le buone letture

Da un classico letterario si deve pretendere il miglioramento spirituale di chi lo legge.

Lo si vorrebbe dire con riguardo anche ad altri ambiti ma tali e tante sono le pieghe del transeunte che le decodifiche sembrano scontate.

Quali libri, quali letture non possono mancare nel cammino culturale, intellettuale e spirituale di un uomo?

La mia classifica è la seguente:

  1. V. Hugo, L’Uomo che ride;
  2. AA. VV., la Bibbia (almeno il Pentateuco, l’Ecclesiaste e il Nuovo Testamento);
  3. F. Dostoevskij,  Delitto e Castigo, I fratelli Karamazov, L’Idiota;
  4.  L. Tolstoj, Resurrezione;
  5. C. Collodi, Le avventure di Pinocchio (da leggere nella versione originale, la prima volta da fanciulli, poi da adulti);
  6. P. Levi, Se questo è un uomo;
  7. V. Hugo, I Miserabili;
  8. D. Alighieri, la Divina Commedia;
  9. F. Pessoa, intera produzione;
  10. G. Leopardi, Canti, Operette morali;
  11. F. Nietzsche, Cosí parlò Zarathustra;
  12. S. Freud e  C.G. Jung, un po’ tutto;
  13. Omero (?), Odissea, Iliade;
  14. Eschilo, Sofocle, Euripide, Aristofane, Shakespeare: un po’ tutto;
  15. G. Orwell, 1984, La fattoria degli animali;
  16. H. Hesse, Siddharta;
  17. Platone, la Repubblica, il Timeo, il Simposio;
  18. Ch. Dickens, David Copperfield, Oliver Twist, A Tale of two Cities, Hard Times,  Little Dorrit, Great Expectations, altri;
  19. sant’Agostino, le Confessioni;

La classifica intende, tra l’altro, controbilanciare le categorie che derivano dalla scuola o dal successo editoriale.

L’elenco (sui millecinquecento che ha letto) dei libri che hanno cambiato la vita ad Alessandro Poggiali è invece il seguente (molte le analogie col sottoscritto): Continue reading “le buone letture”