Aggiornamento: sempre ieri, 5 novembre 2026, è stato presentato alla Camera dei Deputati il progetto di legge sui Creators. Carlo Rodomonti (Presidente Unione Editori e Creator Digitali, Head of Marketing & Innovation Rai Cinema) ha dichiarato:
Oggi siamo stati protagonisti di un momento storico per il riconoscimento del ruolo culturale, imprenditoriale ed industriale della creator economy.
Gli associati dell’Unione Editori e Creators Digitali sono stati parte attiva nella rappresentazione delle esigenze del settore, evidenziandone le caratteristiche, il potenziale e le aree di intervento più significative.
Il pdl è uno strumento fondamentale per creare un quadro regolatorio chiaro e sistematizzare i precedenti interventi realizzati da Agcom ed INPS_official. Mira a sostenere lo sviluppo e la professionalizzazione del settore puntando – tra le altre cose – sulla formazione certificata, l’autoregolamentazione e la trasparenza.
Nel pdl viene riconosciuto un ruolo centrale delle agenzie e delle associazioni di settore come interlocutori primari delle istituzioni e delle piattaforme.
Valorizzare la creator economy significa anche riconoscere la funzione e la reputazione di uno spazio fortemente presidiato dalle generazioni più giovani e che deve integrarsi nel quadro più ampio del sistema culturale in generale e audiovisivo in particolare.
Questo il link alla notizia completa.
È arrivato nella giornata di ieri, da Palazzo Madama, il via libera definitivo e unanime (con 123 voti favorevoli) alla nuova Legge Cinema, il provvedimento che riorganizza l’intero comparto dell’audiovisivo, già approvato alla Camera lo scorso settembre.
Nonostante l’unanimità politica, le rappresentanze professionali di autori, registi e sceneggiatori hanno espresso perplessità sull’impianto finale della norma.
🎬 Le principali novità della legge
La Legge Cinema delega il Governo a riordinare la disciplina del settore introducendo una serie di strumenti operativi e linee di indirizzo:
- Il Forum di esperti: un nuovo organismo di consultazione e monitoraggio delle politiche pubbliche sul cine-audiovisivo, che andrà a sostituire lo storico Consiglio Superiore del Cinema e dell’Audiovisivo.
- La nuova Agenzia del Cinema: un ente con piena autonomia organizzativa, patrimoniale, finanziaria e gestionale. Assumerà le funzioni operative oggi svolte dalla Direzione Generale Cinema (DG Cinema) del Ministero della Cultura (MiC).
Al Ministero resteranno le funzioni di indirizzo politico, vigilanza strategica e ispezione. - Programmazione e finanziamenti: prevista una programmazione triennale con procedure semplificate, tempi certi per l’erogazione dei contributi e maggiori controlli sull’utilizzo delle risorse pubbliche. Il Governo dovrà equilibrare sostegni automatici e selettivi, incentivi fiscali e contributi a fondo perduto.
- Sostegno alle produzioni indipendenti e giovani talenti: introdotte misure ad hoc per produzioni indipendenti, opere prime e seconde, giovani autori, specifici generi cinematografici e criteri dedicati per l’accesso agli incentivi per le produzioni audiovisive di minori dimensioni.
- Intelligenza Artificiale e lotta alla pirateria: particolare attenzione è riservata alla regolamentazione dell’IA nel settore e al contrasto alla pirateria online.
- Rilancio delle sale cinematografiche: previsto un piano nazionale dedicato alla riapertura e alla riqualificazione delle sale sul territorio.
- Tutele per i lavoratori dello spettacolo: la legge interviene sulle tutele previdenziali e assistenziali, prevedendo la revisione dell’indennità di discontinuità e dei relativi ammortizzatori sociali.
Entusiasmo istituzionale e protesta degli Autori
Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha definito l’approvazione “un risultato storico per la cultura italiana”, evidenziando “la conferma dello ‘stilnovo’ nei rapporti tra istituzioni e mondo del cinema, fondato sul dialogo, sulla fiducia e sulla responsabilità reciproca”.
Di parere opposto il Coordinamento Autori e Autrici — che riunisce le principali associazioni del settore (100autori, ACMF, AIDAC, AIR3, ANAC e WGI). In una nota congiunta, le associazioni si dicono profondamente deluse dal ritiro di tutti gli emendamenti (trasformati dal Governo in semplici ordini del giorno per approvare il testo senza modifiche rispetto alla Camera):
“Una legge che pur partendo dalle giuste premesse di creare un ente di gestione autonomo e fortemente partecipato dalle categorie professionali, ha poi finito per vedere annacquata la reale autonomia della nuova Agenzia, e ridimensionato il ruolo delle rappresentanze del settore, senza per altro affrontare il nodo fondamentale della stabilità delle risorse.”
Le tre principali criticità sollevate dal settore:
- Mancanza del “Modello Francese” (CNC): il Coordinamento aveva proposto di prendere a modello il CNC francese — un organismo realmente autonomo, autorevole e dotato di risorse proprie tramite una tassa di scopo. L’Agenzia italiana rischia invece d’essere un semplice ente attuativo dipendente dal Governo per indirizzi e risorse, col rischio di duplicare i livelli decisionali e complicare i meccanismi operativi.
- Il nodo dell’entrata in funzione (rischio blocco del settore): tra gli emendamenti ritirati c’era la richiesta di rinviare l’entrata in funzione dell’Agenzia al 2029 per evitare un blocco operativo della macchina dei finanziamenti. La trasformazione della proposta in ordine del giorno non sposta la scadenza di legge, lasciando l’intero comparto nell’incertezza.
- Rinvio dei problemi ai decreti attuativi:
“Una legge di sistema dovrebbe nascere da una visione condivisa del futuro del cinema italiano. Non dall’assemblaggio di proposte diverse, né dal rinvio delle questioni irrisolte a successivi provvedimenti”, conclude il Coordinamento.
La replica del Governo
A rassicurare gli operatori è intervenuta la sottosegretaria Lucia Borgonzoni: “Faremo in modo che questa legge non blocchi in nessun modo il settore e che i decreti attuativi vengano fatti nel più breve tempo possibile”.
Resta da capire se i futuri decreti attuativi riusciranno a sciogliere i nodi operativi o se le preoccupazioni di chi fa il cinema ogni giorno si riveleranno fondate.
Il testo è stato approvato in Parlamento come Disegno di Legge n.2035 (in Senato, denominato ufficialmente Atto Senato n. 2035, che recepiva il testo unificato della Camera).
Il numero definitivo come Legge della Repubblica sarà assegnato solo dopo la promulgazione da parte del Presidente della Repubblica e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.