle attività di streaming di Warner Bros. Discovery.

Il consiglio d’amministrazione di Warner ha comunicato che l’offerta presentata da Paramount è risultata superiore rispetto all’accordo precedentemente stipulato con Netflix.
L’operazione d’acquisizione da parte di Netflix, pertanto, non è piú economicamente sostenibile.

La strategia di Paramount punta a un’integrazione totale di tutte le attività di Warner, includendo nel pacchetto anche reti d’informazione e d’intrattenimento di peso come CNN e Discovery.
Questo sancirebbe l’unione di due degli ultimi cinque grandi studi cinematografici rimasti attivi a Hollywood.

La decisione di Warner Bros. arriva, peraltro, nel giorno della visita alla Casa Bianca del co-amministratore delegato di Netflix, Ted Sarandos. 

Il mercato resta ora in attesa delle prossime mosse formali. E del parere dell’Antitrust…
Aggiornamento 24 febbraio: proprio allo scadere dell’“ultimatum”, Paramount ha formulato una nuova offerta e ha rilanciato. Secondo indiscrezioni, Paramount potrebbe aver messo sul piatto 31 dollari per azione rispetto ai 30 precedenti.
La società di David Ellison si è inoltre impegnata a pagare l’eventuale penale da 2,8 miliardi di dollari a Netflix qualora la sua offerta fosse accettata.

Aggiorneremo gli azionisti dopo la revisione. L’accordo con Netflix resta in vigore ed il consiglio di amministrazione continua a raccomandarlo“, ha spiegato Warner Bros.
L’offerta è stata recapitata ed è ora al vaglio del Consiglio d’amministrazione. Se la nuova offerta di Paramount dovesse essere accettata, Netflix avrebbe quattro giorni per rispondere.

Aggiornamento 17 febbraio: ieri, fonti americane segnalavano la possibilità che i vertici di Warner Bros. Discovery fossero disposti a riaprire un tavolo di trattative con l’altro pretendente, Paramount Skydance. Quest’ultimo s’è dichiarato disponibile ad un possibile rialzo, fino a più di cento miliardi di dollari, oltre al pagamento della penale che WBD dovrebbe corrispondere a Netflix in caso di recesso dall’accordo (2,8 miliardi).
Oggi, con un comunicato ufficiale, Netflix annuncia che WBD ha definitivamente formalizzato la convocazione dell’assemblea degli azionisti per il 20 marzo. Allo stesso tempo, la stessa Netflix dichiara d’aver concesso a WBD una finestra di sette giorni durante la quale confrontarsi con Paramount e “risolvere completamente e definitivamente la faccenda”:

“Abbiamo l’unico accordo firmato e raccomandato dal board con WBD, ed è il nostro l’unico percorso certo per generare valore per gli azionisti di WBD […] l’operazione Netflix è incentrata su crescita, opportunità e su un rinnovato impegno nella creazione di film e contenuti televisivi di livello mondiale, non su consolidamento e licenziamenti […] al contrario, Paramount Skydance è fuorviante nei confronti degli azionisti di WBD sui reali rischi normativi che l’operazione comporta a livello globale […] I finanziamenti esteri alla base dell’offerta di Paramount Skydance stanno già sollevando serie preoccupazioni in materia di sicurezza nazionale e il gruppo è ben lontano dall’aver ottenuto tutte le autorizzazioni regolatorie necessarie. La sua proposta comporta significative sovrapposizioni orizzontali che preoccuperebbero le autorità antitrust a livello globale […] Paramount Skydance ha promesso una rapida riduzione della leva finanziaria dopo la fusione, obiettivo che potrebbe essere raggiunto solo attraverso tagli occupazionali senza precedenti […] un piano industriale che dipende da 16 miliardi di dollari di risparmi di costo dovrebbe rappresentare un inequivocabile campanello d’allarme per regolatori, decisori politici, sindacati e creativi […] la solida generazione di cassa di Netflix sostiene la nostra struttura di offerta interamente in contanti, preservando al contempo un bilancio sano e la flessibilità necessaria per cogliere future priorità strategiche”.

Aggiornamento 10 febbraio: secondo un documento depositato presso le autorità di regolamentazione, Paramount si dice disposta a pagare una “commissione d’attesa” di 25 centesimi per azione agli azionisti Warner per ogni trimestre in cui l’accordo non sarà stato concluso, a partire da gennaio 2027.
Intervistato dal Wall Street Journal, Gerry Cardinale, fondatore, proprietario e “capo” di RedBird Capital Partners (che sostiene l’offerta di Paramount per Warner) ha dichiarato: “Se non otterremo l’approvazione delle autorità di regolamentazione entro la fine di quest’anno, pagheremo 650 milioni di dollari ogni trimestre successivo fino all’ottenimento dell’approvazione”.
Paramount accetterebbe, dunque, una maxi-penale da 2,8 miliardi di dollari che Warner Bros. eventualmente dovrebbe al contendente prescelto, Netflix.
In Italia, la notizia è stata ripresa da Adnkronos.

Aggiornamento 5 febbraio: David Ellison (Paramount) ha scritto una lettera aperta, ripresa da molte testate italiane. Nei giorni scorsi, Paramount aveva prorogato al 20 di questo mese la scadenza entro cui gli azionisti WBD possono aderire alla sua controfferta (od “offerta ostile”).

Aggiornamento 20 gennaio 2026: come anticipato dall’agenzia Bloomberg, e come da noi riportato (vedi sotto), Netflix e Warner Bros Discovery hanno annunciato di voler porre in essere un’operazione interamente in contanti.

La nuova struttura, che mantiene invariato il valore di 27,75 dollari per azione WBD, garantisce maggiore certezza per gli azionisti e accelera il percorso verso il voto, previsto ora entro aprile 2026. Warner Bros. Discovery ha già depositato presso la SEC il proxy statement preliminare necessario all’avvio del processo.
L’operazione sarà finanziata da Netflix attraverso liquidità disponibile, linee di credito e finanziamenti già garantiti. Secondo le due società, la scelta dell’all-cash semplifica la transazione, elimina la variabilità legata al mercato e consente di procedere più rapidamente verso l’approvazione.
Prima della chiusura, WBD scorporerà Warner Bros. e Discovery Global in due società quotate separate, un processo che dovrebbe completarsi entro sei-nove mesi.
L’accordo modificato è stato approvato all’unanimità dai consigli d’amministrazione delle due aziende, ma resta soggetto alle autorizzazioni regolamentari negli Stati Uniti e in Europa, oltre al voto degli azionisti WBD.
La chiusura è prevista tra 12 e 18 mesi dalla firma iniziale.
Le due società stanno collaborando con le autorità antitrust, inclusi il Dipartimento di Giustizia statunitense e la Commissione Europea, per garantire un percorso di approvazione trasparente e senza ostacoli.

Aggiornamento 14 gennaio: secondo quanto riferito dall’agenzia Bloomberg (che cita alcune fonti), Netflix starebbe lavorando alla revisione dei termini della sua offerta per Warner Bros. e starebbe valutando la possibilità di una transazione tutta in contanti. L’obiettivo sarebbe quello d’accelerare la vendita di Warner Bros. fra l’opposizione della politica e la controfferta di Paramount Skydance.
Aggiornamento 13 gennaio: Paramount Skydance ha fatto causa a Warner Bros. Discovery, con il preciso obiettivo di ottenere i dettagli finanziari dell’offerta formulata da Netflix.
Il già citato David Ellison (fondatore di Skydance Media e amministratore delegato di Paramount) ha dunque intentato una causa presso la cancelleria del tribunale del Delaware affinché la corte “inviti WBD a dare informazioni agli azionisti, in modo che compiano una decisione informata”.
L’accusa è che David Zaslav (CEO e presidente di Warner Bros. Discovery) e gli altri membri del consiglio d’amministrazione abbiamo contravvenuto ai loro obblighi di comunicazione non fornendo “informazioni complete, accurate e veritiere”.
Non compiamo queste azioni a cuor leggero – ha però aggiunto Ellison. Sia chiaro che il nostro obiettivo rimane avere un dialogo costruttivo con il consiglio d’amministrazione di WBD per raggiungere un accordo che sia nel migliore interesse degli azionisti”.
La controparte ha definito “priva di fondamento
la causa di Paramount, sottolineando che un’eventuale nuova proposta dovrà in ogni caso superare i 30 dollari ad azione proposti finora.
Aggiornamento 9 gennaio:
stando a quanto riporta la testata Deadline (Ted Johnson), in una lettera depositata mercoledí scorso presso una sottocommissione antitrust della Camera dei Rappresentanti, il responsabile legale di Paramount, Makan Delrahim, ha scritto ai legislatori che la fusione Netflix-WBD era “presumibilmente illegale“, in quanto avrebbe «consolidato ulteriormente la sua posizione dominante nello streaming video on demand».
Molto dipenderà da come il governo definirà in ultima analisi il mercato relativo, ovvero se Netflix competerà in un mondo ristretto di streaming in abbonamento per contenuti premium o in un panorama molto piú ampio che include YouTube e i social media.

Makan Delrahim ha affermato che la definizione piú ampia di mercato era “contorta e assurda”, qualcosa che “nessun legislatore serio accetterebbe mai“. Ha scritto che tale definizione «afferma, ad esempio, che i video gratuiti generati dagli utenti su YouTube e TikTok dovrebbero essere considerati un sostituto adeguato per i contenuti premium disponibili su Netflix o HBO Max». Secondo Delrahim,«questo è ciò che alcuni chiamano “antitrust psichedelico” – non ha alcun fondamento nella realtà del mercato o giuridica».
Delrahim ha sostenuto che Netflix aveva precedentemente respinto l’idea che YouTube fosse un concorrente, citando documenti di deposito titoli in cui «si confrontava con i concorrenti effettivi nello streaming video on demand».
Makan Delrahim ha guidato la divisione antitrust del Dipartimento di Giustizia durante il primo mandato di Donald Trump.
Ad una richiesta immediata di commento un portavoce di Netflix non ha risposto.
Il mese scorso, Warner Bros. Discovery ha stipulato un accordo con Netflix; quest’ultima ha acquistato lo studio e le attività di streaming, i canali via cavo WBD sono stati scorporati in una società separata.

Aggiornamento 8 gennaio 2026: Paramount conferma la sua controfferta da 30 dollari per azione per Warner Bros. Discovery, anche dopo la seconda bocciatura. Arriva ad affermare, anzi, che le proprietà via cavo di CNN e Discovery (che Netflix non desidera), valgano effettivamente meno di niente, sulla base di una valutazione azionaria di Versant Media (VSNT.O), recentemente quotata in borsa, uno spin-off di Comcast che include attività digitali e canali televisivi, come CNBC.
WBD continua a ritenere l’offerta inadeguata, con troppi rischi per gli azionisti. L’accordo con Netflix, al contrario, non richiede finanziamenti azionari ed è garantito da 59 miliardi di dollari di debito da banche tra cui Wells Fargo, BNP Paribas e HSBC Holdings.
Samuel Di Piazza, presidente di WBD, ha tuttavia dichiarato che l’azienda è aperta a un accordo se Paramount riuscirà a “mettere sul tavolo qualcosa di convincente”.
Oltretutto, non tutti gli azionisti Wbd sono concordi sul rifiutare la corte degli Ellison: Pentwater Capital, il settimo azionista, ha sostenuto che il consiglio sta commettendo un errore nel non collaborare con Paramount. (Fonte: Reuters)
Aggiornamento 7 gennaio 2026: Warner Bros. Discovery ha respinto la controfferta da 108 miliardi di dollari proposta da Paramount, definendola “inadeguata”.

Rimane in essere l’offerta di Netflix, il cui consiglio d’amministrazione, da par sua, ha ribadito ufficialmente il proprio “pieno sostegno” all’accordo di fusione con Warner Bros. Discovery, già annunciato il 5 dicembre 2025, e ha raccomandato agli azionisti di WBD di respingere eventuali proposte alternative o riviste emerse successivamente al 22 dicembre ultimo scorso. Secondo Ted Sarandos & Greg Peters,i co-CEO di Netflix, la fusione “metterebbe insieme competenze complementari e una visione comune sullo storytelling, creando una piattaforma piú forte per i creatori e contribuendo a un ecosistema dell’intrattenimento più competitivo e sostenibile.” (⇐Variety)

Aggiornamento 30 dicembre: secondo un lancio dell’agenzia Reuters, che riprende CNBC, Warner Bros. Discovery dovrebbe respingere l’offerta di Paramount Skydance (PSKY.O), nonostante i 108 miliardi di dollari e la garanzia personale del miliardario Larry Ellison.
Warner Bros. e Paramount Skydance hanno rifiutato di commentare la notizia.

Aggiornamento 22 dicembre: Larry Ellison, cofondatore di Oracle nonché azionista di maggioranza (e padre dell’amministratore delegato) di Paramount, ha dato una “garanzia personale irrevocabile” per il finanziamento da 40,4 miliardi di dollari, come parte della controfferta da 108 miliardi. Spera in questo modo di convincere gli azionisti di Warner Bros. Discovery ad accettare l’offerta. Paramount ha inoltre fatto sapere di avere aumentato da 5 a 5,8 miliardi la commissione che pagherebbe a Warner Bros. Discovery qualora l’offerta non andasse a buon fine, per esempio per la mancata approvazione delle autorità di controllo.

Aggiornamento 17 dicembre: Ted Sarandos e Greg Peters, co-CEO di Netflix, sono stati accolti dall’amministratore delegato di Warner Bros. Discovery, David Zaslav, al lotto Warner Bros. di Burbank.

La visita è avvenuta lo stesso giorno in cui il consiglio d’amministrazione di Warner Bros. Discovery ha ribadito ufficialmente la propria raccomandazione agli azionisti: respingere l’offerta di Paramount Skydance e approvare invece l’accordo di fusione con Netflix.

Aggiornamento 15 dicembre: in una lettera inviata agli azionisti, Greg Peters e Ted Sarandos, co-amministratori delegati di Netflix, hanno scritto che le nozze fra Netflix e Warner Bros sarebbero una “vittoria per l’industria dell’intrattenimento, non la fine”.
I due manager hanno ribadito il loro impegno a far uscire nelle sale cinematografiche i film di Warner:

“Non abbiamo dato la priorità alle sale in passato perché non erano parte delle attività di Netflix. Quando l’accordo con Warner sarà chiuso entreremo nel business delle uscite nelle sale”.

Nella missiva, Peters e Sarandos si sono detti fiduciosi sul via libera delle autorità all’unione con WBD, argomentando che l’accordo sia necessario per competere con il dominio di YouTube.

“Una volta insieme la nostra quota di visualizzazioni sarà dell’8-9% negli Stati Uniti, sotto il 13% di YouTube. Paramount e Warner insieme avrebbero il 14%”, hanno aggiunto riferendosi all’offerta lanciata dal conglomerato guidato dagli Ellison.

Stando alle dichiarazioni d’intenti, il modello theatrical dello studio verrà non solo preservato, ma valorizzato come asset strategico.

Netflix prospetta una sorta di “complementarità”: Warner Bros. porterebbe in dote una divisione cinematografica di successo, alcuni tra i piú importanti studi televisivi al mondo ed il marchio HBO, definito «lo standard della televisione di prestigio» mentre Netflix contribuirebbe con innovazione tecnologica, portata globale e una piattaforma di streaming leader in oltre 190 Paesi.

Aggiornamento 8 dicembre: tre giorni dopo l’annuncio dell’accordo tra Warner Bros. e Netflix, Paramount Skydance lancia un’offerta in contanti da 30 dollari ad azione per acquistare il gruppo Warner Bros. Discovery, che valuta sé stesso 108,4 miliardi di dollari.

L’offerta di Paramount per l’intera WBD, quindi anche per i canali televisivi come CNN, sottolinea il gruppo in una nota, “vale 18 miliardi di dollari in contanti in più rispetto all’offerta di Netflix”.

Non so se avete saputo ma la piú recente rivoluzione nel contesto internazionale dei media è stata l’acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Netflix.

Qual è adesso la classifica delle realtà entertainment piú importanti al mondo? Quali le prospettive per i film in sala e le altre forme di distribuzione?

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il lamento dei cineasti (7)

Il movimento #siamoaititolidicoda, che raccoglie i lavoratori del settore cinematografico, ha indetto per venerdí e sabato prossimi, 28 e 29 novembre, uno sciopero generale.

Rileggi il lamento dei cineasti (6) e il lamento dei cineasti (6/bis)

Nella nota stampa, ripresa da varie agenzie e testate, si legge:
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il lamento dei cineasti (6/bis)

Aggiornamento 7 novembre/bis, ANICA, APA, CNA dopo parole del Ministro:

ANICA, APA e CNA Cinema e Audiovisivo dopo parole del Ministro: resta il problema del taglio alla Finanziaria
“Apprezziamo l’intento di trovare liquidità immediata per rifinanziare il fondo 2026 da parte del Ministro Giuli, dal quale abbiamo ricevuto rassicurazioni dirette sull’impegno a ripristinare le risorse per i contributi automatici, da cui sono stati attinti 100 milioni per compensare parte dei severi tagli previsti in Legge di Bilancio.
La tutela dei diritti acquisiti sui contributi automatici degli anni pregressi, sui quali pure siamo stati rassicurati, è per noi imprescindibile ed una sua eventuale violazione sarebbe molto grave, specialmente dopo il recente lavoro condiviso con il MiC stesso per accelerarne l’erogazione.
Cogliamo in questa interlocuzione la buona volontà di impedire una crisi strutturale dell’industria del cinema e dell’audiovisivo che costerebbe decine di migliaia di posti di lavoro e impatterebbe negativamente sull’ economia italiana.
Le buone intenzioni, però, non bastano, per questo resta sempre urgente e indispensabile che si recuperino le risorse tagliate in Finanziaria.
Resta quindi, fino a quel momento, tutto l’allarme e la preoccupazione del settore su questa situazione”.

Aggiornamento 7 novembre, comunicato del Ministero:

Ho appena firmato un decreto interministeriale per destinare oltre 100 milioni di euro a favore del fondo per il cinema e l’audiovisivo. Si tratta di somme inutilizzate dal 2022 – un’ulteriore parte delle quali resterà esigibile per l’anno 2026 – e che con questo decreto reindirizziamo al rifinanziamento del fondo. Nelle condizioni date, malgrado i necessari e consistenti tagli previsti in legge di bilancio, dopo aver reso più trasparenti e virtuose le procedure di accesso al Tax credit; dopo aver prosciugato le zone d’ombra e di arbitrio in cui pochi spregiudicati si arricchivano alle spalle dei numerosi lavoratori del settore; oggi il Ministero della Cultura viene incontro alla catena del valore cinematografico confermandole risorse e fiducia: dalle maestranze ai produttori passando per tecnici, sceneggiatori, registi e così via. È un atto di responsabilità collettiva, in attesa della controfirma del Mef, che si accompagna al lavoro in corso sul Codice dello spettacolo e che si aggiunge al cuore della missione del Mic: Tutela, conservazione e valorizzazione dei beni culturali, mai come adesso al centro della nostra attenzione e presto destinatarie di altri finanziamenti straordinari”.
Così il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli

Questo post prosegue da il lamento dei cineasti (6) (ma non solo)

dal sito Anica.it:

ANICA, APA e CNA lanciano allarme per i tagli in legge di bilancio

Appello alle Istituzioni: sì a dialogo costruttivo e aperto per scongiurare la crisi
Produzioni e posti di lavoro a rischio, si teme per il futuro di tutto il settore cinema e audiovisivo

5/11/2025

Roma – ANICAAPA e CNA Cinema e Audiovisivo – rappresentative del 90 per cento della filiera industriale – sollevano l’allarme per i probabili tagli ai finanziamenti al settore e per il cambio delle regole in corso, previsti in legge di bilancio.
I provvedimenti, in vigore da gennaio 2026, metterebbero a rischio l’intero comparto del cinema e dell’audiovisivo.
Le tre associazioni del settore chiedono alle Istituzioni un dialogo costruttivo e aperto, per discutere nel merito tutte le possibili e auspicabili soluzioni che possano scongiurare una grave crisi del settore che metterebbe a rischio centinaia di produzioni e migliaia di posti di lavoro.
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il lamento dei cineasti (6)(ma non solo)

È POSSIBILE SOTTOSCRIVERE LA “LETTERA PER IL CINEMA”, L’APPELLO INDIRIZZATO DALLE ASSOCIAZIONI ALLE ISTITUZIONI, COMPILANDO LA FORM AL SEGUENTE INDIRIZZO: https://www.culturaitaliae.it/lettera-per-il-cinema/

Aggiornamento 3 novembre, le dichiarazioni di Mario Lorini, presidente dell’Associazione Nazionale Esercenti Cinema nelle audizioni preliminari per l’esame della legge di bilancio 2026 davanti alle commissioni del Bilancio della Camera e del Senato:

Quello del comparto cinema e audiovisivo è un comparto stabile, in buona salute, ma fragile, i commenti sulle norme previste nella legge di Bilancio 2026 hanno messo un po’ tutto il settore in una serissima preoccupazione”.
Di fronte a un taglio del fondo cine-audiovisivo dagli attuali 696 milioni a 550 per il 2025 e 500 per il 2026, “non solo l’esercizio cinematografico, quindi le sale cinematografiche ma anche tutta l’industria avrebbe dei danni forse irreparabili.
Si metterebbe a rischio “tutto il lavoro fatto in questi anni, che ha riportato dopo il 2020 il settore a godere di una buona salute”. Per Lorini va evitata “una crisi profonda” del settore ed è piuttosto da auspicare “l’integrale ripristino delle dotazioni del fondo per poter proseguire negli investimenti dedicati al recupero, la ristrutturazione delle sale e il sostegno a una parte dei costi di funzionamento”.

Non bisogna dimenticare, d’altra parte, che “le abitudini del pubblico, la socializzazione, il ritorno alla frequentazione dei luoghi sono un bene per tutto il Paese, per le periferie, per i centri, per la vita commerciale. Se noi le interrompiamo, anche detraendo una minima cifra, al fondo per il cinema e l’audiovisivo, rischiamo di mettere tutto a rischio”. (⇐ Ansa)

Aggiornamento 28 ottobre: Chiara Sbarigia, presidente Apa (Associazione Produttori Audiovisivo), ha (ri)lanciato l’allarme sulle conseguenze dei tagli previsti dalla manovra di Bilancio. Intervistata dall’agenzia Ansa, ha dichiarato:

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festival a confronto (139)

Aggiornamento: vivrà dall’8 al 12 ottobre, in quel di Livorno, la XIV edizione del FiPiLi Horror Festival. Kermesse tra le piú originali, consterà di una cinque giorni di proiezioni, incontri con professionisti, eventi, presentazioni di libri, varie ed eventuali.
Filo conduttore, come intuibile, la “paura”. Il FiPiLi Horror Festival presenterà infatti il meglio del panorama horror internazionale, con oltre 60 film, tra corto e lungometraggi, provenienti da tredici Paesi, e dieci racconti del terrore, selezionati tra gli oltre 130 ricevuti.
Tra gli ospiti Carlo Lucarelli e Pupi Avati.

In questo post: Giornate del Cinema muto di Pordenone; Festa del Cinema di Roma; Prix Italia; Sedicicorto International film Festival; 50 Giorni di Cinema a Firenze; “le vie del Cinema”

Claudia Cardinale a Madrid

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festival a confronto (138)(e altri demoni)

Aggiornamento: vive dal 25 al 28 settembre 2025 la IV edizione del Capalbio Film Festival, per la direzione artistica di Steve Della Casa e Daniele Orazi. Cinema, arte, sostenibilità ambientale nonché – ci mancherebbe altro – un ricco programma d’incontri e proiezioni. Madrina Margherita Buy. Tra gli ospiti Valeria Bruni Tedeschi, Silvia D’Amico, Giuseppe Piccioni, Nicole Grimaudo, Elisa Amoruso, Pietro Marcello. Questo il sito ufficiale.

In questo post: Mia – Mercato internazionale audiovisivo; la mostra ‘Moda e Pubblicità in Italia 1950 – 2000’; gli Stati Generali degli Eventi; il Tropea Film Festival; il Mix Festival

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Venezia 82, i Leoni e molto piú!

Oltre all’assegnazione dei Premi, alla Mostra del Cinema di Venezia si è riflettuto sul cinema indipendente e sulle alleanze tra AIR3, Associazione italiana registi,100Autori e CNA Cinema e Audiovisivo.

L’LXXXII edizione della Mostra internazionale d’Arte Cinematografica ‘La Biennale’ può dirsi conclusa. A fine post l’elenco completo dei vincitori.

Prima del palmarès, tuttavia, vogliamo ricordare il progetto congiunto annunciato, proprio nell’ambito di questa edizione della mostra, da AIR3 Associazione Italiana Registi,100Autori e CNA Cinema e Audiovisivo:

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Venice… “immersive”…

In attesa dell’LXXXII edizione della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, che inizierà domani, è stata presentata oggi alla stampa “Venice Immersive”, la sezione che, nell’ambito della Mostra, vuol rendere giustizia alla “Extended Reality”.

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